Cibodizionario

Alghe:
Alga kombu:  è ricca di ferro, calcio, iodio, magnesio, vitamine C, A e varie del gruppo B. E' un depurativo intestinale, stimola reni e apparato digerente, regola la pressione sanguigna. Siccome è ricca di acido glutammico può essere usata nell'ammollo e nella cottura dei cibi e soprattutto dei legumi, perchè in grado di ammorbidire le fibre e renderli più digeribili. 
Siccome è ricca di sodio non si consiglia di mangiarla spesso perchè risulterebbe eccessiva se sommata al sale che già normalmente si consuma.
Un pezzo di alga kombu può essere utilizzato due volte: dopo il primo ammollo e la prima cottura, lavatela sotto l'acqua e mettetela ad asciugare su un pezzo di carta assorbente. Riutilizzata per la preparazione successiva.
Alga hijikiha un sapore delicatissimo e pure una consistenza morbida. Ricchissima di sali minerali come calcio, ferro, potassio, iodio e fosforo, contiene anche numerose vitamine A, B1, B2  e niacina. Rinforza unghie e capelli, aiuta chi ha problemi circolatori. Purifica il sangue e regola il livello degli zuccheri.
Alga nori: con un elevato contenuto di proteine e vitamine, tra cui A(in dosi paragonabili a quello delle carote), B e C (la quantità della C è una volta e mezza quella dell'arancia). Lo scarso contenuto di iodio e sodio fanno della nori un'alga adatta a quasi tutti e che si può mangiare più frequentemente, anche grazie al suo gusto delicato e leggero. Grazie alla taurina riduce il tasso di colesterolo nel sangue e rende più efficace il lavoro del fegato. Favorisce l'eliminazione di accumuli e grassi. E' ricca di sali minerali come zinco, manganese, rame e selenio, tutti fondamentali per il buon funzionamento del nostro metabolismo. E' l'alga che si usa per il sushi, ma la si trova anche in fiocchi
Alga Wakame: ricca di magnesio e ferro. Contiene anche calcio, vitamina c e del gruppo B. E' disintossicante e come la kombu può essere usata per ammorbidire i cibi con cui è cotta.

Acidulato di umeboshi: deriva dalla fermentazione delle prugne umeboshi, è un condimento che sostituisce il sale più che l'aceto e che ha ottimi benefici: è alcalinizzante e bilancia l'eccessiva acidità, favorisce la digestione, aiuta l'intestino, depura il fegato, aiutando l'eliminazione delle tossine.

Gomasio: è un prodotto utilizzato nella cucina asiatica e composto da sale marino e semi di sesamo tostati e tritati, a volte arricchito con alghe. Nella cucina giapponese è utilizzato talvolta sul riso lessato o sugli onigiri.
Nella cucina orientale il gomasio viene utilizzato come condimento per insalate o salse; a causa dell'elevato contenuto di sesamo, il gomasio è abbastanza calorico. (tratto da Wikipedia)

Kuzu:  un amido ricavato dalla Pueraria Lobata (una pianta selvatica rampicante giapponese). Ha proprietà alcalinizzanti, allevia la stanchezza, aiuta la digestione e migliora i disturbi intestinali rinforzando questo importante organo. Si presenta come piccoli gessi. Viene usato in cucina per addensare zuppe, verdure, dolci al cucchiaio. Sciogliere bene prima a freddo. Trovate da Roberta come preparare l'ume-kuzu. A Cascina Rosa utilizzano il kuzu per contrastare gli effetti della chemio come antinfiammatorio, miscelandolo nella crema di riso.

Lievito alimentare in scaglie è un condimento molto gustoso. E' lievito di birra essiccato e proprio a seguito di questo trattamento è in attivo, cioè non è più in grado di fermentare.Mantiene però tutte le sue proprietà nutrizionali. E' ricco di proteine, amminoacidi e sali minerali come calcio, ferro, cromo, zinco, vitamine (in particolare del gruppo B). 

Misoè un condimento vegetale ricco di enzimi e fermenti con importanti proprietà benefiche: stimola la digestione di proteine, grassi e carboidarati, ma soprattutto arricchisce la flora batterica intestinale. E' possibile usarlo al posto del dado, magari abituandosi a poco a poco al suo sapore. Unica attenzione importante: il miso non va mai cotto o bollito, per questo è importante unire a cottura ultimata e farlo sciogliere.



Tamari: è un liquido bruno scuro che si ottiene dalla fermentazione dei semi di soia. Il procedimento per ottenerlo è lungo e laborioso: dopo la cottura dei semi di soia al vapore, questi vengono appallotolati e sparsi di fermenti, per innescare il processo di fermentazione. Dopo due giorni, le palle vengono fatte asciugare e poste in barili di cedro con acqua e sale per 18 mesi, durante il quale la mistura viene rimescolata più volte. Per ovviare al problema della conservazione si aggiunge del Mirin (vino dolce di riso fermentato) oppure si utilizza zucchero e alcool. E' un condimento antico, già usato dai monaci buddisti nel XII secolo che raccoglievano il liquido che si fermava in fondo ai fusti di fermentazione della per usarlo come condimento.
Oltre al Tamari esiste lo Shoyu, salsa ottenuto con lo stesso procedimento, ma dalla fermentazione di soia e frumento.
Il valore nutrizionale del tamari è legato al suo valore proteico (più elevato dello Shoyu), nella medicina tradizionale è impiegato in molti preparati utili per il cuore e la circolazione.
Si distingue dallo Shoyu per un sapore più deciso e marcato, ma ne condivide le stesse proprietà: basso contenuto di sodio, può essere usato come sostituto del sale. E' apprezzato come rinforzante e svolge un'azione benefica per la digestione.
Basta qualche goccia di tamari per dare sapore a verdure, minestre, zuppe, evitando di usare il dado o per arricchire il sapore di piatti freddi, insalate e paste.
E' considerato un buon integratore alimentare, ricco di proteine, enzimi vitamine ed oligoelementi.
tratto da un depliant informativo distribuito da Naturasì - Il supermercato della natura


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