lunedì 24 ottobre 2011

Circe, la micromicia


Insomma nel pollaio non ci si stava più dentro. Vi ricordate qui avevamo fatto dichiarazioni compromettenti sull'allargamento del pollaio medesimo, non tanto come occupazioni di spazi, ma come numero degli esseri viventi al suo interno. E così un bel giorno abbiamo aperto la porta per Circe.
Circe è un cosino nanino di quasi tre mesi. E' del segno del Leone ed è nata lo stesso giorno della gallina. Circe è bigia bigia, come la cenere del camino, come il fumo di Londra, come la propria ombra. 
Circe è tenerissima e usa tutto il suo tempo per cacciare topini di peluche. 
Circe quando vuole qualcosa te lo dice in faccia senza compromessi: un meeeeeeeeee per la pappa, due meeeeeeeeeee per le coccole, quattro o cinque mememmeeeee...per correre a fare i bisogni.
Circe se può ti sta sopra: sopra le gambe, sopra la pancia, sopra la testa o sopra la spalla. Di notte dorme con la gnoma e ogni tanto attacca a ciucciarla con estremo amore.
Agamennone ha fatto finta per tre  minuti di non vederla, poi ha fatto finta per un giorno di essere molto triste per avere perso il primato dell'unico gatto dell'universo. Io l'ho spalmato di Rescue Remedy, coccole e gli ho giurato che lui è stato, è e sempre sarà l'unico e il solo. Così lui si è ripreso e ha iniziato a fare il mammo. Infatti la lava, la fa giocare e la controlla. Lo fa con grande affetto, ma con tutta l'irruenza di un gattino rosso di soli nove chili. E succede così che mentre la slecca appassionatamente, ci mette troppa forza e la butta giù dalla sedia.
Nina osserva e vorrebbe essere piccola piccola per giocare con quella robina bigia.

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Volete dare una mano a delle persone davvero in gamba e pronte ad aiutare gli animali? Allora fate come me mettete una bella zampa sul vostro blog: diventerà più bello e farete conoscere il lavoro di queste persone, trovando modo di aiutarli e magari partecipando per un lieto fine.. Per maggiori info andate da Serena!

CAVOLO CAPPUCCIO ROSSO

1\2 cavolo cappuccio rosso
1 cipolla
2 mele gialle
aceto di mele
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale

Grattugiare il cavolo rosso. Pulire e affettare la cipolla, rosolarla delicatamente in un cucchiaio di olio extravergine d'oliva. Pelare e tagliare le mele a dadini, aggiungere alle cipolle e lasciare insaporire. Unire il cavolo e cuocere con il coperchio chiuso per qualche minuti. Aggiungere 1\2 bicchiere di aceto, salare e portare a cottura. In tutto ci vorranno 15\20 minuti

L'ho cotto sulla cucina solare, i tempi in questo caso si allungano un pochino di più, ma il procedimento è identico, probabilmente in padella rimane meno asciutto di così.
La ricetta è della mia amica Mi, strillata di corsa dal bagagliaio, mentre scaricava qualcosa. 


AGGIORNAMENTO DEL 27/12/2013: partecipo a Salutiamoci 2013 ospitato da La Tana del Riccio

lunedì 17 ottobre 2011

World bread day 2011

Bake Bread for World Bread Day 2011

Oggi è la giornata mondiale del pane. E ogni volta che penso al pane, penso al suo enorme potere simbolico, al suo essere tramite, al suo condurre qualcosa che non è solo cibo o riempirsi la pancia, ma è cuore e amore. 
Oggi è la giornata mondiale del pane, ma non posso non pensare a ieri e provare un grande sentimento di tristezza, di male. Mi chiedo dove è finito il desiderio di comunione, di unione, quello che aveva spinto i passi di tutte le persone che ieri avevano scelto di scendere in piazza, per non essere invisibili e poter esprimere il loro pensiero. 
Tutto sepolto dal peso assurdo dell'infinita stupidità della violenza, voluta, organizzata, cercata. Vogliono metterci paura, per non fare azioni, vogliono spaventarci per non agire, vogliono intimorirci per bloccare la voce. E lo vogliono fare facendoci credere quello che va bene a loro, anche la verità viene confezionata ai loro casi.
E allora oggi e ogni giorno che sarà io metterò le mani in pasta, mi sporcherò di farina per esercitare la mia forza, per sfornare il mio pane, per mettere sulla mia tavola il risultato del mio agire, per nutrire come posso la forza del cambiamento.


PANE DI SEMOLA CON LO YOGURT


100 gr di lievito madre
500 gr di semola del senatore capelli
1 yogurt
sale
acqua

Sciogliere la pasta madre in un pochino d'acqua. Far riposare per mezz'ora in modo che si riattivi. Unire la semola e lo yogurt e acqua quanto basta per avere un impasto morbido e elastico. Lavorare a lungo la pasta e quindi metterla a lievitare avvolta in un canovaccio infarinato.
Io ho fatto il pane due volte, usando tempi di lievitazione diversi, ecco come:
LIEVITAZIONE 1
- lasciare l'impasto per 5 o 6 ore fino al raddoppio, sgonfiare l'impasto, dare la forma e lasciare riposare per un'altra ora;

LIEVITAZIONE 2
- lasciare l'impasto a lievitare per tutta la notte in frigo, al mattino sgonfiare e reimpastare e lasciare riposare fino al raddoppio per circa 1 ora

Cuocere il pane in forno ventilato, con un pentolino d'acqua calda, per 15 minuti a 200° e per 30 minuti a 180°. Sfornare e appoggiare il pane ad un ripiano, in modo che sia in posizione obliqua e lasciare raffreddare.

Il pane con lo yogurt risulta morbidissimo e rimane tale per un'intera settimana. Lo yogurt rende più veloce il processo di lievitazione, tanto da poter fare il pane anche in un giorno solo, usando comunque poca pasta madre. 
Oggi partecipo al WORLD DAY BREAD proposto da Zorra.

domenica 9 ottobre 2011

Nonostante il sole, nonostante il caldo


Autunno. Graffia nascosto. Nonostante il sole, nonostante il caldo. Fa finta di fare meno male, ma manda un vento scheletrico che invita le foglie a danzare, a cadere, a unirsi alla terra. E nasconde in sè quella nota di dolce che spiega il sorriso. Che infiamma l'anima, mentre silenziosa mette via, piegandoli ad uno a uno i vecchi panni sgualciti e usati dell'estate. Ad uno a uno, decidendo se è meglio conservarli per un'altra volta o se decisamente è necessario buttare. Osservando le pieghe di qualcosa, con un gesto deciso sapere che cosa non si vuole mettere più. L'autunno costringe con la sua delicatezza a quel riposo silente e costruttore, a quel rintanarsi dentro sè, a quel sonno che prepara e lavora per risplendere. Puro e unico il soffio vitale rende pace alla ribellione e adagio trova il suo sonno, la sua forma di decantazione. La malinconia della danza del rosso che scende spegnendosi cerca rifugio. Cosa succederà di fronte allo specchio di sè, nella tana? Il pettirosso guarda dal vetro e promette: non essere sola, mai.

ZUCCA E CIPOLLE AL VINO ROSSO




1\2 zucca
1 cipolla di Tropea
1 bicchiere di vino rosso
sale
olioextravergine d'oliva
pepe

Prendere una pentola antiaderente, rivestire con alluminio tutte le parti non in acciaio.
Affettare la cipolla, metterla con un cucchiaio di olio extravergine nella padella e rosolare al sole, girando di tanto in tanto, per 5 minuti o fino a quando inizia ad ammorbidirsi.
Pulire la zucca, eliminare la buccia e tagliare a dadini. Unire alla cipolla e insaporire per alcuni minuti, unire il vino e chiudere con un coperchio. Portare a cottura, fino a quando la zucca sarà morbida. Aggiustare di sale e pepe.

Ecco un piatto cotto sulla cucina solare. Posso solo dirvi che è buono. Dedico questa ricetta a impatto zero all'iniziativa di DoveConviene, che pianterà un albero anche per me, trasformando Galline2ndlife in un blog a impatto zero.


Infine vi consiglio di ripassare tutto l'abbecedario culinario della mitica trattoria: alla Q ci sta pure la gallina! Mentre chi vuole può pensare in R come Rifreddo!