giovedì 25 febbraio 2010

Un chicco, una sorgente


Ma la volpe ritornò alla sua idea: "La mia vita è monotona. Io do la caccia alle galline, e gli uomini danno la caccia a me .Tutte le galline si assomigliano, e tutti gli uomini si assomigliano. E io mi annoio per ciò. Ma se tu mi addomestichi la mia vita, sarà come illuminata. Conoscerò il rumore di passi che sarà diverso da tutti gli altri. Gli altri passi mi faranno nascondere sotto terra. Il tuo, mi farà uscire dalla tana, come una musica. E poi, guarda! Vedi, laggiù in fondo, dei campi di grano? Io non mangio il pane e il grano, per me è inutile. I campi di grano non mi ricordano nulla. E questo è triste! Ma tu hai dei capelli color d'oro. Allora sarà meraviglioso quando mi avrai addomesticato. Il grano, che è dorato, mi farà pensare a te. E amerò il rumore del vento nel grano…" La volpe tacque e guardò a lungo il piccolo principe: " Per favore …..addomesticami", disse.E quando l'ora della partenza fu vicina:
"Ah!" disse la volpe, "…Piangerò".
" La colpa è tua", disse il piccolo principe, "Io, non ti volevo far del male, ma tu hai voluto che ti addomesticassi…"
" E' vero", disse la volpe.
" Ma piangerai!" disse il piccolo principe.
" E' certo", disse la volpe.
" Ma allora che ci guadagni?"
" Ci guadagno", disse la volpe, " il colore del grano".

Il Piccolo Principe di Antoine de Saint-Exupéry
Parlavo con Vale di come fare il pane perfetto, di come è bello mettere le mani nella farina, di cosa può influenzare su un bel pane. Scambiavamo ricette, idee, consigli...insomma una vera officina, ma mancava qualcosa. Qualcosa di piccolo, ma profumato, di quasi invisibile, ma che rende speciale, qualcosa da cui può nascere qualcos'altro!
"Ma come si chiamavano quei semi usati dalla Cri?"
"Bho, ma non si trovano, ma non so....bho....."
"Aspetta chiedo...."
..e così pochi giorni dopo, a sorpresa nella buca delle lettere qualcosa di infinitamente piccolo:
piccoli semi arrivano, si fermano e si preparano...

PANE VARIO AI SEMI DI AJWAIN

200 gr di farina integrale
100 gr di semola di grano duro
200 gr di farina 2
50 gr di pasta madre
acqua
sale
50 gr di pasta malto
semi di ajwain
Sciogliere la pasta madre nell'acqua e poi impastare con le farine, un cucchiaino di malto e il sale, fino ad ottenere una palla morbida ed elastica, dare le pieghe del primo tipo.
Poi lasciare lievitare per tanto. Io per circa 24 ore. Ogni tanto prendevo la mia pasta, la schiacciavo leggermente e facevo un giro di pieghe. Credo di averlo fatto per 5\6 volte.
All'ultimo ho fatto anche le pieghe del secondo tipo, poi ho dato la forma, tagliato con un coltello la superficie, spennellato con acqua e malto, distribuito i semi e messo in forno spento, puntato a 250° per 30 minuti circa, fino a quando la crosta era dorata.

Il pane è morbido fragrante, i semi regalano quel sapore di mediterraneo e di estate, insomma....e anche io ho guadagnato il colore del grano.
Grazie Cri, grazie Vale!

lunedì 22 febbraio 2010

Poche cose strane



Ho visto persone che tengono tutta la vita il celophone sul divano nuovo, così non si consuma e quando ti siedi ti suda il sedere. Ho visto persone spendere tutti i risparmi per la nuova auto e usarla solo la domenica per non rovinarla e perché costa troppo in benzina. Ho visto persone rifarsi la cucina in taverna o in cantina, per non sporcare quella in casa. Ho visto gente lavare gli ombrelli e persone raccogliere le foglie durante una tempesta di vento. Ho visto persone non vivere la vita, pensando di avere lasciato l'unica possibile alle spalle.

GELATINE DI ANANAS


300 ml di succo di ananas
200 gr di zucchero di canna grezzo
5 gr di agar agar in fiocchi

Sciogliere lo zucchero nel succo, aggiungere l'agar agar e mettere sul fuoco. Continuare a mescolare e cuocere per 15 minuti dopo l'ebollizione. Versare lo sciroppo negli stampini e metterli per una notte in un luogo fresco. Sformarli delicatamente, spolverarli per bene con lo zucchero e conservarli in sacchettini di plastica per dolci.

Avevo visto queste stupende gelatine da Luby e ho voluto sperimentare l'uso dell'agar agar al posto della colla di pesce. Le gelatine sono buonissime e squisite, si sono conservate benissimo dentro i sacchettini di plastica per dolci, mentre quelle messe in un contenitore di vetro si sono un po' sciolte, ma non so perché. Qualcuno mi può aiutare?

giovedì 18 febbraio 2010

Potrei danzare...


Non si è confezionati, non si è compressi. Di fatto si scopre che stando tranquilli si raggiunge sempre il nocciolo di quello che c'è. Anche del divertimento.
Se bevo, mi addormento. Se fumo, mi viene la piomba. Ma posso ballare per ore con degli occhiali da sole, pensando di non fermarmi mai. E sentire la voglia di ridere anche girando un muro. Trovo che oggi ci mettano in mano un sacco di cose già pronte e che ci dicano che, senza, non c'è possibilità. Non amo seguire i passi degli altri, il movimento che sta dietro la musica deve nascere da solo, possibilmente dalla pancia e sciogliersi lento o veloce nei muscoli. Ma deve far ridere il cuore, prima. Potrei voler ballare sulla spiaggia solo perché soffia un vento caldo oppure in cucina perché dalla finestra aperta arriva l'odore dell'erba tagliata. Potrei aderire al suo corpo per sciogliere le note in passi. Potrei inventarmi balli in sogni neo optical sentendo qualcosa di vecchio. Potrei aprire una disco in sala tra gnomi e galletti danzanti. O potrei rimanere immobile, fuori dal gruppo, distante e dissonante.
Il bisogno sembra l'ingrediente imposto per proseguire. Stranamente si può esserne fuori, lo racconto, ma mentre io so, la mia voce arriva ad orecchie che si abbinano ad occhi stupiti.

MUFFINS LIMONE E UVETTA

125 gr di yogurt naturale
90 gr di fruttosio
2 uova
60 ml di olio di semi
350 gr di farina 00
1 bustina di lievito per dolci
uvetta
1 limone
sale

Unire yogurt, uova, fruttosio, olio e lavorarli insieme. Unire alla farina, la bustina di lievito, il sale, l'uvetta e la buccia del limone grattugiata, mischiare bene per ben distribuire le polveri e unire il tutto al composto liquido. Lavorare velocemente per mescolare tutto e versare a cucchiaiate il composto negli stampini per muffins.
Cuocere per 20 minuti a 180°, sfornare e lasciare a raffreddare su una griglia.

Ho preso la base per questi muffins dalla bravissima Micaela, ma volendoli fare più leggeri e digeribili ho cambiato il tipo di dolcificante, diminuendone le dosi e usato uvetta e limone per renderli più freschi.

lunedì 15 febbraio 2010

Senza impasto


Ogni tanto incappo in una cosa che mi piace. Se quello che mi piace poi riesco a farlo da me divento maniaco-ossessiva per un certo periodo. In effetti anche un po' compulsiva e portata alla coazione a ripetere. Per un po'. Ho scoperto che quando mi piace una cosa che posso fare da me, adoro provare e riprovare, familiarizzare con i gesti. Non ho una memoria possente, appena sufficiente quella visiva, ma ho la memoria delle azioni. Non è ricordo razionale, ma affinità da scultrice, mi piace migliorare quanto imparo limando e scolpendo. Non che mi capiti spesso, ma a volte mi fermo e ripeto all'infinito qualcosa, in silenzio e concentrata, con l'unico scopo di ripeterlo, di ammirare e conoscere il gesto.
Diventa un susseguirsi, un sapere sopito che si risveglia automatico di fronte al giusto set di stimoli. Diventa una saggezza intima, non una nozione acquisita. Ma mi regalo il piacere di ripetere all'infinito, senza altro scopo che fare e rifare, di rallentare, fino a che tutto appare normale.

...SENZA IMPASTO
In effetti troppo celebrale la mia scusa per dirvi che da quando ho scoperto da Stella questo post, sono diventa una maniaca dell'impasto senza impasto.
Ho fatto le sue stecche, anche con la farina integrale. Ho fatto pagnotte super bucose e morbide, ma dalla crosta croccante. Ho fatto la pizza che grazie all'idratazione di questo impasto ti permette di piegarla in quattro e di mangiarla. Ho fatto la focaccia, che è rimasta buona e soffice per giorni. Insomma ho fatto e rifatto.
Uso sempre la base e il procedimento indicati da Stella, variando le tipologie di farine e mischiandole.
Vi metto qualche esempio. Ho sempre usato il mio lievito madre, anche senza rinfrescarlo.

LE STECCHE


Per le stecche ho seguito alla lettera le spiegazioni di Stella, usando sia la farina 2 che quella totalmente integrale.

LA PAGNOTTA


50 gr di pasta madre
300 di farina integrale
200 di semola di grano duro
1 cucchiaino di sale

Ho seguito il procedimento di Stella, ma invece che tagliarlo a pezzi, al momento di infornarlo l'ho messo in una pentola di terracotta bollente, che inserisco nel forno quando lo preriscaldo, chiudo con il coperchio e cuocio per 30 minuti alla massima temperatura nella pentola, poi per gli ultimi 15 minuti lo tolgo da lì e lo lascio cucinare normale...viene perfetto.

Seguo il procedimento di Stella, dopo il riposo di 21\22 ore, do le pieghe e lo stendo sulla teglia della pizza, lascio riposare per due ore, farcisco e cucino.

LA FOCACCIA


Uso lo stesso impasto e procedimento della pizza, ma dopo le pieghe metto nella teglia tonda unta d'olio, lascio riposare due ore e prima di infornare bagno la pasta con un'emulsione di acqua e olio, distribuisco sulla superficie del fiordisale e del rosmarino e inforno.

giovedì 11 febbraio 2010

Ho voglia di cose dolci....

celeste

come fare uno stop in pasticceria e prendere due brioshe al cioccolato e una sfoglia di mela,
come preparare una tazza di tea speziato,
come programmare una giornata pasta sfoglia, ma anche una bomboloni,
come una cioccolata calda con panna,
come stare sotto il plaid blu del divano rosso insieme alla gnoma,
come un bagno nel cioccolato fuso,
come la voglia di affondare i miei dentini in una sofficissima pasta brioche ripiena di crema pasticcera che quando affondi ti scappa la crema dai lati della bocca e la acchiappi con la lingua.....nel frattempo tenermi sulla pancina il cuscino di semini,
come stare tutto il giorno in casa con il mio pigiamone di pile e le ciabattone morbide, guardarmi i miei programmi preferiti sul gambero e alice tv,
come stare davanti al caminetto acceso....la legna che schioppetta, persa tra i pensieri più belli...e tra pochi minuti verrà sfornata quella torta di mele...che ha un profumino di cannella,
come una bella torta super extra cremosa da migliaia di calorie e come un lui, una cena al lume di candela,
come fragole ricoperte di cioccolato da regalare a San Valentino,
come stare sdraiata su un prato di margherite a guardare il cielo,
come mangiare un maritozzo e restare con la punta del naso sporca di zucchero semolato,
come voglia di smetterla di farmi le "pippe mentali", quelle gastronomiche e quelle interpersonali, la voglia di esplodere di intuito, inciampare in uno strudel di mele e abbandonare cotta di maglia, armatura e piede di guerra, la cosa più dolce che mi viene in mente, tuttavia... è amare,
come uscire dall'ufficio e passeggiare col mio amore fino alla pasticceria più vicina per prenderci un maritozzo e sporcarci il naso di panna e i vestiti di zucchero a velo,
come mangiare un altro fagottino di mele e un altro ancora e poi leccarmi le dita,
come quando col lui vado a prendere la cioccolata calda in un piccolo locale con musica di sottofondo e luci soffuse... gli scambi di sguardi sembrano quelli tra due bambini con occhi lucicanti, poca malizia e tanta felicità e dolcezza,
come una bella tazza di cioccolato caldo alla cannella con accanto le mie più care amiche....non servirebbero parole per sentire meno, questo freddo che ho nell'anima....
come quando la micia sta a pancia in su e le tocco l'ombelico e lei mi morde piano,
come un bacio in fronte,
come capelli profumati legati con una molletta a forma di farfalla,
come quando tante amiche rispondono ad un appello, magari sciocco, magari frivolo...ma fa niente,
come una tartaruga guarita che riprende il largo da Cala Madonna,
come l'ombra di noi due sul motorino che scorre sull'asfalto al tramonto dopo una giornata di mare,
come un albero di prugne in fiore nel giardino di casa,
come quando si realizza una semplice crostata e si assapora il profumo dei ricordi dell'infanzia,
come una torta ciocco e pere. si dai. Questa è la strada giusta per la felicità,
come acciambellarmi col mio amore nel divano e vedere un bel film con dei biscottini da sgranocchiare,
come la voglia di poter mangiare di nuovo tutto senza limitazioni,
come una fetta di torta di mele della mamma e sentirsi ancora piccoli cuccioli al riparo da tutto e da tutti,
come...leggere di voi e sentirvi vicine
come leccarmi le dita sporche di cioccolato quando la taglio a pezzotti per preparare dei dolci golosissimi,
come sentire l'odore del pane e finalmente mangiarlo,
come ricordare i miei cuccioli....oramai grandi, mordicchiando una ricottina,
come un caminetto, gli affetti piu' cari, e affondare le dita nella crema di mascarpone,
come una giornata di sole caldo in un prato sconfinato,
come alla sera dopo cena tutti e quattro sul lettone sotto il piumone a guardare la tv o meglio i cartoni (sotto il piumone siamo solo in 3 , zorro è caloroso...),
come prendere un aereo e volare da una persona carissima che adesso avrebbe bisogno di persone che la amano accanto.. e farle tante, tante coccole.

Avevo voglia di dolce, di persone buone, di espressioni intense, ho messo una riga su facciadalibro e mandato un invito, è nata una poesia costruita passo dopo passo, da molte persone, una poesia delicata e vivace, che può essere continuata, forza cosa aspettate, come....

PENNE CON CIME DI RAPA E RICOTTA

Cime di rapa e ricotta di capra

160 gr di penne
100 gr di ricotta
1 uovo
1 mazzetto di cime di rapa
pepe
1 cipolla
olio extravergine d'oliva

Pulire e tagliare a pezzetti le cime di rapa, cuocerle al vapore (o lessarle) per 10 minuti. Tritarle poi grossolanamente con la mezzaluna. Lessare la pasta. Nel frattempo rosolare la cipolla tagliata fine nell'olio, a cui sono stati aggiunti 2 cucchiai di acqua. Una volta ammorbidita, aggiungere la ricotta schiacciata con una forchetta e spegnere. Sbattere l'uovo con il pepe.
Scolare la pasta e condirla con l'uovo sbattuto, la ricotta e le cime di rapa.

cime di rapa

lunedì 8 febbraio 2010

Impressioni di una domenica

Ieri e domani blog


A volte il tempo stringe, con un soffocante elenco di cose da fare, si ha la sensazione che tutto scorra. A volte il tempo si modella a misura e si plasma sulle meraviglie cose che si desidera fare. Vado, felice, mi incontro con loro, come succede ogni mese e capisco, abbracciando, che ho sentito la mancanza di questo incontro, che chiamava il bisogno di sentire. Sono seduta tra tutti e ascolto, poi all'improvviso vedo che è verde, un verde forte, un verde vivo. Rimango senza fiato, per un attimo ho pensato che non lo volevo vedere, poi mi sono stupita e infine ho capito. Inutile stropicciare gli occhi, bisognava guardare così. Sono seduta tra tutti, ascolto e vedo. Forse quello che vedo si riflette sul mio viso, perché mi è chiesto di parlarne. Lo racconto, racconto che quello che vedo, è quello che in parte c'è, che in parte sarà. Vedo il fiume schiumoso e morto, piuttosto che denso fumo intorno ad agglomerati, vedo qualcosa che mi stringe lo stomaco e mi strozza la voce. Non credo, vedo. Poi ci alziamo per tornare. Mi accorgo che inizio a pensare che non è abbastanza, ma mi sento bene. Oggi il tempo ha iniziato a dipanarsi con estrema lentezza, permettendomi di scegliere e di concludere. Sono stata nel bosco e, nonostante la neve, le gemme ci sono.


RISO ALLE NOCI VEGAN

RISO ALLE NOCI VEGAN
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
320 gr di riso thai profumato (della linea solidal coop)
panna di riso
15 noci
sale
pepe
1 bicchierino di gin
brodo vegetale

Scaldare l'olio e versare il riso, far tostare per alcuni minuti girando. Sfumare con il bicchierino di gin, coprire con il brodo e cuocere a fiamma bassa per 15 minuti circa. Se necessario aggiungere nuovo brodo. Nel frattempo rompere le noci, tritare metà dei gherigli e spezzettare grossolanamente gli altri. Quando il riso è quasi cotto, mantecare con la panna di riso, aggiustare di sale e pepe, aggiungere le noci, portare a cottura e servire caldo.

Per fare questo riso ho uso il tipo thai, perchè volevo abbinarne il profumo alla croccantezza delle noci. Se si vuole invece enfatizzare l'effetto morbido, usate un riso più ricco di amido. Grazie alle noci e al loro apporto proteico, questo piatto può considerarsi completo e infatti noi l'abbiamo accompagnato ad un semplice contorno.

giovedì 4 febbraio 2010

Mi illumino di meno 2010


Ecco! Il 12 febbraio di nuovo la giornata per il risparmio energetico, ho quella sana impressione che molti ci pensano un po' di più, voi cosa ne dite?
Ora dopo sei anni di invito a fare "silenzio energetico" la combriccola di Caterpillar ci invita ad una vera "festa dell'energia pulita".
Ed io, per farlo, partecipo al virtuale banchetto organizzato da Dodò: una raccolta di ricette le quali, nella loro realizzazione (dalla scelta degli ingredienti fino al piatto finito) mostrino come è possibile risparmiare.
Le ricette che possono partecipare devono:
1. Scegliere gli ingredienti
2. Scegliere il metodo di cottura
3. Ridurre gli scarti

Ho pensato a lungo a cosa proporre, fino a quando questa settimana è arrivato il sole ad aiutarmi!

POLPETTINE DI CANNELLINI E SANTOREGGIA IN SALSA CON PATATE ALLO YOGURT E PREZZEMOLO

Polpettine di cannellini e santoreggia in salsa
per le polpettine:

150 gr di cannellini secchi
alloro
salvia
santoreggia
curcuma
pangrattato
semi di papavero

Mettere a mollo i fagioli per almeno 12 ore. Lessarli con acqua, alloro e salvia. Io l'ho fatto usando la cucina solare e in circa 40 minuti erano cotti.

Cucina solare: Cannellini

Una volta cotti, passarli con il passa-verdure a fori larghi, amalgamare il purè di fagioli,con qualche cucchiaio di pangrattato, la santoreggia e la curcuma. Formare della palline che si faranno rotolare o nel pangrattato o nei semi di papavero.
Ungere il piatto crisp del forno microonde e cuocere alla massima potenza per circa 15 minuti, rigirandole dopo metà tempo.

Nel frattempo preparare la salsa di pomodoro, io l'ho fatta rosolando una cipolla tritata in un po' di olio extravergine d'oliva e cuocendo poi la salsa, a cui avevo aggiunto un cucchiaino di dado homemade e un cucchiaino di zucchero, sulla cucina solare.

Cucina solare: Salsa di pomodoro

per l'insalata di patate:
5\6 patate
un ciuffo di prezzemolo
1 yogurt
sale
olio extravergine d'oliva

Lessare le patate con la loro buccia, quindi spellarle e tagliarle a tocchetti. Perché non si rompano è meglio farlo quando si sono raffreddate. Pulire il prezzemolo e tritarlo usando la mezza luna, amalgamarlo allo yogurt, aggiungendo un cucchiaio di olio extravergine, quindi condire le patate.

Ed ecco qui il perché secondo me questa ricetta permette di risparmiare energia e brutta vita alla terra:
1. Tutti gli ingredienti provengono da agricoltura biologica, tranne il latte dello yogurt, che ho acquistato sfuso nella fattoria del mio paese e che scelgo perché mi permette di evitare rifiuti inutili (uso sempre la stessa bottiglia di vetro per la ricarica) e perché è a km0.
2. I fagioli sono italiani e biologici, li acquisto online, tramite un piccolo gruppo di acquisto solidale insieme ad altri legumi, cereali e farine. Per questo tipo di prodotto al momento è la soluzione migliore che ho trovato, perché mi permette di limitare il kilometraggio per il trasporto di questi prodotti, possiamo acquistare grandi quantitativi e gli imballaggi sono tutti riciclabili, perché sono per lo più in carta. Spesso anche tra i prodotti biologici è difficile trovare cereali o legumi di origine italiana.

3. Tutti i vegetali sono acquistati da Luisa e Massimo: i contadini bio dove vado ogni settimana. Comprare da loro mi permette di acquistare prodotti certificati biologici, di risparmiare negli imballaggi, perché uso sempre la stessa cassetta che ogni volta rimpinzo e perché appena possibile , quando la stagione lo permette, posso acquistare prodotti di loro produzione, come ora le cipolle o i cavoli.
4. Tutte le erbe aromatiche sono del mio giardino, alloro e salvia raccolti per l'uso, mentre la santoreggia l'ho essiccata quest'estate e la conservo in barattolo di vetro
5. Il dado, il pangrattato, lo yogurt e la salsa di pomodoro sono autoprodotti e conservati in vasi riciclati. I pomodori provengono dall'orto del papà del galletto.
6. Curcuma, zucchero e semi di papavero provengono dalla bottega del commercio equosolidale del mio paese
7. Per i metodi di cottura ho scelto per lo più la cottura con la cucina solare, anche ora nonostante il freddo, se il sole splende è possibile usarla con ottimi risultati. Ho poi usato la cottura con il microonde, perché consuma meno del forno tradizionale, permettendomi una cottura golosa e leggera. Ovviamente si può scegliere di friggerle, ma a me non andava molto e poi in questo modo ho comunque utilizzato l'energia prodotto dai nostri pannelli fotovoltaici
8. Al posto di utilizzare elettrodomestici mi sono sforzata di fare tutto a mano, usando passaverdura, grattuggia e mezzaluna.

cucina solare

lunedì 1 febbraio 2010

Sunshine

Rosa di Coira

Lo sento già, mentre ancora mi giro nel letto e ritrovo comoda la forma del mio corpo, lo vedo mentre sorride dalle fessure delle persiane. Mi faccio toccare, mentre stendo finalmente le grandi lenzuola, che vogliono vento e sole per profumare. Mi fa compagnia ,mentre cucino con la finestra aperta, Nina che entra e esce libera, Agamennone che scappa fuori e si rotola nella terra. Lo ascolto, mentre sento il cantare incredulo dei passerotti, mentre muovo la tenda per lenirlo, mentre appoggio la pasta sotto la cupola di vetro per lievitare.
Lo osservo mentre asciuga in un attimo il pavimento, mi rinfresca i cuscini, mi rinforza i germogli. Il sole è arrivato, regalo raro di colore, che così difficilmente si è fatto trovare in questa inverno grigio topo. Per un giorno, solo qui, il giusto equilibrio di raggi tiepidi, penetranti e di aria frizzante, cruda e la voglia di fare.

ZUPPA DI PORRI CON CROSTINI DI CRESCENZA

zuppa di porri

4 porri
1 ⁄2 cucchiaio di burro di soia
1 ⁄2 cucchiaio di farina bianca
2 dl di vino bianco
5 dl di brodo vegetale
1 baguette affettata
1 spicchio d’aglio
1 ⁄2 dl di vino bianco
100 g di crescenza
sale e pepe
aglio

Affettare i porri sottilmente. Fondere il burro di soia, unire i porri e cuocere per qualche minuto fino a quando non sono ammorbiditi, cospargerli con la farina e continuare la cottura per pochi minuti . Bagnare con il vino e il brodo vegetale, portare a bollore e cuocere per circa 15 minuti.
Nel frattempo accendere il forno, affettare il pane, strofinare ogni fettina con l'aglio e spruzzarle con qualche goccia di vino, distribuire la crescenza su tutte le fette e infornare per 10 minuti a 200°.
Quando la zuppa è cotta, insaporire con il pepe, impiattare e servire con i crostini caldi.

Rivisitazione di una zuppa di cipolle proposta su un volantino trovato alla Coop - Svizzera, è delicatissima, buona, saporita e veloce nella preparazione. Non potete rinunciarvi!

Finalmente un po' di sole