martedì 30 ottobre 2012

Artù palla di pelo morbida




Ciao ragazzi !Io sono Artù! 
Non trovate che ho un nome bellissimo.  A me piace tanto, infatti anche se è un nome nuovo di zecca, appena lo sento sgrano gli occhi e mi metto a pancia all'aria. Bhe, veramente non mi metto a pancia all'aria solo se sento dire Artù, ma anche quando mi chiamano piccolino, cipollino, pisquano o qualsiasi altra cosa che mi viene detta guardandomi negli occhi. 
Mi piace fare un sacco di cose: correre, giocare, scodinzolare, annusare e mangiare. 
Ma la cosa che mi piace di più è stare a pancia all'aria, scodinzolando e agitando le zampette. Lo faccio sempre, lo faccio con gli umani grandi e piccoli, lo faccio con i cagnoni, anche i più seri e lo faccio pure con quei pazzi dei gatti.
Mi piace anche dare tanti baci agli umani, leccarli affettuosamente per dire loro che mi fa felice quando mi trattano bene, mi grattano la pancia o mi accarezzano la testolina.
Passo la giornata a giocare con palle e giochetti rumorosi, a sgranocchiare ossetti e a fare tutte quelle cose meravigliose che mi insegnano e che magicamente mi portano ad ottenere un goloso bocconcino. 
Ad esempio ho capito benissimo che se mi dicono seduto, io sto tranquillo e subito "gnam". Oppure quando mi mettono il guinzaglio e mi portano a spasso, oltre a vedere un sacco di cose in giro, se sto tutto precisino ecco che "gnam" mi arrivano cose buone.Ragazzi io vi dico un gran segreto: se si sta molto attenti e si capisce bene e si fanno le cose che ci chiedono...allora si che è vita, arrivano coccole e bocconcini. 
Ora io sto qui a casa della Lo e mi ha fatto una promessa, mi ha detto che troverà il posto perfetto per me, quello dove vivere felice. 
E sapete come deve essere il posto perfetto? Pieno di amore, con degli umani che sono felici di vedermi a pancia all'aria e mi accarezzano gentili. 

Insomma avete capito, per ora Artù sta con noi, ma cerca casa. Non potrà stare a lungo, perchè si è un po' strettini.

Bellissimo cucciolo di ca 5 mesi, incr. pastore australiano, dolce e socievolissimo, ceduto da famiglia per un problema di allergia, cerca casa urgentemente. Va d'accordo con bambini, cani e gatti.  Adatto ad ogni famiglia che, seguendo la sua indole, cercherà di tenere sempre unita.

Se siete interessati o se conoscete qualcuno che può volergli bene non esitate a contattarci:
per info tel. ENPA VARESE 331.42.600.11 ORE 18-20  OPPURE galline2ndlife@yahoo.it.
Si affida previo controlli pre e post affido nella provincia di Varese. 

RISO INTEGRALE SALTATO CON SEMI DI GIRASOLE



per 1 persona:


1 porzione di riso integrale già cotto*

radicchio rosso affettato
una manciata di semi di girasole
1 cucchiaio di shoyu*
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
prezzemolo fresco

Tritare il prezzemolo fresco e tostare i semi di girasole in una padella antiaderente. Dopo aver spento condirli con un cucchiaio di shoyu.

Scaldare il cucchiaino di olio con uno di acqua in una padella. Quando è caldo mettere il radicchio e cucinare a fiamma viva per un paio di minuti, mescolando continuamente. Unire il riso e continuare a girare fino a che non è caldo. Spegnere e condire con il prezzemolo tritato e i semi di girasole conditi. 


*mangiare i cereali integrali è la base per un'alimentazione sana e naturale, ma sappiamo che richiedono tempi di cottura lunghi. Una buona soluzione è quella di cucinare con la ricetta base grandi dosi di cereale e poi conservarli in contenitori di vetro in frigorifero. In questo modo possiamo organizzarci per qualche giorno. Lo stesso può essere fatto con i legumi e con il brodo di verdura.


*lo shoyu è la salsa che deriva dalla fermentazione della soia. Ha un sapore più leggero del tamari e contiene frumento, quindi non è adatta ai celiaci, che potranno sostituirlo con il tamari, che invece non contiene glutine.


Questo riso l'ho preparato al volo per il pranzo solitario di una gallina abbandonata nel suo pollaio. Io ho aggiunto un cucchiaio di fagioli con l'occhio lessati, ma non sono necessari. E' un piatto completo anche senza. 

...e si lo so che non c'è sale, non serve!
Ma ora non distraetevi, pensate ad Artù e aiutatemi a condividere il suo appello! Grazie

Aggiornamento del 13 ottobre 2013
Il riso integrale è l'ingrediente del mese di Ottobre di Salutiamoci. Le ricette sono raccolte da Satzuki

lunedì 22 ottobre 2012

La grande città


Quando vado nella grande città, ci torno sempre con una sensazione di fiato che manca, di sudicio sulle mani, di rimbombo nelle orecchie. Il sapore in bocca è fumoso e gli occhi sono tristi. 
Mi fa strano vedere sotto la grande cupola trasparente questo universo parallelo, che giustifica ogni caso per non vedere il nero in cui si trova. 
Sto male per i bimbi sballottati e dagli occhi sgranati, che cercano nonostante tutto di mantenere il loro colore, la loro essenza e sono sollevata ogni volta che identifico la mano che li tiene.
Sto male per gli anziani, dentro ai loro completi eleganti, ma un po' usati, che rischiano di cadere ad ogni fermata della metro, che rischiano di essere calpestati dalla coda di destra perchè vanno troppo piano. Annego nei loro occhi che sembrano non riconoscere più nulla, che hanno perso la via per questo nuovo alfabeto velocizzato.
Sto male quando vedo persone di altri paesi che si cancellano piano piano, perdono i loro odori, le loro abitudini, quando fanno domande e non ricevono risposte.
Negli occhi di chiunque un'estrema stanchezza, un estrema solitudine, tutto avvolto da un rumore così mescolato da ogni cosa e dove raramente trovi il tratto umano.

Mi spiace apparire una piccola provinciale soffocata che non trova il bello nella grande città.

TORTA SEMPLICE DI CASTAGNE


280 gr di farina tipo 2
40 gr di amido di mais
200 ml di succo di mele
140 ml di latte di riso
70 gr di uva passa
100 gr di castagne bollite
60 gr di olio extravergine d'oliva
1 cucchiaino di polvere secca di buccia d'arancia (o la buccia di un'arancia fresca grattugiata)
1 pizzico di vaniglia in polvere
1 bustina di cremortartaro
sale

Preriscaldare il forno statico a 180°. Mescolare in una ciotola la farina, l'amido, il sale e il cremortartaro.  Frullare l'uva passa, dopo averla lasciata in ammollo, con una piccola parte del succo di mele. In un'altra ciotola mescolare tra loro tutti gli ingredienti liquidi: olio, frullato di uva, succo di mele e latte di riso. Miscelare i due composti fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido. Se è necessario aggiungete ancora un po' di latte di riso, l'impasto deve essere davvero morbido. Alla fine unire le castagne bollite, la scorza dell'arancia e un pizzico di vaniglia e amalgamare. Oliare e infarinare uno stampo per torte, versare l'impasto, livellarlo e cuocere per 40 minuti a 180° (fate la prova stecchino).

Una torta semplicissima, che la gnoma ha eletto come "perfect for..." la colazione e la merenda. Io ero convinta mancasse di qualcosa, ma appena finita lei  ha deciso di rifarla uguale uguale e subito.

La porto da Azabel , la meravigliosa padrona di casa che ospita questo mese le castagne per Salutiamoci.

lunedì 15 ottobre 2012

Stranamente mangiando


Chi sa poco di cucina naturale, pensa che questo sia una cucina punitiva e triste. Se ci si aggiunge che sono vegana, allora nascono tantissime fantasie sul fatto che mi nutro solamente di insalate e verdura, che sarò anemica, con le ossa rotte e senza energia. Se mi lamento per il mal di testa è perchè non mangio carne e se al galletto viene mal di schiena è perchè io non gli preparo carne. Si scopre che per molti la verdura prevista è rappresentata solo da pomodori e patate. Che se si parla di cereali al massimo si pensa ad una pasta al pomodoro. Se chiedi se li mangiano, pensano a quelli della colazione del mattino molto chip e pop.
Poi ci sono quelli che credono di far finta di occuparsi della loro salute e invece di mangiare trasformano la loro cucina in un laboratorio di chimica, preoccupandosi di quanti punti proteine\carboidrati\grassi si aggiudicano ad ogni portata. Ci sono quelli che sbarellano convinti di non avere abbastanza omega3 e quelli che sbroccano nel terrore di non avere abbastanza proteine e tutto ciò li condurrà verso un destino crudele. Poi non si preoccupano dello zucchero che mangiano e che è causa di molte malattie croniche. Non si fanno domande sulla qualità del cibo che acquistano e finiscono con il mangiarsi i taralli al mangime di cavallo. Chi crede che le informazioni per la propria salute si prendano dalla pubblicità e si fanno manipolare dagli spot. Insomma ci sono un sacco di muri e di pregiudizi, che scattano quando si pensa all'alimentazione. Denunciano una paura dilagante di cambiare, di provare e di imparare. Sottolineano un disinteresse nei confronti della propria individualità, per stare nelle accoglienti braccia dei luoghi comuni.

RISOTTO DI ZUCCA E CASTAGNE ALLA SALVIA


per 4 persone:
250 gr di riso integrale
1\2 zucca delica
1 cipolla rossa
sale marino integrale
olio extravergine di oliva
acidulato di umeboshi
4\5 foglie di salvia
1 litro di acqua
20 castagne

Mettere in ammollo il riso in acqua e poi lavarlo accuratamente sotto l'acqua.
Sbucciare le castagne eliminando anche la pellicina, tritarle grossolanamente con il coltello.
Lavare la zucca spazzolandola accuratamente per togliere qualsiasi residuo di terra, tagliarne una metà a cubetti dopo aver eliminato i semi.*
Pulire e tritare la cipolla
Mettere in pentola a pressione riso, cipolla, zucca, castagne, un pizzico di sale e l'acqua. Cuocere per 30 minuti dal fischio a fiamma bassa. 
Questo piatto si può preparare in anticipo e lasciarlo in pentola pressione con coperchio chiuso fino al momento di gustarlo, in questo modo la cottura continuerà e il riso risulterà più morbido e cremoso. 
Prima di servire mantecare con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva e la salvia sminuzzata con la mezzaluna. Aggiustare di sale se necessario, io ho usato l'acidulato di umeboshi.*

*La buccia della zucca è commestibile, usatela quando la cucinate! Vi perdono solo se desiderate ottenere un effetto cromatico di "total orange" per un risotto speciale.
*L'acidulato di umeboshi deriva dalla fermentazione delle prugne umeboshi, è un condimento che sostituisce il sale più che l'aceto e che ha ottimi benefici: è alcalinizzante e bilancia l'eccessiva acidità, favorisce la digestione, aiuta l'intestino, depura il fegato, aiutando l'eliminazione delle tossine.

Alcune contaminazioni per arrivare a questo risotto: da Stefycunsy ho imparato il metodo per prepararlo, da Uva ho preso il profumo finale e da Salutiamoci le castagne. Il risultato è davvero appagante, morbido e cremoso, profumato, la castagna regala un tono dolce e una sensazione al palato arrendevole. Porto il mio risotto ad Azabel per Salutiamoci di Ottobre.

martedì 9 ottobre 2012

Fare l'impossibile

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Mi sono iscritta ad un nuovo corso della palestra che sta qui in fondo alla strada della vita. Si chiama: "Fare l'impossibile". I prerequisiti richiesti sono:
- capacità di vedere oltre la realtà tangibile,
- capacità di sognare al di fuori ogni misura,
- bisogno primario di credere nell'assoluto, soprattutto se è bene,
- ostinazione e caparbietà,
- una certa sordità per i suoni bassi, mormorati e corali,
- individualità definita e determinata, non perfetta, ma perfettibile.
La cosa strana è che l'insegnante mi assomiglia terribilmente. E che i compagni di corso sono persone che amo.

AVENA CON CASTAGNE E CAVOLO ROMANO
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per 4 persone:
250 gr di avena decorticata
1 cipolla rossa
1 cavolo romano
15\20 castagne
alloro 
semi di finocchio
olio extravergine d'oliva
sale
prezzemolo
1 spicchio d'aglio

Lessare l'avena in pentola a pressione per 20 minuti, dopo averla lasciato in ammollo almeno 6 ore* e averla lavata sotto l'acqua corrente.
Tagliare la buccia delle castagne e farle bollire in acqua insieme all'alloro e ai semi di finocchio per 15 minuti. Quindi sbucciarle, eliminando anche la pellicina* e tritarle grossolanamente.
Scottare in acqua bollente i ciuffetti di  cavolo romano per circa 5 minuti e scolarli. Sminuzzare con il coltello i ciuffi di cavolo.
Nel frattempo tritare con il coltello la cipolla rossa e rosolarla nel wok con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale. Una volta appassita aggiungere il cavolo sminuzzato e le castagne, insieme allo spicchio dell'aglio schiacciato. Rosolare per un paio di minuti e unire l'avena cotta. Aggiungere mezzo bicchiere d'acqua e proseguire la cottura per altri 10\15 minuti. Una volta spento distribuire generosamente il prezzemolo tritato ed eventualmente aggiustare di sale. 

* si può evitare l'ammollo aumentando i tempi di cottura
* questa operazione viene benissimo fino a che le castagne sono calde

Finalmente ho le castagne. Le ha trovate il papà del galletto nei nostri boschi. E sono doppiamente contenta, sia perchè ho finalmente la materia prima per Salutiamoci e per Azabel, sia perchè le castagne quest'anno sono belle, sane e buone. Forse la malefica vespa cinese è stata fermata almeno nella nostra zona?


venerdì 5 ottobre 2012

La meraviglia del giorno che nasce



La meraviglia del giorno che nasce.
Quando apri le finestre e magari la luna, ancora tonda, aspetta ad andarsene per toccare in quel brevissimo attimo il sole che arriva. Allora la vedi che annega nel cielo che impallidisce, ma rimane aggrappandosi con tutte le forze al nuove giorno, mentre la notte la ruba.
Quando intorno al tavolo le nostre facce ancora addormentate si incontrano, senza tante parole, ma solo seguendo le note di una canzone, il ritmo di una danza, la risata di una scemenza radiofonica.
Quando dopo aver compiuto veloce i primi obblighi, riesci a scappare in campagna e allora vedi gli esseri della natura che aleggiano ancora per un attimo sopra il verde dei prati, per poi decidere dove andare, disperdendosi forse nell'aria, forse nelle profondità della terra.
Quando annusi l'aria e conosci quell'odore umido di questa stagione che mima il morire, ma che insegna ad entrare dentro sè, per vedere da vicino quel briciolo di cuore e di coraggio che serve per essere vivi.
Quando puoi sorridere e salutare anche persone che non conosci, perchè nelle prime ore del giorno, quando la luce è ancora quieta, non importa se ci hanno insegnato che siamo tutti lupi cattivi e vediamo la persona.

LA CREMA DI NOCCIOLE ALLE CARRUBE E CACAO


125 gr di nocciole pelate e tostate
3\4 cucchiai di malto di riso
2 cucchiai di farina di carrube*
2 cucchiai di cacao amaro*
1 pizzico di sale
1 pizzico di vaniglia in polvere
latte di riso

Tritare le nocciole il più finemente possibile, riducendole a farina. (Io uso un robottino arcaico di quelli per tritare le cose, poi trasferisco tutto in un normale frullatore).
Mettere la farina di nocciole nel frullatore con tutti gli altri ingredienti e frullare a lungo, aggiungengendo latte di riso fino ad ottenere una crema omogenea e liscia.


*questi due ingredienti fanno dosati a piacere, in base al proprio gusto. Si può aumentare la carruba e diminuire il cacao se piace.

SALAME DOLCE ALLA CARRUBA


40 gr di olio extravergine d'olive
2 cucchiai di farina di carrube
1 cucchiaino di cacao amaro
1 cucchiaino di farina di semi di carrube
1 pizzico di vaniglia
1 pizzico di sale
30 gr di uvetta passa
150 gr di latte di riso
150 gr di biscotti senza zucchero (al malto)

Scaldare il latte di riso. In una piccola parte di questo frullare i 30 gr di uvetta fino ad omogenizzarla, poi aggiungere tutti gli altri ingredienti tranne i biscotti e continuare fino a formare una cremina. Spezzettare i biscotti, versare la cremina, dare la forma da salame e mettere in frigo a riposare.

La gnoma dice che a 13 anni solo il cioccolato può risolvere certi problemi. Il galletto dice che a 40 anni solo il cioccolato può far dimenticare le menate del lavoro. La gallina dice che a 42 anni solo il cioccolato può farle venire il mal di testa. E così magheggia in cucina e fa star bene tutti. 
La crema è stata pensata dopo aver visto alcune proposte su Cucina Naturale, ma personalizzando a modo proprio. Il salame, a cui ho tolto lo zucchero, è stato preso da Elisabetta, trovata grazie alla splendida raccolta di Ravanella.

lunedì 1 ottobre 2012

Salutiamoci di ottobre: la castagna

Mizzega è già ottobre. Mizzega Salutiamoci ha già sei mesi e ha iniziato a girare tranquillo e sereno fra  i blog. 
Salutiamoci è un gioco, un modo piacevole e divertente per conoscere sperimentando. Per provare cose nuove, per assaggiare nuovi ingredienti, nuove miscellanee. E giocando si trovano altre persone che ci provano e mettono in comune la propria esperienza. Dal confronto si impara, dalla prova si impara. Da Salutiamoci anche. 
E Salutiamoci è vivo e sempre in fermento.
Questo mese è ospitato dalla bravissima Azabel, trovate da lei regolamento e aiuto. L'ingrediente del mese è la castagna. 

Forza che aspettate, andate per boschi a raccoglierle e poi portatele tante belle ricette.
Trovate qualche info sulla castagne sul blog di Salutiamoci, insieme a tante altre info e punti di vista importanti. Se volete essere sempre aggiornate seguiteci anche sulla nostra pagina FB.


CASTAGNACCIO SENZA ZUCCHERO



250 gr di farina di castagne
50 gr di farina di farro integrale
100 gr di uvetta
100 gr di pinoli
300 gr di succo di mele
4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di sale

Mettere 50 gr di uvetta in 50 gr di succo di mele e poi frullare il più finemente possibile. Unire alle farine, l'uvetta frullata e iniziare a mescolare bene con una frusta. Aggiungere poi a poco il succo di mele continuando a mescolare, per evitare di formare grumi. Bisogna avere un composto fluido e denso, non troppo liquido. Aggiungere i pinoli e l'uvetta, l'olio e il pizzico di sale.
Preriscaldare il forno a 200°. Ungere una teglia con dell'olio e versare l'impasto. L'altezza non deve superare i 3\4 cm. (Io in realtà lo preferisco molto più basso poco meno di 2 cm).
Cuocere per circa 40\50 minuti (dipende dall'altezza) fino a che la superficie è dorata e ci sono piccole screpolature.

Adoro questo castagnaccio, se non ho mai amato molto quello tradizionale perchè aveva un retrogusto amarognolo, questo risulta armonioso e perfetto. Provare non costa nulla, poi mi dite!