lunedì 28 settembre 2009

...come una settimana di settembre

La settimana passata è stata intensa, piena, ricca, esattamente come una settimana di settembre deve essere, perché carica di nuovi inizi e bisognosa di grandi progetti. Ho attraversato un variopinto caleidoscopio di emozioni, spesso fortissime. Ho desiderato più di una volta l'isolamento totale, ma non ho ceduto. Ho capito, perché sono diventati fatti concreti e non solo pensieri aleggiati, alcune cose di me.
Come il sapere che è arrivato veramente il tempo della vita in cui posso essere padrona di me, rifiutando di fare ciò che non condivido. Anche lavorando.
Oppure come il constatare che la cultura ottusa e pronta a costruire muri, lacerando le storie, è davvero diventata legge, almeno dalle mie parti e che davvero oramai i principi che condizionano le scelte politiche agiscono in un modo molto concreto. Per tutti.

Anche individuare tra le pieghe della pelle persone che sanno troppo di ambiguo e decidere immediatamente e con naturalezza di disinteressarmene.
Oppure rifugiarmi negli occhi, tra le braccia, nelle parole di persone con cui fare davvero comunione e guardare lontano. Immense parole spese bene, che diventano mattoni, piccoli, ma sempre mattoni.
Che dire quindi se non che sono stata per un attimo irrimediabilmente stanca.


TORTA DI ROSE CON PASTA MADRE

200 gr di pasta madre
400 gr di farina 0
80 gr di zucchero di canna grezzo
2 uova
60 gr di margarina vegetale biologica
120 gr di latte di riso
scorza d'arancia
sale

per farcire marmellata d'uva

Sciogliere la pasta madre in un po' del latte di riso intiepidito, quindi aggiungere tutti la farina, le uova, lo zucchero, la margarina ammorbidita e tagliata a pezzetti, 2 cucchiaini di scorza d'arancia essiccata, un pizzico di sale e il latte rimasto. Impastare a lungo fino ad ottenere un impasto morbido ed elastico, che tende ad incordarsi.
Lasciare lievitare per 4 ore.
Sgonfiare l'impasto, stenderlo con il mattarello ottenendo un rettangolo spesso mezzo centimetro e spalmare la marmellata d'uva.
Arrotolare la sfoglia su sè stessa, formando un salame che si taglierà a fette di 2 cm circa e che disporrete in una teglia imburrata e infarinata, uno vicino all'altra. Lasciare lievitare fino al raddoppio e cuocere a 180° per 30 minuti circa.

Purtroppo la foto non rende la bellezza e soprattutto la bontà di questa torta, che proprio nonostante le diverse varianti alla versione più tradizionale è risultata morbida e profumata. La gnoma ha detto che sembrava una vera brioche ed è rimasta morbida per l'intera settimana. Ho usato 200 gr di pasta madre perché volevo fare tutto in giornata, così ho impastato al mattino, fatto la prima lievitatura, farcito e tagliato per la seconda cucinandola a sera. Se si ha tempo si può preparare l'impasto usando 500gr di farina e 80 gr di lievito naturale, lasciando lievitare tutta la notte, farcirla il mattino per cucinarla verso mezzogiorno. Regalo questa torta alla mia amica Sunny, che festeggia due anni di blog.

Aggiornamento bau: dopo aver contattato la protezione animali, siamo in attesa di una bau che dovrebbe essere sottratta a quello che la possiede, per conquistare la libertà. Impegni di tutte le persone interessate non ci hanno ancora permesso di conoscerla, ovviamente siamo in attesa impaziente!

giovedì 24 settembre 2009

Bau? Bau!

E' nata un po' silenziosa la voglia di vivere con un cane. Dopo l'estate con la piccola Patti, cane della gnoma che passa solo le vacanze con noi, siamo rimasti un po' tristi.
E così becco il galletto che sbircia sul sito del canile e mi mostra nasi pelosi. Subito mi inacidisco e gli ricordo che non siamo tipi da cane, perchè:
- siamo pigri,
- non amiamo le dipendenze,
- abbiamo un gatto,
- dobbiamo tenere la Patti nelle vacanze.
Lui dice: " E' vero!" e così passano i giorni e facciamo finta di dimenticarci di questo mini delirio, quando mentre visitiamo una fiera, incontro un piccolo cane dal vestitino giallo con su scritto: "Cerco casa". Torno da lui e gli dico: "C'è un bassotto alto che cerca casa" e lui: "Andiamo a vederlo".
Per essere due tipi che non vogliono un cane lo stiamo dimostrando in tutti i modi. Il cagnetto in questione non è adatto a noi, ma a questo punto decidiamo di continuare a far finta di non volere un cane e decidiamo di andare prossimamente in un canile.
Il trucco ci viene benissimo, perchè la gnoma ci è cascata in pieno ed è già pronta per conoscere nel fine settimana l'ipotetico bau!

LASAGNE CON LE ZUCCHINE


Questa ricetta l'avevo già proposta
qui, solo che l'ho rifatta, preparando la pasta con 400 gr di semola, 2 uova e un po' d'acqua, cucinando la besciamella con il latte di riso e usando formaggio di pecora stagionato! Buonissimissima anche così...e vabbbeneeeeeeeeeeee sono in una fase pigra in cucina...ho fatto poco oppure rifatto! Perdono?

lunedì 21 settembre 2009

Ricordi di sale


Il rumore dei piedi liberi sul selciato e quello dei sassi che lentamente saltano sotto le rare ruote lente. Lo sbattere dei piatti e delle stoviglie nelle bacinelle di plastica. Il raggio di sole e l'esplosione di tutti i grilli, nel concerto più chiassoso del mondo. Il primo raggio di sole, quello che filtra nella tenda prima che tutto sia soffocante, quello che ti fa supporre se sarà un sole abbagliante ad accompagnarti, ti svegli e puoi sentire nel silenzio muto il battere della bacchetta sul leggio della grande maestra, aspettare ancora tre secondi e poi quell'esplodere di cicalecci.E alla sera quando la luna ingrossa e illumina all'improvviso tutto tace. Poi il rumore dell'acqua paziente che ghermisce i ciottoli, accarezza le pietre, irretisce gli scogli, lieve ritorna ostinata e modella e plasma. Il vento caldo che scorre la pelle salata, la felicità serpentina della doccia , il mondo sommerso che meraviglioso occhieggia e nell'azzurro ti invita ad affondare nelle tenebre nere e l'odore del mare che si mischia con gli aghi dei pini.
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Perché a me non piace settembre e l'irresistibile richiamo che ha verso il freddo, ho chiuso gli occhi per un attimo e sono tornata al mare

FRITTATA CON SALVIA E CIPOLLA ROSSA

4 uova fresche
1 mazzetto di foglie di salvia
1 piccola cipolla rossa
1 pizzico di sale

Rompere le uova e sbatterle bene con una forchetta, aggiungendo un pizzico di sale, tritare finemente la salvia e affettare la cipolla. Aggiungere le erbe e mischiare, versare in una padella anti aderente unta d'olio e cuocere oppure nel piatto crisp del forno microonde a cuocere 7 minuti.

Ho preparato questa veloce e semplice frittata per la cena con la mia cara amica, l'ho tagliata a pezzettini piccoli per avere qualcosa da stuzzicare, tagliandola in 4 fette si avranno circa kcal 90 a testa.

giovedì 17 settembre 2009

Dubbi qualunquisti


Mi chiedo cosa ci sia nella testa di una donna, che non riesce a scrivere decentemente per mesi, perché si trova di fronte ad una scrivania e sopra ad una sedia, mentre invece si libera e si lascia andare, danzando sulla tastiera non appena si trova tra le mani un portatile. Probabilmente questo dice parecchio di come sono io in rapporto con lo scrivere, qualcosa che deve riguardare molto il mio mondo intimo e anche forse il modo in cui vorrei affrontare il mondo. In fin dei conti so che regole e imposizioni mi stanno strette, che obblighi dati e non capiti mi soffocano. Credo nelle regole, ma quelle mobili e funzionali, quelle che servono e che hanno il pregio di essere cambiate, quelle che migliorano. Faccio un lavoro dove la regola è spesso la chiave di volta della relazione. Una delle caratteristiche che mi contraddistinguono è anche la severità con cui sto alla regola. Non sono una che quando l'accetta cede ad eccezioni o le ignora. Non mi sento rigida, anzi mi sento coerente e questo mi piace. Sono una persona che fa quello che dice. Ma la regola deve avere un senso. A volte mi domando se nell'intensità della giornata, del qui e dell'ora, sono in grado di cogliere quando una regola deve essere cambiato perché fa bene ad altri o quanto in realtà mi irrigidisco. In ogni caso tornando al principio di questo giro di pensieri quello che mi stranisce è come una posizione, un atteggiamento basti a riportare un mondo di significati e, per lo più inconsciamente, reagirvi.

POMODORINI GRATINATI


500 gr pomodorini
150 gr pangrattato
10 capperi dissalati
5 olive verdi
3 acciughe
1 cipolla rossa piccola
2 cucchiai di olio extra vergine d'oliva

Lavare e tagliare a metà i pomodorini, metterli in una scolapasta per eliminare l 'acqua di vegetazione. Scaldare un cucchiaio di olio extra vergine d'oliva in una pentola antiaderente, unire il pangrattato e tostare, mescolando per due minuti. Mettere il pane in una ciotola. Dissalare i capperi, togliere il nocciolo alle olive, affettare sottilmente la cipolla e tritare finemente insieme alle acciughe. Scaldare l'altro cucchiaio di olio, unire il trito e cuocere per alcuni minuti, fino a quando non si sente il profumo. Mischiare al pangrattato e farcire con il composto i pomodorini. Mettere in una teglia da forno e infornare per 15 minuti a 180°.

E' venuta a trovarmi una cara amica e volevo prepararle qualcosa di speciale e leggero, nello stesso tempo avevo il bisogno di preparare in anticipo per servire dopo aver scaldato velocemente. La ricetta è nell'archivio dei Finger Food nel bellissimo blog del Pranzo di Babette.

lunedì 14 settembre 2009

Il senso del pensiero

A volte il pensiero arriva perché ti suona il campanello e ti dice che ha fame. Poi ti chiede aiuto per quei bisogni essenziali a cui non sa rispondere. Arriva mentre osservi le corsie del grande magazzino e pensi a cinque anni fa. Realizzi che la povertà è stata regalata a caso da chi ha le tasche piene e ti sorride compiacente, mentre tremante si raccoglie questo nuovo stato. Ti rendi conto che altri hanno deciso di mettere la maggioranza in quello stato. Quando cerchi il bello e il forte e trovi solo il brutto e lo scialbo. Il pensiero ti bussa tra le mani, mentre sistemi vecchi vestiti che torneranno nuovi nei sacchetti, mentre fai la spesa per due. Esplode nel silenzio mentre apri una porta, offri il caffè e ascolti una storia che è sua. Ma potrebbe essere anche mia, anche nostra, solo che il caso vuole che siamo su queste coordinate e non su altre. Ascolti e ti senti piccolo piccolo, mentre tagli la fetta di una torta e gli occhi ti cadono sulle scarpe consumate e lise di un sorriso luccicante. Il pensiero poi ti accompagna mentre riempi le caselle di un cruciverba e cerchi di mettere in ordine lettere sparpagliate, mentre ti distrai con immagini scanzonate e lui nel silenzio si aggrappa per trovare un posto nel cuore. Il pensiero si fa gonfio e denso mentre racconti la storia che è sua e capisci che ora è irrimediabilmente tua, per questo ti senti piccola, per questo sei impotente, per questo tutto galleggia nella straziante umidità. Il pensiero è tuo mentre liberi mani e piedi e ti muovi. Il senso di quel pensiero non è quello che si è dato, non è quello che si è preso, non è quello che hai potuto fare e quello che è impossibile, forse l'unico senso di questo pensiero, di questo struggimento, di quel sorriso e di quella voce dolce è la presenza. Per quanto piccoli, spaventati, impotenti ci siamo e in quel microscopico punto che occupiamo, tendiamo una mano. Perché qualcuno la prenda, per farla prendere, per non essere soli e non lasciare soli.

ALOO MATTAR

500 gr di piselli freschi o surgelati
250 gr di patate
500 gr di pomodori maturi ( o 1 lattina di pomodori pelati)
20 gr cucchiaini di margarina vegetale biologica
1 cucchiaino di curcuma
1 cucchiaino di semi di coriandolo
1 peperoncino fresco
1\2 cucchiaino di zenzero fresco tritato
1\2 cucchiaino di semi di cumino
1 yogurt bianco
sale

Pelare e tagliare le patate in pezzettini piccoli. Lessare i piselli per due minuti in acqua bollente. Fondere un cucchiaino di margarina vegetale e versare piselli e patate, far saltare per circa 3 minuti a fuoco medio. Spostare le verdure su un vassoio e tenere al caldo. Nel frattempo saltare la curcuma, il coriandolo, il peperoncino tagliato a fettine, il cumino nella padella con l'altro cucchiaino di margarina fino a quando sprigionano il loro profumo. Unire i pomodori tritati e le verdure tenute al caldo, mescolare e cuocere a fuoco medio per circa 10 minuti. Unire lo yogurt e servire caldo.

Ho trovato questa ricetta su il libro "Oggi cucino io - vegetariano" .Ho poi scoperto che è una ricetta indiana. Le spezie rendono davvero particolare questo stufato di piselli e per la prima volta ho sperimentato l'uso dello yogurt come sostituo della panna. E' davvero buono! Rispetto alla ricetta originale ho usato la margarina biologica al posto del burro e decisamente in minore quantità ( due cucchiaini rispetto ai sei di burro proposti!). Ho diviso tutto in 4 porzioni ottenendo 210 kcal.

giovedì 10 settembre 2009

Il pezzettino di sogno

immagine presa da web

Ci immaginiamo io e lui, un po' vecchietti e buffi, con tempo libero e poche radici, salire su un camper giallo e girare nel mondo, ci immaginiamo di farlo quando siamo liberi da impegni e lavoro. Ci immaginiamo così. Ma non sempre sappiamo aspettare senza far nulla. Per questo noi stiamo andando
qui per vedere il pezzettino di un sogno, da metterci in testa e partire. L'abbiamo vista bene quest'estate in campeggio e ne siamo innamorati. Che ci dovete fare...sogniamo di essere sempre più vicini alle stelle.
p.s. chiedo scusa fin da ora se non risponderò ai vostri commenti...ma non ci sono! A lunedì con baci sparsi a tutti.

PEPERONI AL FORNO

5 peperoni
2 cipolle rosse
2 cucchiai di capperi sotto sale
15 olive verdi
sale
olio extravergine d'oliva
origano

Lavare e pulire i peperoni, togliendo le calotte, i semi e i filamenti. Tagliare a falde i peperoni. Preriscaldare il forno ventilato a 200°. Mettere i peperoni in una pirofila. Pulire e affettare le cipolle in fette sottili. Distribuire le cipolle, i capperi e le olive sui peperoni e unire un cucchiaio di olio e due di acqua. Infornare per 25 - 30 minuti, fino a quando i peperoni saranno teneri. Spolverizzare con l'origano e servire caldo.

Si avranno circa 100 kcal a porzione, ma è un modo davvero gustoso e semplice per servire i peperoni.
La ricetta era su il libro "Oggi cucino io - vegetariano". Ho provato a rifarli con i peperoni rossi, cucinandoli nel microonde per 20 minuti alla massima potenza, forse ancora più buoni!
AGGIORNAMENTO: 22 luglio 2013 partecipo con questa ricetta a Salutiamoci da Ravanella.


lunedì 7 settembre 2009

Difficoltà esistenziali


E' andata così. Fine agosto di una lunga estate calda, uso smodato del condizionatore in auto e mi ritrovo con febbre e mal di gola. Tra tutto ci impiego quasi 15 giorni a guarire. Prima la febbre e poi l'antibiotico mi tramortiscono lasciandomi un'autonomia di azione e di pensiero di circa un'ora. Allora succede che mi guardo tutte le mattine "La Storia siamo noi" (che è tra le cose più belle che ci regala la tv), scivolo tra le tristi vicessitudini del giudice Amy, mi strufolo con la gnoma, nella sua nuova versione detective, la mitica Signora in giallo e mi ricordo di quando ero quasi giovane e vedevo Dawson's creek. Poi faccio la Settimana Enigmistica, anche i giochini che non sapevo fare, poi scribacchio, leggiucchio e mi annoio. Allora mi avvicino alla console per i video giochi della gnoma e mi ritrovo a combattere con Mario e Luigi contro funghi e tartarughe, faccio combattimenti, schiaccio bottoni, salto e zompo, mi ricarico i pv e vado avanti fino a quando arrivo allo stramaledetto laboratorio linfa con il vermone odioso che non riesco ad eliminare. Allora gioco, ci provo, ci riprovo, lo rifaccio..ma finisco sempre in game over. Cancello i dati e ricomincio da capo per accumulare più livelli, baffi e fagioli possibili. Arrivo corazzata da super strumenti fratelli, ma niente il vermone bevacchia e mi uccide. Sbotto con un: "E' impossibile", mentre la decenne di casa mi sussurra ridendo: "Niente è impossibile". Io mi ammazzo a digitare per ore e credo che la febbre non scende anche per questa tremenda preoccupazione.
Ma come capperi si uccide il vermone del laboratorio linfa nel gioco "Mario e Luigi fratelli nel tempo"????

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Lory e Nightfairy mi hanno regalato un premio-meme, quello Honest Scrap, per cui devo indicare 10 verità che mi riguradano:

1. mi alzo tutte le mattine con i capelli gonfissimi tipo ciuffo alla Elvis,

2. non mangio le olive,

3. non riesco a stare alla scrivania,

4. non mi piace telefonare,

5. mi piace scrivere sms,

6. vorrei che Mara Maionchi fosse mia madre,

7. so di non avere 39 anni

8. questo weekend andiamo a vedere un pezzo di sogno,

9. sono nel corso di un attacco di dipendenza da patatine,

10. mi piace il caffè americano.

Passo il premio meme a chi ci vuole provare!


PANZANELLA A CASO

pane toscano raffermo
cetrioli
cipolle rosse
pomodori
basilico fresco
olio extravergine di oliva
aceto di mele
sale

Prendere il pane, tagliarlo a pezzi e metterlo in ammollo in abbondante acqua per almeno 20 minuti. Nel frattempo preparare la verdura: pelare e tagliare sottile i cetrioli, lavare e tagliare a cubetti i pomodori e affettare le cipolle. Mettere tutte le verdure in una terrina e condire con olio extravergine d'oliva, aceto e sale.
Prendere il pane ammollato, scolarlo dall'acqua e sbriciolarlo finemente con le mani, eliminando strizzando tutta l'acqua in eccesso. Una volta finito aggiungerlo alle verdure, aggiungere il basilico spezzettato, mescolare bene e coprire. Lasciare riposare in frigo per almeno un'ora

E' una ricetta tipica della meravigliosa Toscana, che io ho imparato dalla mamma del galletto. E' anche il piatto preferito del galletto, che per una panzanella fa di tutto, ma tutto! Mi piace farla ad occhio con quello che mi regala frigo e orto! Il pane migliore è davvero quello senza sale toscano, ho provato con altro pane, ma non è la stessa cosa, anche se rimane sempre molto buona! Facendo tutto a caso non ho calcolato le calorie!

giovedì 3 settembre 2009

La gnoma e la contadina


La gnoma da grande vuol fare cose varie: attrice, dj, cantante, giornalista. A volte la giornalista la fa pure ora...e armata di carta e penna intervista e fotografa. Come ha fatto, all'inizio dell'estate, con Luisa, la nostra contadina bio di fiducia. Vi giro l'intervista in versione integrale! :)

GNOMA: Che cos'è l'agricoltura biologica?
LUISA: L'agricoltura biologica è una pratica agricola che non prevede l'uso di concimi chimici, pesticidi e insetticidi di sintesi, regolata da una legge europea (Reg. (CEE) n° 2092/91).
La legge spiega quali sono i prodotti, le tecniche, i modi di lavorare la terra per avere prodotti naturali.

GNOMA: Perchè avete scelto l'agricoltura biologica?
LUISA: L'abbiamo fatto perché è per noi l'unico modo possibile di produrre alimenti, rispettando l'ambiente, il pianeta e l'uomo.

GNOMA: Usate le coccinelle per uccidere gli afidi?
LUISA: Si, ma quelle si trovano già in natura. usiamo anche altri insetti amici, come il ragno bianco. Esiste un laboratorio a Cesena che alleva e vende insetti per mangiare altri insetti dannosi. Il ragno bianco per esempio che mangia il ragno rosso, che rovina peperoni e melanzane.

GNOMA: Come si fa a sapere se una cosa è veramente biologica?
LUISA: Esiste un ente che controlla chi coltiva biologico, se tutto è stato fatto in base alla legge. Chi coltiva biologico deve seguire il processo dall'inizio alla fine e pensare ad ogni passaggio, per esempio preparare la terra, acquistare piante o semi bio, seguirle attentamente e usare letame naturale.

GNOMA: Che cosa coltivate?
LUISA: Ortaggi e patate.

GNOMA: Qual è la cosa che ti piace di più fare nel tuo lavoro?
LUISA: Preparare e lavare le verdure prima di venderle. Ad esempio il giovedì, il giorno prima della vendita, i ragazzi mi portano le verdure appena colte che poi lavo in una vasca di acqua fredda, le scrollo ben bene e divido per cassetta. Poi mi piace molto il rapporto con le persone che incontro.

Se qualcuno vuole più notizie sull'azienda agricola di Luisa può consultare il sito, dove inoltre trova l'elenco settimanale di quanto si può trovare in bottega. Io ringrazio queste due donne che si sono messe in gioco per darci qualche informazioni in più!


Un'interessante punto di vista sull'agricoltura biologica anche da Gunther - Papille vagabonde