giovedì 12 aprile 2018

Fra un po' arrivano le ciliegie..



Le foto che scorrono veloci sotto gli occhi e raccontano di una vita sconosciuta, con un'assenza che risuona ad alta voce, rimbomba. Per un attimo ho desiderato urlare, ho desiderato spaccare tutto, poi ho guardato me stessa riflessa in un fiore di ciliego. E' tornato ed è carico di promesse. E io sono sempre io, sempre un po' diversa, sempre pronta per un nuovo passo, per nuovi paesaggi. Ho guardato quello che ho saputo fare. E al colore verde dell'erba appena cresciuta, che ho raccontato ieri sera a tavola. Ho pensato alla bellezza dei numeri piccoli, ho pensato a tutto quello che ancora voglio fare, perchè non mi basta mai. Ho pensato agli infiniti abbracci dove posso rifugiarmi, così nuovi e così freschi. Ho pensato che questa è la mia strada. Pensieri intrecciati e incastrati. Quella parte di me che non riconosco è la malinconia che mi hai lasciato, è l'assenza. E' che non ci sono più io. Allora mi sono fatta baciare a lungo dal sole, lentamente e lieve mi sono fatta accarezzare, ho ascoltato il cuore ricercare la sua danza e ho pensato che voglio placcare di oro brillante la mia ferita. Che sia un gioiello, che sia chiusa per sempre. E allora chissà, se del tutto e se per sempre, ma oggi un altro pezzo è volato via, un'altra parte di libera mente e libero cuore è conquistato. Arriverà un giorno in cui non penserò. O arriverà il giorno in cui il cuore non farà un passo all'indietro, quando incontrerà quel pensiero scivolato via. La primavera è la rinascita e io la sto coltivando da molto tempo. Guarda le mie mani: sono abbastanza aperte per non trattenere più, sono abbastanza forti per rompere i fili segreti. 
Credevo che la via giusta fose il cancellare e invece è mettere da parte.

mercoledì 21 marzo 2018

Un'altra parte del cerchio


Frullata, in due mesi sono frullata. Non per troppi impegni, non per troppe cose. Ma perché il mio corpo fa il suo corso e forse, nonostante tutti i racconti che mi sono narrata, io faccio fatica.
Del resto questa volta è oggettivo. Lo dice anche la dottoressa: "..siamo in premenopausa, signora, non sarà bello.."
No, non sembra proprio, ma io lo vorrei bellissimo, vorrei che questo giro di cerchio fosse saggio, profumato alla vaniglia, leggero e modesto. E invece al posto della saggezza, al posto dell'equilibrio,  posso essere stanchissima, rotta, irascibile, triste, gonfia, grassa, impacciata, nervosa...
Quasi da non riconoscermi a volte. Quasi da chiedersi allo specchio chi sono. Quasi da non starsi simpatici per un attimo. Quasi da perdere il filo di sè. I miei piedi all'improvviso sono troppo lontani dalle mie mani.
E tra i due estremi, di chi sboccia alla vita e di chi la vita la saluta, ora ci sto io a mettere il simbolo mancante.
Questo sconvolgente cambiamento, così sudato e affaticato,  in questi giorni in cui ho buttato tutto fuori, di grande pulizia, di falò che si sono bruciati e spenti, mi ha fatto intravedere alcune armi. Potrò essere ironica, potrò essere irriverente. Potrò giocare con la nuova me e disincantarla. Potrò liberarmi cercando il mio opposto. Potrò non fermarmi, innamorarmi del dinamismo, dell'ordine e della cura.
Potrò scrivere chi sono e chi non sono, osservare cerchi chiusi per sempre, anche se lunghi una vita, accettare la mancanza e amare lo spazio meraviglioso che mi ha lasciato. E siccome sono io, sarò in una lotta pacifica, per ritrovare il centro.

mercoledì 31 gennaio 2018

L'ordine ordinato



E' la fine del mese. Un altro di un inverno, che nonostante l'amore, ho mal sofferto.
Come se una puntina da disegno avesse ancorato un lembo della mia anima a quella spiaggia.
Resto qui, sulla mia poltrona preferita, vicino a tutto ciò che mi ricorda il sole.
Vedo l'energia che si consuma e penso ad una vecchia storia di cucchiai e di troppo dare.
Vorrei essere lenta, da risultare immobile.
Sto qui abbracciata alla sensazione molle del non definitivo, sto qui curiosando tra le mie pieghe, sto qui a guardarmi per capire come riconoscermi.
Non è facile, non è difficile. La mia opposizione è forse quello che mi stanca.
E il rumore esterno. Quello arriva e mi destabilizza.
E' meglio di ieri, ma non è ancorra il meglio.
Quello sta correndo, ma non lo conosco. Ha cambiato faccia, ha cambiato viso. 
Sto qui racchiusa tra le mie ossa che suonano canzoni del tempo, racchiusa tra i miei nervi che vogliono fare scudo.
E con questo pensiero sfuggente, che dipinge le pareti di una casa non vissuta.
Ora vorrei capire dove è la bellezza, dove la devo guardare, quanto in fondo devo cercare.
In questo mese ho sentito cambiare il canto degli uccelli, ho vissuto paurosa del tempo per poi farlo mio, ho trovato la calma nell'essere arrabbiata e ho amato tanto quello che ho fatto, da lasciarmi alle spalle quel che non entrava.
Questo mese è come se avessi tirato tutto fuori dall'armadio e ora cerco il bandolo dell'ordine ordinato.

domenica 7 gennaio 2018

La potenzialità del vuoto


Silenzio. Il pensiero scivola fuori, non ho più difese, non ho più resistenze.
Osservo mentre tutto se ne va e per un po' rimane VUOTO.
Un momento o uno spazio di totale assenza.
Improvvisamente inizia il turbinio, un vortice violento,
Tumultuoso nulla, che avanza impetuoso.
Era questo che bruciava sotto lentamente,
Era questo che coltivavo nell'ultimo anno,
Era questo che covava ardente, nell'attesa del giusto vento:
La presenza di tutta la potenzialità del vuoto, che attrae l'indicibile,
Per diventare forza creatrice.

lunedì 1 gennaio 2018

Gratitudine

Gratitudine. Pensiero sospeso lasciato nascosto.
Gratitudine, attitudine sverzante, ripida e ruvida.
Gratitudine, principio di fatica,
Pulsante spinta, gocce di sudore che si increpano sulle labbra.
Sforzo quotidiano.

Gratitudine. Sguardo nuovo, che ti fruga dentro.
Gratitudine. E' il mondo non giudicato, che si riversa nel cuore.
L'educazione interiore dei mille sguardi, a cui il possibile è permesso.
La memoria che crea l'anima.

Gratitudine. Il dolore che trova il suo spazio.
Gratitudine, l'opportunità della realizzazione.
Il gusto dell'esserci, il dovere dello stare.
La libertà di girare la pagina, la gioia degli occhi che si chiudono.

mercoledì 27 dicembre 2017

La ricerca del tempo




Prendo tempo per me. Lo voglio far passare piano per vederlo scorrere. Voglio un tempo lento e diverso. Fatto di concentrazione e di cura. Alla ricerca della bellezza. Lo voglio che scivoli, come la tisana che mi verso nella mia tazza. Lo cerco che mi sorprenda, come i punti dell'uncinetto, che tondo dopo tondo, si creano. Lo voglio fatto di silenzio, come quello che si nasconde tra le gocce della pioggia. Lo faccio mio, nel tepore delle coperte, con il gatto morbido che mi mordicchia il mento e mi ricorda che la peggiore nemica del mio tempo, sono io. Perché lo butto alla rinfusa dentro un armadio di confusione, di dover fare e desideri, di piccole ansie e abitudini incrostate. Di mancanza di luce.
Mi costringo a rallentare il mio pensiero dipendente da sé stesso, il mio modo di fare usuale. E lo distillo goccia dopo goccia per scoprire come va. 

sabato 23 dicembre 2017

Andare altrove

E sempre addosso quella voglia di andare, cercare l'altrove, che è dentro me. Verso sempre dove brucia.

sabato 16 dicembre 2017

Quando siamo nude.


Sono tornata da una persona del cuore. Sono tornata dopo più di un anno, perché ho avuto bisogno di tempo. Di ritirarmi. Sono stata a pensarci su, perché non sapevo che vestito mettermi per tornare. E così le giornate hanno fatto il loro lavoro, che è quello di passare. L'ho trovata bella, meravigliosa e fiera nella sua burrasca. L'ho trovata passionale e vibrante, come solo lei sa fare. E ho visto nei suoi occhi tutti i piccoli segni che il tempo sa lasciare. Belli. Segni di una bellezza senza respiro. Il suono della sua risata è una delle cose che più mi allargano il cuore. Un anno di pausa per l'anima. Stamattina le ho detto: "Penso che il vestito più bello che ho è quando sono nuda". E penso che il vestito più bello della sua anima è quando è nuda.

domenica 10 dicembre 2017

Lo yin diventa yang, lo yang sarà yin


A volte si pensa che tutte le risposte siano in un altro luogo, in un altrove che non conosciamo, ma che per scontato crediamo sia nostro. E invece è nelle pieghe tra pensieri e anima, tra la polvere del nostro agire che si può posare lo sguardo e iniziare la ricerca. Più o meno un anno fa stavo per decidere di riprendere in mano questo spazio. Poi qualcosa è cambiato. Sono stata travolta dalla mia storia. E in proporzione inversa il mio caso si rimpiccioliva di fronte agli strappi della vita. Le passeggiate, che anelavano ad essere solitarie, sono state fatte in compagnia. Il grande si è ridotto a piccolo. Perché lo yin diventa yang e lo yang diventa yin.


Desidero un diario. La cucina è nei miei giorni.

mercoledì 22 giugno 2016

Biscotti di riso integrale con limone e cocco



250 gr di farina di riso integrale
100 gr di malto di riso (o di sciroppo di riso per una versione completamente gluten free)
100 gr di latte di riso
50 gr di olio di germe di mais
1 limone
1\2 bustina di cremortartaro
un pizzico di sale
75 gr di cocco rapè

Miscelate con l'aiuto di una frusta la farina di riso integrale con il cocco, il lievito, il sale e la buccia grattuggiata del limone. 
In una caraffa unite il latte di riso, il succo di limone, l'olio e il malto e mescolate anche aiutandovi con un frullatore ad immersione.
Unite la parte liquido a quella asciutta e amalgamate con un cucchiaio di legno, dovete ottenere un impasto morbido e spumoso, abbastanza denso.
Mettete l'impasto in una tasca da pasticcere e create delle "esse".
Infornate a 180° in forno statico per 15\18 minuti o fino a doratura.

I biscottini. Mi piace sperimentare sempre nuove forme e vorrei avere più dimestichezza con la sac a poche, così ho provato questo impasto che ho trovato tra uno dei più bei libri di pasticceria naturale in circolazione: BISCOTTI AL NATURALE di P. Boscarello ed. Terra Nuova.
Alla fine sono venuti fuori questi piccoli dolcetti da tea, un pochino eleganti.

mercoledì 11 maggio 2016

Frittata di piselli, zucchine e fiori di zucchina

FRITTATA DI PISELLI, ZUCCHINE E FIORI DI ZUCCHINA

1 cipolla
3 zucchine
fiori di zucchina
150 gr di farina di piselli 
300 gr di acqua frizzante
1 c di bicarbonato (facoltativo)
sale marino integrale
menta
timo
olio evo

Mescolare la farina di piselli con l'acqua frizzante e il bicarbonato. Se riuscite a fare un ammollo lungo, di qualche ora il bicarbonato non è necessario.
Pulire i fiori eliminando il pistillo e tagliarli a listarelle.
Pulire le zucchine e affettarle.
Pulire la cipolla e tritarla.
Rosolare la cipolla in 1 C di olio evo e un pizzico di sale, una volta ammorbidita aggiungere le zucchine e farle saltare per 5 minuti.
Quindi unire i fiori di zucchina e lasciar insaporire.
Amalgamare le verdure alla pastella di piselli, unire le foglioline di timo e la menta spezzettata.
Scaldare una padella antiaderente con dell'olio evo, quindi versare la pastella.
Mettere il coperchio e cuocere a fiamma medio bassa per circa 10 minuti.
Controllare che la frittata si stacchi bene dalla padella e quindi rovesciarla.
Io mi aiuto con un coperchio dove farla scivolare.
Continuare la cottura a coperchio chiuso per altri 10 minuti.
Controllare sempre il fondo della frittata e quindi metterla in un piatto.


Dovevo provare la mia nuova pentola in pietra, senza pfeoa e sono andata di frittata. Per me non è mai stato semplice farla perfetta, proprio perchè non avevo la pentola giusta.
Ma ora ne ho trovata una con un bel fondo spesso, un buon rivestimento e una certa leggerezza. La farina di piselli l'ho macinata a casa, con il mulino elettrico, se non la trovat usate quella di ceci. Il profumo di menta vi parlerà di primavera.

domenica 8 maggio 2016

Pizza a lievitazione naturale con crema di zucchine

PIZZA A LIEVITAZIONE NATURALE O MEGLIO ANCORA:


Pizza con semolato integrale di grano duro e farina semi-integrale a lievitazione naturale. Salsa al pomodoro e basilico homemade e cotta 9 ore, crema di zucchine cotte, cipolla rossa, olive nere e rucola.

Per la pasta:
300 gr di semolato integrale di grano duro
200 gr di farina semintegrale
acqua q.b. (circa  350 gr)
80 gr di pasta madre rinfrescata
sale marino integrale

Per farcire:
salsa al pomodoro fatta in casa* 
1 cipolla rossa piccola
olive nere
salsa di zucchine 
rucola fresca

Per la salsa di zucchine:
farina di grano saraceno
brodo di verdure q.b.
sale marino integrale
3 zucchine saltate in padella
timo fresco

Ho preparato una besciamella molto soda con la farina di grano saraceno e il brodo, era davvero compatta e dura. Ho poi frullato le zucchine saltate con qualche fogliolina di timo.



Sciogliere la pasta madre in poca acqua, quindi unire le farine e impastare aggiungendo tanta acqua quanta è necessaria per un impasto morbido ed elastico.
Lasciare riposare all'aria per circa 30 minuti, quindi fare due giri di pieghe a tre.
Mettere a lievitare a campana e ogni 45 minuti fare due giri di pieghi.
Ripetere l'operazione per 4 volte e quindi mettere a lievitare in frigorifero.
Io l'ho lasciata al fresco per circa 22 ore.
Riprendere l'impasto dal frigorifero e lasciarlo a temperatura ambiente per 2 ore, quindi ungere abbondantemente la teglia del forno e stendere con le mani l'impasto, facendo attenzione a non rompere le bolle di lievitazione, e lasciare in forno spento per circa 3 ore.
Passato questo tempo accendere il forno a 220° statico e intanto farcire la pizza.
Io ho messo della salsa di pomodoro fatta in casa, delle quenelle di salsa di zucchina, una cipolla rossa tagliata fine e qualche oliva nera.
Infornare per 5 minuti nella parte più bassa del forno e poi postare per altri 15\18 minuti nella parte centrale.
Servire decorando con rucola fresca. 

*La mia salsa di pomodoro è stata preparata l'estate scorsa dalle amorevoli mani della mamma del galletto, i pomodori erano stati coltivati dal suo papà e la salsa è stata cotta alla vecchia maniera, su un fuoco a legna, per più di 9 ore direttamente in bottiglia.
Il pomodoro ha perso tutta la sua acidità.



Una pizza digeribile e ben lievitata, con ingredienti freschi e golosi. Il successo dell'impasto è dovuto all'idratazione abbastanza alta, ai diversi giri di pieghi e alla lunga lievitazione in frigorifero che hanno domato il suo carattere integrale. La farcitura fresca e golosa, dove la cremina densa di zucchine ha fatta la sua bella figura. Attenzione non vuole sostituire il formaggio, ma aggiungere un tocco diverso alla pizza. Mettete una birra in fresco e sarete felici.

lunedì 8 febbraio 2016

KRAPFEN AL CIOCCOLATO VEGAN E SENZA ZUCCHERO RAFFINATO


Avevo proprio voglia di krapfen. A me ricordano l'estate e il mare, quando in campeggio con la mia famiglia, alcune mattine speciali la mia mamma mi mandava di corsa al minimarket per comprare i bomboloni per tutti. Non li mangiavo se non durante le vacanze. E li adoravo. 
Dovevano essere alla crema, quelli alla marmellata mi deludevano un po'.
Ora dopo anni mi era tornato la voglia di provarli. Avevo imparato ad un corso della mia amata Alice Chiara di ViolaMirtillo.com come realizzarli vegan, ma io volevo azzardare di più.
Farina semintegrale e nessun zucchero raffinato. 
Bisogna bilanciare bene i liquidi quando si fanno queste sostituzioni o l'impasto diventa subito troppo morbido. 
Volevo donare la stessa sofficiosità di una farina raffinata, per questo ho usato la lecitina di soia, che dona elasticià e morbidezza, rafforzando la maglia glutinica dell'impasto.
La crema pasticcera è senza glutine.
Non ho pesato il malto, ma sono andata a gusto assaggiandola: quando ho trovato il giusto grado di dolcezza non ho più aggiunto malto. Fatelo anche voi: il sapore dolce è molto personale e può essere diverso per ogni persona.
Nella frittura non sono proprio la prima della classe, piano piano miglioro. In questa ricetta il segreto è mantenere la temperatura costante dell'olio, cosa che non sono riuscita ad ottenere perfettamente, infatti alcuni sono più scuri di altri. Ma l'interno era perfetto.
Non vi dico a presto, ma vi abbraccio forte.

per l'impasto:
350 gr di farina tipo 2
5,5 gr di lecitina di soia
50 gr di malto di riso
40 gr di olio di germe di mais
4 gr di lievito disidratato granulare
sale marino integrale
150 gr di latte di mandorle
1c di vaniglia in polvere
la buccia di un'arancia

per la crema pasticcera:
30 gr di farina di riso integrale
100 gr di cioccolato fondente al 70%
3 C di malto di riso
300 gr di latte di mandorle
1 pizzico di sale marino integrale
1 C di crema di nocciole

Sciogliere il lievito secco in 100 gr di latte di mandorle tiepido. Coprire e lasciare a riposo per 10 minuti, in un luogo tiepido, per farlo attivare.
Scaldare 1 C di latte di mandorla e sciogliere la lecitina di soia.
In una ciotola unire farina, vaniglia, buccia di arancia e malto, quindi versare il lievito attivato e iniziare impastare, unendo a poco poco il latte avanzato.
Attenzione l'impasto deve risultare molto sodo e duro, il liquido deve essere sufficiente per amalgamare tutti gli ingredienti in modo omogeneo, ma non deve diventare troppo morbido.
Unire il sale e continuare ad impastare.
Emulsionare con un frullatore ad immersione l'olio e la lecitina di soia, in modo da scioglierla in modo ottimale.
Unire questa emulsione, un cucchiaio alla volta, all'impasto. Aggiungere un nuovo cucchiaio solo quando questo sarà totalmente assorbito.
Impastare a lungo per amalgamere bene gli ingredienti e rendere l'impasto morbido ed elastico.
Se usate una planetaria la ciotola deve rimanere bella pulita e non unta e l'impasto deve salire sul gancio.
Mettere in una ciotola a lievitare coperto e aspettare il raddoppio. Il mio impasto è raddoppiato in circa 3 ore.
Riprendere l'impasto e formare delle palline da 50 gr l'una, arrotondarle pirlandole e rimetterle a lievitare fino al raddoppio. (Le mie erano pronte in un'ora).
Nel frattempo preparare la crema al cioccolato:
sciogliere la farina di riso nel latte, aiutandosi con una frusta per non formare grumi.  Unire gli altri ingredienti e mettere sul fuoco ad addensare. Cuocere per circa 10 minuti fino a che la crema avrà la giusta consistenza.
Lasciare raffreddare, girandola con una frusta di tanto in tanto per non far formare la pellicina.
Quando le palline sono lievitate, scaldare l'olio per friggere.
Meglio usare una pentola stretta e profonda. L'olio dovrebbe avere una temperatura costante di circa 170° per permettere al krapfen di cuocere in modo omogeneo, anche all'interno.
Cuocerli 3 minuti per lato.
Una volta colta depositarli su carta assorbente per togliere l'olio in eccesso.
Riempire una sac a poche con la crema pasticcera e riempire i krapfen, spennellarli con acqua e malto e passarli nel cocco rapè.
..e poi! Mangiate e godete!!!


mercoledì 4 novembre 2015

TORTA DI GRANO SARACENO CON MARMELLATA DI MIRTILLI




A volte novembre sa di noia,
di pausa, di lentezza.
Scivola addosso, ma senza accorgersene.
Rimane ancora stretto l'ultimo odore dell'estate.
Lo si sente tra alcune ore di luce e il muoversi delle mani.
A volte novembre sa di malinconia,
leggera, come una carezza sulla guancia,
da qualcuno che passa da lontano.
Rimane poi quella piega del cuore 
La si sente mentre chiudi gli occhi, la sera.
A volte novembre sa di distacco o di attesa,
si scambiano tra di loro, 
danzano pesanti sulle tracce di quel che era.
Rimane poi quella speranza.
La si sente mentre il cuore si divide, 
per quello che sarà.

TORTA DI GRANO SARACENO CON MARMELLATA DI MIRTILLI



100 gr di farina di grano saraceno
100 gr di farina di riso integrale
70 gr di mandorle sgusciate
50 gr di olio di germe di mais
1 mela
200 gr di latte di riso
100 gr di succo di mela concentrato
sale marino integrale
marmellata di mirtilli senza zucchero
1 bustina di cremortartaro

Frullare le mandorle finemente.
Miscelare le due farine e le mandorle, con il cremortartaro e un pizzico di sale, utilizzando una frusta in modo da ossigenare la farina.
Sbucciare la mela e frullarla insieme all'olio e al succo concentrato di mele.
Unire questa emulsione alle farine e mescolare, aggiungendo il latte vegetale poco alla volta fino a formare un impasto cremoso e fluido.
Ungere e infarinare una tortiera di 18 o 20 cm, versare l'impasto e cuocere in forno caldo a 180° per circa 30 o 40 minuti (fare la prova stecchino).
Una volta cotta, farla raffreddare, tagliarla a metà, distribuire la marmellata sulla metà inferiore, quindi coprire con l'altra metà.

Era da un po' che desideravo una torta di grano saraceno, che ricordasse la torta tipica del Trentino, ma la volevo morbida e desideravo equilibrare il sapore del grano saraceno. Ho scelto quindi di non usarlo da solo, ma di mitigare con la dolcezza del riso integrale. Ho unito poi la mela frullata per avere la morbidezza che desideravo. Naturalmente senza glutine, senza zucchero saccarosio e con farine integrali macinate a casa. E senza derivati animali.

giovedì 13 agosto 2015

Riso integrale alle alghe e fiori di zucca


Ti fermi, l'attimo di un respiro.
Alle spalle il fruscio lento di quello che è stato.
Di fronte i bagliori di tutto quello che sarà.
Fermo. L'attimo necessario.
E poi un nuovo passo.

RISO DI MARE E DI ESTATE
Riso integrale alle alghe e fiori di zucca


per 4 persone:
240 gr di riso integrale
2 spicchi di aglio
15\20 gr di alghe hijiki*
5\6 pomodori secchi
vino bianco
prezzemolo
basilico
12\15 fiori di zucchina
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
1 limone buccia

Cuocere  il riso integrale, dopo averlo lavato, con il doppio del peso di acqua e un pizzico di sale, mettendolo in una pentola a fiamma bassa fino a quando l'acqua è assorbita (circa 45\50 minuti).
Ammollare le alghe per 15 minuti, lavarle e cuocere in acqua per 15 minuti.
Schiacciare due spicchi d'aglio e rosolarli con 1 C di olio, unire i pomodori secchi tritati e lasciare insaporire per due minuti.
Scolare le alghe cotte, tenendo da parte l'acqua di cottura, tritarle grossolanamente e unirle in padella.
Lasciare insaporire a fiamma alta, sfumare con un poco di vino bianco e una volta evaporato unire un pochino di acqua di cottura e proseguire a cuocere per 5 minuti o fino a che l'acqua è evaporata.
Tritare prezzemolo e basilico. Pulire i fiori di zucchina e tagliarli a striscie.
Aggiungere alle alghe i fiori e lasciare insaporire per due minuti, unire il riso integrale cotto, amalgamare bene e aggiungere prezzemolo e basilico. Grattugiare la buccia di limone, mescolare e servire.

*Alga hijikiha un sapore delicatissimo e pure una consistenza morbida. Ricchissima di sali minerali come calcio, ferro, potassio, iodio e fosforo, contiene anche numerose vitamine A, B1, B2  e niacina. Rinforza unghie e capelli, aiuta chi ha problemi circolatori. Purifica il sangue e regola il livello degli zuccheri. E' un'alga da usare saltuariamente, circa 1 volta a settimana.

Un nuovo vestito per il riso integrale. Le alghe le infilo un po'  dappertutto...negli impasti, nei sughi, nelle insalate. Sono potenti, in pochi grammi abbiamo una bella scorta di sali minerali importanti. Io amo il sapore delle alghe, ma non sempre è gradito oppure qualcuno non è abituato.  Allora vi consiglio di usarle lo stesso, ma in quantità piccole, tanto da non sentirle, aumentando gradualmente nel tempo. 

martedì 28 luglio 2015

Pesto di rucola alle mandorle e semi



La profondità non la vedi subito.
Devi aspettare che il tuo cuore smetta di accellerare
e i tuoi pensieri di nascondere
la luce del vero.


 PESTO DI RUCOLA ALLE MANDORLE E SEMI


1 mazzetto di rucola fresca
50 gr di mandorle
50 gr di semi misti (per me 15 di girasole e 35 di zucca)
1\2 bicchiere di olio extravergine d'oliva 
2 C di acidulato di umeboshi o sale marino integrale

Tostare le mandorle, poi tostare i semi.
Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e azionare, fino a formare una crema omogena e compatta.
Versare in un vaso di vetro sterilizzato, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.

Mi piace la rucola, il suo sapore piccante e fresco nello stesso tempo. Di solito la coltivo direttamente in vaso e raccolgo, quando mi serve, la quantità di foglie che uso per dare movimento alla mia insalata. Se la compro, per non sciuparla e farla appassire, allora la trasformo in pesto. Fresco e pungente, aromatico, ottimo per condire insalate di cereali integrali o di legumi, goloso su una fetta di pane per la merenda.
 

domenica 19 luglio 2015

A voi. Cuori di pietra.

Voi che avete tanto odio e anche tanta paura. Voi che vi credete di avere tanti diritti. Voi che  ve la prendete con chi soffre. Voi che attaccate con le mani o con le parole. Che condividete frasi fatte grasse di disprezzo e superficialità. Voi che trovate differenze da attaccare e non vedete la dignità di qualsiasi vita. Voi che con la vostra arroganza mi fate a volte cedere e quasi divento come voi. Voi che vi lasciate andare agli istinti e seguite senza volontà le urla di qualcuno che notoriamente ha solo il desiderio di usarvi.  Voi che forse siete così fortunati da non aver subito davvero una prevaricazione vera e non avete nemmeno il cuore di immaginarla.  Voi che siete così concentrati su voi stessi e sulla difesa della vostra pochezza. Voi che siete senza luce e duri come pietre.
Voi i meno umani degli umani. Voi che siete soli al mondo e vi fate eco con le vostre voci per non sentire il vuoto.

martedì 3 marzo 2015

Primavera ancora...




Ma voi la sentite la primavera? Io si.
Sta arrivando, scalda l'aria, muove i venti, fa cantare gli uccelli.
I colori si accendano e l'aria profuma.
La voglio tutta questa primavera.


TORTA SALATA DI FARRO E AVENA CON COSTE E RICOTTA DI SOIA



per la ricotta:
1 litro di latte di soia
3 C di acidulato di riso
1 pizzico di sale marino integrale

per la pasta:
200 gr di farina di farro integrale
100 gr di farina di avena
5 C di olio evo
sale marino integrale
acqua q.b.

per il ripieno:
300 gr di ricotta di soia
1 mazzo di coste
sale
2 C di lievito alimentare
noce moscata

Il giorno prima preparare la ricotta:
far bollire 1 litro di latte di soia. Una volta arrivato a bollore, spegnere e versare l'acidulato di riso. Mescolare e aspettare che si formano i fiocchi. Lasciare raffreddare e versare in un colino. Lasciare a scolare almeno un giorno.
Fare la ricotta di soia è davvero molto semplice, bisogna però trovare un latte con una percentuale di soia intorno all'8% e i cui ingredienti siano acqua, soia e sale. Niente addittivi, niente zuccheri.
Io ho imparato a fare la ricotta dalla strepitosa Ravanella: una garanzia!

Preparare l'impasto della torta miscelando le due farine, il sale e i 5 cucchiai di olio. Mescolare bene con le mani olio e farine e quindi aggiungere acqua poco alla volta, impastando fino a creare una pasta morbida.
Far riposare la palla per 30 minuti.
Pulire le coste, lavarle e sbollentarle per 5 minuti in acqua bollente salata.
Una volta cotte frullare le coste con la ricotta, metterci un pochino di noce moscata e il lievito alimentare in scaglie. Assaggiare ed eventualmente aggiustare il sapore.
Stendere la pasta su una teglia da crostata, bucherellare con una forchetta, versare il ripieno e livellare.
Cuocere la torta in forno ventilato per 30 minuti a 180°

domenica 8 febbraio 2015

Seminario su lievitati dolci e salati a Varese


Hai mai provato a fare lievitati soffici come una nuvola?
Mettiamo le mani in pasta: realizziamo morbidi e fraganti dolci, pizze e impasti salati magistralmente lievitati, dolci della tradizione pasquale. Scopriamo i trucchi e le tecniche per ottenere il massimo dalla nostra pasta madre. Con gusto, fantasia e con un occhio anche al nostro benessere.
Ti aspettiamo.
SEMINARIO DI DOLCI VEGAN A LIEVITAZIONE NATURALE
a cura di Alice Chiara di ViolaMirtillo.it e CoccodèGqP
sabato 21 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 circa
domenica 22 febbraio dalle 9.00 alle ore 17.00 circa
Un intero weekend dedicato ad approffondire i segreti della lievitazione naturale in versione vegan con particolare attenzione ai dolci pasquali.
Info coccodegqp@gmail.com

domenica 28 dicembre 2014

Holiday mood on

Finalmente è arrivato Natale. E finalmente è anche passato. Ora godo con lentezza di questi giorni che mi sono presa. Ho sempre bisogno, ad un certo punto di uno stacco dal solito, se no non governo il tempo. Gli ultimi mesi sono stati intensi e carichi di impegni e le attività che facciamo per la nostra associazione sono state davvero molte. Il bilancio è di grande soddisfazione, di risultati ottenuti, ma soprattutto di nuove opportunità per il futuro.
Non potevamo immaginare tutto quello che ci è successo.
Quindi ora ricaricarsi, recuperare le energie, riordinare i pensieri, calmare gli stati d'animo diventa fondamentale.
E sto qui nel mio nido, con le persone che amo e con i miei pelosi a giocare con il tempo. Sveglie lente, abbandonandosi alle lenzuola calde. Camminate al sole per vedere quanto può correre veloce Teo e quanta energia recupera Nina. Leggo libri. O lasciato qualche attimo in cui semplicemente lasciavo vagare i pensieri. Mi ha aiutato in questo un gatto grigio sulle gambe. Poi ad un certo punto i pensieri fanno fremere le mani. E non so perchè allora finisco in cucina.
E' diverso quando si prepara qualcosa con la testa libera, così per vedere cosa succede. E' proprio un atto creativo.
Nel frattempo devo fare pace con un paio di sentimenti non proprio brillanti. Accettare qualcosa, digerirlo e lasciarlo andare. Per essere ancora più libera. E' dura accettare i propri difetti e i propri limiti, ma mi aspetto che dopo succeda qualcosa di sorpredente. E soprattutto tutto scivoli via.
Bene vi siete sciroppati il mio semi-bilancio di fine anno, quello che nasce sempre in quei giorni in cui mi nascondo dal mondo e ogni interferenza mi spettina.
E ora due ricette, adatte per il veglione o per il pranzo del primo giorno dell'anno.
P.s. seguite vi prego il consiglio di  Animal Amnesty.

INDIVIA BRASATA CON CARAMELLO ALL'ARANCIO


2 indivie
1 arancio
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
pepe arcobaleno
1 C di malto di riso

Pulire le indivie e tagliarle a metà per il senso della lunghezza.
Grattuggiare la scorza dell'arancio e spremerlo.
Scaldare 1 cucchiaio di olio in una padella, appoggiarvi le indivie con la parta tagliata rivolta verso il basso. Unire la scorza grattuggiata, il malto e il succo spremuto.
Salare e pepare e cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti.
Quando il sugo sarà leggermente caramellato l'indivia sarà pronta.

FAGOTTINI CON CAVOLO NERO E CREMA DI CECI


per 5 fagottini 
Per la pasta:
150 gr di farina 2
50 gr di olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
acqua q.b.

Per il ripieno:
150 gr di crema di ceci
150\200 gr di cavolo nero

Per la crema di ceci:
2 tazze di ceci lessati e scolati
2 C di olio extravergine d'oliva
1 c di cipolla grattuggiata
1 C di tahin
1 c di miso di riso
1\2 c di senape in crema
sale marino integrale

Preparare il giorno prima la crema di ceci, frullando tutti insieme gli ingredienti indicati e assaggiando per aggiustare il sapore. Lasciare riposare in frigo almeno una notte.

Preparare la pasta amalgamando farina, sale e olio e aggiungendo acqua quanto basta per arrivare ad ottenere un impasto morbido ed elastico da lasciare riposare in frigorifero per un'oretta.

Pulire il cavolo nero, eliminando le coste centrali, tritarlo grossolanamente con il coltello e saltarlo in padella con 1 C di olio per 6\7 minuti.
A fuoco spento mescolare il cavolo nero con la crema di ceci.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile e tagliarla in quadrati di cm10 per 10.
Mettere un cucchiaio del ripieno al centro e piegare a fazzoletto gli angoli per creare il fagottino.
Spennellarli con poco olio-
Cuocere per 20 minuti, fino a doratura, a 180° in forno ventilato.

Mi sono fatta ispirare da un libro di Sale&Pepe collection dedicato alle Verdure invernali - La cucina del freddo.
Per l'indivia ho seguito più o meno la ricetta, veganizzandola sostituendo miele con il malto. 
Mentre per i fagottini mi sono fatta influenzare solo dalla forma, creando impasto e ripieno.
Il giorno prima avevo preparato la crema di ceci, prendendo spunto dal libro: "The Ultimate Uncheese Cookbook". Non mi sento di chiamarlo formaggio, ma ero curiosa se la crema saporita che avevo ottenuto potevo usarla anche in cottura. Beh sono orgogliosa di questi fagottini: friabili e croccanti con un ripieno gustoso e ricco, dove il mio amato cavolo nero è stato più che esaltato.