giovedì 29 ottobre 2009

Tesorooooooooo: io spengo la tv!

Avevo già scritto qui e qui cosa pensavo di chi intende "l'appropriamento indebito del materiale altrui" come "essere creativi", avevo già espresso la mia indignazione e il mio scarso rispetto per testoline così corte. Poi avevo appoggiato la battaglia antiplagio e il modo in cui noi blogger ci eravamo organizzati per far sentire la nostra voce. Avevo anche gioito perché pure "una monotematica a senso unico" aveva rubato una mia ricettina, scoprendo l'ebrezza dell'essere plagiata. Infine avevo deciso che di questi piccoli ladruncoli volevo un po' fregarmene, impegnandomi, se mi capitava, a segnalare agli interessati gli abusi, ma rifiutandomi di andare a cercare o di spulciare siti quando si trova qualche nuovo frodatore. Questo perché ritengo il mio tempo troppo prezioso per sprecarlo con questi simpatici truffatori. Ma in questi giorni nuove candidature si sono aggiunte alla Banda Bassotti della rete: Paoletta, Adriano,e Lydia sono stati derubati dai potenti, da chi ha i mezzi, da chi fa i conti con il successo, da chi per ottenere un risultato ci deve lusingare, sorridere, trattare bene. E invece....mentre ci sorridono ammiccanti, mettono canzoncine frastornanti, zitti zitti, quatti quatti rubano le ricette o le foto. Capito??? Chi fa il maestro usa il genio altrui e non cita, non nomina, non ringrazia...prende e basta, con la superbia di chi crede di potere, ma non potrebbe. Per cui oltre ad esprimere qui il mio schifo per tanta arroganza, oltre ad aderire per solidarietà all'iniziativa di Rosy per pubblicare l'8 novembre 2009 a blog unificati la crostata di Adriano, comunico UFFICIALMENTE che boicotterò schiacciando il tasto OFF i ladroni, coglierò ogni occasione, pubblica e privata, per ricordare la bassezza dei loro gesti e cercherò di convincere chiunque a cambiare canale in certi orari, perché credo che alla fine il vero potere è questo. Per cui nota signora della nota trasmissione: io non ho bisogno di te, ma tu puoi dire a me la stessa cosa?
p.s. genialoni della carta stampata ovviamente vale anche per voi!

p.s. ho letto ora da Paoletta che le è stato riconusciuto il giusto per la sua foto...meno male!

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MACCHERONI ALLA RICOTTA


280 gr di maccheroni
200 gr di ricotta di capra
noce moscata
40 gr di formaggio di pecora stagionato
un mazzetto di basilico e maggiorana
sale

Lessare la pasta al dente, nel frattempo tritare con la mezzaluna le erbe aromatiche. Lavorare con un cucchiaio la ricotta, aggiungere le erbe e una grattatina di noce moscata, eventualmente amorbindendola con qualche cucchiaio di acqua di cottura della pasta. Scolare la pasta e unirla alla crema di ricotta, aggiungere il formaggio grattuggiato.

Ho preso spunto per la ricetta da quella proposta su Cucina Dietetica n.11, ho solo cambiato tipo di formaggio per non usare quello di tipo vaccino. Ho usato le ultime foglie di basilico e i ciuffi di maggiorana che questo autunno caldo mi ha regalato. Visto che le calcola il giornale, vi informo che una porzione ha circa 340 kcal!

lunedì 26 ottobre 2009

Una stanza segreta


E' una vita che sogno un angolo tutto mio dove trafficare, riordinare, accumulare, sperimentare...insomma un'officina delle mie idee, dove poter fare e dove tenere tutte le mille cose che desidero tenere.
Come la confezione carina di quella cosa, la scatola grande della bomboniera, il tubo di cartone, le pigne, le conchiglie, i bastoncini, le perline, la lana, i colori, i ferri, i pezzettini di carta, i nastri riciclati, le stoffe. Nella mia fantasia c'è un ordine pazzesco, dove ogni cosa è catalogata. Scatole con scritto quello che c'è dentro, messe in ordine per colore. Un posto per ogni cosa, dove tutto si trova, ma nello stesso tempo che lascia spazio alla fantasia, al colore.
Mi conosco abbastanza per sapere che questo puntiglioso ordine probabilmente rimarrà irrealizzabile, ma con un po' di rigore, mi ci posso avvicinare.
Ho sempre invidiato le stanze segrete delle donne, quando entravo in una casa e trovavo quell'angolino allegro e caotico, che mi raccontava in ogni minuscolo pezzetto una lunga storia e ne ho sempre voluta una.
Insomma una mia stanza segreta.
E così dopo che la stanzetta di sopra è stata quella degli ospiti, il guardaroba, una camera importante, un antro buio, un posto da cancellare, uno sgabuzzino, uno spazio dimenticato, ora sta diventando la mia stanza segreta. Ho aperto la finestra, spostato gli armadi, portato un mobile che mi ha visto crescere, girato il tavolo e pulito. Poi ho portato la macchina da cucire, la vecchia enciclopedia della maglia che mi hanno regalato e tutti i pennelli e i colori per dipingere. E già mi piace.
Ho deciso di fare piano, di portare poco alla volta, rispondendo ad ogni richiamo che nasce.

DEVINETTE
100 gr di burro
3 uova
80 gr di zucchero di canna
50 gr di nocciole tritate
300 gr di farina 0
50 gr di cioccolato fondente tritato
250 gr di zucchine
16 gr di cremor tartaro

Lasciare ammorbidire il burro a temperatura ambiente. Grattugiare le zucchine. Sbattere le uova con lo zucchero, fino ad ottenere una crema bianca, aggiungere la farina e il burro ammorbidito e il resto degli ingredienti, lasciando per ultimo il cremor tartaro. Mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Imburrare e infarinare uno stampo da plum cake, versare l'impasto e cuocere 180° per 50 minuti, controllando con la prova stecchino.

L'idea di questa torta l'ho presa da una ricetta di un libretto francese "Les Gateaux de Caroline", io ho ridimensionato le dosi di burro e zucchero, per assecondare i miei gusti e ho usato nocciole al posto delle noci e solo un terzo del cioccolato previsto per esigenze di dispensa. E' una torta davvero buona, le zucchine la rendono morbida ed umida e regalano un sapore e un colore particolare che ben si armonizzano con il cioccolato amaro e le nocciole. Nei giorni successivi migliora. Trovo una difficoltà eccessiva a rendere fotogeniche le fette di torta... consigli?




giovedì 22 ottobre 2009

COSE GNOMESCHE


La gnoma ormai si è legata a doppio filo con Nina, le ha insegnato a riportare la palla, le controlla il pelo tutte le sere, le parla e la tranquillizza. Nina dimentica, passo dopo passo, il suo ombroso passato, per entrare di corsa in un presente di monellerie e giochi. E così escono in giardino e ascolto la gnoma che dice: "Allora Nina, facciamo così, facciamo finta che quella è la riga e che la palla non deve uscire, io la tiro tu la prendi, va bene?"
Penso di si, anzi bau.


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Gnoma: "Ma se inventano l'elisir per vivere per sempre senza mai morire, lo prendi?"
Gallina: "No, penso che poi sarebbe noioso e terribile."
Gnomo: "......
.......
.......
bhe se lo inventano, te lo metto nel bicchiere e non ti dico niente."

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La gnoma mi dice: "In storia dovevo fare un disegno sugli etruschi, io ci ho messo un sacco per farne un pezzettino, ma dovrei aver già finito...solo che c'era la scritta in cicciotello e io il cicciotello non lo so fare. La maestra di religione scrive un cicciottello bellissimo e mi ha fatto tutto il quaderno in cicciottello, infatti è il quaderno che preferisco. A me il cicciottello non viene bene, è difficilissimo, ma è molto bello, ecco io vorrei più di ogni altra cosa scrivere in cicciottello perfetto."

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C'è una calzina che oramai da settimane vive sola, ho lavato tutto, fino al fondo della cesta dei panni nella speranza di ritrovare la sua compagna, ho cercato negli angolini dei cassetti, controllato millanta volte sotto il letto e tra le lenzuola, ma quella calzina sta sola. Quando, proprio stamattina, mentre rifaccio il letto della gnoma, trovo un bambolina di stoffa orrendissima, ma portatrice di amore perchè regalo della migliore amica gnoma, che dorme tranquilla in un piccolo saccapelo, ricavato dalla sorella gemella della calzina abbandonata. Ora quale battaglia è più importante: lasciamo dormire al caldo le bamboline o non abbandoniamo le nostre calzine?

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Accompagno la gnoma in palestra, mentre esco c'è un'altra coppia gallina\gnoma che torna a casa, sento la dolce signora che domanda cosa preparare per cena. Non sono così zabettona (si un po' si...), ma rallento per ascoltare, chissà magari mi risolvono in cucina.
L'altra gnoma risponde: "Un panino!"
La mamma ribatte: "Ma noooooo, qualcosa di più coccoloso!"
La piccola si illumina: "Ma andiamo al Mc.Dxxxx, così tu non ti stanchi"
La signora suadente sussurra: "Ma io pensavo ad una bella minestra calda e cremosa..."
La nanetta conclude: "..e no mamma, io stasera devo stare leggera!"

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Nel pollaio la convivenza continua tra alti e bassi.
Agamennone non vive più sull'armadio, quando Nina non c'è, scende e fa il ganassa tra sala e cucina, gli soffia attraverso il vetro e lei lo guarda dubbiosa. A volte stanno anche due stanze vicine, osservandosi a distanza, uno in gattesco, l'altra in cagnesco.
Nina non capisce perché lui non si fa prendere sul collo per poi essere sbattacchiato in ogni dove, come si fa con qualsiasi peluche morbido.
Agamennone è orrendevolmente disgustato dall'enormità e dalla malagrazia di questa cosa gigante a quattro zampe e pure un po' puzzosa e noi continuiamo a spargere diffusori di ferormoni, nella speranza che sia amore e pace per tutti.

RAVIOLI SEMPLICI CON RICOTTA ED ERBETTE


400 gr di semola rimacinata di grano duro
acqua quanto basta

erbette
ricotta di capra
pepe e sale

burro
salvia


Preparare la pasta, lavorando la semola e l'acqua, fino ad ottenere un impasto compatto ed elastico. Lasciare riposare per almeno un'ora sotto una ciotola.
Nel frattempo lavare e cuocere al vapore le erbette. tritarle finemente, aggiungendo la ricotta e aggiustando di sale e pepe.
Prendere le pasta e tirarla sottile con il mattarello. Per avere un risultato migliore una volta ottenuta la sfoglia, ne ho lasciata cader metà dal bordo del tavolo, tirando l'altra metà con il mattarello, in questo modo il peso della pasta che cade, permette un risultato migliore.
Tagliare con un taglia pasta tanti cerchi, mettere un cucchiaino di ripieno in ogni metà dei dischi di pasta, ripiegarli e sigillare con le dita.
Far bollire una pentola d'acqua, a cui aggiungere un filo d'olio e tuffare i ravioloni per alcuni minuti. Nel frattempo sciogliere un pochino di burro in una pentola antiaderente insieme a 3\4 foglie di salvia, mettere man mano che si scolano i ravioloni e ripassarli per qualche minuto.

So che è una ricetta banale, la base di tutte le ricette delle paste ripiene, ma volevo sperimentare qualche trucco. Ho potuto osservare che un lungo riposo della pasta permette di ottenere un'ottima sfoglia, ben lavorabile, anche se non si usano uova. Far cadere metà pasta dal tavolo, tirando l'altra metà mi ha permesso di ottenere una bella sfoglia omogenea e sottile solo con il mattarello.
Tutto questo, per una gallina come me, non è poi così scontato. Il resto è basato sui principi della semplicità e dell'essenziale: pochi sapori da esaltare.


lunedì 19 ottobre 2009

Etccciùùùùùùùùùùùùùùù....


Dopo che mi hanno pure smobilitato Topo Gigio, dopo che mi tocca aspettare che tutti i ragazzini si passano le mani con gel profumati prima di fare i compiti, dopo che la gnoma mi ha detto che deve starnutire nell'avambraccio in caso di emergenza, mi sono chiesta come la gallina e il pollaio affronterà l'emergenza dell'influenza suina. Ne ho anche chiacchierato con un'amica e ho pensato di pubblicare qui la mail che le ho mandato, perchè rappresenta il mio personalissimo pensiero di gallina.

Io non farò il vaccino e non lo farò fare a mia figlia, credo che l'influenza A sia un'influenza come le altre, se ci si ammala si sta a letto. Inoltre credo che, a meno che non si sia gravemente malati, si viene da zone a rischio o si paghi...nessuno ti farà il test per vedere che capperi di influenza si ha, per stare tranquilli verrà rifilato un antibiotico che quasi sicuramente sarà inutile.
Ho chiesto al mio medico e alla mia amica farmacista e alla fine mi sono convinta che non siamo a rischio di morte, che ci sono in giro epidemie silenziose ben più gravi e che fa comodo vendere tanti vaccini.
Non comprerò nemmeno uno di quei gel pseudo-lavamani, che trovo inutili, anche perchè innestano un'insana nevrosi, ho chiesto alla gnoma di lavarsi bene le mani, come dovrebbe fare sempre. E non useremo nemmeno i fazzoletti usa e getta, credo sia più rischioso far collassare la terra a causa dei nostri comportamenti inquinanti piuttosto che usare un fazzoletto di stoffa, anche due volte di seguito (amo il rischio e sono temeraria).
Ma forse anche questo è business.
L'unica cosa che sto facendo, come ogni anno, è una bella cura preventiva omeopatica e naturale che aumenti le difese immunitarie della gnoma e nostre ...e poi se mi ammalo me la prendo comoda...stare sotto le coperte a volte è piacevole!
Ovviamente questa è un'opinione personalissima, che mi sono fatta chiedendo e leggendo in giro e sulla base della mia scarsissima opinione della medicina tradizionale.
Voi che pensate di fare?

CIAMBELLA ROMAGNOLA



350 gr di farina 0
3 uova
125 gr di burro
100 gr di zucchero
100 ml di latte di riso
18 gr di cremortartaro
2 cucchiaini di buccia di arancia essiccata
sale

Sbattere le uova con lo zucchero e poi aggiungere il sale, la buccia di arancia, il burro e mescolare. Aggiungere il latte, la farina e il lievito e mescolare fino ad ottenere un impasto omogeneo. Mettere l'impasto in una tortiera a ciambella e cuocere a 180° per 40 minuti.

Ho trovato la ricetta di questa ciambella da Nicoleta, è la tipica ciambella romagnola, io ho solo diminuito la quantità di farina e zucchero e usato uno stampo forse poco vicino alla tradizione. La torta è davvero buona. Grazie Nico!
Ringrazio Minnie di Sfizie e Delizie per il premio Magico e Laura di Spadellando qua e là, a cui do il benvenuto nel pollaio, per il premio Honest Scrap.

giovedì 15 ottobre 2009

Io mangio locale

Proprio prima della settimana per il commercio equo e solidale, il 16 settembre 2009 cade la giornata mondiale dell'alimentazione.
Mani Tese propone la campagna IO MANGIO LOCALE. SENZA SPECULAZIONI AGGIUNTE.

Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.
IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).
Gli obiettivi della campagna:
- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;
- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;
- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE
- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;
- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;
- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;
- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;
- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.
Mani Tese e il diritto al cibo
Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.
Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.
Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Per saperne di più
Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.
Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.
Obiettivi oggi sempre più lontani.
A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.
Le cause della crisi alimentare
La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.
Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.
Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo questo testo di Valeria Sodano: http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf
La sovranità alimentare come soluzione
Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.
• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.
• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.
• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.
• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.
• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.
A breve maggiori informazioni sugli appuntamenti di ottobre, le iniziative in piazza, le modalità di adesione!

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.

tratto da Mani Tese
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Forse può sembrare anacronistico che una persona aderisca nello stesso tempo alla settimana del commercio equo solidale e a questa campagna. In realtà sono aspetti diversi in cui si declina un pensiero preciso, che è quello per cui mi sento protagonista delle mie scelte e desidero essere consapevole dei miei gesti. Faccio fatico, ma desidero pensare lontano, desidero che un cibo o un prodotto acquistato non serva solo a riempirmi la pancia o ad essere usato, ma abbia un senso ampio, che respiri ampio, che nutri il pensiero e l'anima. Ecco come, spiegato in 10 mosse più una proprio da ManiTese:

1] Compra il più possibile prodotti freschi e di stagione. Molto può essere anche fatto in casa…

2] Non farti ingannare dai prodotti fuori stagione in offerta speciale: sono poco sani e ambientalmente insostenibili.

3] Serviti il meno possibile dalla grande distribuzione che lucra sui prodotti alimentari e inquina diffondendo imballaggi inutili e costosi.

4] Non comprare merce delle multinazionali alimentari che ingrassano chi specula sull’agricoltura.

5] Bevi l’acqua del rubinetto: zero kilometri, zero plastica, zero speculazioni.

6] Privilegia la filiera corta e il basso impatto ambientale tramite i mercati locali e fai la spesa responsabilmente insieme agli altri tramite i gruppi di acquisto solidale.

7] Quando fai la spesa considera sempre quanti km quel prodotto ha consumato prima che lo possa consumare tu.

8] Acquista prodotti sfusi e alla spina, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.

9] Costruisci un rapporto di fiducia con i produttori invece di dar retta alla pubblicità.

10] Acquista i prodotti provenienti da altri paesi (cacao, caffé, the, zucchero) solo nelle botteghe del commercio equo e solidale.

+ 1] Sostieni i progetti di cooperazione di Mani Tese e delle Ong che promuovono la sovranità alimentare
in tutto il mondo!


RISOTTO AL MELOGRANO

AVVERTENZA PER I LETTORI SENSIBILI: comunico che il risotto qui sotto è stato cucinato con il microonde, contro qualsiasi tradizione risottara. Chi è sensibile, ha sbalzi di umore, è puro di cuore è pregato di passare direttamente alla fine della ricetta, dove troverà il link alla ricetta tradizionale.

400 gr di riso
1 cipolla
1\2 bicchiere di vino bianco
2 melograni
40 gr di formaggio pecora
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
600 ml di brodo di verdura

Pulire e affettare la cipolla sottilmente, metterla in un contenitore di pirex con un cucchiaio di olio e due di acqua e cuocere per 2 minuti alla massima potenza nel forno a microonde
Versare il riso, mescolare e passare per altri 2 minuti nel micro. Sfumare con il vino e cuocere per altri 2 minuti. Versare il brodo, girare e cuocere con il coperto chiuso per 10 minuti, girando ogni cinque minuti. Nel frattempo sgranare i due melograni, spremere i chicci di un frutto, schiacciandoli con uno schiacciapatate.Versare il succo e cuocere per altri 5 minuti.
Quando il riso è cotto, unire i chicchi rimasti e il formaggio di pecora grattuggiato, amalgamare e lasciare riposare per qualche minuto prima di partire.

Delicato e saporito, trovate qui la ricetta tradizionale, senza cottura al microonde.

lunedì 12 ottobre 2009

Io faccio la spesa giusta

Per cambiare davvero il tuo modo di fare la spesa, scegli
il commercio equo e solidale. Scopri come dal 17 al 25 ottobre
partecipando a Io faccio la spesa giusta,settimana promossa
da Fairtrade Italia.

Incontri, banchetti informativi nelle piazze, cene, degustazioni,
promozioni presso i supermercati, le Librerie Feltrinelli, le filiali di
Banca popolare Etica, i ristoranti e i punti vendita che aderiscono
all’iniziativa.

TORTA SALATA CON CAVOLO CAPPUCCIO

per la pasta :
350 gr di semola di grano duro
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
acqua

per il ripieno:
1\2 cavolo cappuccio bianco
semi di cumino
tamari
formaggio fresco di capra

Preparare la pasta unendo tutti gli ingredienti.
Pulire il cavalo cappuccio e grattuggiarlo. Stufarlo per qualche minuti in una pentola antiaderente con due dita d'acqua e un cucchiaio di tamari. Aggiungere i semi di cumino e aggiustare di sale. Amalgamare il formaggio di capra.
Dividere la pasta in due parti, stendere la prima e foderare uno stampo da crostata, punzecchiare con una forchetta, farcire con le verdure. Stendere la seconda parte della pasta, ricoprire il ripeino e sigillare ocn i bordi. Cuocere a 170° per 30 minuti, accendendo il forno nel momento in cui si mette la torta salata (insomma senza preriscarldarlo).

giovedì 8 ottobre 2009

Nina&Agamennone ???

immagine tratta dal web

Ecco ci ho pensato e ripensato, volevo trovare un qualcosa da dirvi di nuovo, di diverso, ma che dire: in questi giorni sono totalmente immersa e sommersa da problematiche davvero animalesche. C'è Nina, c'è Agamennone, tutto il resto non ha importanza. Non pensiamo ad altro e così per ora vi tocca un nuovo aggiornamento movimentato su questo pollaio. Abbiamo portato Nina dal veterinario, che ovviamente l'ha trovata in condizione pietose, denutrita e disidratata, debole e fragile. Per ora dobbiamo rimetterla in forze e poi ci occuperemo del resto. L'abbiamo solo microcippata per dire che è solo nostra e per sempre! Lei ogni giorno diventa più sicura, azzarda, annusa, curiosa. Le abbiamo preso la pettorina per farla camminare felice, i crocchi da bebè per ipernutrirla, la pallina che fa squizzzzzzzz per insegnarle a giocare e il pluto peluche per fare in modo che si affezioni a qualcosa. Cerchiamo la giusta equazione tra tanto affetto e poche regole, per farne un cane felice.
Nel frattempo al gatto dell'armadio ho preso le crocchette "calm", che hanno sostanze che tranquillizzano e il diffusore di odori gatteschi rilassanti...praticamente l'abbiamo drogato e sotto l'effetto di sostanze stupefacenti è sceso dall'armadio.
Poi abbiamo deciso di dividere spazi e tempi fra Mimì e Cocò: per cui Nina ha la cucina e tutto il giardino per l'intero giorno e Aga sarà padrone di tutta la casa. Mentre di sera Nina entrerà in sala per stare con noi e Aga potrà liberamente decidere dove passare il suo tempo in questo frangente. Proprio stasera ha fatto casualmente cadere un tappino dalle scale mentre ci giocava ed è dovuto per forza scendere fino al penultimo scalino. Il galletto ha tenuto Nina stretta, rassicurandola e calmandola e li abbiamo fatti studiare a distanza. Poi io, che sono davvero una gallina stolta, ho cercato di avvicinarmi al gattino per coccolarlo. Ma questo, contro la mia intenzione di mostrare che il micio è uno di casa, ha fatto piombare Nina nello sconforto che è scoppiata a piangere ed agitarsi. Risultato Aga è andato a dormire con la gnoma, Nina dopo un giretto in giardino si è tranquillizzata e ora dorme vicino al divano, qui con noi. L'amicizia tra Nina e Aga è il punto che più ci preoccupa e quello a cui teniamo molto, non pretendiamo un amore eterno, ma speriamo in una reciproca tolleranza! Vabbbè.....sono problemi, vero?

CORONA ALLA CREMA DI NOCCIOLE E AMARETTI


La ricetta è questa, leggermente modificata perchè ho usato latte di riso al posto del latte vaccino, per il ripieno ho sbriciolato amaretti e usato la crema alle nocciole del commercio equo. Ho portato la corona ad un pranzo in giardino tra amici e sembra sia piaciuta!

lunedì 5 ottobre 2009

E' arrivata Nina


E' arrivata Nina. Dopo un'attesa, che ci è sembrata interminabile finalmente sabato pomeriggio abbiamo conosciuto Nina. Lei è una cagnolina alta e bionda, di un solo anno e molto molto spaventata. Ha visto molto poco nella sua piccola vita, tutto quello che una catena di un metro e mezzo, attaccata al collo da sempre, le poteva permettere, ma ha sentito molto, molto di tutto ciò che a che fare con fame e botte. Mi meraviglio che nonostante tutto sia estremamente buona e fiduciosa con i bipedi, perché ci ha fatto un sacco di feste, ma basta poco, perché si paralizzi dalla paura. Ad esempio dopo aver visto da lontano il mio gatto si è immobilizzata e per farle scendere le scale abbiamo dovuto prenderla in braccio. Ovviamente per ora è frastornata, tutto è molto nuovo, tutto è la prima volta. Come il camminare libera, non lo fa proprio bene, spesso scivola via, scantona, sarà troppo debole per farlo, non sarà abbastanza muscolosa e non sarà abituata. Certo oggi dopo un giro nel bosco sembrava inizialmente stanchissima, mentre poi man mano che prendeva fiducia aumentava la velocità e la curiosità. Le abbiamo fatto subito un trattamento antipulci, perché era pienissima e stamattina l'ho spazzolata a lungo, passandola anche con un panno umido e l'aceto di mele. Proprio ora mentre scrivo ecco che tenta i primi giochi con la gnoma. Non abbaia mai, perché quando lo faceva ne prendeva tante, quindi cigola timida per farsi capire. Ci piacerebbe sentire la sua voce vera. Dobbiamo anche stare attenti a quello che mangia, non essendo abituata, rischia di stare male. Per ora le ho preparato riso e carne, con verdura lessa, olio extrevergine d'oliva e germe di grano. Al mattino crocchette. Domani chiamo il veterinario per farla visitare, ha delle piccole ferite sulle gambe ed è davvero debilitata. E' di una tenerezza infinita.
p.s. scusate la foto....ero talmente presa da lei che non ho pensato ancora di fotografarla decentemente e le ho strappato questo primo piano.
Il mio micione, abituato ad essere il numero uno, non ha preso bene l'occupazione di territorio, per ora si rifugia offeso in cima all'armadio ed è sceso solo poca fa per un giro in cucina e riscappare su. Spero che prima o poi la curiosità lo spinga a fare il coraggioso.

SPAGHETTI ALLE MANDORLE


280 gr di spaghetti integrali
una tazza di pomodori passati
90 gr di mandorle
1 fetta di pane secco
1 cipolla
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale e pepe

Mettere in una padella antiaderente un cucchiaio di olio extravergine e due di acqua e soffriggere la cipolla affettata. Aggiungere la salsa, salare e pepare e cuocere a fuoco basso per 20 minuti. Tostare le mandorle nella padella antiaderente e poi tritarle.
Tritare grossolanamente anche il pane raffermo e tostarlo in padella con un cucchiaio di olio.
Cuocere al dente la pasta e, una volta scolata, condirla con la salsa di pomodoro, cospargendo le mandorle e il pane. Servire caldo.

giovedì 1 ottobre 2009

Ascoltando il bosco


Sempre caro mi fu quest'ermo colle,
E questa siepe, che da tanta parte
Dell'ultimo orizzonte il guardo escude.
Ma sedendo e mirando, interminati
Spazi di là quella, e sovrumani
Silenzi, e profondissima quiete
Io nel pensier mi fingo; ove per poco
Il cor non si spaura. E come il vento
Odo stormir tra queste piante, io quello
Infinito silenzio a questa voce
Vo comparando: e mi sovvien l'eterno,
E le morte stagioni, e la presente
E viva, e il suon di lei. Così tra questa
Immensità s'annega il pensier mio:
E il naufragar m'è dolce in questo mare.
G. Leopardi

In un mattino di autunno un bambino camminava verso il bosco. Era molto presto, il sole stava sorgendo e non c'era nessuno.
Il bambino guardò le foglie mosse dal vento, i fiori appena sbocciati e la tana di un tasso. Si arrampicò su un albero e osservò il cielo azzurro e sereno. Sentì il cinguettio di un passerotto, l'urlo del vento che spostava le foglie e lo scorrere dell'acqua di un ruscello limpido e cristallino.
Il bambino accordò il suo respiro a quello del vento e si sentì felice.
La gnoma rossa.

GIRASOLI CON UVETTA E CIOCCOLATO


350 gr di farina 0
80 gr di fruttosio
3 uova
1 limone
1 bicchiere di latte di riso
1\2 bicchiere di olio di semi di girasole
16 gr di cremortartaro
1 pizzico di sale
50 gr di uvetta
100 gr di cioccolato fondente
50 gr di nocciole

Mettere in ammollo in acqua tiepida l'uvetta, tritare con il mixer il cioccolato e le nocciole.
Versare in un recipiente il fruttosio e le uova, sbattere a lungo fino a quando sono diventate chaire e cremose, aggiungere l'olio a filo e lavorare ancora un po'. Aggiungere la farina e il latte di riso a poco a poco, in modo che non si faccia fatica a mescolare, unire la buccia del limone grattugiata. Unire, sempre mescolando, il succo di limone, il sale e il lievito. Scolare l'uvetta, tamponarla con un panno e infarinarla leggermente. Incorporarla, insieme al cioccolato e alla nocciole, girando il composto. Porzionare l'impasto in alcuni stampi monodose, anche tipo muffins. Cuocere in forno già caldo a 180° per 20 minuti, facendo la prova stecchino.


L'idea è una variante liberamente tratta da questa torta, sono venute 15 tortine, ottime per la merenda di scuola...e tutto fatto per mano della gnoma con la planetaria! Una tortina regala sola soletta 220 kcal! Ovviamente tutto il post è della gnoma: il suo ristorante apre di rado, ma è sempre molto accogliente.