lunedì 29 giugno 2009

Alla fine è solo questo


...stanca...appiccicata...giro dal divano al pc, gioco con il telecomando, uncinetto una piastrella e le mille voci dei compagni di viaggio mi ritornano in mente...spesso un sorriso si apre...
per lui che mi diceva "signora" e scappava e ora mi rincorre e mi chiama Lory e aggiunge vuoi giocare un po' con me,
per lui che ricorda: "Fin'ora solo mia nonna e mia zia mi hanno preso tutto quello che voglio" e mangia felice la schifezza presa al bar per ben 30 centesimi,
per lei che si preoccupa: "Forse i miei si separano, ma dici davvero che non smetteranno di volermi bene?"
,
per lei che mi domanda: "Puoi controllare le mie patatine perché ieri le formiche le hanno rubate",
per lui che mi ordina: "Mi passi il pallone?" e io: "Volentieri ma manca la parolina magica...mi dovresti dire ...per....????" e lui sereno: "Per me?",
per lei che mi sussurra: "Mi aspetti se sono l'ultima a cambiarmi?",
per lui che mi fa notare: "Non riesco a mettermi la scarpa",
per lei che dichiara io sono di religione marocchina,
per lui che mi spiega: "Lavo tutto io così hai meno da fare" e prende a secchiate quelli di sotto,

per lei che bisbiglia: "Mi vuoi bene?",

per lei che scappa e mi manda lontano,
per lui che dopo un'urlata mi cerca perché gli fa male il braccio,

per lui che vive incollato al suo zaino,

per lei che vince a forza 4 e ride felice,
per lui che non vede che ha fatto forza 4 se è in diagonale,

per loro che gli ho preso le cicche che regalano le figurine,

per quelle mani infinite che mi cercano e mi prendono per essere accompagnati
...
alla fine è solo questo.

TORTA SALATA CIPOLLE E CAPPERI

300 gr di farina 0
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 presa di sale
1 cucchiaino di cremortartaro (o lievito istantaneo per salati)
acqua

2 cipolle bianche
10 capperi dissalati
1 uovo
latte di soia

Preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale l'acqua e il cremortartaro. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Stenderla nella tortiera da crostata, punzecchiarla con una forchetta.
Affettare le cipolle sottilmente e distribuirle sull'impasto, mettere anche i capperi, avendo cura di averli sciacquati accuratamente sotto l'acqua per eliminare il sale.
Rompere l'uovo e sbatterle per qualche minuto con 2\3 cucchiai di latte di soia, distribuire la crema sulle cipolle.
Infornare a forno spento, accendere alla temperatura di 180°, funzione ventilato e cuocere per circa 3o minuti, fino a doratura.

Questa torta semplice e veloce è stata una sorpresa, perché è buonissima! La cipolla cotta rilascia solo dolcezza e i capperi danno carattere. L'impasto della pasta è sempre lo stesso , lo uso sempre perché è buono e veloce da preparare.
Per le calorie l'intero impasto base da 1023 kcal, io di solito conto di tagliarne 8 fette, quindi una porzione di impasto ha cicca 195 kcal, poi c'è il ripieno.
In questo caso si avranno 215 kcal per fetta! Buon appetito!

p.s. GIORNALEBLOG: date un'occhiata a questo nuovo aggregatore, che come giornale pubblica le ultime notizie che appaiono sui blog di ogni genere, divisi per tematiche.

giovedì 25 giugno 2009

Il km 9: Sacro Monte di notte


Ci troviamo all'ora di cena, dopo una doccia veloce, una grande corsa e molta fretta. Ma ci troviamo lì all'inizio della strada di ciottoli, quando è quasi fresco e mentre le gambe e i piedi dimenticano l'afa della giornata. Trovarsi con lei dopo tanto tempo è comunque sempre un immenso piacere, le nostre anime si sono spesso incontrate e scambiate e lei è stata importante per me in molti momenti di sale della vita. Però quella sera ci siamo trovate per sciogliere la nostra lingua, il nostro cuore mentre, dopo un panino desiderato, saliamo per i ciottoli. Rivedere le cappelle della via con il profumo dei tigli è inebriante, ad arrivare in cima sono quattro donne, due piccole e due grandi. Parole, pensieri, paure, dubbi: il loro grande domani e il nostro piccolo si fonde con il rosso del sole che si addormenta. E' vero l'ammetto parliamo molto, più noi grandi delle piccole che si sbagliano e a volte ridono e saltellano tra i ciottoli. Poi arriva il buio...si scende, qualche gnomo è molto stanco e impaurito, ma poi il buio svela la sua magia, che si schiude togliendone il velo nero. Perché dietro il velo nero ci sono i ciottoli bianchi che rilasciano tenue il sole raccolto durante il giorno, c'è il vento che ci accarezza confondendoci con le foglie degli alberi e ci sono loro: piccole, danzanti, armoniose, meravigliose lucciole che cambiano il posto, si accendono per poi spegnersi, sembra vogliano appoggiarsi sull'acqua della vasca di pietra, illuminano una salita, cullano i pensieri.

Per dovere di cronaca e se per caso a qualcuno non tornassero i conti mancano nel saltuario racconto di piccole camminate due tappe importanti e lunghe, che non ho mai messo perché le foto sono state intrappolate nel pc defunto e riguardano due giri fatti durante le vacanze di Pasqua quando eravamo a Bardolino con
Bri e Cri.
Se mai un giorno riuscirò a recuperarle allora racconterò la storia di
Il km 26: Maderno - Valle delle Cartiere - Gardone - Vittoriale (di cui trovate tracce dalla mticia Bri) Il km 14: Bardolino - Lazise -Bardolino
Il Sacro Monte era già stato un nostro itinerario invernale.


PANCAKES DOLCI


200 gr di farina 0
1\2 cucchiaino di cremortartaro
1 uovo
200 gr di latte di soia
1\2 cucchiaio di zucchero di canna

marmellata di melone

crema di nocciole equoasolidale
sciroppo d'acero

Setacciare la farina e aggiungere il latte di soia, mescolandolo con una frusta, in modo da evitare la formazione di grumi. Unire l'uovo. il lievito, lo zucchero mescolare. lasciare riposare l'impasto per qualche minuto.
Scaldare una pentola antiaderente e versare un mescolino di pastella, cuocere per circa un minuto e poi girarla dall'altro lato, per finire la cottura. Togliere il pancakes e metterlo in un canovaccio di tela per tenerlo caldo, continuare la cottura di tutti i pancakes.
Servire i pancakes e gustarli a piacere con lo sciroppo d'acero o la marmellata o la crema di nocciole

A me sono venuti 15 pancakes, ciascuno ha circa 54 kcal. Se aggiungo 1 cucchiaino di crema di nocciole devo aumentare di 45 kcal, se metto la marmellata di melone un cucchiaino ha circa 30 kcl come uno di sciroppo d'acero. Insomma per una buona colazione potete anche mangiarne 4\5 con un velo di marmellata o di sciroppo d'acero, rinunciando alla crema cioccolosa e con una buona tazza di the o caffè! Ma che volete di più dalla vita???

lunedì 22 giugno 2009

I sacchetti? No!


Se esco per andare a prendere latte e formaggi, non mi dimentico la borsa di cotone gialla che mi hanno regalato alla latteria e porto con me la bottiglia di vetro per il latte e qualche contenitore ermetico in vetro per i formaggi.
Se vado dai contadini, per frutta e verdura, porto la mia scatola di cartone, che serviva per trasportare ortaggi e che Massimo e Luisa mettono a disposizione per i clienti. La mia, tutte le settimane, fa la spola da casa fino alla loro bottega. Riporto sempre anche i sacchetti di carta dove mi mettono la frutta e le verdure e che io una volta a casa svuoto e ripiego per riutilizzarli. Anche il contenitore delle uova di cartone torna da loro, per poi essere restituito al produttore.
In macchina ho sempre due grosse borse di tela per quando passo dal super. Se sono sbadata, come spesso capita e le dimentico nel baule non cedo ai sacchetti di plastica, rimetto tutto nel carrello e imbusto al parcheggio. Del resto mia nonna diceva: "Chi non ha testa ha gambe.."
Nella mia borsa personale tengo sempre una piccola borsa di stoffa per gli acquisti, cerco sempre di scegliere quest'ultimi oltre che per la qualità anche per gli imballaggi: meno e più riciclabili possibili.
Considero ogni imballaggio un oggetto e tento di dare ad ogni cosa due possibilità riutilizzandoli in altro modo.
Il sacchetto di plastica, che i negozianti tanto insistentemente ci offrono è un obbrobrio, è antico, poco funzionale, pericoloso, dannoso: va dimenticato in deposito per sempre nel museo degli orrori passati. Rifiutateli, usate borse di stoffa per infinite volte e se volete confezionatele. Tutte le informazioni per la campagna qui.


INSALATA DI CANNELLINI E POMODORI

100 gr di fagioli cannellini
1 foglia di alloro
1 rametto di rosmarino
1 cipolla
1 carota
pomodori
origano

Lasciare fagioli in ammollo per almeno 12 ore, cambiando almeno una volta l'acqua. Cuocerli in abbondante acqua con l'alloro, la cipolla, la carota per circa 4o minuti (oppure 20 minuti in pentola pressione. Io ho usato la cucina solare).
Scolare i fagioli e lasciarli intiepidire, tagliare i pomodori a tocchetti, condirli con origano sale e olio , aggiungendo i fagioli.

Questa è un'insalata davvero leggera e saporita, cuocere i fagioli con le verdure le erbe aromatiche li ha resi più digeribili. A noi piace gustarla nei caldi mezzogiorno estivi. Una porzione da 220 kcal circa.

giovedì 18 giugno 2009

Bambini

immagine presa dalla rete

E' finita la scuola, è iniziata l'estate, perché l'estate inizia proprio dopo l'ultimo suono della campanella, quando i bimbi in silenzio aspettano nel grande atrio e subito dopo esplodono correndo. Quest'anno più che mai l'estate sa di caldo appiccicaticcio, di sudore e rumore, di urla di bambini, balletti sfrenati, canti e di molte cose dette sottovoce, sussurrate da orecchio a orecchio, a volte solo pensate. Quest'anno lavorerò per due giorni alla settimana, il lunedì e il martedì, nell'oratorio estivo dove ero impegnata questo inverno. Un piccolo oratorio che in estate deve gestire "solo" quasi 300 bambini dal mattino alla sera, mensa compresa. Io sarò lì in quei giorni per occuparmi di quei sussurri, di quegli sguardi senza voce, di quelle cose dette piano, che hanno però la potenza di accendere una fiamma e di esplodere in grandi botti. Mi hanno presentato come un'educatrice speciale , che si occupa di bambini speciali. Non so se è esattamente così, ognuno di loro è speciale, ma oramai siamo molto pochi a pensarlo e a crederlo. Spesso, a partire dai genitori, i bambini sono speciali solo in teoria, mentre nella pratica sono marionette del mondo dei grandi, perché devono essere ad immagine e somiglianza di adulti che lo sono solo all'anagrafe. Gli si chiede troppo o non gli si chiede niente. Si ha paura. Il numero delle iscrizioni così alto non è giustificato da tanti genitori che lavorano, ma da molti che hanno il terrore di passare lunghe ore con i propri figli. Non sanno farlo. E non hanno insegnato ai loro bimbi a passare ore senza essere organizzati. Non hanno insegnato la noia. Non sanno dire di no e spesso quei bambini assumono il ruolo di figlio solo se ci si confronta con altri, mai mentre li si guarda negli occhi. I bambini stano male, non tutti, ma quasi, Molti stanno malissimo, gli altri per lo più stanno meno peggio, pochi sono felici. Ho fatto questi primi due giorni e oggi che sono a casa, la testa mi rintrona, mi rimbomba: nomi, facce, espressioni... Scrivo per riuscire a mettere la distanza che ci vuole tra me e loro, quella distanza, che mi permette poi di voltarmi e guardarli. Li ho ascoltati per quello che sono e ho fatto un qualcosa che sembra naturale, ma che poi pochi fanno, ho risposto. Per quello che sono io e per quello che sono loro, con rispetto. Sono felice di essere qui, al solito immersa in un'esperienza, che sento forte. Sono felice, ma anche un po' preoccupata, ho molto pensieri che frullano e poco ordine. Un ordine che forse arriverà piano nei prossimi giorni di riposo e un ordine che dovrà farsi a misura di circa 300 persone.

PANE DI SEGALE

300 gr di farina 2
200 gr di farina di segale
1 cucchiaino di sale
80 gr di pasta madre
acqua

Sciogliere la pasta madre con un po' di acqua e aggiungere le farine e il sale, impastando fino ad ottenere una palla elastica. Stendere la pasta e piegare seguendo i consigli di Cielo, prendendo ogni angolo e portandolo al centro, formando una specie di fagotto, dare la forma di palla. Lasciare a lievitare per circa 6\7 ore, riprendere la pasta, impastare per pochi minuti e ripetere le pieghe, lasciare lievitare per circa 12 ore e rifare per l'ultima volta il procedimento. Prendere una pentola rotonda di terracotta, mettere un pezzo di carta forno e spolverizzare con la semola, mettere la palla di pasta, incidere a croce la superficie e spolverizza con altra semola.
Aspettare il raddoppio (a me sono bastate circa 2 ore) e mettere nel forno. Accendere a 200 ° in forno statico per 40 minuti circa. Controllate la cottura, che dentro la terracotta può risultare più lenta del solito.

Adoro la segale, la macino con il mio piccolo mulino manuale. Essendo un cereale molto umido, non viene proprio farina, ma piccolissimi fiocchi. Nel pane conferisce un sapore davvero particolare e una consistenza corposa. Non c'entra nulla con il pane di segale nero e bagnato che vediamo al supermercato e che arriva dai paesi del Nord Europa. Per avere quel tipo di pane, quasi bagnato e fermentino, bisogna seguire un altro procedimento. Questa è una bella pagnotta rustica, dal sapore deciso, insomma un pane con carattere.

Volevo anche scusarmi per la mia presenza meno costante in questo periodo, in parte giustificata dal nuovo lavoro e in parte dal fatto che in estate devo confondermi con i fiori di zucchina dell'orto bonsai. Piano piano passo sempre da tutti.

lunedì 15 giugno 2009

Così semplice

immagine presa dalla rete

Lente le ore passano, scorrono i minuti, batte il mio cuore, anche se immobile tutto continua, ma mi sono messa in una posizione privilegiata che è quella dell'ascolto. Ascolto il motore di un lontano aereo che attraverso il cielo, la scia delle macchine sulla strada vicina...poi mi concentro su un punto più piccolo e si sente il chiacchiericcio dei passerotti che vivono nella siepe. Hanno un sacco di cose da dirsi, botte e risposte, dialoghi serrati, dolci canti,. Li ho anche sentiti litigare. Era sera e un vocio più forte del solito, fatto di toni striduli e brevi, si distinguevano due suoni diversi, poi una piccola palla di piume cade nel prato e da quella palla si materializzano due passerotti: un maschio e una femmina. Discutono forsennatamente, ma solo a parole, non so bene chi dei due aveva fatto cosa, ma erano arrabbiati. Ma alla sera, quando c'è molto più silenzio, l'aria è fresca, i colori vivi, mi piace ascoltare il canto dei merli. Qui ce ne sono tantissimi e qualcuno si posiziona sull'antenna della vicina e canta, mentre si fa buio. Mi perdo tra i gorgheggi, sono onde flessuose, vortici concitati, seguo senza troppe domande, il girovagare di quel suono, complesso e semplice, melodioso, una danza allegra e rilassante. Se chiudo gli occhi visualizzo il suono, una specie di quadro astratto pieni di curve e tondi, spirali e parabole...infiniti tornanti senza fiato, che si muovono, si fondono si uniscono, colori sgargianti per pensieri circolari. Ed è tutto così semplice.

INSALATA DI PASTA DI SOLE

per 4 persone:

280 gr di fusilli
10 fette di zucchina grigliata
10 pomodorini
10 capperi sotto sale
origano
100gr formaggio di pecora
olio extra vergine d'oliva

Lessare la pasta al dente, scolare e raffreddare sotto il getto dell'acqua fredda, per fermare la cottura. Lavare i pomodorini e tagliarli a metà, tagliare a pezzetti le zucchine grigliate e a cubetti il formaggio. Dissalare i capperi.
Condire la pasta con le verdure, il formaggio e un cucchiaio di olio e tanto origano profumato.

Veloce, fresca, buona, completa. La mangiamo a mezzogiorno, quando per il caldo in realtà non vorremo mangiare nulla...qui c'è tutto. Sono per una porzione 350 kcal circa.

p.s. Ieri è successa una cosa buffa: il video del galletto è finito in tutti i tg nazionali. Guardate qui! Ahahahhaahah!

giovedì 11 giugno 2009

Tutto all'improvviso


Sembra che tutto sia arrivato all'improvviso, come la pioggia di un temporale d'estate che prima non c'è e poi hai l'odore dell'acqua sulla pelle. Sembra quasi come quel fulmine che ha illuminato a giorno la notte ed io affascinata, ma impaurita mi sono stretta a lui. Sembra che all'improvviso che la mia gnoma si sia fatta grande e che i fiori sono sbocciati nel mio giardino. Sembra all'improvviso che ora c'è tutto, quando prima non c'era nulla. Ma chiudo gli occhi e sento ritmicamente il mio cuore pulsare, so che il sangue scorre nelle vene, l'aria circola nei pomoni e il cibo diventa energia...ogni minuto che scorre per cui all'improvviso è oggi, quando questo oggi è stato costruito in silenzio, dietro le quinte, attimo dopo attimo, gesto dopo gesto, per tutte le porte che ho scelto di aprire e per quel che ho lasciato chiuse.

L'ultimo incontro del corso di educazione teatrale è passato, ma il nostro gruppo non ha finito. Prima di ritrovarci l'anno prossimo, abbiamo un compito importante: preparare un progetto creativo, un piccolo pezzo in cui esprimiamo teatralmente il senso di quello che abbiamo sperimentato, usando le varie modalità che abbiamo provato. Lavoreremo in gruppo. Come ogni cosa proposta in questo corso mi sembra così faticosa e difficile e spero che come ogni cosa di questo corso diventi poi lieve, importante e mi lasci felice e stanca. Il progetto lo presenteremo a settembre, nel frattempo ci troviamo e organizziamo, pensiamo, inventiamo il nostro piccolo pezzo.

TORTA AL LIMONE APOSA



200 gr di farina 0
100 gr. di amido di mais
3 uova
50 gr di olio evo
1 limone
80 gr di zucchero
120 gr di latte di soia
16 gr di cremor tartaro
1 pizzico di sale
Separare i tuorli dagli albumi, mettere questi nel frigo. Montare bene i rossi con le uova, fino ad avere una spuma chiara, aggiungere la buccia del limone grattugiata. Aggiungere il succo del limone. Miscelare farina e lievito e aggiungere al composto di uova, unendo l'olio e il latte di soia e mescolare molto bene, fino a quando il composto scrive. Montare le chiare a neve ben ferme e aggiungerle, mescolando lentamente e dall'alto verso il basso all'impasto.
Cuocere a 180° in forno statico.

Ho diviso la ciambella in 16 fette, ognuna contiene solo 127 kcal, perfetta quindi per la colazione o uno spuntino leggero! La prossima volta voglio provare ad aggiunger il succo di due limoni, diminuendo in proporzione il latte. La ricetta è dell'Ape più felice della blogosfera, piccole modifiche da parte mia.



lunedì 8 giugno 2009

Cioè...no perchè cioè....



"...no, perché, cioè...se dovete dirvi delle cose...cioè avete avuto un'intera vacanza..cioè se la supplente cioè..eravamo in silenzio e ci ha dato un problema...cioè se eravamo in silenzio...cioè se vengono qui per la festa...cioè..quello che dico è che devono stare attenti...perché cioè...no devi cioè...ma cioè...la scusa del lavoro...perché cioè...anche andare a scuola cioè...è faticoso...perché cioè...è faticoso...perché cioè se lavo i piatti cioè...non da sola...no perché cioè..."

Aiuto la gnoma si è cioeizzata.....

TORTA SALATA DI ASPARAGI SENZA LATTICINI


300 gr di farina 0
5 cucchiai di olio extravergine d'oliva
1 presa di sale
1 cucchiaino di cremortartaro ( o lievito istantaneo per salati)
acqua

1 mazzo di asparagi
le foglie di 3 rape rosse
panna di soia
semi di cumino

Cuocere al vapore gli asparagi e le foglie di rape rosse per 10 minuti circa. Nel frattempo preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale l'acqua e il cremortartaro. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Stenderla nella tortiera da crostata, punzecchiarla con una forchetta.
Prendere gli asparagi, tenerne da parte qualcuno per la decorazione e frullare gli altri con la panna di soia, aggiungere i semi di cumino e aggiustare di sale. versare il composto sulla pasta, disporre gli asparagi a raggiera e mettere il forno.
Accendere alla temperatura di 180°, funzione ventilato e cuocere per circa 3o minuti, fino a doratura.



Dividendo la torta in otto fette, si hanno circa 180 kcal a fetta. Io ne ho mangiate due con un insalata ricca per contorno, senza mangiare pane. Questo tipo di base piace davvero tanto, rimane fragrante e buona anche per più giorni.

giovedì 4 giugno 2009

Drin drin...anzi bip bip...gniec gniec ...dran


Ecco l'uomo sdraiato al sole sul suo asciugamano variopinto, sembrerebbe con oramai nulla addosso che possa distinguerlo dagli altri uomini, lui suona. Si, proprio lui, suona e l'orpello più piccolo riesce a connotarlo tra mille, a regalargli un ruolo, un viso distinto. La suoneria sgraziata e dissonante stride, la promessa di privacy data dal filo dell'auricolare viene subito smentita. Non solo il tono della risposta è così alto e ridondante da spezzare la pace e obbligare le mie orecchie, ma addirittura il volume dell'aggeggio è così alto che si sente, elettronica e distante, la voce di chi non c'è. Questo probabilmente meraviglia anche il telefonino e la protesi umana attaccata che si sente svelata da tanta intimità e subito si appresta ad abbassare il volume. E così nasce un lungo soliloquio con se stesso, dove il bosco di betulle ai bordi della piscina gelida in cui ci troviamo diventa una foresta equatoriale vicino a dei laghetti caldi. Anche il clima intimo e conviviale che caratterizza questo piccolo posto si trasforma in un club stereofonico e a luci colorate. Poi finalmente tace: un saluto ruvido e disinteressato, mi immagino da entrambi i lati, e chiude. Torna un nessuno e quel cellulare con attaccato un umano automa non lo rivedrò stasera alla smorzata luce intorno alla grande tavolata, dove il buon sapore del cibo porta a conoscere chi non conosci.

PENNE CARCIOFI E ZAFFERANO

per 4 persone

240 gr di penne integrali
3 carciofi
125 gr di ricotta di capra
prezzemolo
1 spicchio di aglio
zafferano
1 limone
sale e pepe
1 cipolla
1 bicchiere di vino bianco

Pulire i carciofi eliminando le foglie più dure, la barba interna e tagliando i gambi a 3 cm dal fondo. Tagliare i carciofi a spicchi metterli a bagno in acqua acidulata. Pulire i gambi e metterli a bollire in un pentolino d'acqua per 10 minuti.
Pulire e affettare la cipolla, metterla in una pentola antiaderente con un cucchiaio di acqua, fino a quando la cipolla è appassita. Aggiunger egli spicchi di carciofo, saliamo sfumiamo con un bicchiere di vino bianco. Facciamo evaporare e poi coprire e portare a cottura, cucinando per 10 minuti. Frullare i gambi cotti con un mestolino di acqua calda, la ricotta di capra e la bustina di zafferano. Unire la crema ai carciofi cotti. Far bollire l'acqua e lessare la pasta, intanto pulir e tritare il prezzemolo.
Scolare la pasta e saltarla in padella con il sugo di carciofi, spolverizzare il prezzemolo tritato.

Utilizzando gli ultimissimi carciofi della stagione, sbocciati come un fiore al sole, ecco un primo davvero sorprendente e gustoso: 270 kcal per porzione. La ricetta è stata liberamente tratta dalla rivista Cucina Dietetica n.6

lunedì 1 giugno 2009

Imbarazzismi

Ho conosciuto Kossi Komla-Ebri ad Anghiari, quando gli è stato conferito il premio Graphein. Ascoltare il suo intervento mi ha incantato: il senso dell'umorismo, la capacità di ironia, la voglia di saper ridere hanno fatto in modo di mettere in luce attimi di vita quotidiana dove, insolenti e forti benché pacati e nascosti, i pregiudizi e i luoghi comuni che ci abitano si liberano senza filtri, scatenando situazioni di irriverente imbarazzo.
Il suo libro "Imbarazzismi: quotidiani imbarazzi in bianco e nero" è una serie di racconti che fanno nascere il sorriso, che spesso esplodono in risata, per poi rimanere lì un attimo sospesi a pensare che quel "pirla" abitato dal pensiero più medio sono io.
Si legge in un soffio, ma poi la semplicità e lo spirito leggero di vivono per qualche tempo e ti fanno riflettere.


IMBARAZZISMI di Kossi Komla-Ebri - Edizioni dell'Arco - Marna

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Manu, Betty e Aiuolik mi hanno donato il Premio Amicizia. Anna mi ha regalato il premio Bambi, May quello per il blogger simaptico, Caty mi ha portato il premio Somos Mulheres, mentre Nightfairy mi ha regalato il meme delle 7 cose, in cui raccontare 7 cose di me. Ora sono qui a pensare a 7 cose da raccontarvi, ve ne dico 7 fresche fresche, proprio di questo periodo:
- mi sento in ordine e metto in ordine
- ho perso 4 kg in questi periodo con le mie ricettine light
- adoro fare il giardino e il mio orto bonsai è bellissimo
- non pensando di lavorare più, sto lavorando
- ho poca voglia di stare al computer e di scrivere
- il vento mi piace tantissimo
- sono via per un lungo week end in tenda.

MUFFINS LIMONE E SEMI DI PAPAVERO


230 gr di farina 0
70 gr di maizena
80 gr di zucchero di canna
1 limone (scorza e succo)
1 uovo
1 cucchiaio di semi di papavero
20 gr di cocco rapè
100 ml di acqua
1 bustina di lievito

Mischiare in una ciotola tutti gli ingredienti secchi: maizena, farina, zucchero, scorza del limone, cocco, semi di papavero e lievito.
Mescolare in un'altra ciotola tutti gli ingredienti liquidi: acqua, uovo e succo di limone.
Unire, girando velocemente i due composti e versare l'impasto ottenuto negli stampi da muffins. Cuocere in forno caldo a 180° per 15 minuti.

Dopo un periodo in cui nessuno aveva voglia di dolci, la gnoma mi ha richiesto un dolcetto per la scuola, abbiamo pensato a dei comodi e freschissimi muffins. Forse si può aggiungere ancora un pochino d'acqua perché effettivamente il composto era fin troppo sodo, proverò la prossima volta! Anche io mi sono concessa un muffins per merenda, uno ha 160 kcal.
Ho preso spunto per la ricetta da quelli proposti da Danda.