mercoledì 29 aprile 2009

Carciofo: cynarascolymus


Due considerazioni.
1. Il tempo scorre, le buone abitudini passano e io mi ero scordata da tempo di uscire con i post sulle verdure di stagione, riprendo con una verdura che ci saluterà tra pochissimo.
2. Il carciofo è per me una verdura ostica, mi piace da impazzire, in tutti i modi, ma ho l'ansia quando lo devo pulire. Non so mai se l'ho pulito abbastanza e se l'ho fatto, mi sento in colpa perché ho buttato via troppo. Tutto questo mette in evidenza come le cose voluminose sembrano davvero ingombranti e come il neuroncino da gallina spesso si intoppi in piccole cose. I carciofi se arrivano nel pollaio rimangono a languire per un po' di tempo, a volte li uso per decorare un centro tavola e altre mi decido anche a cucinarli. I carciofi qui da noi costano sempre un occhio, tantissimo, troppissimo. Mi ricordo ancora quando in una vacanza foggiana, persa nel coloratissimo mercato, sono rimasta ammutolita davanti ad un banco della verdura: vendevano 10 carciofi allo stesso prezzo di quello che io pagavo per un solo carciofo.
Non lo nego: per un po' ho vagheggiato un certo progetto di spaccio clandestino di carciofo.
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E' un alimento sano e squisito, sia cotto che crudo. Meglio privilegiare per conservare più sapore e propietà la cottura a carciofo intero, con tutto il gambo, da eliminare eventualmente dopo.
E' ricco di fibre e sali minerali (ferro, magnesio, fosforo, calcio) ed è povero di sodio. Contiene vitamina A, B1 e C. Fresco e a crudo fornisce solo 22 calorie per 100 g. perché la maggior parte di carboidrati è presente sottoforma di inulina, un polisaccaride adatto agli obesi e ai diabetici poiché migliora il controllo dello zucchero nel sangue. Nei carciofi conservati l’insulina si trasforma in altri tipi di zuccheri. I principi attivi sono contenuti soprattutto nelle foglie e nel gambo (le parti utilizzate in erboristica). Il carciofo protegge fegato e reni migliorando la loro funzionalità, abbassa il tasso di urea e colesterolo nel sangue, aiuta nei casi di stitichezza da insufficienza epatica, regola il tasso degli zuccheri nel sangue, previene la formazione dei calcoli biliari. La presenza di cinarina facilita la digestione dei grassi e ha una funzione anticolesterolo ed epatoprotettrice

Informazioni tratta da Lifegate.

GNOCCHI DI ZUCCA CON CARCIOFO


Ecco come ho servito un carciofo semplice, dopo averlo pulito, tagliato un pezzetto di gambo, eliminato le foglie più dure e tolto la barba interna, l'ho cotto al vapore per 7 minuti al microonde e l'ho mangiato con un piatto di gnocchi di zucca ,condito tutto con un cucchiaino di olio.
La ricetta per fare gli gnocchi di zucca la trovate qui.
Ho usato circa 600 gr di zucca cotta al forno con 135 gr di farina, tutto ciò significa solo 72 kcal per 100gr di gnocchi più le misere 18 del carciofo, insomma perfetti! Bisogna quindi approffittare delle ultimissime zucche della stagione.

Con il carciofo anche questa minestra di carciofi e patate.

lunedì 27 aprile 2009

Il tofu della fattucchiera


Un grande pentolone bolle, mi sento un po' una fattucchiera, mischio, mescolo, aggiungo. E mentre si snocciolano le mille cose da fare, si snocciolano anche molti pensieri. C'è un momento in cui mi sento felicissima di fare tutto, un altro in cui temo di aver fatto un pasticcio, quello in cui credo di poter fare qualsiasi cosa, uno in cui mi sento stanchissima, quello in cui non vedo la fine arrivare, quello in cui penso di sbagliare, un attimo di grande invenzione e l'altro dove mi ricordo qualcosa. Mi sento mentre mi cimento in qualcosa di nuovo come se sperimentassi il mondo e davvero quello che provo passa nello scorrere del tempo gli estremi positivi e negativi della mia capacità di fare, poi succede che finisce e guardo il risultato. Già che c'è mi da sempre una certa soddisfazione,già che ci ho voluto provare mi inorgoglisce, già che il risultato mi sembra piacevole mi fa sorridere. Di solito non mi resta che chiamare la mia gallina Mi e raccontarle tutto: lei fattucchiera come me, capisce.

LATTE DI SOIA E TOFU AUTOPRODOTTO


500 gr di soia gialla
5 litri di acqua
1 limone

fase 1 - il latte di soia
Mettere in ammollo la soia in acqua per almeno 12 ore, deve risultare tenera in modo che si può morsicare con i denti o tagliare con il coltello.
Sciacquare la soia e metterla con un litro d'acqua nel frullatore, frullare più finemente possibile.
Nel frattempo portare a bollore in una pentola capiente l'acqua, quando bolle versare il frullato e cuocere per alcuni minuti, senza mai arrivare alla bollitura e mescolando.
Filtrare tutto con un colino. Bollire la parte liquida per 10 minuti, ottenendo così il latte di soia.
La parte solida si chiama okara, se googlate troverete un sacco di ricette per riutilizzarla in cucina per fare polpette, ragù, pane, biscotti, crackers.

fase 2 - il tofu
Far raggiungere al latte di soia la temperatura di 80° (se non si ha un termometro, si è circa a 80° quando il latte smette di fumare), aggiungere il succo di un limone e lasciare cagliare aspettando circa mezz'ora.
Quando il latte è cagliato, rapprendendosi versare tutto in un colino a maglia fitta oppure in uno dei cestelli usati per la ricotta e lasciare colare per tutta la notte, coprendo con un piatto. In alternativa si può mettere tutto in un panno di cotone o di lino pulito, chiuderlo e appenderlo e lasciare sgocciolare

Per fare il tofu mi sono fatta aiutare da Claud e dalle sue precise indicazioni e ora una piccola confessione: dopo aver subito l'invasione dell'okara, averla diligentemente trasformata in crackers e polpettone, dopo aver tentato di farmela piacere, dopo aver pensato di essere stata colpita dalla "maledizione della prima okara" ho deciso che sarà solo un concime per l'orto bonsai, ma si sa i gusti sono gusti, voi googlate!

TOFU SAPORITO ALLO ZENZERO E NOCI

2 cipolla bionde
300 gr di tofu autoprodotto
zenzero
5 noci
1 cucchiaino di olio extravergine d'oliva
tamari
1 ciuffo di prezzemolo

Tagliare a fette le cipolle e rosolarle con un cucchiaino di olio extravergine d'oliva e due di acqua, quando saranno morbide, aggiungere il tofu sbriciolato con 1 cucchiaio di tamari e grattugiare dello zenzero fresco. Lasciare insaporire qualche minuti e servire, sbriciolando delle noci.

Ecco come ho cucinato il tofu, siccome ho aggiunto le noci il piatto è diventato abbastanza ricco e una porzione dà circa 310 kcal, il tofu invece è molto leggero e porta solo 90kcal per 100gr. L'ho servito con una bella insalata.

AGGIORNAMENTO DEL 09\09\2013: questa ricetta partecipa a Salutiamoci ospitato da Sabrina di Les Madeleines di Proust

sabato 25 aprile 2009

25 aprile di pensieri


Forse siamo tutti addormentati, forse ci alziamo ogni mattina, poggiamo i piedi a terra e pensiamo di essere svegli, ma siano immersi nel sonno profondo. Forse i nostri occhi sono chiusi, le nostre bocche serrate, le nostre orecchie tappate e le nostre mani legate. Perchè forse oggi dovremmo essere nelle strade a ridere e a gridare, dovremmo essere fuori per sentire ogni singolo spasmo che si ha quando si è liberi e non cedere all'ordinario.

A Tradate l'Anpi e il Comitato 25 aprile hanno trovato un modo davvero coinvolgente per festeggiare la liberazione insieme, perchè la festa sia di tutti, perchè la libertà possa essere sulla pelle del giovane, del vecchio, della donna, dell'uomo, del basso, dell'alto, del grasso e del magro:

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Oggi scade la raccolta della mia Trattoria preferita: La ricetta del vicino è sempre più saporita...
Si sa che io dovrei partecipare con tutto il blog, più o meno,ma celebro il loro compleanno con due furtarelli pallidi e belli:


LE POLPETTE DELLA CRI

...che io ho fatto uguale uguale, sostituendo per esigenze di dispensa impoverita, l'erba cipollina con un cipollotto e al posto del pangrattato farina di mais.....e che voi vi scopiazzate da qui.

GLI SPAGHETTI OLIO LIMONE DI DAFFY

Nella versione "Trenette e non ho voglia di tritare il prezzemolo", la cena felice di ieri sera, cena da single che nella versione light (Daffy chiudi gli occhi!!) prevede 60 gr di pasta e 1 cucchiaino di olio per un totale di circa 270kcal davvero saporite! Mentre per la versione hot cliccate qui!

Ringrazio Mirtilla che mi ha dato un premio, ma non mi ricordo quale e Miciobigio per avermi donato "Este blog è uma joia"!

venerdì 24 aprile 2009

Confessione


Mi tocca confessarmi, perché a settembre sono stata responsabile di un atto di violenza forte. Sicuramente ero esasperata, sicuramente sono caduta nel tranello che il pugno di ferro può essere a volte educativo, può insegnare. Così l'ho fatto e per farlo sono andata da una persona preparata ed allenata. Sapete quelle che hanno un pelo sullo stomaco alto 10 cm e non fanno una piega di fronte ai maltrattamenti più terribili. Quando l'ho fatto non l'ho detto a nessuno, tutto è durato ore, ho usato anche sostanza chimiche per stordirli. Già, l'ho detto ero esasperata e non sopportavo più, ma sicuramente ci ho pensato molto e devo dire che razionalmente ho deciso di volere quello che facevo. Quindi dicevo acidi e botte, ustioni e strappi. Poi sono tornata a casa, loro con me. Zitti, fermi, immobili. Avevano preso paura e stavano lì come soldatini, sempre. Ma portavano i segni della lotta: ferite, bruciature. Io sono stata infima, dopo tanta cattiveria ho fatto finta di essere buona e li ho coccolati, comprando cose carine. Loro sembravamo gradire, ma alla fine stavano sempre così sull'attenti, si capiva che erano segnati e terrorizzati. Però lo ammetto vederli sempre così perfetti, precisi e non come prima sempre fuori dalle righe, indomabili e selvaggi, mi dava una sottile soddisfazione. Fino a quando, un mattino, mi sono svegliata e ho scoperto che la mia stiratura chimica ai capelli era completamente sparita e loro ora hanno ancora il comando.


Ho ricevuto da Gaia il premio simpatico e il premio scintillante da lei trovate regole varie. Io lo passo a Bri, Cri e Cri, Marta, Vivi, Simo e Minnie.

PANCARRE' CON PASTA MADRE ALL'ACQUA

400 gr farina 0
100 gr di farina di riso integrale
250 gr di acqua tiepida
100 gr di lievito madre
50 gr di olio extra vergine di oliva
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale

Preparo un impasto con tutti gli ingredienti e ottengo una bella palla morbida, ma non appiccicosa. Metto a lievitare in un luogo caldo e sotto una ciotola di vetro per tutta la notte. Al mattino trovo l'impasto raddoppiato, lo sgonfio e lo stendo con il mattarello e lo arrotolo su se stesso. Ungo uno stampo da plum cake da circa 30 cm, appoggio l'impasto arrotolato e lo rimetto a lievitare. Questa volta aspetto 5 ore, fino al raddoppio. Ho ricoperto con l'alluminio e infornato a 200° per 40 minuti. Nel forno ho messo un pentolino d'acqua.

Noi non siamo grandi mangiatori di pane, spesso mi basta farlo una volta a settimana, ho provato a fare il pane carrè, sostituendo totalmente il latte con l'acqua, rimane morbidissimo e profumato per tutta la settimana. Ogni volta arricchisco l'impasto con una farina integrale, in questa occasione è capitato al riso integrale, il altre all'avena o al farro o all'orzo, ho diminuito poi l'olio da 50 gr a 30 gr ed è venuto perfetto comunque. Per una porzione da 50 gr si hanno circa 126 kal. Con questo pane e con l'originale partecipo alla raccolta di Micaela.

mercoledì 22 aprile 2009

Io e te qui

E' quel sapore di un incontro, quel non so che di sconosciuto che cerca gli incastri con il mio saputo, è quella luce che solo in quel momento appare e che è unica e diversa da ogni cosa fino a quel attimo, è quella vibrazione che gioca nel tendere e si scorge nel tono delle voci e nel muovermi delle mani, siamo io e te, uno dei mille io che mi abitano e che ci incontrano, uno dei tanti te che circolano
...ma strano, caso o destino, coraggio o incoscienza, voglia o indolenza, ci si è fermati, ora.


Nell'ultimo incontro al corso teatrale , prima della pausa, abbiamo indossato una maschera bianca e perso la voce e persa l'espressione del viso. Dovevamo parlare con il resto.
Quella maschera soffocante e rassicurante era un velo sulla nostra faccia, ma una soglia sul nostro interno, da dove scaturiva un flusso verso gli altri,così avanzando lentamente, dove ogni movimento era un sospiro sul mondo, ho raccolto un tesoro prezioso e pesante ed insieme a Mauro l'abbiamo fatto scivolare nelle mani di Ines.


FUSILLI INTEGRALI CON POMODORI GRATINATI E BASILICO


per 3 persone
210 gr di fusilli integrali
300 gr di pomodorini
10 foglie di basilico fresco
1 cucchiaio di lievito alimentare
1 cucchiaio di gomasio
1 spicchio d'aglio
2 cucchiai di olio extravergine d'oliva

Lavare e pulire i pomodorini, tagliarli a metà. Schiacciare uno spicchio d'aglio e aggiungerlo in una scodellina al lievito alimentare e al gomasio (si possono usare 10 gr di pangrattato) con 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva. Posizionare i pomodorini in una teglia in pirex con la parte tagliata rivolta verso l'alto, cospargere la cremina con il lievito e il gomasio e metterli nel forno con la funzione grill per 15 minuti(io ho usato il grill del microonde alla massima potenza per 15 minuti). Tritare con la mezza luna le foglie di basilico.
Preparare la pasta, cuocendola al dente. Dopo averla scolata, versarla nella teglia dei pomodorini, aggiungendo il basilico fresco. Servire

La ricetta mi è stata ispirata da Cucina Dietetica n.4, trovata in edicola ad un euro, ho sostituito il basilico alla rucola perché ne ero sprovvista e il pangrattato con il misto che vi ho descritto, non ho messo la spolverata di ricotta salata prevista. Il piatto ha circa 250 kcal.

lunedì 20 aprile 2009

Bilancia mia non ti conosco


Occheiiiiiiiiii dopo aver visto me stessa nelle foto delle vacanze, dopo essermi resa conto che sto rimandando il cambio degli armadi perchè non voglio nemmeno sapere cosa sarà dei miei pantaloni dell'anno scorso, dopo che pure il medico mi ha detto "ma ha messo su un po' di peso", occcheiiiiiiiiiiiiiiiiiiiii mi metto a dieta!
Credo che conseguenza dell'attuale situazione sia:
- la mia golosità,
- la mia intolleranza ai latticini,
- la mia golosità,
- il mio intestino ribelle,
- la mia golosità.
Corro ai ripari, ma non ho nessuna intenzione di intristirmi in cucina e, dopo aver acquistato riviste e rivistine varie, dopo aver fatto conti e riconti per adattare i miei gusti e i miei principi ad un regime pensato, mi tuffo. Tutto per questo per dirvi che metterò ricettine light e metto anche le calorie per porzione, magari può essere utile a chi condivide il triste destino di morbida e tonda, ma bella.

TORTA DI CECI E BROCCOLI



200 gr broccoli al vapore
3-4 cucchiai di olio evo,
250 gr di farina di ceci,
550 ml acqua
1 pizzico di sale
Preparare la pastella con l'acqua e la farina, lasciare a riposo per almeno un paio d'ore. Cuocere al vapore i broccoli, ripassarli in padella con un cucchiaino di olio, uno spicchio d'aglio e unirli alla pastella. Versare in una tortiera e cuocere a 200° per circa 50 minuti.
Questa ricetta l'ho presa dal prezioso Veganblog, ho fatto i conti che considerando il tortino per 6 persone, si hanno circa 234 kal per porzione, a cui accompagnare un contorno di verdure fresche e una porzione di pane.

Aggiornamento del 20 marzo 2013. 
Partecipo a Salutiamoci ospitato da  Katia di Pappa&Cicci  per il mese di marzo 2013.




sabato 18 aprile 2009

Non ho voglia

"Abitante del giardino bonsai 2008"

Non ho voglia di scrivere un post, non ho davvero voglia di mettermi sul divano e pensare, tanti giri della testa che premono per diventare un fare...e così non ho voglia di scrivere un post: rimando, divago, rifletto.
Mi sberleffo da sola e trovo entusiasmante stendere i panni al sole, scrutare la mia erba limoncina per capire se ha deciso se essere viva o morta, stare al tavolo di fuori con i ferri da maglia e osservare il gatto che cerca di cacciare lucertole.
Insomma non ho voglia di scrivere un post, ma voglio tranquillizzare il galletto, non è che questa mancanza di desiderio coincida con un bisogno di parlare e di dire poco, anzi...
Non ho voglia di scrivere un post, ma devo pensare a come fare il buffet per la mia santissima gnoma rossa e mi segno le idee delle ragazzine a cui ho chiesto consiglio oggi:
"Prendi due sacchetti di patatine, poi quei bastoncini salati sai quelli con il sale appiccicato, se vuoi metti le olive, ma a me non piacciono e una torta gigantesca, di tre strati e pure i pasticcini...ahhhhhhh poi da bere, se no si ingozzano!"
Il galletto ride sotto i baffi, sa che la primavera è partita anche dentro di me e conta sospirando i vasi di tutte le nuove piantine aromatiche che ho adottato, lo considera un investimento per la serenità, ma rimane comunque perplesso della mia capacità di organizzazione rispetto alla gestione del micro giardino bonsai.
Gli ho spiegato che è questione di sintonia..tra me e quel micro angolo di mondo!

INVOLTINI DI PASTA FILLO CON RADICCHIO


250 farina 00
50 ml di acqua
50 ml di olio extravergine d'oliva
1 pizzico di sale
1 uovo

2 cucchiai di olio evo
40 gr di faina integrale di orzo
500 ml di acqua
dado vegetale
pepe
zenzero

1 cipolla
1 radicchio rosso
olio

Scaldare l'acqua e l'olio, versare sulla farina e l'uovo e impastare velocemente, lasciare riposare la pasta per circa mezz'ora.
Nel frattempo preparare la salsa tipo besciamella, tostando la farina d'orzo in due cucchiai di olio extravergine d'oliva e versando poco alla volta il brodo caldo, miscelando bene per evitare grumi. Cuocere fino a quando si addensa.

Pulire e affettare una cipolla e lasciarla dorare con un cucchiaino di olio e due di acqua in una padella, lavare e affettare il radicchio e unirlo alla cipolla, lasciarlo appassire a fuoco basso chiudendo con il coperchio. Quando è pronta la besciamella unirla alla verdura.

Stendere 4 rettangoli fini di pasta, farcire con la salsa al radicchio e arrotolarli su sé stessi, cuocere a forno a 180 fino a quando sono dorati.

L'idea della pasta fillo l'ho presa dalla bravissima Cocò, quando l'aveva postata, ne ero rimasta entusiasta, felice di trovare un modo per provare questa particolare pasta, spesso nominata, ma che non sempre si riesce a scovare.
E poi diciamolo...mi scoccia comprare prodotti già pronti, preferisco fare io. La ricettina mi ruotava vorticosa nella testa da tempo e secondo voi quando decido di realizzarla? Ovviamente quando mi sono resa conto di essere intollerante ai latticini...da qui la mia prova di sostituire il burro con l'olio...e che dire se non buono!

giovedì 16 aprile 2009

Ritorno slow


Ieri:
dicono che sarà brutto tempo e intanto osservo la farfallina gialla che gioca con il viola dei tulipani e penso allo strano uccello, grande come un merlo, ma più arzillo e dal mantello maculato che ha preso a frequentare casa, mentre ero via.
Dicono che sarà brutto tempo e penso al remo che si tuffava nell'acqua nel mezzo di un lago immenso e sconosciuto, al sorriso e all'abbraccio delle amiche. Dicono che sarà brutto tempo e inizio la corsa del quotidiano che inizia, densa e furiosa dopo una settimana di relax.

Oggi:
piove e ripiove e penso alle tante cose da fare e, sorpresa di me, vedo che si delineano una dopo l'altra, come se il riposo e lo stacco fossero la chiave di volta per ben organizzarsi. C'è da riflettere sui nostri alti e bassi di energia, di come perdiamo tono quando il quotidiano diventa troppo quotidiano, di come ci accendiamo se riceviamo una certa notizia, di come ci perdiamo se non abbiamo i nostri rituali, c'è da riflettere se nonostante tutti gli artefici che ci siamo inventati per essere macchine moderne, rimaniamo irresistibilmente e incomprensibilmente umani.

KRAPFEN AL FORNO


150 gr farina 00
350 gr di farina 0
130 gr di burro
100 gr di pasta madre
80 gr di zucchero di canna
2 uova
80 gr di acqua
200gr di latte crudo
marmellata di ciliegie

Sciogliere la pasta madre nell'acqua tiepida e impastare con le due farine, aggiungendo il latte (un po' per volta per verificare la consistenza della pasta), lo zucchero, le uova, 80 gr di burro morbido e lavorare fino ad avere una palla liscia ed elastica, che si lascia lievitare su un piatto, sotto una ciotola di vetro, fino al raddoppio.
Stendere la pasta allo spessore di7.8 mm e con un taglia pasta di 7 cm tagliare un numero pari di dischi, con un pennello bagnato di acqua passare i bordi della metà dei cerchi e mettere al centro di ognuno un cucchiaino scarso di marmellata, sovrapporre un altro disco e sigillare bene i bordi. Posizionare i krapfen su una teglia da forno, ben distanziati l'uno dall'altro. Fondere il burro rimasto e spennellarli. Metterli in forno e lasciarli lievitare per 12 ore.
Accendere il forno a 180°, senza togliere la teglia e cuocere per circa 20\30 minuti, fino a doratura. Una volta freddi spolverizzarli con lo zucchero a velo.

Ricettina in archivio da un po' di tempo, presa dalla bravissima Laura e adattata per l'utilizzo della pasta madre. Per conservarli li ho messi in un sacchettino di plastica per alimenti e poi li ho posizionati in frigo, facendoli eventualmente scalare al micro per 15 secondi.

mercoledì 8 aprile 2009

Via, via, vieni via da qui...

Il desiderio serpeggia da tempo, prima nella mente poi nel corpo l'esigenza di fare pace con la stagione e di immergersi nella natura. Voglia di campeggio, voglia del rumore dei paletti che toccano l'uno contro l'altro, voglia dell'erba verde sotto i piedi, del silenzio intorno, voglia di avere solo un velo di stoffa che ti divide da un albero, voglia di sentire suoni diversi da quelli della strada, voglia di stare scomodi, di usare le nostre sedie che ci accolgono avvolgendoci, voglia di un libro da leggere spremendo gli occhi fino all'ultimo bagliore di luce, voglia di cucinare sul fornello due spaghetti all'olio, di andare tutti insieme con il beauty penzolante nella mano e l'asciugamano sulla spalla in bagno, voglia di salutare il vicino, sentire il rumore delle stoviglie nella bacinella, fare una passeggiata prima di dormire, odorare il misto degli aghi di pino e del fogliame, osservare con chi dividi questo appartamento senza muri e soffitti. Voglia di tenda.
Ci rivediamo fra una settimana.

COLOMBA INTOLLERANTE


1° impasto
500 gr di farina
300 di acqua
150 pasta madre

2° impasto
200 gr di mandorle tritate
100 gr di farina 00
130 gri di zucchero di canna
3 uova
70 ml di olio di semi di girasole
buccia di un arancio
buccia di un limone
150 gr di scorze candite di limone e arancia
vaniglia


Preparare un impasto sciogliendo la pasta madre in un po' di acqua tiepida, aggiungendo poi la farina e acqua sufficiente per ottenere una pasta morbida ed elastica, leggermente incordata (quindi lavorare a lungo).
Lasciare lievitare tutta la notte su un piatto e sotto una ciotola di vetro.

Al mattino aggiungere tutti gli altri ingredienti ed impastare a lungo, aggiungendo farina sufficiente perché l'impasto non sia appiccicoso, ma sodo e morbido, impastare a lungo sia con l'impastatore sia a mano (almeno per 20 minuti). Mettere la pasta in uno stampo da colomba da 1 kg e mettere a lievitare in forno spento. Dopo circa 4 ore (dipende dalla forza del lievito naturale e dalla temperatura), quando l'impasto ha raggiunto il bordo dello stampo la colomba è pronta per essere cotta.
Preparare la glassa con una manciata di mandorle tritate, un cucchiaio di zucchero e 3 di sciroppo d'acero e un pochino d'acqua, spennellarla sul dolce con delicatezza, per non sgonfiare la lievitatura, distribuire qualche mandorla intera e se si vuole della granella di zucchero e infornare a forno spento, posizionando un pentolino d'acqua all'interno.
Accendere il forno a 200° e cuocere per circa 50 minuti, controllare a metà cottura che non si bruci la glassa ed eventualmente coprire con alluminio, fare la prova stecchino.


La colomba intollerante è stata fatta per scherzo, per sfida, per accidia...dibattuta dal pensiero la faccio o non la faccio, verrà senza uso dei latticini o sarà una similcolomba tipo pane dolce, ma la voglio o non la voglio, alla fine senza nemmeno crederci ho preparato prima di andare a dormire il primo impasto, talmente di base che avrei potuto riciclarlo come pane o come pizza.
Ma al risveglio ho deciso di provare....così ho aggiunto tutti quegli ingredienti che servono a colombare. Ho sostituito burro e panna con olio di semi di girasole e con tante mandorle tritate e ho usato acqua.
L'effetto? Al primo assaggio, praticamente ancora calda, ho pensato buona, ma dietetica, manca il gusto e lo spesso dei grassi. Morbidissima e soffice. Mi sono chiesta se potevo usare del latte e della panna di soia e sentivo la mancanza delle mandorle intere dentro l'impasto (ma questa è una mia fissa). Il giorno dopo, per effetto di Magamagò...la colomba dopo il riposo era perfetta, sempre soffice (anche dopo giorni) e con i sapori più amalgamati, più aromatizzati, più colombosi, mancano sempre le mandorle intere...

Ecco invece la ricetta della Colomba tradizionale a lievitazione naturale, fatta l'anno scorso.

lunedì 6 aprile 2009

Dietro l'angolo

Finalmente Piacenza, anzi pensando di visitare i luoghi verdiani, abbiamo gironzolato tra Busseto, Castell'Arquato, Graziano Visconti, Chiaravalle delle Colomba e Rivalta, dedicandoci per lo più ai castelli. Abbiamo dormito in questo bellissimo b&b, accogliente, caloroso, un posto in cui appena passi il cancello fai un passo indietro nel tempo e rimani sospeso per un po', felice di questa vacanza che incredibilmente non si srotola sono nello spazio, ma anche nel tempo. Gli occhi si sono riempiti di grandi campagne e splendidi casolari, quelli che sanno di tradizione e di piccola storia, fatta da mani di uomini che costruirono giorno dopo giorno, seme dopo seme il loro futuro. Abbiamo visto un mulino girare sotto la forza dell'acqua e attratti abbiamo ronzato fuori finché autentici mugnai ci hanno aperto la porta del loro tesoro per mostrarci tra polvere e rumore la magia di un chicco che diventa farina. Abbiamo visto la grande villa dove Verdi ha lasciato spazio a trovate geniali e subito siamo finiti nel caseificio dell'autentico parmigiano reggiano. La signora ci ha aperto il suo regno, dove è riuscita ad allestire un semplice e bellissimo museo, con quello che una volta serviva a fare questo prezioso formaggio, ci ha fatto assaggiare e ci ha chiesto di scrivere sul suo libro degli ospiti, un libro in cui chi passa da lei lascia una piccola traccia scritta. Che emozione lucida di lacrime la spingeva a mostrarci le parole di chi l'ha pensata.
Abbiamo incontrato simpatici gatti e sorrisi stupendi, come se tutta la vita fosse solo ripieno di tortellino.

POLPETTE DI LENTICCHIE CON CAVOLFIORE IN SALSA


lenticchie
erbette al vapore
gomasio
mandorle
pepe
coriandolo
cardamomo

Lessare le lenticchie con una foglia di alloro in pentola pressione, per 15 minuti dal fischio.
Lavare e cucoere al vapore le erbette per 7 minuti, strizzarle e tritarle con l'aiuto di una mezzaluna.
Unire alle lenticchie una manciata di mandorle tritate insieme al pepe, al coriandolo e ai semi di una bacca di cardamomo, aggiungere un cucchiaio di gomasio e le erbette tritate. Formare con le mani delle polpette, se fosse ancora troppo umido aggiungere pane grattato o farina di riso. Passare nel pane grattato e cuocerle per 15 minuti in forno caldo a 180°.

Ecco un'idea per avere un secondo proteico ricco di ferro e saporito, ho mixato una ricetta presa da Veganblog con una proposta da Elle. Buoneeeeeeee! Servite con cavolfiore al vapore, condito con una salsa preparata con uno yogurt di soia insaporito con un cucchiaio di senape e prezzemolo spolverizzati di gomasio.

sabato 4 aprile 2009

La paura d Montalbano

Niscemmo dal commissariato gli venne improvvisamente quanto travolgente spinno di un piatto di pasta condita con pesto alla trapanese, pietanza che Adelina, per imperscrutabili ragioni, si rifiutava di fargli. Arrivò davanti al supermercato che le saracinesche erano abbassate a metà. Si calò, trasì, si trovò davanti il direttore, il signor Aguglia.
"Commissario! Desidera?"
"Volevo un barattolo di pesto alla trapanese."
"Stia qua, glielo vado a pigliare io"
Le luci del supermercato erano per tre quarti astutate, nelle casse non c'era più nessuno. Tornò il direttore con il barattolo.
(...)
A Marinella cuocì la pasta, la scolò, la mise nel piatto, ci versò dintra tutto intero il barattolo di condimento, s'assittò al tavolo della stessa cucina, se la scialò.
Nel frigorifero trovò triglie con la salsetta di pomodoro preparate da Adelina, le quadiò, se le godè.
Dopo mangiato, lavò accuratamente i piatti per non lasciare segno del pesto alla trapanese, se Adelina l'indomani s'addunava capace che avrebbe attaccati turilla. Si fece persino scrupolo di infilare il baratolo vacante proprio in fondo al sacchetto della spazzatura. Poi si assittò davanti alla televisione soddisfatto come un assassino che è certo d'aviri fatto scomparire ogni traccia del delitto.
tratto da "La paura di Montalbano"

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Settimane le ultime che sono sgranate veloci fra le mani, portandomi gioie e scoperte. Insieme ad una primavera pazza e giocosa, che sa ben nascondersi dietro le nuvole, prendendoci crudelmente in giro.
Cri ha continuato qui il romanzo-gioco Play the game, ora tocca a Marta.

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Vi offro i canederli al formaggio che ho fatto seguendo la splendida ricetta di Izn, io ho seguito le sue indicazioni, aggiungendo uno spicchio d'aglio.


Ho alcune ricette in archivio ricche di formaggio e questo è per me la prova che quando a volte qualcosa ti fa male viene ricercato in modo inconscio con più bramosia. Infatti prima di rendermi conto della mia neo intolleranza ai latticcini, ho avuto un periodo molto formaggioso.

Ho doverosi ringraziamenti da fare, spero di non essermi dimenticata di nessuno, ma voi siete sempre così carini e delicati nel pensarmi.

Ringrazio Luca&Sabrina per questo premio che evoca la forza creatrice e che io dono a tutti i miei lettori che con pazienza si sono aggregati e che io non ho ancora avuto il tempo e la cortesia di ringraziare.


Ringrazio Silvana, Angy per avermi espresso la loro amicizia con questo dono, che io passo a quello che considero tre lati di un quadrato: Elle, Dida, Gaia.

Ringrazio Elle, Daffy, Cielomiomarito, Annamaria, Manu, Giugiù, Ery, Minnie, Piccolamissmuffins che mi hanno passato questo premio-meme e infatti vogliono sapere le otto cose che mi prefiggo di fare:
1. respirare con la pancia e rifare le maniche del maglione che ho sbagliato,
2. non mangiare più formaggi fino a quando mi sono disintossicata,
3. fare il latte di riso,
4. uscire a camminare con la Mi due volte a settimana,
5. fare l'abstract,
6. pensare con un minimo di pensiero organizzato a come preparare il buffet per la comunione della gnoma,
7. rendermi conto che non ho la capacità di un pensiero organizzato per preparare il buffet per la comunione della gnoma,
8. chiedere alle mie amiche blogger come organizzare il buffet per la comunione della gnoma.

Mi aiutate?? Voglio preparare un po' alla volta, surgelando e scongelando il giorno prima, saremo in 20: consigli, idee, proposte per un buffet scongelato e felice! :)
Aggiornamento info su buffet: la comunione sarà il 3 maggio alle ore 11.00, dopo ci troveremo qui a casa per un piccolo rinfresco molto molto informale, ho chiesto aiuto anche agli invitati (nonne, zie...) e mi porteranno qualcosa....ma il grosso tocca a me! Grazieeeeeeeee!

Felice weekend!

venerdì 3 aprile 2009

Gruppo di donne 1


C'è un gruppo di donne che si trova quasi tutti i pomeriggi. Sono colorate, sono allegre, passano nei loro occhi mille pensieri e soprattutto grandi desideri, profumi di molte cose che si perdono tra i desideri e i sogni. Si apprestano a capire cosa sarà di loro, cercando un modo grande per reagire quando ancora portano confuse le tracce di loro bambine. Si confondono queste parti, si fondono e a volte escono insieme, altre separate. Mi hanno preso in questo gruppo di piccole donne e mi hanno raccontato di tante cose.
Di cosa significa avere un seno che cresce, di come ci si sente quando si ha quel mal di pancia, dei grandi che li circondano, delle cose che vedono in TV, di come sono i professori e come gli amici. Ci mettiamo insieme sui libri e cerchiamo di capire, mi regalano disegni, foto e mi scrivono tvb, si appoggiano sulle mie spalle e io sulle loro.
Io racconto a loro dei miei casini di donna e mi ascoltano, poi mi dicono delle mille grandi cose dei loro minuti. E poi ridiamo, tanto, tantissimo, a volte anche di più.

C'è un gruppo di donne che forse domani può conquistare il mondo e a loro voglio prestare il tempo necessario
perché la loro meritata conquista sia saggia.

RISO MELE E TALEGGIO AL PROFUMO DI PINOT


1 cipolla
olio extravergine d'oliva
300 gr di riso
1 bicchiere di pinot rosso
500 gr di acqua
2 cucchiai di tamari
3 mele
taleggio

Rosolare la cipolla con 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva e due di acqua, versare il riso e tostare per alcuni minuti, versare un bicchiere di vino e lasciare sfumare.
Quindi versare il brodo, fatto con acqua e tamari e lasciare cuocere lentamente. Nel frattempo pelare le mele e tagliarle a cubetti.
Quando il brodo è stato quasi assorbito, dopo circa 15 minuti, versare le mele e mescolare, cuocere ancora per qualche minuto e mantecare con il taleggio tagliato a cubetti

Questo riso forse non è nulla di che, se non che come si intuisce dalle foto, è stato integralmente cotto sulla cucina solare! Ovviamente si può fare con lo stesso procedimento e negli stessi tempi sul gas. L'ho preparato un paio di settimana fa, ora dovete sapere che mi è successo una cosa: ho scoperto di essere leggermente intollerante ai latticini, che ho deciso di non consumare per un po'. Dovessi rifare ora questo riso, al posto del formaggio metterei un trito di mandorle e un cucchiaio di lievito alimentare in polvere oppure si potrebbe mantecare con un po' di panna di soia, che ne pensate?

mercoledì 1 aprile 2009

La bolla nello spazio


Mi alzo al mattino e desidero che intorno a me ci sia uno spazio infinito, in modo che a volte non debba prendere atto del mondo.
Non basta spegnere tutti i canali, devo avere uno spazio che definisca bene la distanza.
Altre volte mi alzo al mattino e mi rendo conto di essere più aperta, più ricettiva, mi divide dal mondo solo l'involucro sottile del contenitore della mia pelle, tocco tutto e mi faccio toccare da tutto.
A volte quindi attivo lo scambio e divento permeabile a sensazioni e stati d'animo, mi confondo con le foglie mosse dal vento, ma anche con il rumore della mia pedalata, sono negli occhi della persona che incrocia il mio sguardo e tuffo nella sua vita, mi sento un viaggiatore che raccoglie nella sua borsa le mille miriadi che fanno un percorso.
Altre volte mi rigenero e trovo forza nella mia chiusura, nella mia bolla di placenta fatta di me e solo di me, una sorta di autoricarica dal mondo.

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Al corso di educazione teatrale abbiamo prima parlato dell'evoluzione del teatro ,in particolare di Stanislavskij che ha portato l'attenzione sull'attore, sul suo sentire che deve essere uguale al sentire del personaggio. Poi abbiamo giocato e cinque sedie sono diventate un ordine sparso, una catasta abbandonata, un ordine preciso. Le abbiamo abitate per creare un'oasi in mezzo al deserto mentre arrivavano gli assetati, sono state le sedute della metropolitana e poi quelle del tram, ci hanno portato ad una tristissima veglia funebre e subito dopo ad una festa tra amici. mentre poi ci siamo catapultati ad un incontro snob con tanto di paparazzi. Sono diventate le scrivanie e le fotocopiatrici di un ufficio con un capo sbruffone.
Eravamo impegnati, seri, concentrati...con lo stesso sguardo severo che ha un bambino di fronte alla spiaggia mentre progetta il suo castello.
Erano sedie o non lo erano più?

FUSILLI MEDITERRANEI


fusilli
1 broccolo
1 cipolla ramata
sugo di pomodoro
capperi sotto sale
sale
zucchero
olio extravergine d'oliva
parmigiano reggiano

Mettere a scaldare una pentola d'acqua in cui immergere le cime dei broccoli, dopo averle lavate. Quando si raggiunge il bollore, buttare la pasta.
Nel frattempo pulire e affettare la cipolla e soffriggerla delicatamente in padella con un cucchiaio d'olio e due di acqua. Aggiungere il sugo di pomodoro, aggiustare con il sale e aggiungere un cucchiaino scarso di zucchero, per eliminare il sapore acido. Sciacquare una manciata di capperi sotto l'acqua per eliminare il sale in eccesso e aggiungerli al sugo.
Condire la pasta e servire, con una spolverata di parmigiano.

Sono stufa di inverno, delle solite cose, arrivo ad un punto che mentre aspetto le nuove verdure non ce la faccio più a vedere quelle vecchie, ho cercato allora un sapore che sapeva d'estate, gabbando il freddo.