giovedì 30 settembre 2010

Fino a quando ne vale la pena

plumbeo


A volte le battaglie non le cerchi, ma le trovi subito dietro l'angolo. Passa veloce l'attimo in cui puoi decidere se cambiare giro o se buttarti dentro. A volte le battaglie sono provocate da altri, ma poiché riguardano le cose in cui credi, trovi inevitabile non difendere. 
Ma odio la lotta, l'opporsi, il pensare contro. Se si lascia andare, cedi lo spazio a chi per non far fatica vuole sedersi, svuotare di significati, rimpicciolirsi. 
Mi occupo di educazione. Si dice così. Trovo fatale e certo il dover alzare il mio pensiero. Altrimenti mi occupavo di greggi e di bestiame e facevo il cane pastore. Poi scopro che molti che stanno vicino, cari colleghi, sono annichiliti negli ingranaggi della macchina-mondo e trovano più interessante giocare a nascondino con le loro bassezze, come se il nostro lavoro fosse mettere cioccolatini nelle scatole e non prendersi cura. 
Come se il senso di tutto fosse stordirsi di nulla, in attesa. 
Osservo persone che fanno la spesa al supermercato della grettezza, coltivano meschinità, lucidano la pochezza. Organizzano tornei di viltà e vorrebbero imporre all'ordine del giorno la loro abiezione. Non sanno il senso della vocazione, ma friggono nel desiderio della busta paga e di un'illusoria finta vita di normalità. Come se fosse normale avere e illogico essere.
Trovo noioso, faticoso e lacerante dovermi sporcare della polvere della loro battaglia, quando, potendo scegliere di essere liberi, si impegnano a lottare contro sé stessi per rimanere manichini.
Trovo nauseante dover essere responsabile di questa categoria di suicidi.

Ascoltando Fabio Volo ho sentito questa citazione da I fratelli Karamazov di Dostoevskij:
"Io mi sono persuaso che l'uomo non vuole essere libero, praticamente invece chiede qualcuno di molto potente, molto abile a cui affidare la propria libertà, qualcuno che gliela l'amministri e che gli tolga la responsabilità di decidere giorno per giorno, volta per volta." 
Ho pensato: se il cadere del mio pensare e delle mie azioni fossero le scatole dei cioccolatini, lascerei perdere, ma sono coinvolta nell'anima di persone e per ora faccio un passo dentro. Fino a quando ne vale la pena.

PIZZICOTTI E CECI CON VERDURE GRIGLIATE E ZAFFERANO
Pizzicotti e ceci con verdure grigliate e  zafferano


per la pasta:
300 gr di semola rimacinata
acqua

per il condimento:
100 gr di ceci lessati
100 gr di verdure grigliate (melanzane e zucchine)
1 bustina di zafferano
olio extravergine d'oliva
aglio

Preparare l'impasto con semola e acqua e lasciarlo riposare per mezz'ora sotto una ciotola.
Tagliare le verdure grigliate in piccole striscie, scaldare in un wok un cucchiaio di olio con l'aglio schiacciato e far saltare le verdure con i ceci.
Nel frattempo far bollire l'acqua salata per cuocere la pasta, quindi tuffate piccoli pezzetti di pasta strappandoli direttamente dall'impasto, aspettare che tornino a galla, cuocere qualche minuto e unirle al condimento, amalgamare il tutto, aggiungendo lo zafferano, cuocendo a fiamma alta per qualche minuto.

Avevo voglia di pasta fresca, fatta in casa, ma tutto mi soffia sul collo e una telefonata improvvisa e lunga non mi ha dato il tempo di fare le tagliatelle, mi sono ricordata allora di questo post di Dida e con la gnoma ci siamo divertite. Il piatto è ricco!


Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.

lunedì 27 settembre 2010

Passeggiando...

passeggiando

passeggiando 1

passeggiando 2

passeggiando 3


...la ciclabile della Valmorea: Torba  - Lonate Ceppino.

LA NUVOLA DI SARA
torta di mele
280 gr di farina 0
100 gr di zucchero di canna grezzo
100 ml di olio di semi di girasole
3 mele
16 gr di cremor tartaro
3 uova
1\2 cucchiaino di vaniglia in polvere
180 ml di latte di riso
1 pizzico di sale

Sbattere le uova con lo zucchero, aggiungere la farina, il cremor tartaro e la vaniglia. Unire quindi poco alla volta olio e latte. Aggiungere all'impasto le mele tagliate a fettine e versarlo in uno stampo per ciambella. Cuocere per circa 45 minuti in forno caldo a 180°.

Questa torta soffice e gustosa l'ho trovata da Sara, che conosco virtualmente da molto tempo e che mi ha sempre incantato con le sue ricette dolci, che ho provato spesso e che non mi hanno mai deluso. Infatti anche questa torta era buonissima!

giovedì 23 settembre 2010

Il ladro di merendine


"...Bisognerebbe sostituire l'insegnamento della filosofia con una materia chiamata, che so, istruzioni per l'uso. Allora forse avrebbe ancora senso".
"Per l'uso di che?"
"Della vita, egregio. Sa che scrive Benedetto Croce nelle sue Memorie? Dice che dalle sue esperienze imparò a considerare la vita come una cosa seria, come un problema da risolvere. Pare ovvio, vero? Ma non è così. Bisognorebbe spiegare filosoficamente ai giovani il significato, ad esempio, del loro andare a catafottersi, con la loro, contro un'altra automobile il sabato sera. E dire loro come, filosoficamente, questo si potrebbe evitare."
tratto da Il ladro di merendine 
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Perchè a volte me lo chiedo anche io......
Questo brano a tratto da uno delle avventure più delicate del commissario Montalbano, adoro leggere i libri di Camilleri, scivolare nel suo siciliano. Ad ogni pagina mi sento immersa nella Sicilia tra il bruciore del sole, il caldo nitido, i profumi densi e i sapori pieni. Sento il vociare delle persone, i rumori della strada, finisco il libro e ho le mani piene della polvere delle strade di Vigata. Se volete fare un viaggio nei sapori insieme a Montalbano, passate da Silvia&Vera e gustatevi le loro ricette letterarie.

TORTA SALATA CON I FAGIOLINI
torta di fagiolini


per la pasta:
300 gr di semola di grano duro
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
acqua quanto basta
sale

per il ripieno:
300 gr di fagiolini lessati
2 uova
30 gr di parmigiano reggiano
sale 
pepe
latte di riso

Preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale e l'acqua. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Stenderla nella tortiera da crostata, punzecchiarla con una forchetta. Posizionare sopra i fagiolini.
Sbattere velocemente le uova con il formaggio e il latte, aggiustare di sale e pepe e distribuire il composto sulla verdura.
Infornare a forno spento, accendere alla temperatura di 180°, funzione ventilato e cuocere per circa 30 minuti, fino a doratura.

Ecco un'altra torta salata, questa volta veloce per avere il pranzo pronto, dopo una mattina fuori. La base di sola semola rimane morbida, ma rustica. Ho usato la semola del Senatore Cappelli, per me la migliore.
torta di fagiolini

lunedì 20 settembre 2010

Rimando

sentiero

Ho dedicato un lungo fine settimana a pensieri importanti, non sono stata sola, ma in mezzo ad un bel cerchio di persone e insieme ci siamo aiutate nel meditare. Abbiamo riso del pranzo che ricordava le vecchie colonie, preparato da arcigne e stolide evocazioni della signorina Rottermaier. Abbiamo preparato un letto in fretta e furia, sapendo che la camera polverosa, al di là delle inferriate e dei comignoli, poteva danzare sul letto di blu e di giallo del lago. Ho guardato la sposa vestita di bianco, sconosciuta e presa nel melodramma della vita. Ci siamo resi conti di come qualcuno fa di tutto per costruirsi il brutto intorno e in quel momento ho scovato le anatre che dormivano tranquille. Sentito parole formatrici, dimenticato vincoli di informazioni. Non è stato un week end lieve, ma profondo e prodigioso. Avrei tante domande da pormi e da porvi, ma ho pensato che è meglio tornare, riprendere il proprio posto e rimandare a quando tutto riprende i  toni più tenui, dare l'addio al monte fisico forte e arcigno, prepararsi alla montagna che c'è nei nostri passi, prendendomi l'impegno di scovare il sentiero del bosco.

LA TORTA DI LISE
La torta di Lise


per la pasta:
300 gr di farina di farro
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
acqua quanto basta
sale

per  il ripieno:
250 gr di ricotta
1 melanzana grigliata
2\3 pomodori maturi
latte di riso
timo
sale 



Preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale e l'acqua. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Stenderla nella tortiera da crostata, punzecchiarla con una forchetta.
Amalgamare la ricotta con il latte di riso, aggiustare di riso e insaporire con il timo. Versare la crema sulla pasta e ricoprire con le melanzane grigliate e i pomodori a pezzetti. Distribuire qualche foglia di timo.
Infornare a forno spento, accendere alla temperatura di 180°, funzione ventilato e cuocere per circa 30 minuti, fino a doratura.


Questa ricetta l'ho trovata dalla bravissima Lise, non avendo pasta sfoglia in casa, mi sono preparata la base con un impasto veloce e non ho diviso la cottura del guscio da quella della torta finita. La cremina di ricotta è sorprendente insieme alle melanzane grigliate. Ottima ricetta, Lise sei davvero fantastica, consiglio a tutti di leggere la ricetta originale qui.

mercoledì 15 settembre 2010

Nina: a scuola

scooby nina

Tra maggio e luglio Nina è andata a scuola. Anzi più esattamente prima la scuola è venuta da Nina, poi Nina è stata accompagnata alla scuola. Certo quando gli alunni sono piccini, il loro ricordo rimane vago e le emozioni si sbiadiscono. Ma rimangono indelebili nel cuore dei grandi che accompagnano. Il maestro di Nina è Luca di Codefelici, l'abbiamo contattato dopo aver visto un volantino e letto sul suo sito. La prima telefonata è stata classica: "Non so più cosa fare, non riesco a tenerla ferma, prende questa casa per un albergo, fa tardi la sera e risponde male ai compagni. Se cerco di spiegarle le cose, mi abbaia dietro e distrugge tutti i suoi giochi." Luca è stato da sempre paziente all'infinito.
Dal primo giorno, quando trepidanti l'abbiamo aspettato sul cancello sicuri che Nina avrebbe dato il meglio di sé al suo arrivo e lei, avendo già intuito che si poteva beccare una nota sul registro, invece è stata muta come un pesce. Il metodo di Luca è magnifico, lui è bravissimo. Ha un profondo rispetto e amore per gli animali ed è capace di insegnare ai cani tantissime cose, ma soprattutto ai padroni l'attenzione e la cura, nutre la voglia di stare con il proprio cane. Ci ha regalato uno sguardo ulteriore su Nina, sui suoi casini, ci ha insegnato a osservarla, a trovare il giusto modo. 
Ora Nina sa stare seduta, sa mettersi a terra, risponde al richiamo, ci guarda negli occhi quando la chiamiamo, non tira più al guinzaglio e sta anche ferma e tranquilla (ecco questo soprattutto se tutto il mondo è fermo e tranquillo con lei). Ma non è questo: ora sappiamo comunicare con Nina, sappiamo distrarla attraverso il gioco, lei si è messa in gioco e ogni esercizio l'ha impegnata e messa alla prova, sembra quasi che saper fare qualcosa le dia più sicurezza. Possiamo portarla quasi dappertutto, riusciamo a gestirla se vede altri cani e spesso abbiamo dei modi per calmare la sua ansia. 
Perché Nina rimane nonostante tutto una cana ansiosa, che vede il peggio in ogni cosa e che è in grado di fare sceneggiate esagerate per quello che non capisce. Ma ora gioca senza rompere tutto e noi abbiamo delle strategie per interrompere le sue paranoie, si gode le passeggiate e sembra da lontano una brava canina.
Luca è da ringraziare con tutto il cuore: abbiamo trovato una persona speciale, profonda e attenta, che ha ascoltato tutte le nostre confessioni di "genitori iperapprensivi" e ci ha accompagnato in un percorso divertente, impegnativo, ma non pressante, mostrandoci come in qualsiasi momento della giornata si può stare con il proprio cane!!
p.s. approposito Luca: ma non dovevamo uscire a cena???

PAN CARRE' INTEGRALE DI FARRO
pancarrè al farro integrale
500 gr di farina di farro integrale
200 gr di acqua tiepida
50 gr di latte di riso
50 gr di olio extra vergine d'oliva
100 gr di pasta madre
1 cucchiaino di sale e 1 di malto

Preparo un impasto con tutti gli ingredienti e ottengo una bella palla morbida, ma non appiccicosa. Metto a lievitare in un luogo caldo e sotto una ciotola di vetro per tutta la notte. Al mattino trovo l'impasto raddoppiato, lo sgonfio e lo stendo con il mattarello e lo arrotolo su se stesso. Ungo uno stampo da plum cake da circa 30 cm, appoggio l'impasto arrotolato e lo rimetto a lievitare. Questa volta aspetto 5 ore, fino al raddoppio. Ho ricoperto con l'alluminio e infornato a 200° per 40 minuti. Nel forno ho messo un pentolino d'acqua.

Questo pane rimane morbido e grazie alla farina di farro ha una delicatissima nota nocciolata, insomma è buonissimo, perfetto per la colazione con la marmellata. Conservandolo in frigo, in un panno, rimane morbido per tutta la settimana. Partecipo con gioia alla bella iniziativa di Zucchero&Cannella: Sourdough Baking Wednesday.
 



lunedì 13 settembre 2010

I fiori sono stanchi

fiori stanchi


Li guardo, sembrerebbero ancora pieni e ricchi nella loro cascata. Ma li conosco bene, hanno un tono più smorzato del solito, il viola acceso è un pochino più spento e l'azzuro leggermente più sbiadito. Lontano da quello pieno, nutrito dal ronzare dei calabroni e dai raggi di sole. Io ostinata me ne prendo cura, li nutro, li pulisco, li guardo. Le mie mani fanno finta di non toccare il sottotono che li caratterizza, giocando con il ricordo intenso di poco prima. Ma se fossi un bravo giardiniere del mio orto, saprei accettare ciò che si insinua con i flussi autunnali, saprei coglierne i colori forti, ma più spenti. Saprei come farli riposare, dopo l'esplosione estiva, trovando il modo migliore per entrare nel bianco riposo. La mia ostinazione non porta che discrepanza su ciò che è, per un volere che non c'è. Adoro il moto circolare, ma ogni anno rifare questa parte del cerchio mi stanca, ne esco stizzita e rabbiosa, perché non so guardare in faccia la malinconia. Sono come un bambino che casca dal sonno, ma non sa mettersi a letto. E dovrei solo accettare che dopo la magia della danza dei sensi arriva il velo della nebbia e l'ardore dello spegnersi lento, prendermi il dono dell'estate e far riposare i miei fiori.

I PAN DEI ROMPIPALLINI
Pan di rompipallini
500 gr di farina 0
150 gr di zucchero di canna
150 gr di burro
1 uovo
50 gr di nocciole
30 gr di cacao amaro
30 gr di cioccolato fondente
2 cucchiai di miele di acacia
40 gr di latte di riso
16 gr di cremortartaro
1 pizzico di vaniglia in polvere
1 pizzico di sale

Lasciare ammorbidire il burro. Tritare con il mixer le nocciole con tre cucchiai dello zucchero, fino a ridurle in polvere. Fondere a bagnomaria il cioccolato. 
Lavorare il burro con lo zucchero, aggiungere il tuorlo dell'uovo e tutti gli altri ingredienti, compreso la polvere di nocciole e il cioccolato. Lavorare velocemente fino a formare un bel "frollone" scuro, che si lascia riposare per circa 30 minuti. Intanto preriscaldare il forno a 180°.
Stendere la pasta, con uno spessore di circe 3\4 millimetri e formare con uno stampo circolare o un bicchiere i biscotti, che saranno posizionati sulle teglie da forno.
Cuocere per 15 minuti circa e sfornarli.
Una volta freddi, preparare una glassa con l'albume sbattuto e un po' di zucchero a velo e con l'aiuto della siringa fare un po' di pallini sui biscotti.

La gnoma era golosa di certi simpatici biscottini, che le ho comprato saltuariamente, ma che invece lei voleva frequentemente. Anche il galletto pucciava volentieri i biscottini nel caffè, ma preferiva quelli neri.  La gallina era davvero combattuta, perché essendo selvatica non ha mai amato riempire le casse di chi fa certi biscottini o di chi fa tutte le loro imitazioni e così ha deciso di autoprodurre in casa e farli anche meglio-migliori. I biscottini gallineschi hanno superato la prova gnoma e galletto, con puccio e senza puccio. Il segreto? Ma la qualità degli ingredienti, l'attenzione nella preparazione e il chiedere alla gnoma di partecipare alla ricetta: l'impegno insaporisce qualsiasi cosa. Ho preso spunto per la ricetta dei rompipallini qui e qui, con modifiche piumose.

giovedì 9 settembre 2010

Un giunco che cresce

gnoma


La gnoma è un giunco che cresce veloce. Io mi ostino a chiamarla gnoma, ma è un po' anacronistico. Quando aveva sei anni abbiamo fatto un patto:
"Gnoma, posso chiamarti gnoma fino a quando ai 40 anni?"  e lei, incosapevole del peso degli anni, mi aveva autorizzato! Ora io per contraccambiare le permetterò di chiamarmi gallina fino all'eternità. 
Dicevo la gnoma cresce, si perde nei meandri della sua età, che pullola di contraddizioni e fatiche. E' definita dal sociale una pre-aolescente, dentro un'età complessa, che impone innumerovoli pensieri per andare verso il mondo adulto. Ma gli adulti si sono dimenticati cosa significa diventar grande. E non osservano il mondo che hanno preparato e che farebbe scappare la voglia a chiunque di starci...
Vabbè la gnoma non lo sa, lei annusa il bello e lo fa suo, poi si incanta...ore a provarsi vestiti, per poi dichiarare: "Ho messo la prima cosa che capita!", ore impegnate a guardare il vuoto, cantilenando uffa, dopo, fra un attimo, intensi minuti a progettare e costruire. 
La capisco: sposta velocemente mattoni possenti per costruire il sè che sarà e quindi ha bisogno di riposo. Ha bisogno anche di pensare, di progettare. A noi sembra stia lì a guardare il vuoto. Le succede che nello stesso tempo è felice da scoppiare e triste da star male.
Che casino crescere, vero gnoma? Sorridi mentre leggi di nascosto il mio blog , ma poi me lo vieni a dire, perchè vedi i miei pensieri appesi al filo come il bucato. Che casino e che pensieri giganti che hai, ti chiediamo di costruire il mondo e sembra ti diamo macerie e rifiuti per farlo. 
Ma tu sai che io e te possiamo cercare, scovare tra ciò che altri buttano, individuare tra mille l'ingrediente giusto, procurare colori per dipingere arcobaleni e trovare tutto ciò che serve per costruire le ali per volare. Tu sai però che quelle ali, quando ti avrò aiutato a metterle, devi farle funzionare da sola, devi farle tue. E io giù nel pollaio, con il naso all'insù ad ammirare le danze del tuo pensare e del fare.
Buon inizio meravigliosa creatura
.

RISO ALLE ZUCCHINE
riso e zucchine

300 gr di riso
5 zucchine
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
500 ml di brodo vegetale bollente
40 gr di parmigiano reggiano

Grattuggiare le zucchine, metterle in un pirex per il micronde, aggiungendo l'aglio a fettine e l'olio, con un po' d'acqua. Cuocere alla massima potenza per 2 minuti, mescolare e cuocere per altri 2 minuti.
Aggiungere il riso e il brodo bollente, amalgamare tutto e cuocere per 16 minuti, mescolando di tanto in tanto. Unire il parmigiano, girare  e lasciare a riposo per 2 minuti prima di servire.

La gnoma ha provato a cucinare il suo primo riso, ma ovviamente imparando da una gallina ha usato il microonde! A noi piace questo tipo di cottura, che fa rabbrividire tanti, perchè il sapore delle verdure rimane comunque pieno. Però si può sempre preparare in modo più tradizionale.

lunedì 6 settembre 2010

Arricciando il naso

terrazza personale

Sono stata lontana. Fisicamente e mentalmente. Ora si torna, guardo al nuovo mese con il solito naso arricciato che riservo a settembre. Per istinto sarei una vagabonda senza meta, dedita a interessi variabili e flessibili. Per istinto sarei un orso che sogna coperte crochet  e affonda il naso nelle pagine dei libri. Per istinto starei ancora lontana. Ma non è così. Realizzerei solo un sogno improvviso ed egoistico, bello come un fuoco di paglia e non sarei nulla. Quindi arriccio il naso, perché scruto i segnali di chi mi porta via l'imprevedibilità e mi accomodo nella misera capacità della mia programmazione. 
Mi aspetta un inverno, a cui ho già deciso farò seguire un'altra estate in cui non ci sarò. Bene, questo lo scrivo per assecondare la mia insana voglia di libertà libertina e dopo questa solenne promessa, guardo. 
Ho piccoli passi da fare, ordinare l'appartemento che sono. Uccidere la vanagloria, amica serpentina che è un filo dei miei fili. Nutrire l'organizzazione per non provare quella sensazioni di tempo rubato. Curare l'attesa, perché non lasci spazio a fumantine reazioni e sciocche credenze di vilipese battaglie. Nel frattempo spargo brillanti e danzo con le mie stelle, metto in evidenza gli interruttori di pausa e cerco di capire se esiste una via di mezzo di una ragionevolezza sfrontata, profumata di saggezza e colorata d'impulso.

CRUMBLE ALLE MORE

crumble alle more


1 vasetto di marmellata di more
100 gr di farina 00
100 gr di fiocchi di avena piccoli
80 gr di zucchero di canna grezzo
80 gr di mandorle tritate
90gr di burro
 
Unire farina, fiocchi, zucchero, mandorle grattugiate e il burro, iniziare a mischiare e amalgamare con le mani, fino a formare tanti grumi. Ungere con il burro un pirex di vetro (22 cm), distribuire la marmellata  e coprire con il composto di farina, compattarlo con le mani e livellarlo. Cuocere per 30 minuti a forno già caldo a 180°.

Quando Marcella mi aveva regalato il suo prezioso vasetto di marmellata, mi aveva detto: "Magari ci fai qualcosa...." e queste magiche paroline si sono messe nella mia testa per mesi, fino a quando ho visto il crumble preparato da Imma....allora ho messo insieme le cose, usando però per la base quello che avevo provato qui. Un dolce piacevole, per una cena familiare di fine luglio! Grazie ragazze!

giovedì 2 settembre 2010

Estate in pillole

plitvice jazeera

Estate in pillole:
- gnoma che appare un giunco che sfida il vento, alti e bassi di umore e infiniti oceani di "non ho voglia, uffa, poi, fra un attimo",
- evoluzioni rombanti del sogno gallina-galletto riferito ad un camperino "ipoteticamente" giallo,
- una settimana di pomodori e bruschette, profumo di origano e sapore di Puglia,
- una settimana di montagna con camminate sparse e profuse e incontri di natura viva,
- laboratorio mentale di tedesco e analisi, a tratti sconfortante, sulla mia capacità di volontà,
- incontri di sole, tra sentieri di montagne e chiacchiere azzurre di fiordalisi,
- due maglioni quasi finiti, mi manca pochissimo...
- incontri e recuperi con persone lontane, ma ancora vicine e quindi ritrovate,
- matrimonio tra luce e gioia sotto un ombrello cinese con vista lago,
- corso di danza estiva riservato a 10 stelle splendenti,
- formazione di una triade preziosa predestinata ad incontrarsi e tonda nel finirsi,
- una macchina fotografica defunta,
- tre settimane di Croazia, con terrazza mare di fronte a "pezzettino di sogno",
- scoperta del circolo femminile che fluttua inevitabile,
- saluti improvvisi, quasi addii, nuovi progetti di costruzione,
- un gatto lasciato solo per tre settimane che riesce ad ingrassare, appare felice e attrae con l'uso dell'ipnosi lucertole in casa per farne uso personale,
- una cana ansiosa ma impegnata, paurosa ma impavida, che affronta i casi della vita e si chiede perché lasciamo una casa con divano per obbligarci a vivere nei fastidi e dentro ad un cubo,
- tentativo furtivo di allungare l'estate fino a dicembre e analisi, a tratti incoraggiante, sulla mia forza di volontà,
- operazione finale: lo spirito gallinoso tenta l'atterraggio nel suo abituale contorno di piume e lo sente stretto, respiro trattenuto, due addominali...ok ci sono!

FAGIOLI CON POMODORI ED ERBE AROMATICHE
fagioli e pomodori

150 gr di fagioli con l'occhio
500 gr di pomodori maturi
1 cucchiaino di dado vegetale
un mazzetto di erbe aromatiche
1 spicchio d'aglio
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva

Lasciare in ammollo i fagioli per circa 12 ore, quindi lessarli in acqua con allora e rosmarino per almeno un'ora o fino a quando saranno morbidi. Noi l'abbiamo fatto con la nostra cucina solare.
Nel frattempo pulire i pomodori e frullarli con le erbe aromatiche (per noi origano, santoreggia e timo, lo spicchio d'aglio e il dado vegetale. Mettere i fagioli in una teglia da forno, unire il frullato e il cucchiaio d'olio. Cuocere in forno a 150° per un'ora circa. Noi l'abbiamo coperta con un foglio d'alluminio e rimessa sulla cucina solare.
Servire tiepido.

Ecco un secondo piatto davvero delizioso, dove il pomodoro fresco è il padrone di casa. Preparato dalla gnoma rossa, ha colpito tutto il pollaio per un gusto così appagante! Sono felice anche di aver sperimentato la cucina solare come sostituta delle cotture al forno!  La ricetta è stata vista su l libro Oggi cucino io-vegetariano.
Un abbraccio a tutti fortissimo!