giovedì 26 aprile 2012

Arancione come i pantaloni.



Arancione. Il mio colore preferito, da sempre. Una delle costanti di me. Vivo e vedo arancione e da sempre vorrei tutto arancione. Volevo la casa arancione, l'auto arancione. Se posso scelgo arancione. Sono arancione dentro. E alcune delle parti più importanti della mia vita sono arancioni. Gnoma e gattino lo sono. (Cioènodaimacchecavoli mamma si dice rosso....)
Adoro i colori, essere colorata e colorare, ma l'arancione è il principe dei colori. 
E il segno che la svolta dallo stato "gnegnettoso" in cui ero piombata era vicino è stato il messaggio che ho inviato a Mi, mia sorella di vita. 
"Vorrei dei pantaloni arancioni!" E lei che sa quanto una piccola cosa frivola e banale possa essere simbolo di una storia del cuore, poco dopo mi ha scritto: "Vai di là, gira di qua, fai tre passi, una giravolta, guarda su e guarda giù e ci sono i pantaloni arancioni."
E così ora io e lei abbiamo degli stupendissimi, meravigliosissimi, sciccosissimi pantaloni arancioni. Strettissimi, forse perchè la moda dice così o forse per sottolineare ogni piccola curva del nostro destino.

P.s. Si, lo so che già sai!!!

TORTA SEMPLICE SENZA ZUCCHERO


150 gr di farina di farro setacciata
150 gr di farina di riso
300 ml di latte di riso
100 ml di olio di semi di girasole
100 gr di uvetta
una manciata di nocciole
buccia di arancia
1 bustina di cremortartaro
sale


Unire le farine, il cremortartaro e il sale e mescolare tra loro le polveri, aggiungere olio e latte e amalgamare fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido. Aggiungere all'impasto l'uvetta, le bucce dell'arancia e le nocciole. Versare tutto in uno stampo unto e infarinato.
Cuocere in forno statico a 180° per circa 40 minuti (fare la prova stecchino).

Una torta senza zucchero. Ma dove ho scelto gli ingredienti in modo da avere un sapore dolce al naturale. Per questo c'è la farina e il latte di riso. Ho usato l'uvetta per dolcificare e ovviamente il risultato non è un sapore dolce al saccarosio, ma un dolce che va cercato e studiato. Certo si può mettere zucchero e fare così una torta normale, ma lo zucchero in qualsiasi versione non ci fa bene e lo zucchero bianco è decisamente diabolico....io vi consiglio di provare, magari esagerate con l'uvetta! Oppure unite due cucchiai di sciroppo di mele concentrato. 
Dopo aver fatto questa torta ho sperimentato con altre ricette  anche un altro modo di dolcificare che ha soddisfatto tutti nel pollaio, un modo che regala davvero tanto dolce. Ho messo in ammollo 50 gr di uvetta in pochissimo succo di mele e una volta ammollata ho frullato tutto ottenendo una specie di sciroppo denso, che ho unito all'impasto. In questo modo il dolce si amalgama bene con gli altri ingredienti e rende tutto più armonioso. Se rifarò questa torta proverò sicuramente l'uva passa frullata. Dai dai lo so che è un altro modo di pensare, ma perchè non prenderlo in considerazione. Cosa ne riceverete in cambio? Salute, per oggi e per domani.

lunedì 23 aprile 2012

Cioènodaimacchecavoli


Da quanto non parlo della gnoma? Un sacco...da tantissimo, da quando quella allungandosi e crescendo si è tuffata a piedi pari nell'adolescenzite piena. Un mondo fatto di "cioèdainooooomaperchèmacavoli...."
Alcuni momenti sono di fuoco, penso ai modi per farla tornare tappetta e ricciola, altri le passo e ripasso davanti al muso mentre vedo che si solleva tra le nuvole e vagheggia nel niente. Lì si costruisce. 
Ore di musica e centinaia di fotogrammi davanti allo specchio con la sua macchinetta. "Cioè no dai, metti i capelli così, metti i capelli cosà. Porta avanti la spalla, accavalla la gamba." 
Nelle foto deve avere sempre la bocca a cuore e la faccia seria serissima, che se uno le guarda tutte pensa che nel pollaio si vive di funerali e ira funesta. 
E poi quanti vestiti riesce a mettersi nell'arco di un quarto d'ora? E quanti colpi di spazzola si deve dare per avere i capelli lisci, liscissimi, liscerrimi che poi esce, il meteo da pioggia e lei si arriccia in un nanosecondo solo all'idea? (Cioènodaimacchecavoli...) 
E' splendida. Nonostante certe giornate amare, che sembra che avere tredici anni sia una malattia (io la rassicuro: curabile), nonostante certe giornate vane dove il tempo corre e lei dice di aver studiato, ma tutto il mondo intorno dice di no. Ha un andamento di alti bassi che le montagne russe fanno un baffo. Però rimane splendida. Spuntano di qua e di là prove di donna che sarà che mi stampano su un sorriso da ebete. 
Ce l'ha con me perchè non le ho preso il cellulare, ma non sa che le ho fatto il regalo più grande. Quello di passare ore e ore al telefono fisso, sul lettone a ciacolare di "cioènodaimacchecavoli" con altre gnome, alla sana e pura luce del sole.

STRUDEL DI ERBETTE




pasta
200 gr di farina di farro setacciata
100 gr di farina di riso
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
semi di sesamo
semi di papavero

ripieno
2 cipolle rosse
1 mazzo di coste grande
1 panetto di tofu
tamari
vino bianco
uvetta
6\7 gherigli di noce

Preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale e l'acqua. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Mentre si prepara il ripieno tenere la pasta in frigo.
Pulire, tagliare e lavare le coste. lessarle per circa 10 minuti in poca acqua calda. Affettare la cipolla e rosolarla con un paio di cucchiai di vino bianco. Quando è ammorbidita, unire le coste e il tofu sbriciolato Insaporire con il tamari. Aggiungere una manciata di uvetta passa e lasciare insaporire per alcuni minuti . 
Stendere la pasta sottile, ad uno spessore di 3 mm, distribuire la verdura sulla pasta e arrotolarla su se stessa, sigillando i bordi. Bucherellarla, oliare con un pochino di olio e distribuire i semi di papavero.
Cuocere in forno ventilato a 170° per circa 30 minuti.

RADICCHIO OLIVE CAPPERI


2 cespi di radicchio rosso di Chioggia
capperi
10 olive nere
vino rosso
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale

Eliminare le foglie esterno del radicchio se sono rovinate, tagliarlo a metà ed affettarlo. Lavarlo abbondantemente sotto l'acqua e lasciare a sgocciolare per qualche minuto.
Scaldare un cucchiaio di olio extravergine d'oliva in un wok e quindi unire il radicchio. Salare, unire mezzo bicchiere di vino rosso e mescolare bene, continuare la cottura a coperchio chiuso fino a quando la verdura comincia ad appassire. Togliere il coperchio unire una manciata di capperi e le olive nere, cuocere fino a quando la maggior parte del liquido è evaporata.

Un  contorno amaro, che però si ridimensiona grazie ai sapori mediterranei dei capperi e delle olive. A volte sento l'esigenza di verdure amare, quando forse è necessario un periodo di pulizia. E una torta salata, che sorprende quando trovi il dolce dell'uvetta.
Ho messo proprio sul finale di stagione una ricetta con il radicchio rosso, mentre ora di erbette e spinaci possiamo goderne per un po'. 


domenica 22 aprile 2012

Abbecedario culinario d'Italia: Toscana



Adoro la Toscana, nonostante tutto rimane il posto in cui vorrei fuggire, vorrei vivere, vorrei stare.
Con queste vecchie ricette partecipo a L'abbecedario culinario d'Italia con la lettera E come Empoli della Trattoria Muvara, ospitato da Cindystar. Sono ricette già pubblicate in passato e che spesso tornano sulla nostra tavola. Purtroppo questa settimana non sono riuscita a toscanizzare la mia cucina, ma è un'iniziativa così bello che provo a partecipare così!


PANZANELLA A CASO

pane toscano raffermo
cetrioli
cipolle rosse
pomodori
basilico fresco
olio extravergine di oliva
aceto di mele
sale

Prendere il pane, tagliarlo a pezzi e metterlo in ammollo in abbondante acqua per almeno 20 minuti. Nel frattempo preparare la verdura: pelare e tagliare sottile i cetrioli, lavare e tagliare a cubetti i pomodori e affettare le cipolle. Mettere tutte le verdure in una terrina e condire con olio extravergine d'oliva, aceto e sale.
Prendere il pane ammollato, scolarlo dall'acqua e sbriciolarlo finemente con le mani, eliminando strizzando tutta l'acqua in eccesso. Una volta finito aggiungerlo alle verdure, aggiungere il basilico spezzettato, mescolare bene e coprire. Lasciare riposare in frigo per almeno un'ora


CACIUCCO DI CECI

150 gr di ceci
1 mazzo di coste
1 cipolla bianca
1 spicchio d'aglio
4 cucchiai di salsa di pomodoro
sale e pepe
3 cucchiai di tamari

fette di pane tostato

Ho usato la slow cooker per cucinare.
Lasciare in ammollo i ceci per una notte, sciacquarli e metterli nella pentola con la cipolla tritata, lo spicchio d'aglio e le coste lavate e spezzetate. Aggiungere acqua per coprire tutto e la salsa di pomodoro, cuocere a temperatura alta per 6 ore circa. Poco prima di servire aggiungere il tamari fino a raggiungere il gusto che più piace.
Tostare le fette di pane e versare sopra la zuppa.

CECINA O FARINATA DI CECI


250 gr di farina di ceci
1 litro di acqua
sale
rametto di rosmarino
1\2 bicchiere d'olio extravergine d'oliva


Stemperare la farina di ceci nell'acqua, girando ben e per evitare la formazione di grumi, salare e aggiungere il rametto di rosmarino.
Il trucco numero uno per la farinata è il riposo, più riposa, più è buona....quindi io ho messo tutto in due bottiglie e lasciato per una notte intera in frigo...il minimo del riposo è 3 ore....
Il trucco numero due per la farina e per farla bella umida è l'uso della carta da forno....foderare la teglia di carta da forno, agitare le bottiglie per miscelare bene il liquido con la farina, versare il contenuto nella teglia, eliminare il rosmarino. Versare l'olio (il mezzo bicchiere è la dose massima, io in realtà ne metto solo un paio di giri), miscelare delicatamente con la forchetta, infornare a forno spento. Accendere a 220°, funzione ventilato, per circa 30minuti fino a doratura.

CASTAGNACCIO CON LA RICOTTA

200 gr di farina di castagne
400 gr di ricotta
3 dl di latte crudo
100 gr di zucchero di canna
1 limone non trattato
2 cucchiai di liquore al finocchietto
olio extra vergine d'oliva

Mettere la farina di castagne in una ciotola e versare a filo il latte, mescolando in continuazione con una frusta fino ad ottenere un composto senza grumi. Versare in una tortiera di 22 cm imburrata.
Lavare la ricotta con lo zucchero e la scorza di limone grattugiata e incorporare poco alla vota il liquore. Quando il composto risulterà morbido e cremoso, disporlo a cucchiaiate sul castagnaccio, livellando man mano la crema con il dorso del cucchiaio: sia il castagnaccio che la crema devono avere uno strato di un cm e mezzo.
Irrorare con l'olio e cuocere nel forno già caldo a 180° per 40 minuti.



mercoledì 18 aprile 2012

Frivolezza...oh yes!



Ci credete che ho il blocco mentale? Che non so che scrivere...uffa. Domenica ho fatto un lavorone da veri amanti del blog: complice la pioggia incessante mi sono messa a fare l'indice delle ricette che ho pubblicato in questi anni. E così mi è capitato di rileggere qualche vecchio post e alcuni, mannaggia a me, erano proprio brillanti, insomma il sorrisino, almeno a me che sono balenga, lo facevano spuntare. Ma da un po' a questa parte non ci riesco più. Uffa sempre quel tono simil-poetico, quella mappazza di riflessioni vaghe, quel logorio malinconico che scava piano piano. E non è che sono poi così malinconica nella vita di tutti i giorni, anzi sono una abbastanza pisquana, che ama ridere e dire cazzate, che se non riesce a ridere mentre fa qualcosa lascia perdere. Ma quando scrivo, sbang....una spiattellata di frasi vacue...uffa. Mi sono venuta a noia a me stessa. Mi trovo davvero barbosa, noiosa, vecchia. 
Ecchecavoli ora non è che la saggia maturità dei quarant'anni non viene fuori nel quotidiano, ma si dislingua appena mi accingo a scrivere...che pallosa. Ora mi metto davanti allo specchio, mi faccio una scenata di quelle epocali e vedo di cambiare registro. 
Ecchecavoli apro gli occhi sul mondo e la smetto. Basta introiezione, ora un po' di estroiezione. Butto nel cassetto i fogli piagnistei e faccio atti di pura frivolezza. Suggerimenti?

FOCACCIA DI SEGALE CON PASTA MADRE

150 gr di pasta madre
250 gr di farina di segale integrale
150 gr di farina di frumento tipo 2
acqua
sale marino integrale fine
20 gr di semi di lino
1 cucchiaino di farina d'orzo maltata (facoltativo)
olio extravergine d'oliva
fleur de sal

Tritare i semi di lino in un macinino da caffè o in un tritatutto, in modo da polverizzarli.
Sciogliere la pasta madre in un po' di acqua tiepida, unire i semi di lino, il cucchiaino di farina maltata e la farina di segale e lasciare riposare coperto e al caldo per almeno 20 minuti.
La farina di segale assorbe molto più acqua di quella di grano tenero e lo fa in modo più lento, è necessario quindi darle del tempo prima di proseguire la preparazione dell'impasto.
Dopo l'attesa unire la farina tipo 2, il sale e impastare a lungo (almeno 10 minuti) per ottenere una palla di pasta omogenea ed elastica.
Lasciare lievitare tutta la notte, quindi al mattino reimpastarla, sbattendola forte sul piano di lavoro in modo da incorporare aria e lasciare riposare per almeno due ore.
Alla fine ungere una teglia con l'olio d'oliva, spianare l'impasto e rimettere a lievitare per altre due ore. Prima di cuocere, fare con le dita le caratteristiche fossette della focaccia, versare un filo d'olio e cospargere con il fleur de sal.
Cuocere a 220° in forno ventilato già caldo per 20 minuti circa.




Non è un impasto facile, perchè la segale ha poco glutine e fatica a lievitare. Ho aggiunto i semi di lino e la farina maltata proprio per migliorare la lievitazione e rendere molto morbido l'impasto. Non scoraggiatevi se vi sembra che l'impasto sia immobile, procedete con la preparazione, tenete come base almeno i tempi che vi ho indicato, ma volendo potete anche allungarli. Il risultato finale è una focaccia morbida, profumata e dal sapore rustico e buono della segale.
Per fare la focaccia ho preso spunto dal libro Facciamo il pane di Terra Nuova Edizioni, modificando la ricetta che viene data per il pane ai semi di lino.
Se date un'occhiate tra le pagine del mio blog ho provato a fare l'elenco di tutte le ricette che ho pubblicato. Urca ma quante sono? Tante...e molto non me le ricordavo. Certo che anche loro, nel ripetersi, nel variare, nella scelta degli ingredienti raccontano un pezzo di storia da gallina.

lunedì 16 aprile 2012

Idealista

Nello specchio l'immagine mi guarda. Un ricciolo si appoggia alla spalla, l'occhiale che taglia il viso, la figura mutevole della donna che sono. Idealista pura. Con ideali che possono riempire le tasche, che possono aleggiare nell'aria. Pensieri che sento prima nello stomaco, credenze che mi struggono il cuore, vibrazioni che mi riscaldano. Idealista fragile, con idee fatte di vetro sottile, che è bastato un giro di vento per incrinarlo. Idealista che ha pensato che le idee fossero verità, al di là di tutto. Che ha provato che la verità è solo un'idea pronta per essere strappata.
Idealista pratica, frenetica di azioni, mai abbastanza ferma, mai abbastanza a lungo, mai abbastanza nel tempo giusto. Idealista nonostante tutto, che ancora crede nell'equilibrio di una goccia d'acqua sul pendio di una foglia, che ancora cerca in una radura la quiete dei pensieri.

FINOCCHI AL TAHIN


2 finocchi
tahin di sesamo
zenzero in polvere
shoyu
sale marino integrale
olio extravergine d'oliva

Pulire i finocchi, eliminare le parti più dure e affettarli sottilmente. Sciacquarli sotto l'acqua in modo da eliminare tutti i residui di terra. Scaldare nel wok un cucchiaio di olio extravergine d'oliva, mettere i finocchi e mescolare bene. Coprire con un bicchiere d'acqua a cui si è aggiunto 2\3 cucchiai di shoyu, abbassare la fiamma, coprire con il coperto e cuocere per circa 10 minuti, fino a quando i finocchi si sono ammorbiditi. Unire quindi mezzo cucchiaino di zenzero in polvere e un cucchiaio di tahin. Mescolare in modo di amalgamare la verdura con la crema e servire.

TOPINAMBUR TRIFOLATI


1 kg di topinambur 
prezzemolo
aglio 
olio extravergine d'oliva

Pulite i topinambur asportando con un coltellino la buccia ed eliminando tutti i residui terrosi che si formano a causa della forma bitorzoluta. Via via che li pulite immergeteli in acqua e limone per evitare chi si anneriscono. Sciacquarli sotto l'acqua ed affettarli con l'aiuto di una mandolina.
In un wok scaldate 1 o 2 cucchiai d'olio, in cui avete messo un paio di spicchi d'aglio. Unite i topinambur, salate e girate per un minuto per far insaporire. Coprite con un po' d'acqua e continuate a cuocere per un quarto d'ora, a coperchio chiuso, aggiungendo di tanto in tanto se necessario un po' d'acqua. 
Nel frattempo pulite il prezzemolo e tritatelo con la mezzaluna, aggiungetelo alla fine, negli ultimi minuti di cottura.

Due ricette al posto di una...ma per verdure per cui la stagione è quasi finita. Ottimi contorni semplici e gustosi. Cosa provate?

lunedì 2 aprile 2012

Concerto di verde



E' verde. Brillante e arioso. Il vento muove le onde dei prati. E il silenzio è carico. Carico di suoni pacifici. 
Cammino nella solita strada, nella solita ora. E ogni giorno è diversa, nuova. Ha un racconto che posso scoprire dietro ad un angolo o che mi si manifesta davanti all'improvviso. A volte è una strada crudele, che mi toglie il sonno di notte. Altre è surreale, di un'altra dimensione. Peggiora con la traccia umana.
Ma oggi è solo verde che fa le onde e silenzio di suoni pacifici. L'aria irreale e calda sospende tutto. Appesa ad un filo di nulla, agganciata al cielo, sollevata al di sopra della terra e sorretta da me stessa, cammino. 
E non guardo, e non vedo. Annuso, annuso il caldo. Ma non è possibile perdersi, la polvere si solleva rendendo tutto fumoso, ma i piedi appoggiano. 
Raccolgo un sasso perchè è vero. Banalmente lo infilo in tasca e con un gesto ho portato tutta la terra nel mio mondo. 
Mi fermo perchè sono sicura che qualcuno sta facendo ballare lentamente l'erba per me, il mare verde è ad un tuffo e non voglio umani intorno a me. 
Anzi voglio con me solo quei due o tre esseri eccezionali che con la loro individualità disegnano la mia vita. E' per pochi intimi questo spettacolo, dove sono invitata a guardare. 
Musica inedita e non ripetibile, chiama con il cuore chi voglio vicino. Spengo tutto il resto, lascio fuori chi non capisce l'essenzialità di un filo d'erba e anche se bussano non apro. E' un concerto di verde.

Amici cari, vi lascio un abbraccio, un augurio per le prossime giornate. Passatele con rispetto, passatele con poco rumore. Il pollaio scappa per le vacanze, si chiude nella sua bolla, non ci sarà per nessuno.  Tanto poi torno a tormentarvi.

PATE' DI BROCCOLI E NOCCIOLE AL PREZZEMOLO

350 gr di broccoli
20 nocciole
1 spicchio d'aglio
1 mazzetto di prezzemolo
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
pepe

Pulire i broccoletti, riducendoli a cimette e cuocerli a vapore per 8 minuti. (Tenete i gambi che possono essere la base di un'ottima minestra). Una volta cotte lasciate raffreddare, ma non buttate l'acqua di cottura. Nel frattempo sgusciate le nocciole e tostatele in una padella antiaderente, girandole spesso. In questo modo perderanno la buccia esterna e diventeranno dorate e croccanti. Pulite il prezzemolo e lavatelo.
Mettete nel mixer i broccoli, il prezzemolo e le nocciole, l'olio e frullate il tutto. Se necessario per ammorbidire unire un po' dell'acqua di cottura, aggiustate il sapore con il sale e il pepe e otterrete una crema profumata, deliziosa da mangiare con del buon pane fatto in casa.

Ho preso e riadattato la ricetta da Cucina Naturale di ottobre 2011.
Partecipo al Singolor Tenzone di Sandra, provate anche voi?

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