martedì 29 giugno 2010

Gaia

Gaia sa di sole. Ne porta il sapore misto al colore sulla pelle, lo porta nel suo sorriso luminoso e nella forza intensa del suo abbraccio, nel bruno dei suoi capelli, negli occhi che ti guardano. Sa di sole e di gioia, mentre ti porta tra i mille sassi bianchi di una spiaggia incantevole, mentre passeggia tra le strade della sua città, di cui conosce ombre e luci. Una cascata di gioia pura, di sapere intimo, di saggezza e di pazzo equilibrio.
Gaia è un pesciolino guizzante, che si strofina le alghe sulla pelle, per non dimenticarsi mai del suo mare e portarselo sempre dentro, così da non perdere l'orientamento, non perdere le radici, che sanno della sua terra salata e assolata.
Gaia è un pezzo di cielo che abita a troppa distanza dai miei prati e dai miei laghi, ma ora è un pezzo del mio personalissimo mare. E' la voglia di salire su un treno per tornare nel sale.

INSALATA DI RISO VEGANA

400 gr di riso
150 gr di tempeh
1 tofumino ai carciofi
1 manciata di piselli freschi
1 carota
2 pomodori
4 cipollotti freschi
2 cetrioli sott'aceto
1 limone
olio extra vergine d'oliva
tamari

Lessare il riso al dente e raffreddarlo sotto l'acqua fredda. Nel frattempo tagliare a cubetti il tempeh e cuocerlo per qualche minuto in acqua e tamari. Grattugiare le carote, tagliare a tocchetti tutte le verdure e il tofumino, sgranare i piselli, spremere il limone.
Mischiare tutte e condire con olio e limone.

Avevo un buon tempeh da usare e ho pensato di farci un'insalata di riso fredda, per questo poi non ho voluto mischiare proteine di tipo diverso e ho scelto di usarne sono vegetali. L'insalata di riso vegana era fresca e completa, saporita e leggera tanto che ha trovato pieno consenso anche nella gnoma cannibale, che se ne è mangiata due piatti. 
P.s. So che ho scritto in maniera sommaria la ricetta, del resto l'insalata di riso non è altro che un bel paciugo e quindi sentitevi liberi di paciugare come più vi piace.

lunedì 21 giugno 2010

In Puglia


Andare contro un cielo blu che si fonde con il mare, mentre ai lati i colori dell'origano e delle erbe profumate incorniciano il quadro perfetto di una vacanza, che è un giro di danza lento e sensuale per ogni attimo che passa.
La Puglia è sale e sole, è vento caldo che fruga nelle mie pieghe, è profumi ricchi e pieni, è mille cani per strada che dormono, il colore della frutta matura, il dolce del sole che diventa materia. E' gusto semplice e corposo, come il sugo del pomodoro che ti sbrodola sul mento insieme all'olio, oro liquido. La Puglia è il bianco delle mozzarelle che si sciolgono in bocca e di cui non riesco a stancarmi, è pane fragrante e odoroso. E' l'acqua tiepida e cristallina, l'aria salina e dolce che rende lieve ogni passo. E' sole anche all'ombra, è caldo secco e rigenerante, energia di riposo. Si sono srotolati giorni che apparivano lunghissimi, giorni fatti come le scatole cinesi, formati da mille altri giorni, in un illusorio di infinito, in un evidente finito. Sono stati giorni nostri, quelli che negli ultimi tre anni non riuscivamo più  prendere, quelli che ti rigenerano nel loro passare, solo perché tra i mille odori acri e buoni, di natura e di vita, riconosco il suo, lo mescolo con il mio. Ci troviamo. Prima nelle mani, poi in tutto il corpo che si scioglie libero da vincoli e consuetudini per tradursi in un ridere d'amore, nitido e terso.

PLUMCAKE AL MIELE E ALLE CILIEGIE

200 gr di farina tipo 0
80 gr di zucchero di canna tipo mascobado
2 cucchiai di miele
2 uova di galline felici
80 gr di olio di semi di girasole
buccia grattuggiata di un limone
10 ciliegie sottospirito e 3 cucchiai del loro liquore

1 bustina di cremortartaro

Preriscaldare il forno a 180°. Montare le uova con lo zucchero, fino ad ottenere un composto gonfio e chiaro. Aggiungere a filo l'olio e unire il miele e il liquore. Unire la farina, miscelata con il cremortartaro, e la buccia del limone grattugiata, mescolare bene. All'ultimo mettere le ciliegie, a cui è stato tolto il nocciolo. Oliare e infarinare uno stampo da plumcake e versare l'impasto. Cuocere per 40 minuti, controllando con la prova stecchino.


La ricetta di questo delicatissimo plumcake l'ho trovata dalla mia carissima Simo, ho fatto piccole modifiche per adattarla alle mie risorse! Simo: è stato bello cucinare con una tua ricetta!

mercoledì 9 giugno 2010

Il caso della gallina scomparsa

La gallina ha zompettato per lungo tempo nella sua aia, a volte pascolava in quelle amiche, dove becchettava, per poi tornare e darsi un gran da fare a sistemare, abbellire, appendere, colorare e guardare fuori dalla finestra. Poi, dopo aver pascolato bene in alcuni posti, capitò che si trovava impegnata a lasciar tracce di là e a portare pensieri belli e profondi di qua. Pensieri che erano lunghi e tortuosi, come un sentiero in montagna, dove ad ogni passo incontrava un fiore azzurro, un grillo con gli occhi neri, il profumo dell'erba e il cielo che toccava la terra. Quindi doveva fermarsi, sostare, annusare e pensare. Per assimilare i pensieri nella testa, spostarli nella pancia e sistemarli nel cuore.
Insomma la gallina ora è curiosa di tutto quello che c'è nelle altre aie, di tutto ciò che ha spessore e deve vivere. La gallina vuole trovare un posto in ogni aia reale e capire quale è il segno che solo lei può dare, perché per tutti e non solo per lei, il cielo tocchi la terra. La gallina cammina e becchetta, ha solo un occhio vitreo per guardare il mondo e passa sempre più giorni a cercare un ponte arcobaleno e le notti a sentire le stelle e quindi a volte sembra persa, poco presente. Ma non è scomparsa, è solo diluita.
La gallina inoltre va in vacanza, ma promette sempre che torna.

INSALATA FREDDA DI ORZO, CECI E TACCOLE IN AGRODOLCE

150 gr di orzo perlato lessato
150 gr di ceci lessati
300 gr di taccole
4 carote
2 cipolle rosse
2 cucchiai di zucchero
100 ml di aceto bianco
menta
timo
olio extravergine d'oliva
sale
Pulire le taccole e sbollentarle per circa 10 minuti, scolarle e lasciarle a raffreddare. Nel frattempo affettare le cipolle e rosolarle, con 2 cucchiai d'olio e qualche foglia di timo fresco, per 10 minuti. Sciogliere lo zucchero nell'aceto e versare il tutto sulle cipolle, aggiustare di sale e proseguire la cottura per pochi minuti. Lasciare intiepidire e aggiungere le foglie di menta spezzettate. Grattugiare le carote, tagliare a pezzettini le taccole e condire con le cipolle. Lasciare marinare per almeno tre ore. Al momento di servire comporre l'insalata, aggiungendo alle verdure i ceci e l'orzo lessato.

La ricetta di questa marinatura era sul numero di maggio di Cucina Naturale, ho pensato di preparare un'insalata fredda e completa per affrontare i primi pranzi di caldo. La marinatura regala un sapore agrodolce che sorprende e un bel senso di fresco!