lunedì 24 gennaio 2011

Segni sulla pelle


Ostentano segni sulla pelle. Ferite, tracce, squarci che sembrano vogliono tagliare un involucro, come se si cercasse di guardare dentro, dentro sè. Ostentano ostinati reticoli di tagli per sapere se sentono. In realtà non è vero: non ostentano. E' la sfacciataggine dell'incuranza dei loro gesti che rappresentano per il mio pensare coltellate lancinanti. E io li ho visti per caso, spiando, mentre vicine sul tavolo leggevo le pagine con loro, la camicia che scivola, la pelle che toccava la pelle e il contrasto tra integro e imperfetto. Hanno violentato il mio ben pensare, il mio quieto vivere, la pace del mio stomaco.
Anna mi ha detto che il senso del tatto non è quello di conoscere le cose, ma quello di conoscermi, percependo ciò che estraneo mi tocca, mi permette di incontrarmi. Nella relazione non incontro solo gli altri, ma riflettendomi negli altri posso sperimentare io che sono.
Attraverso l'esperienza crudele di lacerare la pelle, aprono un baratro sul loro vuoto, nella speranza di incontrare qualcuno, di incontrare sè.
L'estrema esperienza dell'abbraccio negato, del tempo perso perchè non passato nelle braccia di chi ti doveva cullare, l'ennesimo prezzo di avere troppe cose e poco sentire, l'espressione fisica di un urlo disperato di chi, navigando nella bolla, non riesce a spaccarla scontrandosi con altri.
Forse la chiave è accogliere con profonda riverenza i tagli simmetrici, che disegnano una silente richiesta di voglia di sentire il vero, abbandonando il finto.

CIPOLLINE IN AGRODOLCE

per 3 persone:
500 gr di cipolline già pulite
60 gr di uva passa
2 cucchiai di olio d'oliva
3 cucchiai di vino rosso
2 cucchiai di aceto balsamico
1 cucchiaino di zucchero di canna grezzo
sale

Mettere in un tegame le cipolle con l'uva passa, l'olio, l'aceto, il vino e lo zucchero. Aggiungere 1,5 dl di acqua e mescolare bene. Cuocere a fuoco medio fino a quando il liquido sarà assorbito e le cipolline sembreranno glassate. A metà cottura salare.

Semplicemente buone! Altro non c'è.

19 commenti:

  1. Come fai a trovare la poesia anche nella tragicità dei gesti?
    Unica, sei unica.

    Adoro queste cipolline, sono agrodolci come il tuo narrare.

    RispondiElimina
  2. No, io non ce la potrei mai fare.
    Ti ammiro tantissimo.
    Un abbraccio

    RispondiElimina
  3. Buone le cipolline, devo provarle.. però adesso ti chiedo una cosa magari stupidissima: ma le cipolline dove cappero le vendono? io non le ho mai viste!

    RispondiElimina
  4. Io ho paura di quello che potrei scoprire, a volte é meglio limitare la propria conoscenza...
    Adoro le cipolline in agrodolce!

    RispondiElimina
  5. Lo, leggere quello che scrive, mi smuove sempre qualcosa dentro. Sai essere delicata e poetica anche quando parli di situazioni buie. Un bacione, buona settimana! S.

    RispondiElimina
  6. ho visto anche io ed è vero,ti smuove il cuore,l'anima e tutto il tuo io!
    è una cosa delicata,a volte troppo in là nei nostri pensieri ed è per questo che colpisce in pieno.
    un abbraccio,di quelli caldi e pieni di affetto

    RispondiElimina
  7. Riesci sempre a lasciarmi senza parole... Ti adoro!
    Le cipolline saranno fantastiche!

    RispondiElimina
  8. riuscire a colmare , a volte sembra una fatica insomontabile , come se i nostri sforzi fossero in un attimo alla fine cancellati da un solo ricordo lontano.Ma il qui ed ora , è importante , è quello che si può dare , è la dimostrazione di quello che può esserci oltre il filo spinato .Forse tutto questo risucchia le forze ma , il qui ed ora , è comunque l'unica possibilità non rinviabile,un grande abbraccio e tanta pappa reale per te , per mantenere ancora le forze,

    RispondiElimina
  9. ciao era da un po che non passavo qua da te mamma mia quante cose buone che mi sono persa ciaooo

    RispondiElimina
  10. Lo, mi hai smosso delle sensazioni molto forti, non riesco a dire nulla perchè vanno a sbattere contro ricordi dolorosi, contro un'amicizia che ho visto colare a picco senza potere fare nulla, perchè il baratro che c'era dall'altro lato non era colmabile come io, da ottimista pensavo. Squarci per lacerare l'involucro, per sentire ciò che è vero, per trovare l'essenza di sè.....
    Le cipolline sono qualcosa di squisito, Luca le adora (anche io, ma ogni volta che le preparo so che lo faccio felice), un piatto semplice per accompagnare qualsiasi cosa.
    Un abbraccio e buona settimana
    Sabrina&Luca

    RispondiElimina
  11. Sempre emozionante leggerti, veramente Lo, molto toccante, grazie!

    RispondiElimina
  12. "Mia piccola Amélie, lei non ha le ossa di vetro. Lei può scontrarsi con la vita. Se lei si lascia scappare questa occasione con il tempo sarà il suo cuore che diventerà secco e fragile come il mio scheletro. Perciò si lanci, accidenti a lei! "

    Rileggendo le tue parole ho pensato a questo dialogo. Bello, per carità, ma a volte io preferisco leccarmi le ferite e non prestare il fianco....

    RispondiElimina
  13. Mi mancava leggerti!
    anche io son ben che di corsa... tempo per pc e blog scarseggiano...ma appena posso passo!!! e mi gusterei ste cipolline! io le amo...se ne hai ancora provale anche così
    http://crumpetsandco.wordpress.com/2010/02/03/cipolline-in-salsa-di-balsamico-e-arancia/
    baci

    RispondiElimina
  14. mi piace lo stato d'animo che si riflette nelle cipolline in agrodolce , come la visione delle cose, ogni tanto è bello condividere le cose con qualcuno è sentirsi parte di se, ognitanto no.

    RispondiElimina
  15. Mi piace la tua capacità di scavare per andare a cercare le ragioni più profonde dell'anima... penso che le persone che ti hanno sempre intorno siano molto fortunate e magari neanche se ne rendono conto. Un bacio grande Lo ;)

    RispondiElimina
  16. sei una persona speciale...un bacio
    annamaria

    RispondiElimina
  17. Ciao!
    Scusa tantissimo l’effetto “spam”, ma abbiamo pochissimo tempo per avvisare tutti! Dopo il successo della precedente contro l’omofobia, decolla una nuova iniziativa food-bloggers contro l’atteggiamento indegno del Governo nei confronti delle donne.
    Trovi tutte le info qui e qui. Vieni a leggere, grazie! Un saluto Kemi

    RispondiElimina
  18. a volte le persone sfiorano con i polpastrelli le proprie cicatrici come fossero ciechi in cerca di mappe, altre le autocreano per lasciare un labirinto, scorgerle crea dolore e a volte pietrifica.

    RispondiElimina