lunedì 28 maggio 2012

Amico mio




Caro amico mio,
dolce grande uomo, dall'anima di cristallo. 
Io mi ricordo il primo giorno che ti ho visto. Eravamo al lavoro e mi sei stato messo davanti. Stranito e il viso pallido. 
Ho deciso che mi saresti piaciuto pochi giorni dopo, quando hai preso un Michele nervoso e abbracciandolo delicato l'hai portato di sopra. Mi era piaciuto vedere quell'abbraccio buono e calmo. Mi è piaciuto poi nel tempo poterli ricevere. 
Te le ricordi le minchiate che dicevamo, le porcate che dicevamo e le risate che ne venivano fuori. Ti ricordi le nostre uscite nei boschi, la caccia alla legna e quando mi ostinavo a voler prendere il tronco più assurdo nell'angolo più assurdo e poi i ragazzi ed io facevamo finta di portarli giù, ma tu ti dovevi portare tutto il peso. Ti ricordi quando mangiavamo sul tavolone grande e dicevamo a Lorenzo di stare zitto o cantavamo con Cristian. Ti ricordi quando rubavamo lo scoiattolo di peluche di Martina e poi glielo facevamo trovare su un albero, facendole credere che era scappato. E quando ci siamo regalati una giornata al Brinzio perchè avevo visto un serpente schifoso e mi ero rifiutata di stare ancora in quel bosco. E tu un po' mi prendevi per il culo e un po' serio mi dicevi che non pensavi che potessi andare così fuori di testa. Mannaggia, ma tu poi cosa facevi se vedevi un'ape? 
E tutte le volte che l'Anna ci ha licenziato? Te le ricordi i discorsi seri e quelli scemi e gli abbracci rubati in quel lavoro tritatutto?
E quando insegnavamo a fare i gestacci a chi non li doveva sapere? E quando avevamo guardato Giove ed eravamo sul mare Avariatico? 
Oppure quando le afte ti tormentavano e io ti parlavo come Daffy Duck. E ti ricordi la Dosaggio, la Saretta e la Babba e tutti i minuti che rubavamo per essere amici? E ti dicevo che la superlativa mi stava sulle palle e tu tentavi di dimostrarmi il contrario e finivamo con il ridere, sempre.
E quando dormivamo camera contro camera in quella vacanza di lavoro e alla notte esausti ci bussavamo sul muro per dirci buonanotte. E ci bussavamo al mattino per dirci buongiorno. 
E quando ti ho detto non fare del male ad Ale se la vuoi. E tu le hai fatto solo tanto bene, così tanto bene che mi avevate regalato la comodità di avere due persone a cui volevo un mondo di amore insieme. 
Ti ricordi quando siamo andati insieme a vedere Saturno e mentre tornavamo a casa felici abbiamo incontrato una volpe che ci ha guardato? 
Io mi ricordo, ogni giorno un pezzettino. Come quando facevi un passo vicino a me per non farmele dare dall'Albertone o da chissà chi. 
Un cavaliere grande, che difendeva chi amava con uno scudo fatto di zucchero filato.
E mi ricordo l'ultimo abbraccio. Sulle scale di casa vostra, pochi mesi fa. 
Mi hai detto: "Ti voglio bene."
Ti ho risposto: "Ti voglio bene."
Ora ho due foto sul cellulare di te e di lei, belli come il sole il giorno del vostro matrimonio, quando ti stavi per sposare con la bottiglietta di plastica nel taschino. E un numero a cui non mi rispondi più.
Ora ti prometto che per quel che sono capace mi curo anche io di lei, ma tu prometti di venire giù ogni tanto a darle un bacio. 
Perchè senza nulla di te, non so se ce la faccio così bene.
Ora si che mi manchi.

MUFFINS CON GOCCE DI CIOCCOLATO SZ


300 gr di farina tipo 2
50 gr di uvettta
50 gr di succo di mele
100 gr di cioccolato fondente
70 gr di olio extravergine d'oliva
latte di avena
1 bustina di cremor tartaro
1 arancia
vaniglia in polvere
sale 

Mescolare in una ciotola la farina, 1 cucchiaino di vaniglia, il sale e la buccia dell'arancia grattugiata. Frullare l'uvetta con il succo di mele omogenizzandola. Unirla alle polveri con olio e latte d'avena, fino ad ottenere un impasto cremoso. Tritare il cioccolato e aggiungerlo insieme al cremortartaro mescolando bene. Versare l'impasto negli stampini da muffin e cuocere per 15 minuti a 180° (fate la prova stecchino).

Ecco visto che non hai fatto in tempo ad assaggiarli, ti regalo i miei muffin senza zucchero e senza niente. Mi avresti preso per il culo con questi. Ma poi ti avrei raccontato del progetto balengo che ho con Miriam. Magari poi alla fine mi avresti pure detto che ti piacevano.

lunedì 21 maggio 2012

Urlo muto



La nebbia, grigia e fitta, sale dalla valle e soffoca la casa, la pioggia  battente si spacca sulle strade, si spacca sul cuore. 
Non è possibile stare bene oggi, è necessaria la tristezza per riflettere.
L'urlo silenzioso di tante brave persone, dal fondo risale e si gonfia.
Mentre alla finestra silenziosa guardo il niente, l'urlo mi raggiunge ed entra in me.
Per una volta mi sento parte di questa terra, una di questo posto. 
Ora, nel tetro sentire di una nazione sbigottita e ferita di fronte all'impensabile. 
L'impensabile di chi non è uomo e da non uomo ha agito.
L'impensabile di una natura così enorme, così infinita, così asettica alle emozioni, nonostante tutto, nonostante noi.
Cado nell'urlo muto.

FARRO CON PISELLI FRESCHI E POMODORINI AL PESTO



per 4 persone:
250 gr di farro decorticato
500 gr di piselli freschi
pomodorini cherry
olio extravergine d'oliva
20 foglie di basilico
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di pinoli

Lavare il farro sotto l'acqua corrente e cuocerlo in pentola pressione per circa 20 minuti.
Sgranare i piselli e scottarli in acqua per 3 minuti. Nel frattempo preparare un pesto leggero tritando il basilico con i pinoli, l'aglio, il sale e aggiungendo olio quanto basta per ottenere una cremina. (Si può usare il classico mortaio, la mezzaluna o un mixer). Tagliare i pomodorini, condirli con il pesto, unire i piselli. Una volta cotto il farro, scolarlo e raffreddare con il getto d'acqua. Aggiungerlo ai pomodorini, aggiustare di sale e mescolare bene per amalgamare i sapori.

giovedì 17 maggio 2012

Gioco di vento



Il vento ha soffiato forte, così forte da dover correre in giardino e mettere in salvo i fiori più delicati, far coraggio alle altre bimbe-piantine e guardare sconsolata il mio amico beniamino, che mentre stava ancora a prendere le misure del suo nuovo vaso, si è trovato tutto pendente da un lato. Gli verrà la gobba.
Ha soffiato così forte da non tenere ferme le persiane, che a turno mi prendevano in giro sbattendo nervosamente contro il muro. Così forte da far volare via i cuscini delle sedie che avevo messo ad asciugare per andare proprio sotto il sedere serafico del cane sornione della vicina.
Alla fine ho accettato la sfida di questo vento caldo e profumato. Ho portato con me due esserini che con lui sanno cosa fare e sono andata in campagna.
E abbiamo giocato: a correre veloce nell'erba tagliata, ad accarezzare le spighe del grano che aspettano l'oro, ad ascoltare il suo canto. 
E poi il vento mi ha abbracciato da dietro, stringendomi forte per non farmi paura, sussurrandomi qualcosa di divertente e farmi smettere di pensare.
In un attimo ho volato. Tra le sue braccia e nell'aria profumata di erba e di rubinia. Io gallina senza ali.

SPATZLE VEGAN DI PISELLI FRESCHI

per gli spatzle:
250 gr di semola del Senatore Capelli
200 gr circa di piselli freschi
100 ml di latte di avena
100 ml di acqua
noce moscata
3 cucchiaini di amido di mais
sale

per il condimento:
olio extravergine d'oliva
1 porro
5\6 foglie di salvia

Bollire per 3\4 minuti i piselli freschi e quindi scolarli. Frullarli insieme al latte d'avena e all'acqua, unendo un pizzico di sale e la noce moscata. In  una ciotola mettere la semola, unire l'amido di mais e aggiungere a poco a poco il frullato, mescolando bene per evitare la formazione di grumi. L'impasto deve essere fluido e quasi liquido, quindi se necessario unite altra acqua. Lasciare riposare per almeno 30 minuti.
Portare a bollore una pentola di acqua salata. Nel frattempo pulire il porro e affettarlo sottilmente, tritare con la mezzaluna la salvia e mettere a rosolare il tutto in un wok con un cucchiaio di olio. 
Quando l'acqua bolle appoggiare l'apposito aggeggio da spaztle sulla pentola e mettere un paio di mestoli di pastella, far scivolare l'aggeggio su e giù lentamente, in modo che gli gnocchetti cadono in acqua. Quando galleggiano sono cotti, pescarli con una schiumarola e metterli nel wok dove sta rosolando il porro. 

Se non avete l'aggeggio da spatzle potete usare un passaverdura con i fori larghi! Gli spatzle mi sono sempre piaciuti tanto, ma la ricetta che  avevo usato in passato non rispecchia più le mie scelte alimentari attuali. Per fortuna mi è venuta in aiuto Chicca con la sua ricetta vegan e il resto è stato aggiunto dal mio neuroncino gallinoso e vi garantisco che questa volta ha dato il massimo! 
Porto anche loro alla nostra raccolta Salutiamoci qui
Ve lo ricordate cos'è Salutiamoci? Un gioco per sperimentare una cucina magari un po' diversa dal solito, ma che nasconde in sè un segreto prezioso: quello di farci stare bene, quello di costruire il nostro stare bene oggi e domani. La state preparando anche voi una ricetta con fave o piselli?

lunedì 14 maggio 2012

Ferro da stiro estremo


Oggi inizia l'attacco alla grande e non misurabile montagna dei panni da stirare. 
Ho un piano e procedo a piccoli passi:
- accompagnarli vicino alla finestra per distrarli con il panorama;
- convincerli che voglio solo sfoltire la cima;
- far credere di andare via per un giro in campagna;
- tenere un lungo discorso in cui esalto l'autonomia e l'indipendenza;
- suggerire modi per raggiungere l'auto-stiramento;
- lasciare loro il tempo per pensare;
- attaccare il ferro da stiro.

SALSA DI CRESCIONE




1 mazzetto di crescione
2 spicchi daglio
20 capperi
1 limone (succo)
olio extravergine d'oliva

Dopo aver pulito il crescione e averlo asciugato dell'acqua in eccesso tamponandolo in uno strofinaccio, frullare tutti gli ingredienti insieme. Aggiungere olio quanto basta per ottenere una cremina. Io preferisco mettere il succo di un limone e mettere meno olio.
Questa salsa è ottima per condire dei legumi lessi o insaporire un po' di seitan o tofu saltati in padella.

Season: la natura di stagione
Il crescione (Nasturtium Officinale) appartiene alla famiglia delle crocifere. Ha un sapore piccante e stuzzicante. Va usato sempre crudo, perchè con la cottura perde tutte le proprietà. 
Ricco di vitamina A, ben fornito di vitamina E e C, B1, B2 e PP, contiene anche calcio, ferro, zolfo, manganese, arsenico, rame, zinco e iodio.
E' antianemico, diuretico, tonico e depurativo. Utile per curare bronchi e polmoni, è un anticancro. Ha caratteristiche rimineralizzanti, sudorifere, espettoranti, aperitive. 
Potete raccoglierlo nei boschi, vicino ai corsi d'acqua oppure a mazzetti dal fruttivendolo. Oppure potete acquistare una busta di semi e piantarlo in un bel vaso. Proprio come dice il suo nome crescerà in fretta. Si usa per insaporire insalate e contorni, per condire paste e cereali oppure come ho fatto io per insaporire un secondo e i legumi. 
Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio.

domenica 13 maggio 2012

Abbecedario culinario d'Italia: Liguria


"Mare, mare, mare, ma che voglia di arrivare lì
da te, date, sto accelerando e adesso ormai ti prendo
mare, mare, mare, sai che ognuno c'ha il suo mare dentro il cuore,
si... e ogni tanto gli fa sentire l'onda
mare, mare, mare, ma sai che ognuno c'ha i suoi sogni
da inseguire, sì... per stare a galla e non affondare...". 
Luca Carboni

SALSA DI NOCI


20 noci
1 pezzo di pane integrale secco
latte d'avena
sale
pepe
aglio

Mettere in ammollo nel latte d'avena il pane fatto a pezzettini fino a faro ammorbidire. Sgusciare le noci. Mettere nel mixer il pane ammollato, le noci, 1 spicchio d'aglio e frullare fino ad ottenere una crema, eventualmente aggiungere un pochino di latte. Aggiustare il sapore con sale e pepe.

La salsa di noci in Liguria viene usata principalmente per condire i pansotti. Al momento di condire  ammorbiditelo allungandola con un po' di acqua di cottura. Se volete fare la salsa come da tradizione invece del mixer potete usare il mortaio. La mia versione è leggera e semplice, ma altrettanto gustosa. Noi abbiamo condite un bel piatto di linguine.


Con questa ricetta partecipo a L'abbecedario culinario d'Italia con la lettera G come Genova della Trattoria Muvara, ospitato da Cristina

mercoledì 9 maggio 2012

10 cose da fare...

...per imparare a far fluire il mio agire proprio con la stessa quiete che ha il sole nel suo cammino sulla volta celeste.



1. Portarsi il sole addosso in modo vivente
2. Osservare la luna, soprattutto in quelle notti che si mette vicino al balcone e mi invita a parlare
3. Chiedere ad una farfalla quanto è lungo il suo volo
4. Salutare ogni persona che incrocia il mio sguardo e rassicurarla con un sorriso
5. Accendere Mozart e coltivare un sogno nel giardino
6. Tracciare itinerari immaginari di viaggi reali
7. Preparare una lista di cose da fare completamente inutili
8. Esserci, semplicemente esserci per gli altri
9. Non accontentarsi delle simulazioni, ma tuffarsi nel fiume vero
10. Tagliare rami secchi e aspettare il raccolto di ciliege 

HUMUS DI FAVE FRESCHE CON PIADINA AL FARRO



per l'hummus: 
700 gr di fave fresche
1\2 limone spremuto
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di tahin
sale
acqua

Dopo aver sgranato e sbollentato le fave per 5 minuti in acqua bollente, eliminare la buccia esterna. Nel mixer frullare insieme tutti gli ingredienti per ottenere una crema profumata.

per la piadina:
300 gr di farina di farro
1\2 cucchiaino di bicarbonato di sodio
2 cucchiai di olio extravergine
sale
acqua

Impastare tutti gli ingredienti e ottenere una pasta di palla morbida. Mettere a scaldare il testo o una pentola antiaderente.
Dividere l'impasto in 4 parti uguali, stendere in un disco sottile ogni pallina e cuocerla nel testo un paio di minuti per lato.

Porto anche questo piattino alla nostra raccolta Salutiamoci qui. Ve lo ricordate cos'è Salutiamoci? Un gioco per sperimentare una cucina magari un po' diversa dal solito, ma che nasconde in sè un segreto prezioso: quello di farci stare bene, quello di costruire il nostro stare bene oggi e domani. Dai provateci anche voi e per qualsiasi dubbio o pensiero non esitate a chiedermi, ma poi giocate!

domenica 6 maggio 2012

Abbecedario culinario d'Italia: Umbria


Eh si....ci sono stata in Umbria. Ero una pischella, nemmeno maggiorenne. Un biglietto del treno, i soldi risparmiati durante l'anno, con qualche lavoretto, un vecchio zaino di stoffa, il saccapelo, un'amica pischella e la sua tenda. E tanta tanta voglia di mangiarsi il mondo, di guardarselo tutto, di toccarlo e farlo proprio. Così piene di curiosità, di voglia, di sete e di fame da non vedere il mondo reale, ma solo quello che volevamo. Una vacanza di un'estate da grandi, con i diciassette anni spalmati sul viso e la forza del nostro coraggio bambino per attraversare il mondo e svicolare da tutti i pericoli. Viaggi su treni, camminate a piedi, pulman rincorsi. Mangiavamo alle sagre solo contorni per risparmiare e guadagnare un giorno di vacanza. Una delle tappe è stata l'Umbria e se chiudo gli occhi per ricordarla, vedo solo un verde intenso di foglie fresche, mosse dal vento delle nostre risate e immense parole. Pensavamo di essere grandi.

LA ROCCIATA UMBRA
per la pasta:
250 di farina tipo 2
2 cucchiai di succo di mele concentrato
1 pizzico di sale
vino rosso (facoltativo, usare anche succo di mele)

per il ripieno:
1\2 kg di mele
100 gr di nocciole e noci
cannella
1 limone (buccia)
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
100 gr di uvetta
cacao amaro


Preparare una pasta morbida ed elastica con la farina, il succo di mela, il sale e vino rosso quanto basta. Lasciare riposare in frigorifero per mezz'ora.
Lavare le mele e tagliarle a fettine. Sgusciare le noci e le nocciole e tritarle grossolanamente. Mischiare insieme le mele, la frutta secca compresa l'uvetta, 1 cucchiaino di cannella, la buccia grattugiata del limone e l'olio extravergine d'oliva.
Stendere la pasta sottile, versare la frutta, spolverare un cucchiaio di cacao amaro. Arrotolare su sè stessa la pasta ripiena e infornare a 180° per 40 minuti.

La rocciata è un dolce umbro, antico, risale al medioevo. Io ho voluto eliminare lo zucchero (che secondo me comunque nel medioevo non era così abbondante) e purtroppo non avevo semi di anice e pinoli. Mi spiace più per l'anice. 
Rocciata deriva dal termine umbro che significa torcere. Questo in Umbria, per la mia rocciata deriva proprio da roccia, perchè esteticamente sembra un bel sassolino. Praticamente assomiglia ad uno strudel e dicono che sia perchè i Longobardi passarono da lì.
Con questa ricetta partecipo a L'abbecedario culinario d'Italia con la lettera F come Foligno della Trattoria Muvara, ospitato da Cristina

AGGIORNAMENTO DEL 09\09\2013: questa ricetta partecipa a Salutiamoci ospitato da Sabrina di Les Madeleines di Proust


venerdì 4 maggio 2012

Succede


Succede no? Succede che dopo aver camminato in silenzio passo dopo passo, ogni giorno con la testa che esplodeva di pensieri e mettevi nell'armadio del cuore i pezzettini disordinati del tempo, capisci.
Succede che finalmente trovi quel pezzettino magico e buffo del puzzle che quando lo metti giù, dopo aver fatto combaciare tutte le parti per bene, ecco allora poi come un filo di perle trovi tutti gli altri che prima mancavano.
Succede che quello sciocco sentimento silente che ti abita da un po', finalmente trova il suo senso e ti dice perchè ti ha accompagnato tra l'autunno e l'inverno. Solo per farti andare oltre, solo per non fermarti, solo per non uccidere il tuo evolvere. 
Succede allora che allora i fatti, gli incontri, le idee si trasformano in opportunità, in entusiasmo. In futuro.
E succede che allora capisci che essere entusiasti vuol dire avere un Dio dentro, vuol dire sentire l'alito, il respiro di altro.... "viva agitazione dell'animo, onde proviene l'impeto dell'azione".

BULGUR AL PESTO DI FAVE CON ASPARAGI E CIPOLLOTTI AL VAPORE IN SALSA DI SENAPE


 per 2 persone:

140 gr di bulgur

per il pesto:
600 gr di fave fresche da sgusciare
3 o 4 cucchiai di semi di girasole
1 cucchiaio di foglie di timo fresco
olio extravergine d'oliva
2 cipollotti freschi
sale
pepe

per il contorno:
1 mazzo di asparagi
3 o 4 cipollotti freschi

per la salsa:
1 cucchiaino di senape
1 cucchiaino di tahin
2 cucchiaini di acidulato di riso
2 cucchiaini di shoyu
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

Preparare il pesto:
Sgusciare le fave e sbollentarle per un paio di minuti nell'acqua, scolarle e immergerle nell'acqua fredda. Togliere la pelle esterna e tenere da parta alcune fave per la decorazione.
Tostare in una padella antiaderente i semi di girasole fino a che non sprigionano il loro profumo e metterli da parte.
Pulire e affettare i cipollotti e rosolarli in un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, unire le fave e cuocere per 5 minuti facendole saltare, aggiustare di sale e pepe.
Mettere nel frullatore le fave, i semi di girasole, il timo e un pochino di acqua tiepida e frullare fino ad ottenere una crema vellutata.

Preparare il bulgur e le verdure:
Tostare per un paio di minuti il bulgur in una padella antiaderente e coprire con acqua tiepida salata (deve essere il doppio del volume del bulgur), cuocere per circa 10 minuti a fiamma bassissima, fino a quando il cereale spezzato ha assorbito tutta l'acqua. Lasciare riposare per 30 minuti. Una volta pronto condire con il pesto di fave.



Preparare le verdure: 
pulire e togliere la parte più dura degli asparagi e mondare i cipollotti, cuocere al vapore per 10 minuti.

Preparare la salsa:
Mescolare insieme la senape con il tahin, l'acidulato di riso, il shoyu e l'olio extravergine. Usare la salsa per condire le verdure al vapore

E ora non vi resta che comporre il vostro piatto: impiattare il bulgur e decorare con le fave tenute da parte, aggiungere la verdura cotta al vapore e condire con qualche cucchiaino di salsa, sedersi tranquilli a tavola, magari con qualcuno che si ama e mangiare, masticando lentamente per godersi questo piattino....che alla fine è velocissimo da preparare.
Un piatto unico che ha tutto, che ride del colore verde della primavera e che cerca di godersi i suoi frutti. Il mio primo piatto per Salutiamoci: mangiare bene per stare bene ospitato da Stella.


martedì 1 maggio 2012

Salutiamoci: mangiare bene per stare bene

A volte vi ho parlato di come intendo io il cibo, l'alimentarsi, il mangiare. Il mio percorso alimentare ha negli anni preso una direzione al naturale. Sempre di più, sempre più spesso sentiamo raccontare di come  un'alimentazione naturale, curata, pensata e studiata sia il fondamento su cui costruire lo stato di buona salute, nostro e di chi amiamo. Non è facile, lo so. Culturalmente ci bombardono di altre informazioni, di altre richieste. Ma la maggior parte di quanto ci viene proposto, di quanto siamo abituati a mangiare, che viene addirittura proposto nei menù delle mense approvati dalle asl, a noi o ai nostri figli, non risponde alle esigenze di una cucina vera, risponde ad un'esigenza che è quella di dare ancora di più al dio denaro.
Farina 00 e zucchero bianco, ad esempio. Vengono mangiati normalmente, più volte al giorno e sono prodotti diabolici. Io non mi sento nemmeno di abbinarci la parola alimento. 

Che fare? Cambiare si può. Basta provare. 
E allora Bri, Roberta, Stella e io vogliamo proporvi un gioco, un gioco mensile, un gioco che non ha premi, ma che vuole invitarvi, divertendovi a sperimentare qualcosa di nuovo, qualcosa di questa cucina naturale e provare insieme che cucinare sano, buono e gustoso. Che cambiare perchè ci vogliamo bene, si può. Un passo alla volta.


Ecco il nostro invito:


Mangiare bene si può. Noi crediamo di sì e abbiamo pensato di proporvi di costruire insieme una raccolta di ricette salutari, buone, semplici e sfiziose. Una raccolta che gira di blog in blog e che vi proporrà ogni volta un ingrediente principe da usare. Ci sono poi delle regole basi da seguire, regole semplici che riguardano gli ingredienti permessi, quelli permessi ma non consigliati, quelli da evitare. 

Voi potete postare la vostra ricetta, linkando il blog che ospita e unendo il logo dell'iniziativa. Sarebbe bello avere solo ricette nuove, ma se desiderate proporre una vecchia ricetta vi chiediamo di rifare il post aggiungendo link e logo.

Questo mese ospita Stella di Sale. Da lei trovate la lista degli ingredienti che si possono usare. Ingredienti del mese: FAVE E PISELLI

Che dite? Giochiamo? Ci aiutate con il passaparola? Rendiamo insieme grande un'iniziativa che nasconde un valore fondamentale: il bene per noi. Vi aspettiamo.