venerdì 24 agosto 2012

Vacanze mi avete provocato.....


"La valigia sul letto...quella di un lungo viaggio...."
Io parto, il programma del nostro andare è stato schematizzato perfettamente come si può vedere nel disegno. Poche cose da dirvi prima di partire.
Ricordatevi che a settembre Salutiamoci passa da lei e come protagonisti ci saranno alici, sarde e, per chi come me non ha intenzione di mangiarli, le alghe!
Ma novità novità: da lunedì quando cliccherete su Salutiamoci, vi si aprirà il nuovo e bellissimo blog che Bri, Roberta, Stella e io abbiamo voluto creare per organizzare e rendere ancora più usufruibile tutto quanto viene raccolto grazie a questo bellissimo gioco, che ci diverte, ci permette di confrontarci e ci fa imparare molto. Visitatelo e lasciateci commenti, pareri e consigli!
E poi che dire.....ma nulla di più se non ogni bene del mondo per voi. Un bacione 

SEITAN ROSSO



1 cipolla
1 carota
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
salsa di pomodoro
seitan al naturale
1\2 bicchiere di vino rosso
origano

Pulire e tritare la carota e la cipolla e rosolarla in un wok con un paio di cucchiai di olio extravergine d'oliva. Tagliare a dadini il seitan e unirlo al soffritto, lasciandola insaporire per qualche minuto. Aggiungere il vino rosso e lasciare evaporare in parte, quindi mettere la salsa di pomodoro, aggiustare di sale e cuocere per circa 15 minuti a coperchio chiuso. Unire negli ultimi minuti l'origano e servire caldo.

mercoledì 22 agosto 2012

Buffo


Buffo. Buffo rifare la stessa strada che mi capita di percorrere spesso e che spesso ho fatto con te. Buffo rivedere, in istantanee prese  male, spezzoni di vita. 
Quando cantavamo. Quando mi hai superato con la moto e mi facevi i gestacci. Quando giravamo intorno alla rotonda perchè non volevamo tornare. Quando ci siamo fermati al distributore e hai preso la borsa zaino frigo con i punti del benzinaro perchè avevo la fissa del picnic romantico. Buffo che l'ho vista proprio ieri giù in garage e credo di non averla usata mai, nemmeno una volta. In aggancio mi sono venute pure in mente le tazze sempre da benzinaro da dipingere, che mi portavi perchè io avevo la gnoma a casa. Buffo vedere la strada che porta al parco dove andavamo a mangiare tutti insieme. Buffo. Riessere dentro per un attimo in questi attimi lontani.
Poi mi sei passato davanti. Felice, hai superato la mia auto, mi hai affiancato e ci siamo guardati un attimo negli occhi. "Perchè devi andare?" ho pensato. E tu quel solito sorriso che mi lasci ultimamente quando passi nei sogni. E poi sei andato, veloce, sicuro su per quella strada maledetta. Buffo stare tutto il male del mondo in un solo attimo. Buffo poi sapere che ora ci sei, che si sono aperti i sensi giusti per sentirti, per parlarti. Ti ho sentito quando mi hai aiutato a sistemare i tuoi fiori, quando mi hai chiesto di venire da te e ti ho lasciato la mia pietra. Poi ti ho visto nella nuova luce dei suoi occhi. E allora sentire un piccolo bene di sollievo. Hai visto che la bellezza le scorre sul viso, le scivola sui lineamenti, le vibra nella voce. Le accende gli occhi. 
So che ci hai messo del tuo. Grazie amico mio.

TORTA DI PESCHE SECCHE E PINOLI


200 gr di farina tipo 2
80 gr di farina di riso
40 gr di farina di carrube
200 ml di succo di mele
120 ml di latte di riso
60 gr di concentrato di datteri
80 gr di pesche secche
60 gr di olio extravergine d'oliva
40 gr di pinoli 
1 bustina di cremortartaro
sale

Preriscaldare il forno statico a 180°. Mescolare in una ciotola le farine, il sale e il cremortartaro.  In un'altra ciotola mescolare tra loro tutti gli ingredienti liquidi: olio, concentrato di datteri, succo di mele e latte di riso. Miscelare i due composti fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido. Se è necessario aggiungete ancora un po' di latte di riso, l'impasto deve essere davvero morbido. Alla fine unire le pesche secche e i pinoli e amalgamare. Oliare e infarinare uno stampo per torte, versare l'impasto, livellarlo e cuocere per 40 minuti a 180° (fate la prova stecchino).


Io ho l'essiccatore, ce l'ho da millanta anni e lo uso spesso. Ultimamente sto essiccando mele, pesche, prugne e pomodori (non tutto insieme però). Potrebbe essere un buon modo per conservare alcuni prodotti per l'inverno. Dico potrebbe perchè l'essiccazione rende anche particolarmente buoni i cibi e quindi qui vengono spazzolati tutti prima di poter pensare di essere conservati. Se voi ce la fate, poi mettete tutto in vasi di vetro perfettamente puliti a chiusura ermetica e lontano da fonti di umidità. Non avete l'essicatore? Ma fuori, amici miei, c'è un sole che incenerisce qualsiasi cosa se non si sta attenti. Recuperate delle griglie o costruitele voi. Qui un'idea su come fare. Mi ero dimenticata di fotografarvi le pesche essiccate, me ne sono ricordata appena in tempo, appena messe nell'impasto.

MUFFIN AL CIOCCOLATO FONDENTE E PESCHE


300 gr di farina tipo 2
60 gr di concentrato di datteri
100 gr di cioccolato fondente
50 gr di olio extravergine d'oliva
latte di soia
1 bustina di cremor tartaro
1 cucchiaino di polvere di buccia d'arancia
vaniglia in polvere
sale 
1 pesca 

Preriscaldare il forno statico a 180° .
Mescolare in una ciotola la farina, 1 cucchiaino di vaniglia, il sale e la buccia dell'arancia secca.  Unire alle polveri il concentrato di dattero, l'olio e il latte di soia, fino ad ottenere un impasto cremoso. Tritare il cioccolato e aggiungerlo insieme al cremortartaro mescolando bene. Lavare e tagliare a fette la pesca. Versare l'impasto negli stampini da muffins. Appoggiare una fetta di pesca al centro di ogni stampino e cuocere per 20\ 25 minuti a 180° (fate la prova stecchino).

Ecco due dolci senza zucchero e golosi. La torta è ancora più dolce dei muffin. Anche perchè le pesche secche sono meravigliose. Ma basta usare latte di riso al posto di quello di soia negli ultimi per migliorare la "dolciosità".
Non avete il concentrato di dattero? Sostituitelo con 100 gr di malto di riso o di orzo, oppure con 80 gr di succo di mela concentrato. Oppure la soluzione più semplice e più comoda e che io preferisco: frullate in una parte del succo di mela (circa 50 ml) 80 gr di uvetta e versate il vostro concentrato di uva passa nell'impasto. Se cambiate dolcificante controllate la consistenza dell'impasto e decidete se mettere più o meno liquido. Chi prova????


Ovviamente porto le due ricette a Bri per Salutiamoci di Agosto

domenica 19 agosto 2012

No zucchero please...


Già 20 anni fa, quando per la prima volta ero diventata responsabile della mia cucina e dopo aver deciso di essere vegetariana, avevo scoperto che lo zucchero bianco è davvero uno dei prodotti più dannosi e pericolosi in circolazione. Che arrivi dalla canna da zucchero o dalla barbabietola subisce un tale procedimento di raffinazione da ridurlo ad un non-alimento, responsabile però di molte patologie: obesità, arteriosclerosi, diabete, carie dentaria e malattie croniche come il cancro. Stella spiega benissimo perchè a Salutiamoci abbiamo vietato lo zucchero. 
E io sono pienamente d'accordo con quanto ha scritto.
Quello che volevo raccontarvi sono le avventure di una golosa. Le mie.
Sono cresciuta come tutti a zucchero bianco. Anzi rispetto a molti la mia mamma è sempre stata abbastanza accorta e ne ha sempre dimezzato le dosi, anche perchè a casa tutti erano in sovrappeso. Ma già a 8 anni mi divertivo a fare torte e budini per tutta la famiglia. Tra i miei libri di cucina c'è ancora il Manuale di Nonna Papera che mi era stato regalato allora. Ho sempre pensato di essere una golosa, soprattutto da ragazzina, impossibile non cascare in periodi in cui diventavo matta per i dolci e mi rimpinzavo. Credevo di essere golosa e invece era dipendenza. Anche se nella mia famiglia ero e sono sempre stata quella che si tratteneva di più. Le mie sorelle e mio fratello erano i classici che svuotavano tutto. Tutto ciò che di dolce arrivava in casa, finiva all'istante. Tanto che mia madre nascondeva brioshe, cioccolata e altro. Ma non servendo a nulla contro le incursioni dei miei fratelli, era arrivata a dividere in parti uguali la scorta di dolciumi e dare sola a me la mia parte: ero l'unica che la gestiva mangiandola a colazione e a merenda senza sfondarsi. 
Poi dopo un'adolescenza eccessivamente dolce e brufolosa, una volta che in cucina ci sono stata io ho iniziato a capire. Ma non subito tutto e non del tutto. E non solo perchè non avevo abbastanza informazioni e conoscenza per capire come fare. 
Ma soprattutto perchè lo zucchero crea dipendenza, proprio come una droga e lo fa anche se assunto in dosi moderate. E liberarsi dalle dipendenze non è facile. Qui vi avevo raccontato la mia esperienza ad un corso di Cascina Rosa e il breve incontro con il prof. Berrino e vi avevo detto che mi ero posta l'obiettivo di non utilizzare più un granello di zucchero nelle mie ricette. Devo dire che questo impegno l'ho mantenuto. Nel pollaio lo zucchero non è stato più usato. Però se uscivo e andavo in giro...bhè allora anche se tutto mi pareva senza esagerazione lo zucchero mi accompagnava.

Volete alcuni esempi? Eccoli:
- ma come si fa a bere il caffè amaro? Io proprio non riesco...
- ma cosa c'è di più bello di una colazione al bar con cornetto e brioshe e le tue care amiche?
- ma guarda questa gelateria ha del fantastico gelato al latte di soia, perchè non provarlo?
- ma se sono a casa di amici che maleducazione ad non assaggiare dolci\pasticcini\torte..
- ma perchè devi essere estremista e rinunciare a tutto?
Insomma ad un certo punto mi sono chiesta se mi stavo prendendo in giro da sola. Il fatto di prendere una quantità di zucchero infinitamente minore dalla media delle persone non era comunque una farsa? Mi sono risposta di si. E quindi dal 28 luglio ho deciso che basta: lo zucchero con me non avrebbe più avuto nulla a che fare. E mentre mi ripetevo risoluta questa frase, mi sono anche chiesta in segreto e sotto voce: "Ce l'avrei fatta?"
E' passato quasi un mese e la risposta è si.
E quello che vi voglio dire che stare senza zucchero si può, è questione di volontà, di scelta e di non prendersi in giro. E' questione di cura di sè, di volersi abbastanza bene e di non essere mediocri. E' questione di fantasia e di esperimenti. E' questione di coraggio e di provare. 
Ed è incredibile. Perchè quando non si ha più saccarosio che circola dentro di te, stai meglio, molto meglio. Se stai bene, dopo stai meglio. 
Io mi sento in forma, sono più asciutta, non mi sono gonfiata come un palloncino durante il ciclo, non ho avuto tensioni. La pelle è più pulita e luminosa e ho più energia. E soprattutto non ho nessuna tentazione di fronte ai dolci zuccherosi che stanno fuori dal pollaio. Ora che non gioca la dipendenza per me li vedo per quello che sono e mi fanno schifo. Meglio, molto meglio le meraviglie che mi preparo a casa e che ho offerto ad instancabili zuccherodipendentimalaticronici e che hanno sbaffato con gusto, commentando a bocca piena: "Non ci posso credere che non c'è zucchero qui dentro...."

Quello che volevo dire è che senza zucchero si può, è un allenamento e ci sono tante soluzioni, se una sola persona di voi desidera confrontarsi o provare io sono qui, scrivetemi per scambiare idee ed esperienze, per raccontarmi come ci provate e quali difficoltà trovate. Lo zucchero è dappertutto, imposto culturalmente e fa male. Ma se volte provare a liberarvene e volete parlarne con qualcuno io sono qui. Se volete trasformare i vostri dolci in dolci buoni possiamo pensare insieme come fare. Ecco la mia mail galline2ndlife@yahoo.it

YOGURT- CAKE VEGANA ALLE PESCHE


per la base:
150 gr di nocciole
130 gr di uvetta
4 biscotti senza zucchero

per il ripieno:
400 gr di yogurt di soia al naturale
3 pesche
1 cucchiaino di farina di semi di carrube (facoltativo)
200 gr di succo di mele
1 cucchiaino e mezzo di polvere di agar agar (circa 3 gr)

per il top:
2 pesche
1\2 cucchiaio di kuzu
120 ml di succo di mele


per la base:
tritare nel mixer e a lungo le nocciole con l'uvetta e i 4 biscotti, fino ad ottenere un composto pastoso e granuloso. Versare il composto in una teglia dal cerchio apribile di 20 cm e compattarla e livellarla con le mani, quindi riporre in frigo.

per il ripieno:
frullare insieme lo yogurt di soia con le pesche pelate. (Io ho aggiunto un cucchiaino di semi di carrube). In un pentolino sciogliere a freddo l'agar agar con il succo di mele, quindi portare ad ebollizione per circa 5 minuti mescolando spesso. Versare il succo con l'alga nel frullato di yogurt e mescolare lentamente per unire bene i due composti. Lasciare riposare 5 minuti quindi versare tutto sulla base e livellare con una spatola. Riporre in frigo.

per il top:
tritare grossolonamente le pesche lavate (in questo caso ho tenuto la buccia). Sciogliere 1\2 cucchiaio di kuzu nel succo di mele e scaldare fino a quando inizia ad addensare. Unire la frutta tritata e appena inizia a bollire cuocere per circa 2 minuti. Spegnere e lasciare raffreddare mescolando di tanto in tanto.
Un'ora prima di servire versare il top sulla torta e rimettere i frigo.


Devo ringraziare Ravanella per i suggerimenti che mi ha dato per la preparazione della base, che ho poi deciso di fare esattamente come nel suo golosissimo Tortino Cremino. Vi posso garantire che questa base è perfetta e croccantina, ideale per questo tipo di dolce.
Nel ripieno centrale ho deciso di unire la farina di semi di carrube per testare la capacità di questo nuovo ingrediente di addensare a freddo, il suo effetto si ottiene montando l'impasto. Io ho semplicemente frullato a lungo e ho ottenuto  un frullato, che normalmente sarebbe stato liquido,  cremoso e soffice. E' sicuramente adatto per creare creme e perfetto per i gelati, ma lo testerò  meglio prestissimo. Ovviamente si può omettere, perchè poi sarà l'agar-agar a rendere compatta e gelatinosa la crema.
Per il top devo ringraziare invece iVegan e la loro ricetta di cheesecake vegan. Nel top ho seguito il loro procedimento e ho usato il kuzu. Vi spiego subito cos'é:
un amido ricavato dalla Pueraria Lobata (una pianta selvatica rampicante giapponese). Ha proprietà alcalinizzanti, allevia la stanchezza, aiuta la digestione e migliora i disturbi intestinali rinforzando questo importante organo. Si presenta come piccoli gessi. Viene usato in cucina per addensare zuppe, verdure, dolci al cucchiaio. Sciogliere bene prima a freddo. Trovate da Roberta come preparare l'ume-kuzu. A Cascina Rosa utilizzano il kuzu per contrastare gli effetti della chemio come antinfiammatorio, miscelandolo nella crema di riso. 
Se non vi ho convinto a provarlo, potete utilizzare dell'amido di mais. 
E ora vi chiedo di riflettere un attimo su questo dolce. Quanto zucchero\miele\dolcificante trovate? ZERO, ma vi garantisco che è dolce, anzi molto e a prova di zucchero-dipendenti. Il dolce è dato dalla frutta: uvetta, succo di mele e pesche lavorano per voi. Giocate anche a voi a Salutiamoci, così per gioco sperimentate che si può.


Ovviamente porto questa torta fredda a Bri per il suo Salutiamoci con le pesche.

lunedì 13 agosto 2012

Senza conclusione


Mi capita raramente di avere un tempo così. Prevalentemente tutto mio. Senza orari, senza impegni. Quasi sola. L'estate piena e il nostro programma vacanza controcorrente mi aiutano. E ho questo poco tempo solo mio. In cui vorrei infilarci dentro quello che vorrei fare e che accantono o che infilo in qualche bandolo di tempo avanzato o che faccio di corsa per fare altro.
Vorrei che il tempo solo mio durasse il doppio, una giornata di 24 ore dove ho la carica per resistere a tutte le ore in più.
Vorrei cucinare e sperimentare. Vorrei leggere libri frivoli e leggeri. Vorrei studiare opere dense e curate. Vorrei tradurre dal tedesco. Vorrei lavorare a maglia. Vorrei camminare tanto.
Vorrei, ma già mi perdo in nuvole color panna di pensieri che perdono la chiarezza e mi lasciano sospesa. Mentre il mio tempo corre veloce.
Per fare quello che voglio, ho bisogno del contorno e allora devo sistemare casa, perchè sembra che nel fine settimana ci siamo divertiti a sparare bengala nel salotto. E già penso alle lavatrici, al vetro della doccia da passare con l'acido citrico per farlo brillare, alle tende da lavare....
Ohi ohi cos'è? Sano senso di colpa al femminile che in qualche modo aggiusta la mia lunga fila dei vorrei? O una genetica incapacità gallinesca di essere efficiente ed efficace nello stesso momento?
...
E ora mi manca la conclusione di una testa sospesa per un tempo che è solo suo, ma che già sfugge. Chiudo il computer e se nulla mi distrae, forse approderò ai miei aghi da maglia, forse no....

KANTEN DI PESCHE


1\2 litro di succo di mele non zuccherato
1 cucchiaino e mezzo di polvere di agar agar
2 pesche
1 manciata di uvetta
1 manciata di pinoli

Portare ad ebollizione il succo di mela, tenendone da parte un quantitativo pari ad una tazzina di caffè. Sciogliere l'agar agar nel succo di mele avanzato per evitare la formazione di grumi e versare il composto nel liquido bollente. Mescolare bene e cuocere per altri 7 minuti. Nel frattempo lavare, tagliare a pezzetti le pesche e mescolarle con pinoli e uvetta. Distribuire la frutta in alcuni stampini e ricoprirli con il succo di mele caldo. Lasciare raffreddare e poi riporre in frigo.

Ecco un dolcetto fresco, leggero che davvero con questo caldo è una gioia. Un dolce che non è godurioso, ma è legato più alle note del piacere. Senza zucchero, solo frutta. Potete provarlo con qualsiasi altro genere di frutta. Il nome viene dato proprio dall'uso dell'agar-agar, un'alga che in Giappone viene chiamata kanten. Vi consiglio davvero di cercare nei negozi di alimentazione naturale questo gelatificante 100% vegetale, che è insapore, ma nello stesso tempo è ricco di minerali. Siccome viene assorbito in minima parte dall'organismo è anche poco calorico. Regala delle belle gelatine solide, che non si sciolgono. Funziona solo se fatto bollire. 
Porto il mio Kanten a Bri per il nostro Salutiamoci. E voi che pesca fate?


giovedì 9 agosto 2012

Camminare in salita


Camminare, in salita. Passo dopo passo. Spesso sola.
Lo sguardo che sale in alto verso le nuvole del cielo. Pensare che lassù tutto ha una logica, tutto ha un filo e vedere quanto è bello. Tra oro e rosso le nuvole si muovono, cambiano, si incontrano. Disegnano il blu. Disegnano il cielo
Camminare, in salita. Passo dopo passo. Piano raggiungerlo e stare un po' con lui.
Lo sguardo verso il basso, verso le pietre. Preziose e argentee. Spigolose e brillanti. 
Mi raccontano di cosa succede nelle prodondità, di quanto si forma.
Camminare, in salita. Passo dopo passo. Un passo corto.
Il cui motore sono i pensieri. A volte ripetitivi, rituali, ritmati.
A volte sudati, sporchi di terra, cercano di librarsi e portano luce.
Su piccole scoperte, su cose passate, su legami vivi.

RISO BASMATI INTEGRALE SALTATO CON VERDURE ESTIVE


210 gr di riso integrale basmati
3 peperoncini tipo friarelli
2 zucchine
3 pomodori
timo
basilico
pepe
sale marino integrale
1 bustina di zafferano
2 cucchiai di capperi sott'aceto
20 olive
1 limone
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Cuocere al dente il riso integrale. (Io dopo averlo lasciato in ammollo per 12 ore, l'ho cotto in pentola a pressione per 15 minuti.) 
Scolarlo e lasciarlo nello scolapasta per perdere tutta l'acqua.
Tagliare a listarelle i peperoni, a fettine le zucchine e a tocchetti i pomodori. Far saltare in un wok con due cucchiai di olio evo i peperoni e le zucchine per qualche minuto, quindi aggiungere i pomodori e proseguire la cottura per altri 4\5 minuti. Unire intanto le olive denocciolate e i capperi e alla fine il riso scolato. Far saltare ancora per pochi minuti e spegnere. A questo punto aggiungere lo zafferano, le foglioline di timo e il basilico spezzettato. Miscelare bene. Una volta intiepidito unire il succo di limone.


Ecco qui la mia ricetta salata per il contest della Ravanella Curiosa. Verdure e erbe aromatiche sono nate nel orto del papà del galletto o direttamente nella mia aiuola bonsai. Tutti gli ingredienti sono biologici e la cottura nel wok è stata velocissima: in 10 minuti ho preparato il risotto. Le dosi sono per tre persone. E' buonissimo anche il giorno dopo, soprattutto se messo in un contenitore di vetro e mangiato in montagna con delle belle amiche.

AGGIORNAMENTO: 22 luglio 2013 partecipo con questa ricetta a Salutiamoci da Ravanella.


lunedì 6 agosto 2012

Salutiamoci di Agosto: le pesche



Il nostro Salutiamoci ha davvero un effetto bomba! Abbiamo raccolto tante ricette e adesioni e molte persone si sono messe alla prova per giocare con noi, rispettando la regola di utilizzare solo gli ingredienti indicati qui.

Questo mese l'ingrediente principe della nostra raccolta è uno dei frutti più buoni e golosi dell'estate. La pesca!!! Adoro il suo profumo delicato, il sugo che mi scivola giù dal mento quando la morsico e il piacere dissetante che mi regala! Vi consiglio di cercare delle buone pesche biologiche per ritrovare l'autentico sapore di questo frutto e di lasciare sul banco del super quelle standard, che non hanno più un gusto definito, ma sono davvero insapori.

La pesca è tra i frutti meno zuccherini. Si caratterizza perchè ricca di vitamina A e potassio. Inoltre contiene fluoro, tracce di ferro e vari oligoelementi. Aiuta a sostenere il nostro corpo che deve lottare contro il grande caldo, regalando buona energia e nello stesso tempo aiutandoci a riposare. 

Questo mese Salutiamoci è ospitato da Bri. L'ingrediente principale è la pesca. 
Per sapere come partecipare leggete qui.
Siamo anche su FB!
Salutiamoci è un progetto di 


GELATO VEGANO ALLE PESCHE E COCCO


3 pesche ben mature
2 cucchiai di cocco rapè
2 cucchiai di succo di mele concentrato
500 ml latte di riso 

Frullare le tre pesche denocciolate con tutti gli altri ingredienti e versare il composto nella gelatiera. Azionatela e in circa 20 minuti il vostro gelato è pronto.

Ovviamente il gelato è stato preparato dalla Gnoma Rossa, che però è tutta presa da rientri e partenze e non avanza il tempo per scrivere il post. Potete usare un po' di cocco rapè per decorare. Il succo di mele concentrato è uno dei migliori sostituti dello zucchero. Se questo mese desiderate sperimentarvi con qualche preparazione dolce farete uno delle scoperte migliori della vostra vita: imparerete a non utilizzare la polverina bianca, che ha effetti collaterali così dannosi per la nostra salute e conoscerete nuovi modi per essere dolci. Insomma forse la sfida si fa dura senza zucchero, perchè significa provare qualcosa di nuovo e di diverso. Ma il gioco è un ottimo modo per sperimentarsi e provare...e allora GIOCHIAMO A SALUTIAMOCI!!! Vi aspetto!!!