lunedì 31 maggio 2010

L'aspirapolvere emotivamente fragile

Il galletto non comprende. Pensa che tutto sia merito mio e della mia insana capacità di essere spanata e di avere poco controllo sulle cose esterne. Del resto per alcuni è troppo pensare che un'anima si nasconde nelle cose. E nel mio aspirapolvere si racchiude un'anima fragile e disturbata. Un'anno fa c'è stato il primo tremendo episodio, mentre insieme si lavorava, con una velocità imprevedibile ha slittato, virato e aspirato il filo dell'alimentatore del mio vecchio portatile. E poi è rimasto ad osservare beffardo. Ha assistito alla ricerca spasmodica di un alimentatore nuovo, alla prova con quello trovato, alla fulminazione delle batterie e poi di tutto il PC, che è stato buttato.
Ha un carattere terribile, roba da lasciarlo senza corrente per mesi. Ma io l'ho perdonato e ho continuato a rotolarlo sui tappeti come se nulla fosse.
E ora ci ha riprovato, l'ultima volta con un colpo insospettato ha fatto cadere il modem e, probabilmente mentre io tentavo di raccoglierlo, lui ha manomesso tutta la linea adsl Quelli del 187 erano disperati.
A volte dicono che la cattiveria sia genetica, che l'istinto all'aggressione sia incontrollabile e con lui, acido aspirapolvere battitappeto verde bottiglia, è proprio così. 
Il galletto non vuole accettare la triste realtà e preferisce nascondersi dietro ad una bugia e pensare che la mia distrazione sia la causa di tutto. Io per ora l'ho isolato in bagno e lo faccio uscire solo sotto stretta vigilanza.
immagine presa dalla rete (nonostante la preoccupante somiglianza)
TUBETTI ALLA SALSA DI ERBETTE E ASPARAGI CON MANDORLE


10 asparagi lessi
1 manciata di spinaci lessi
1 spicchio d'aglio
15 mandorle
un cucchiaio di farina 0
mezzo cucchiaino di dado
acqua
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
250 gr di pasta

Lessare la pasta al dente. Frullare gli spinaci, gli asparagi, l'aglio e le mandorle insieme, formando una salsa cremosa. Riscaldare l'olio in una padella, unire il cucchiaio di farina, farla tostare leggermente e unire 1 bicchiere di acqua e il 1\2 cucchiaino di dado. Continuare a mescolare fino a formare una crema. Quando è cotta unire il frullato di verdure alla simil-besciamella e condire la pasta.

Questa ricettina è stata inventata, con piccola consulenza gallinosa, e preparata dalla gnoma. Ne è risultato un primo ricco e saporito e un modo nuovo per mangiare le verdure. Insomma secondo me la gnoma si merita un 10 tondo tondo.

mercoledì 26 maggio 2010

Nooooooooooooooooooooooooooooo

Mi si è rotta l'adsl, non so quando e come sistemare il guaio. Per cui vi chiedo perdono se sono sparita, se non rispondo, se non vi vengo a trovare. La mia vita virtuale è spezzata. Ora ricucio e torno. Ma l'assenza è giustificata. Un abbraccio fortissimo!

lunedì 24 maggio 2010

Domande inutili


So che non è il caso, ma a volte mi faccio domande inutili. E ci perdo pure del tempo a trovare una risposta. E coinvolgo le amiche più care per sciogliere i rebus.
Tra quelle che più mi attanagliano in questo periodo è il destino di certi, che incappano, ignari e inconsapevoli, in alcune evenienze della vita e si trovano l'esistenza ribaltata.
Ad esempio ad un'ape ignara, che ricorrendo l'odore dei miei fiori appena acquistati, decide di farsi un giro sulla gallinamobile e scende dopo 20 km di distanza, cosa riserva il destino?
Di fronte ad un caffè lungo e pensieroso ho coinvolto la Mi e la Lory in questo dilemma. La Mi, in quanto esperta di api poiché ha un marito apicoltore, sostiene che la si illude per tutto il giorno, mentre va di fiore in fiore e poi, quando è ora di tornare a casa, trova la disperazione e dopo la morte.
E' agghiacciante.
Così coinvolte nei tristi pensieri ci siamo chieste anche quale sorte tocca ad una formica che si imbarca con il mio zaino a Bastia e scende serena al mio paese. Povera formica, qui nel profondo nord probabilmente viene isolata dalla formiche locali e forse anche maltrattata. E una formica, che non ha più le sue radici e non viene accolta in un gruppo per ricominciare da zero,  potrà vivere una vita da eremita e ascetica?
Oltre a domande drammatiche mi pongo anche altre domande relative al mondo della fantascienza: chi ha messo in giro la voce che puoi lavorare in giardino con il tuo computer? Io non ci vedo mai nulla a causa della luce. Uff!

FRISELLA MEDITERRANEA


1 frisella di farro
fagioli con l'occhio lessati
pomodori
patè di basilico
timo
sesamo
olio extravergine d'oliva

Preparare un'insalata con i pomodori e i fagioli, condita con olio extravergine, sale, sesamo tostato e timo fresco. Bagnare la frisella sotto l'acqua, lasciarla a riposo per qualche minuto, spalmare il patè di basilico e distribuire sul pane bagnato.

Il primo caldo! Ho pensato di dargli il benvenuto con questa frisella saporita e veloce, ottima per un pranzo accarezzato dal sole!

giovedì 20 maggio 2010

ALMENO PER UN GIORNO A SETTIMANA


E' stato calcolato che passare ad una dieta vegana un giorno alla settimana significa risparmiare in un anno tanta energia quanta ne consuma  un'automobile per percorrere 2000 km. Qualcuno ama definire i bovini e gli altri animali da allevamento "macchine convertritici di proteine vegetali in proteine animali". Purtroppo si tratta di macchine "inefficienti e sprecone": per produrre 1 kg di proteine animali ne servono 16 di vegetali. Così, se tutti gli essere umani fossere vegetariani, ci sarebbero calorie per 13 miliardi di persone!
Quindi la fame nel mondo non è un problema di mancanza di cibo, ma di iniqua distribuzione dello stesso che finisce per la maggior parte nello stomaco degli animali d'allevamento.
L'Europa, per esempio, è in grado di produrre abbastanza vegetali da nutrire i suoi abitanti  ma non i suoi animali, per cui importa l'80% di cereali dai paesi del Sud del mondo, che a loro volta esportano cibo mentre i loro bambini soffrono malnutrizione. (...)
Se tutti gli esseri umani volessero avere lo stesso tipo di alimentazione carnea dell'Occidente ci vorrebbero quattro pianeti Terra per poter produrre il cibo necessario! 
Alla luce di questi dati, il rinunciare alla carne e derivati, ALMENO PER UN GIORNO A SETTIMANA, diventa un atto d'amore e di consapevolezza verso tutte le creature, compreso chi ha la fantasia, il coraggio e la sensibilità di ospitare a cena il vegano che è in noi."
tratto da EquAgenda 2010 - Terra Nuova Edizioni

Io sono vegetariana. Da poco, di nuovo. Prima ero flexiteriana, prima ancora "pasticciara" dopo 10 anni di vegetarianesimo. Ora dicevo di nuovo vegetariana. Il resto del pollaio è flexiteriano, cioè sanno di poter mangiare carne se lo vogliano e di solito la consumano una volta o due al mese e ogni tanto si gustano qualche affettato. Scegliamo ogni singola cosa con cui ci nutriamo, anche quando ci concediamo i "vizi" valutando, oltre a quanto può essere utile al nostro benessere, quanto incide su questa nostra Madre Terra. . Non acquistiamo formaggi, uova e miele che arrivano dalla grande produzione, ma da piccoli allevamenti locali che ci garantiscono di avere amore per i loro animali. Usiamo pochissime volte latte, burro o panna e li sostituiamo quotidianamente con olio e prodotti di origine vegetale. Non siamo vegani, ma per istinto unicista (non amo mescolare proteine di origine diversa tra loro) e per rispetto, due giorni alla settimana mangiamo totalmente vegano.
Non è una dichiarazione vanitosa, ma solo il racconto di un'esperienza reale come riscontro che chiunque, anche all'interno della sua famiglia, almeno una volta a settimana può farlo. Se crede nel futuro.

PATE' DI LENTICCHIE

100 gr di lenticchie rosse
2 patate
1 carota
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
rosmarino
1 bicchiere di vino rosso
olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Tritare carota, cipolla e lo spicchio d'aglio e rosolarli con un cucchiaio di olio e due di acqua in una pentola di terracotta, per circa 10 minuti. Aggiungere le lenticchie e lasciarle insaporire per qualche minuto, sfumare con il vino e coprire con 400ml di acqua e cuocere per circa 30 minuti.
Lessare le patate. Tritare con la mezzaluna il rosmarino. Frullare le lenticchie, la patate, insaporendo con pepe e rosmarino, aggiustando il sapore con il sale.
Servire tiepido.

Questa ricetta è tratta dal sito della mia rivista preferita, che ora è anche online: Cucina Naturale. Ho eliminato il parmigiano indicato nella ricetta, proprio perchè non amo mai mischiare proteine di tipo diverso, per rendere così la portata più assimilabile e digeribile.

lunedì 17 maggio 2010

Dopo mesi di reciproco silenzio

Dopo mesi di reciproco silenzio, arriva. E' lapidario, secco e preciso. Parole infilate a collana per giungere ad un unico obiettivo: il senso di colpa. Monta dentro una valanga di sentimenti che richiamano la colonna sonora della vita passata. Il problema, o la soluzione, stanno nel fatto che è da tempo che la colonna sonora è diversa. Come dischi che se suonati, hanno melodie dissimili e insieme creano dissonanze. Per quello non si ascoltano, non si riconoscono. Spossata da quello che dovrebbe essere e non è. Si potrebbe fare molto per cambiare, ma mancano presupposti essenziali. Manca l'interesse, l'odore del riconoscimento, l'umiltà e il desiderio. Svolazzano come un nugolo di mosche fastidiose le apparenze, la superficialità, il possesso. Perché è da tempo che si è impigliati in reti di vita diverse, tutto qui. Perché il colore del sangue non è abbastanza coagulante per essere legame. Perché essere stranieri è una condizione che riguarda sempre le origini. Il dubbio non martellante e nemmeno gravoso è sul dopo. Dopo rimarrà questa leggerezza o arriverà la rete dei rimpianti o dei rimorsi? Ci sarà ancora il convincimento di quello che si è scelto di essere o si cadrà nell'incertezza di quella che si dovrebbe essere? Senza cercare lo scontro, senza cercare l'umiliazione, senza cercare quello che non vede.
Portatrice sana di originalità, necessariamente orgogliosa come risposta al proprio bene.

FRITTATA AL FORNO DI PATATE NOVELLE E ASPARAGI

1 mazzo di asparagi
200 gr di patate novelle
4 uova
3  cucchiai di panna vegetale
1 cucchiaio di semi di sesamo
1 cucchiaino di timo
1\2 cucchiaino di curcuma
olio extravergine di oliva e sale

Pelare e affettare le patate, pulire gli asparagi e tagliarli a pezzetti. 
Rosolare le patate in un wok con i semi di sesamo e un cucchiaio di olio per pochi minuti. Abbassare la fiamma, salare e cuocere per 10 minuti, eventualmente bagnando con acqua calda. Aggiungere gli asparagi e proseguire per altri 10 minuti. Spegnere e tenere al caldo.
Sbattere le uova, aggiungendo timo e curcuma, quindi unire le verdure e la panna vegetale.
Versare in una teglia e infornare a 160° , funzione ventilato, per circa 20 minuti.

Anche questa è una proposta di Cucina Naturale di aprile 2010.

lunedì 10 maggio 2010

La libreria ordinata del tempo

Anche questa settimana è volata, carica di impegni e di fare, intensa di incontri e parole, con folate di emozioni ad osservare gli addii che si riflettono sui visi delle amiche.
Per un attimo mentre ancora non ero sveglia mi si è affollato tutto addosso, infilandosi tra le pieghe del riposo e le richieste del presente e quando fa così mi manca il respiro. Devo trovare quell'interruttore molto nascosto del pensiero, che non è del tutto mio e spegnere. Lo faccio per un attimo e poi ripiombo nel sonno disteso, per risvegliarmi ed essere pronta. Sto imparando a mettere a posto i fatti della vita come in una libreria ordinata, dove con un gesto sposti un libro e apri i mondi. Non è stato un lavoro creativo, ma un deciso lavoro da ragioniere, ho voluto fare tutto e ho dovuto trovare il modo. Primo decidere da quale elenco è composto il tutto che voglio, eliminando o calmierando quello che non dipende dalla mia volontà, secondo definire con un soffio quanto ha bisogno l'anima per nutrirsi, terzo necessariamente rinunciare e faticosamente concimare. Quarto iniziare e continuare, evitando che le passioni tristi siano parte della mia vita, ma accettando che sono in quella di molti.

BUCATINI CON PESTO DI FAVE E PECORINO



250 gr di bucatini
250 gr di fave sgranate
100 gr di ricotta di capra
50 gr di pecorino grattugiato
1 cipollotto
1 cucchiaio e mezzo di mandorle
timo
olio, sale e pepe

Portare a bollore l'acqua per la pasta  e sbollentare le fave per due minuti, quindi scolarle con una schiumarola e raffreddarle con l'acqua fredda. Sbucciarle, tenendone da parte alcune.
Scaldare 1 cucchiaio di olio extra vergine d'oliva e imbiondire il cipollotto affettato, aggiungere le fave e cuocere per 5 minuti, aggiungendo eventualmente un poco di acqua calda, quindi salare e pepare. 
Frullare le fave insieme alle mandorle, alle foglie di timo e con un po' di acqua, fino ad ottenere una crema omogenea. Aggiungere quindi la ricotta e il pecorino e frullare tutto. 
Nel frattempo cuocere al dente la pasta, scolarla e condirla con il pesto di fave, decorare con le fave tenute da parte. 

Anche questa ricetta è di Cucina Naturale di aprile 2010, dove era proposta con rigatoni integrali e ricotta di pecora. Preparato come piatto unico e saporito, ha colorato il pranzo del pollaio...peccato che con questa primavera acquosa...qui ...le fave non arrivano tanto!

lunedì 3 maggio 2010

Galline a Belgioioso




Ieri era il primo maggio e come promesso un gruppo di galline e compari è partito verso Belgioioso e Officinalia. La nostra "ovomobile" con sopra "pezzetto di sogno" portava una gallina felice, un galletto curioso, ma abbacchiato per aver lasciato Nina a casa, e uno zainetto ricco di schiacciata e farinata. L'appuntamento era per le 11.30 vicino alla biglietteria, l'accordo era chiacchierare, abbracciarsi, vedere la mostra-mercato e fare uno stupendo picnic comunitario nello splendido parco del castello. E così è stato! Il sole ha baciato con allegria Giò, Bruno, Marcella, Stella, Tommaso, Miriam, Marco, Mattia, Isabella più family, oltre che alla gallina medesima con galletto annesso. Ullallàààààààààà che bella giornata tra mosse di Tai Chi Chuan, piantine aromatiche, cibo bio, cosmetici naturali, abbigliamento colorato e un sacco di persone simpatiche. E' stato un piacere enorme passeggiare tra le gremite sale del castello e scoprire un sacco di cose nuove e interessanti. Ridere con i nuovi amici e di incontrarne a sorpresa di già conosciuti: Rossella, Angela e la dolcissima Eva che era impegnata al banco di promozione degli Ecovillaggi...e così ora è di nuovo forte il desiderio di tornare nel suo paradiso. E' stato piacevole e rilassante prendersi una pausa sotto un albero di magnolia, che si divertiva a lanciare pigne sulla testa del galletto e allestire uno dei migliori picnic della mia vita. In cerchio giravano cose buone e chiacchiere, risate e golosità. Potete immaginare la magia del cibo messo in comune, che circola per nutrire l'animo e lo stomaco? Sapete un gesto così naturale come quello di mangiare in allegria e semplice come sgretola i muri e lega le persone? Ci credete che il mettere in comune nutre un vero pensiero solidale? Abbiamo già voglia di darci un altro appuntamento, chissà forse a raccogliere more...e ora un solar-movie per voi!

MARMELLATA D'ARANCE


3 kg di arance bio
1 limone bio (meglio 2 però...)
1 kg di zucchero di canna integrale bio
1 confezione di agar agar\kanten (è la stessa cosa)

Affettare gli agrumi. (Le arance utilizzate non avevano nemmeno uno straccio di seme, se però le vostre giustamente ne contengono, toglieteli e metteteli in una ciotola, immergendoli nell'acqua fredda). Mettere la frutta in un recipiente e coprirli di acqua. Lasciare a riposo per tutta la notte in un luogo fresco.
Il giorno dopo versare in una pentola, unendo il liquido dei semi filtrato e i semi, chiusi in una garza. Portare ad ebollizione e lasciare sobbolire per circa un'ora.
Togliere il sacchetto dei semi, unire lo zucchero, il succo dei limoni, mescolare bene e continuare la cottura per circa 30 minuti. Passare la marmellata con un frullatore ad immersione. A questo punto unire la confezione di kanten, farla sciogliere bene e cuocere ancora per un quarto d'ora.
Nel frattempo pulire i vasetti e sterilizzarli (io l'ho fatto riempendoli d'acqua e mettendoli nel microonde per 10 minuti circa).
Versare la marmellata bollente nei vasi, chiuderli bene e lasciarli capovolti fino al raffreddamento.

Ho preso la ricetta da "Il meglio di Sale e Pepe-Conserve dolci e salate", ma ho diminuito tantissimo le dosi di zucchero, usando il kanten per renderla meno liquida. Il risultato è una marmellata profumata, gustosa e morbida. Trovate il video della ricetta solare dal Galletto.