lunedì 30 novembre 2009

Andare lontano

Abbiamo passato uno sprazzo di weekend a Coira, la città più antica della Svizzera. C'era un bel mercatino di Natale e c'eravamo noi: nove donne, piccole e grandi, alte e basse, bionde, more e rosse. Diverse, diversissime, legate da un filo invisibile, che si è fatto cerchio e ci ha unito. Scorrazzare per le strade della città, ricordarsi a sprazzi parole del tedesco arcaico, studiato a ragioneria, guardare mille cose, sbirciare nelle finestre delle case, respirare un ordine pulito, cogliere cosa c'è di diverso e cosa c'è di uguale, stonfarci con la fonduta e le patate lesse, bere caffè meravigliosamente lunghissimi, sedersi sulla panca della chiesa e parlare di cosa sappiamo e di cosa non sappiamo, essere vicine vicine a colazione per discutere di cani e gatti, ridere di un sacco di cose, mangiare le frittelle di mele caldissime, bere la tisana che sa di succo di mela, ma non c'è mela qui, nein. Guardare la gnoma che è grandissima, con il cappello e i guanti, che ride, scherza, parla...e stare bene.
Per rallentare ci volevano due giorni di spirito femminile.

PAN DI SPEZIE
1 bicchiere di zucchero
1 bicchiere di latte
3 cucchiai di miele
3 bicchieri di farina
18 gr di cremortartaro
1 cucchiaino di cannella
1 cucchiaino di miscela di spezie per dolci
200 gr di mandorle tritate

Preriscaldare il forno a 180°. Mescolare gli ingredienti, imburrare ed infarinare uno stampo da plum cake, versare l'impasto nello stampo e cuocere in forno per 40 e 45 minuti.

Questo dolce semplice, profumato e goloso è stato fatto dalla gnoma. Ha preso la ricetta dal libro "Viaggio nei paesi dei mille profumi - I bambini cucinano" Edizione Monti per Associazione Botteghe del Mondo.
Il libro è un viaggio nei paesi del mondo e dei mille profumi che si trovano, dove sono proposte semplici ricette che possono fare i bambini. Laura ha regalato questo libro alla gnoma e l'ha trovato nella nostra bottega del commercio equo preferita. Noi abbiamo solo sostituito le mandorle alle nocciole e usato il mix di spezie. Se non l'avete potete aggiungere un cucchiaino di anice verde macinato, qualche chiodo di garafono macinato e una presa di cardamomo.

giovedì 26 novembre 2009

Post di servizio


Mi faccio un post di servizio perchè in questi giorni sono così, in servizio. Ho un lavoro micro part-time, che si sta evolvendo...quindi cambia...si tratta di seguire un progetto per preadolescenti che si divide in vari livelli, sedi, attività, locazioni, azioni, persone....ma io non ero quella che aiutava a fare i compiti e si beava delle storie effervescenti che le venivano regalate? Sembra di no...ovvio che non posso più evitare di far finta di aiutare a fare i compiti solo per non perdermi il caleindoscopio di piccole vite in costruzione, ma ora io "dovessi" impegnarmi a fare quella che si occupa di "ordinare insieme, organizzare, distribuire, disporre secondo l'ordine o il criterio più adatto o più valido rispetto allo scopo che si vuole ottenere". Io? Cervello di gallina? A volte mi stupisco che si ostinano a non vedere le mie piume e mi affidano compiti da essere umano...ma vabbèèèèèèèèè....pure io mi faccio prendere dalla bellezza del progetto, gioco a bilie con vanità e autostima e accetto. Solo che ora che sono in mezzo, solo che ora che tutto ha inizio, solo che ora che ho detto che lo faccio, ma per poco pochissimo brevissimo cortissimo tempo, ora corro a fare riunioni, raduni, adunanze, assemblee, congressi, convegni, incontri, meeting, tavole rotonde, convention, consigli, faccio pure equipe, programmazioni, formazioni...così per reazione sogno di infilare i fili del maglione che sto per finire, di leggere romanzi rosa di serie z, di passeggiare lungamente, di nutrire tutta la famiglia a tortellini, di fare corsi di scacchi, di leggere gli archivi di tutti i blog e di fare altre amenità che fanno parte della compagnia delle frattaglie e delle bazzeccole.
Credo sia paura di molte cose...

PENNE INTEGRALI CON BROCCOLI E LENTICCHIE

300 gr di penne integrali
un broccolo
lenticchie piccole lesse
salsa di pomodoro
1 spicchio d'aglio
olio extravergine d'oliva
pepe

Pulire i broccoli, tagliare tutte le infiorescenze e buttarle nell'acqua che si fa bollire per la pasta. In una padella antiaderente cuocere le lenticchie lesse con un cucchiaio di olio e la passata di pomodoro, quando il sugo si è rappreso aggiustare di sale e pepe. Scolare la pasta con i broccoli, buttarle nella padella del sugo e far saltare per alcuni minuti, servire caldo.

Invece dei tortellini, riesco a volte a preparare questi piatti veloci che valgono per tutto, piatti unici ricchi e calibrati, ma gustosi, se le lenticchie sono ben cotte si sfaldano nel sugo regalando quella cremosità che rende il piatto confortevole, senza la necessità di ricorrere al formaggio e mischiare così proteine di origine diversa fra loro.

giovedì 19 novembre 2009

Settimana europea per la riduzione dei rifiuti

L’edizione 2009 della Settimana Europea per la Riduzione dei Rifiuti (European Waste Week Reduction), che si terrà dal 21 al 29 novembre 2009 con il supporto del programma della Commissione Europea LIFE+, consiste in una elaborata campagna di comunicazione ambientale promossa dall’Unione Europea, che dal centro si dirama alla periferia, coinvolgendo i livelli nazionali e locali degli Stati Membri aderenti.
Lo scopo principale è promuovere, tra i cittadini, una maggiore consapevolezza sulle eccessive quantità di rifiuti prodotti e sulla necessità di ridurli drasticamente.
tratto da menorifiuti.it
Non so, non mi capacito, siamo orgogliosi se i nostri figli fanno ecologia a scuola, compriamo senza capire se c'è scritto eco\verde\ambiente\natura, ci troviamo agli angoli dei marciapiedi e rimbombiamo di chissaàdovefiniremo, chissàcosasuccederà e poi....prendiamo la nostra auto che scarica co2 a quintalate, facciamo 300 metri, ci accendiamo una sigaretta per fare i restanti 10 fino alla porta scorrevole, buttiamo il mozzico per terra e pronti a caricare il carrello di cose infami...ma stavolta non parlo del contenuto, parlo dell'esterno...parlo della spesa che paghiamo per buttarla nel cestino. Facciamo la differenziata se no rischiamo una multa e lentamente ci condanniamo... Che sarà della terra? Forse sopravviverà grazie al fatto che noi del genere umano ci siamo auto-destinati ad estinguerci. La settimana del rifiuto zero serve per provare, ci chiede di prendere un impegno e ci chiede di provare a portarlo a termine, ci insegna che se si vuole si può fare qualcosa, partendo da una singola cosa. Vi suggerisco di leggere il blog di Danda e della settimana in cui ha provato a vivere con il suo compagno a rifiuto zero, passo passo ci ha raccontato come ha fatto e quali soluzioni ha trovato. Qui trovate alcuni suggerimenti e vi faccio un invito: passiamo questa notizia come un meme, offriamolo agli amici, pubblicate un post sulla settimana del rifiuto zero, indicate quale sarà il vostro impegno e passate l'invito ad altri cinque blog. Bene inizio io. Quando faccio la spesa uso borse di stoffa, cerco di comprare sfuso, scelgo confezioni facilmente riciclabili, se posso porto i miei contenitori per riempirli, restituisco al produttore quelli che posso, non uso bottiglie di plastica, riuso infinite volte contenitori vari prima di buttarli, lavo i sacchetti del freezer per utilizzarli di nuovo. I miei errori accadono per pigrizia, non sempre rifletto sul contenitore quando scelgo un prodotto, soprattutto per shampoo e saponi. Mi impegno a cercare prodotti sfusi o con le ricariche eco. Mi impegno a pensare attentamente anche all'imballaggio, alla sua composizione e quindi a quanto può essere riciclato. Mi impegno a chiedere alla signora dei formaggi di non mettermi il foglietto di plastica tra carta e formaggio. Mi impegno a non usare la carta da forno, tornando al buon metodo burro\olio e farina o cercando la carta forno riciclabile che ci ha suggerito Danda qui. Mi impegno a far circolare la voce, a parlarne ad altri. Passo la ricerca dell'impegno ricicloso a Cri a Caty a Simo a Dida a Sabrina e Luca.

PANCOTTO


pane vecchio
brodo di verdure e lenticchie
passata di pomodoro
un gambo di broccolo
aglio
olio extravergine d'oliva


Pulire il gambo del broccolo, tagliarlo a pezzetti e cuocerlo nel brodo di lenticchie fino a quando è morbido, frullarlo o schiacciarlo con una forchetta. Aggiungere uno spicchio d'aglio schiacciato, la passata di pomodoro e il pane tagliato a pezzettini, cuocere per circa 30 minuti a fuoco basso.

Ecco una ricetta riciclata per non buttare il gambo del broccolo, il brodo di cottura delle lenticchie e il pane vecchio avanzato.

lunedì 16 novembre 2009

Basta saperlo


Rubrica di Bio-detersivi trasmessa in mondovisione per voi su
NELLA CUCINA DI ELY
&
GALLINE 2ND LIFE

PER FARE LA POLVERE:

I panni microfibra sono un'ottima soluzione per spolverare i nostri mobili, possono essere usati sia asciutti che bagnati e su tutte le superficie. Un panno si può usare per innumeravoli volte, evitando assolutamente di usare i diversi panni usa e getta e senza avvalersi di detersivi inquinanti. Esistono infinite varietà di panni microfibra adatti alle diverse esigenze. Attraggono la polvere senza semplicemente spostarla.

Si possono riciclare, per fare strofinacci di diverso uso, anche molti dei nostri vestiti, ad esempio sono ottimi per passare i pavimenti stracci ricavati dai vecchi pigiami invernali, quelli di tipo flanellato. Si possono usare al posto di quelli usa e getta nelle nuove scope sponsorizzate. Le vecchie magliette intime di cotone sono ottime per fare la polvere sui mobili in legno e sulle diverse superfici, mentre delle vecchie calze, infilate come guanti aiutano a pulire punti difficili e particolari, come i lampadari.
Per lucidare i mobili di legno passare con un panno e poche gocce di olio di lino, lasciare agire qualche ora e poi lucidare con un panno di lana.

Anche quando si acquistano gli attrezzi per le pulizie si può stare attenti. Se prendete un nuovo aspirapolvere, oltre a sceglierlo che consuma poco, cercate un modello che non usi il sacchetto, ma a cui si possa pulire direttamente il serbatoio. Il piumino della polvere può essere scelto con la parte che raccoglie la polvere che si stacca per essere lavata.
Oppure se dovete acquistare una scopa cercate quelle prodotte in pet riciclate, come quelle che si trovano, con il proprio marchio, alla Coop.


INDICE Basta Saperlo:
Consigli per il lavaggio piatti
L'aceto bianco amico delle pulizie
Lavandini Intasati
Lavare i vetri
Eliminare i cattivi odori
Con gli amici animali

giovedì 12 novembre 2009

A spasso con Nina


Portare in giro Nina, ora che è forte e vispa, è un'impresa. Tende ad andare più veloce del suo guinzaglio e crede sia giusto staccare il braccio dalla nostra spalla. Del resto ora che sa che c'è un mondo fuori non vuole perdere nulla tra odori e impressioni che può ricavare. Il suo naso raccoglie e cataloga informazioni su chiunque e su qualunque cosa, soprattutto su tracce canine di altri. Se ci fermiamo per farla rallentare, lei corre un passo avanti e quando il guinzaglio si tende si gira dubbiosa con quel faccino che ci chiede di muoverci. Se tiriamo il guinzaglio per comunicarle che in fondo siamo in due ad essere a spasso, ci rivolge uno sguardo dubbioso e corre. Se adottiamo la subdola manovra dell'inversione a U, per coglierla di sorpresa e farle perdere i riferimenti, per cui non sapendo dove andare rallenta, lei se ne frega perché immagina che qualsiasi posto è bello e che importante non sia la meta, ma il viaggio. Giusto si rintrona se le manovre a U si susseguono numeroso volte, una di seguito all'altra, ma alla fine succede che qualcuno si affaccia dal balcone guardandoci in malo modo pronto a chiamare il 118 e che oltre ad essere frastornata lei, siamo frastornati noi.
In giro poi si va per scoprire, non per fare i bisogni, perché Nina pensa che sia una sozzeria farli in giro e noi siamo dei villani a chiedere. Ora da due giorni per farci contenti, a noi sporcaccioni, fa mini pipì sull'erbetta fresca, ma "un par de ciuffoli" che si va anche sul sodo! Non che questo ci preoccupi, perché alla fine sporca in giardino e non in casa, ma ci piacerebbe capisse il barbatrucco del bisogno libero, per quando andremo in campeggio... L'altro giorno mentre venivo trainata dal mio cane da slitta e sbandieravo un simbolico sacchettino bianco, tanto per ricordarle cosa ci aspettiamo da lei, sento una tapparella salire e una vocina fastidiosa e isterica sibilare: "La paletta, la paletta, la paletta, la paletta..." Ho impiegato qualche attimo a capire che parlava con me, mentre in un secondo netto ho subito immaginato dove posizionarle la tanto declamata paletta.
Eccomi: io che sventolo felice come un aquilone e in chi mi imbatto? Ma nella cittadina media e mediocre delle mie lande.
Signoraaaaaaaaaaaaa del balcone, che abiti sulla mia stessa medesima via, che generalizzi e credi che qualsiasi abbinata "essere umano e essere canino" significa bisogno di fronte a casa tua, avrai si e no 75 anni di età...e io mi chiedo perchè consumi la tua perspicace intelligenza e il patrimonio esperienzale accumulato negli anni per controllare chi passa e stridere "paletta"? Ma ti sembra????
Vabheeeeeeeeeeee...intanto stiamo chiedendo a Nina se ci accompagna a scuola canina, le abbiamo promesso la cartella nuova!


I BISCOTTI DEL PESCATORE


400 grammi di farina 0
100 grammi di malto d'orzo
100 grammi di burro
2 uova
1 cucchiano di cremor tartaro
60 grammi di uvetta sultanina
20 grammi di pinoli
40 grammi di mandorle intere
40 grammi di noci pecan
due cucchiai di amaretto di Saronno

Mettere a bagno l’uvetta nel liquore. Tritare finemente le noci. Nel frattempo preparare una pasta con tutti gli ingredienti, aggiungendo alla fine le noci tritate e i pinoli. Preparare delle palline e appoggiarle un po’ distanziate su una teglia. Cuocere per circa 20\25 minuti a 170°

Quando a settembre sono stata a Rimini per l'acquisto del pezzetto di sogno, ho avuto la grande gioia di conoscere la dolcissima Danda, sono tornata a casa carica di gioia per un incontro speciale con due persone uniche e con una stupenda scatola di latta carica di questi biscotti. Ovviamente dopo pochi giorni avevo già stressato Danda per avere la ricetta, che a sua volta ha chiesto alla sua amica Cristella. Rispetto alla ricetta di Cristella ho fatto qualche modifica, perché ho voluto provare il malto d'orzo, dimezzando comunque gli zuccheri, ho di conseguenza diminuito le uova, perché l'impasto sarebbe risultato troppo fluido e aumentato l'uvetta. Risultato: ho scoperto che il malto d'orzo non è proprio dolcissimo, ma che i biscottoni sono ottimi, durano tanto, gustosi, non dolcissimi, ma per noi perfetti.

Grazie Cristella! Grazie Danda!

p.s Mandate un pensiero alla piccola Nina che è stata sterilizzata e ora è debole e fragile, intontita dall'anestesia.

domenica 8 novembre 2009

La crostata di mele e mandorle è di Adriano Continisio

Perchè oggi 8 novembre 2009 molti food bloggers e forumisti pubblicano in contemporanea questa ricetta?

Per solidarietà con Adriano Continisio che l'ha inventata e pubblicata sul suo blog già nel 2007.

Riassumendolo in pochissime parole, questa manifestazione vuole porre l'attenzione prima di tutto sulla necessità di un comportamento corretto per chi usa la rete nei confronti di chi pubblica materiale. Spesso si sceglie di mettere a disposizione il proprio materiale o lavoro con una licenza che permette di usarlo a condizione che se ne citi la fonte e questo è già un dono, a nostro avviso. Si dice a chi legge: puoi gratuitamente utilizzare il materiale, puoi prenderlo, ma devi specificare che è mio e dire dove l'hai preso. Non è chiedere molto!

Altra importante condizione è che il materiale non venga usato a scopo di lucro.

Quando tutte e due le condizioni non vengono rispettate è evidente che la cosa è ancor più grave.

Questa volta è capitato ad Adriano, ma nel tempo è già capitato ad altri. Creare un tam tam è forse il primo di tanti passi per avversare il fenomeno, perciò ci siamo uniti e oggi pubblichiamo con il nome del suo autore la ricetta e la foto della crostata che ognuno di noi ha preparato.

E' ora che tutti sappiano di chi è la farina e pure il sacco!!!!!




300 gr di farina integrale
150 gr di burro di sesamo
1 uovo e un tuorlo
80 gr di zucchero

4 mele golden
60 gr di zucchero
4 cucchiai di amaretto di Saronno
1 cucchiaino di cannella
succo di un limone
marmellata di castagne

2 uova
40 gr di zucchero
50 gr di mandorle
15 gr di farina di mais fioretto
15 gr di fecola di patate
sale
1 cucchiaio di Amaretto di Saronno

Preparare la frolla e lasciare riposare mezz'ora in frigorifero.
Nel frattempo pelare le mele e tagliarle a cubetti, metterle in un tegame con lo zucchero e il succo di limone e cuocere per qualche minuto, spegnere e aggiungere il liquore, lasciare a marinare.
Tritare finemente le mandorle. Montare le uova con lo zucchero, aggiungere la farina di mais, la fecola e le mandorle tritate, aggiustare con il sale e unire un cucchiaio di liquore.
Stendere la frolla, posizionarla nella teglia, bucherellarla con una forchetta e cuocere il guscio per 15 minuti a 180°.
Prendere la frolla, stendere due cucchiai di marmellata di castagne, aggiungere e livellare il composto di mele, versare la crema di uova in modo uniforme.
Cuocere per 20 minuti a 180°.
Sfornare e lasciare raffreddare. Cospargere di zucchero a velo

La ricetta originale è stata pubblicata da Adriano domenica 23 settembre 2007 alle 9.02, io siccome sono foodblogger e non ladra l'ho rivisita in base ai miei gusti, alle mie abitudini e alle mie voglie. Ma ringrazio Adriano per avermi dato l'opportunità di sperimentare su una creazione così buona.

giovedì 5 novembre 2009

Guardando in alto


Guardo, eccomi di nuovo, guardo e sono staccata, ho altri pensieri, altre domande, altre esigenze. Credo indispensabile cose che qualcuno nemmeno vede, sente o capisce. Credo indispensabile avere tempo per fare ciò che tanti definiscono perdita di tempo. Ho scelto ad un certo punto di pormi su un'altra linea, su un altro parallelo e in quel momento sono diventa improduttiva. Difficile essere accettati così, essere capiti. Il tempo deve servire per avere qualcosa che alla fine si quantifica, la via più facile è impiegarlo lavorando. Io ho ridotto, scelto di procacciare in altro modo quello che ottenevo con i soldi dello stipendio. Sono stata baciata dalla fortuna e dall'amore che danzando insieme mi hanno permesso di fare esattamente quello che volevo. Ritengo indispensabile avere del tempo da passare sul divano con i miei pensieri, di vederli diventare punti di lana che si infilano uno dietro l'altro, ritengo irrinunciabile passare a sistemare i colori con la mia amica - sorella, ritengo necessario entrare in gruppi e in reti le cui maglie hanno respiri così ampi da non essere percepiti da tutti, ritengo vitale cercare l'alternativa, l'altro modo, l'altra comunicazione, ritengo sostanziale avere sogni individuali, sogni d'amore, sogni di crescita, ritengo fondamentale provare a mettermi in punta di piedi e spiccare il volo per arrivare là nel cosmo, ascoltare i sussurri, toccare i venti, percepire il grande progetto. Ritengo di dover avere un'agenda in cui indicare chiaramente le ore del mio libero tempo, quello che se non c'è mi vede deperire e annerire, quando nutro le mie radici, sciolgo le mie energie e appare il vuoto. Ritengo di dover individuare il mio compito aleggiando nel vuoto per poi poterlo portare a termine. So che non si capisce, so che appare strano difendere un tempo che non ha un valore economico, so che si può pensare discutibile la mia scelta, so che del resto non mi interessa. Non sola, ma libera, non insieme, ma solidale. Non massa, ma individualità.

FINOCCHI CREMOSI

3 finocchi
1 cucchiaio di tamari
1 cucchiaio di farina
1 bicchiere di latte di soia
noce moscata

Pulire i finocchi e tagliarli a pezzi, metterli in un tegame in pirex e versare il latte di soia e il tamari. Cuocere alla massima potenza per 10\15 minuti. Aggiungere il cucchiaio di farina, mescoalre bene in modo da scioglierla, grattare la noce moscata e cuocere ancora per tre minuti.

I finocchi sono la variante senza latte di quelli proposti qui, ne abbiamo la fissa...ci piacciono così tanto che li faccio e li rifaccio. Volevo chiedervi di regalarvi cinque minuti di tempo e di perdervi nel bellissimo post di Silvia. Mentre ringrazio Laura di I dolci di Laura e Stefania di Cardamomo&co per questo premio:

che prevede anche la risposta a queste domande:

1.In quale animale ti incarneresti?...miao....gatto!

2.Di chi o che cosa non potresti fare a meno? ...libertà...

3.Cosa apprezzo di più di una persona? ...l'autenticità..

4.Di che colore preferisco vestirmi?...di colore....

5.Definisciti con tre parole: ...io, io, io!

6.Un viaggio che vorrei fare o un paese che vorrei visitare: ..un viaggio che vorrei fare è un viaggio senza meta, senza scadenza, seguendo l'istinto, non programmando, cercando la direzione...

7. Citazione preferita:gAAAllina! dalla Pina e Diego...

8.Cosa ti piacerebbe fare:...quello che faccio...

9.Se ti dedicassi a quello che fai cos'altro ti piacerebbe fare:..vivere al mare...

10.Qual è la tua maggior stravaganza? ...essere una gallina orgogliosa...

Ringrazio ancora Stefania per il premio


e Cucina Vegetariana per il premio

Regalo il primo premio a tutto quelli che portano gli occhiali, il secondo a chi ha un libro da finire sul comodino e il terzo a chi ama la liquirizia, per gli altri baci sparsi!

Aggiornamento: sbadata come sono non avevo ritirato il bellissimo premio di Marifra di Menta e Liquirizia, che mi rende invece molto felice, perchè la magia è ovunque. Eccolo e questo ovviamente non posso che regalarlo a chi ha la testa fra le nuvole!

lunedì 2 novembre 2009

Il tamari

Il tamari è un liquido bruno scuro che si ottiene dalla fermentazione dei semi di soia. Il procedimento per ottenerlo è lungo e laborioso: dopo la cottura dei semi di soia al vapore, questi vengono appallotolati e sparsi di fermenti, per innescare il processo di fermentazione. Dopo due giorni, le palle vengono fatte asciugare e poste in barili di cedro con acqua e sale per 18 mesi, durante il quale la mistura viene rimescolata più volte. Per ovviare al problema della conservazione si aggiunge del Mirin (vino dolce di riso fermentato9 oppure si utilizza zucchero e alcool. E' un condimento antico, gi à usato di monaci buddisti nel XII secolo che raccoglievano il liquido che si fermava in fondo ai fusti di fermentazione della per usarlo come condimento.
Oltre al Tamari esiste lo Shoyu, salsa ottenuto con lo stesso procedimento, ma dalla fermentazione di soia e frumento.
Il valore nutrizionale del tamari è legato al suo valore proteico (più elevato dello Shoyu), nella medicina tradizionale è impiegato in molti preparati utili per il cuore e la circolazione.
Si distingue dallo Shoyu per un sapore più deciso e marcato, ma ne condivide le stesse proprietà: basso contenuto di sodio, può essere usato come sostituto del sale. E' apprezzato come rinforzante e svolge un'azione benefica per la digestione.
Basta qualche goccia di tamari per dare sapore a verdure, minestre, zuppe, evitando di usare il dado o per arricchire il sapore di piatti freddi, insalate e paste.
E' considerato un buon integratore alimentare, ricco di proteine, enzimi vitamine ed oligoelementi.
tratto da un depliant informativo distribuito da Naturasì - Il supermercato della natura

TORTINO DI FAGIOLI ROSSI E FUNGHI



500 gr di fagioli rossi lessati
pane grattugiato
cipolla
aglio
olio extra vergine d'oliva
tamari
500 gr di funghi champignon
santoreggia

Pulire i funghi, affettarli e cuocerli in un tegame, aggiungendo un cucchiaio di tamari, prima di spegnere, spolverare con la santoreggia secca.
Frullare i fagioli con uno spicchio d'aglio e la cipolla, aggiungere alla purea i funghi e mescolare. Ungere una tortiera e cospargere con il pangrattato, versare il composto, spolverizzare con il pangrattato e cuocere in forno a 170° per circa 20 minuti, fino a doratura.

Mi scuso per questa foto, fatta di fretta e con le luci della cucina, ma nonostante la pessima immagine vi consiglio il tortino, che rappresenta un ottimo e gustoso secondo piatto proteico. Ho deciso di fare questa breve nota informativa sul tamari, dato che spesso mi chiedete che cos'è e come si usa. In questa proposta ad esempio sostituisce completamente il sale e rende particolarmente saporiti i funghi, valorizzandone i sapori.
Se decidete di provare il tamari o lo shoyu cercatene uno assolutamente di origine biologica:, poiché in questo modo sono garantiti la scelta di ingredienti genuini, il non utilizzo di additivi e il rispetto del lungo procedimento di produzione.