sabato 28 febbraio 2009

La solitudine dei numeri primi

Se si ha la pazienza di andare avanti a contare, si scopre che queste coppie via via si diradano. Ci si imbatte in numeri primi sempre più isolati, smarriti, in quello spazio silenzioso e cadenzato fatto solo di cifre e si avverte il presentimento angosciante che le coppie incontrate fino a lì fossero un fatto accidentale, che il vero destino sia quello di rimanere soli. Poi, proprio quando ci si sta per arrendere, quando non si ha più voglia di contare, ecco che ci si imbatte in altri due gemelli, avvinghiati stretti l'uno all'altro...
Mattia pensava che lui e Alice erano così, due primi gemelli, soli e perduti, vicini ma non abbastanza per sfiorarsi davvero. A lei non l'aveva mai detto.
da "La solitudine dei numeri primi"

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Questa settimana è stata opaca, influenzata da fili neri e sotterranei, da strane energie. Inaugurata da un passare del tempo troppo veloce, troppo scostante, troppo inconsapevole, che lascia appiccicato addosso un po' di stordimento. Ho avuto un periodo di intenso bisogno di scrivere, ho scritto ovunque: biglietti, fogli, quaderni. Ho scritto un post tutti i giorni, ho scritto nella lavagna della mia testa e ho svuotato. Ora avrò bisogno di ritmi più lenti e più miei, in cui sono io che controllo lo scorrere dei minuti, senza vederli sfuggire. Un nuovo giro della giostra, quando si sa che ogni giro porta qualcosa.
Questa settimana mi avete fatto compagnia guardando le stelle, con il naso freddo rivolto verso il cielo e morsicando una torta di datteri morbida. Siete venuti per un giro di danza liberatorio. e per festeggiare il compleanno della gnoma al gusto di agrumi. Durante un giorno di shopping abbiamo provato le cime di rapa e poi sperimentato la rapa nera d'inverno.
Qualcuno di voi verrà a
Fa la cosa giusta a Milano?
Se avete due minuti guardate cosa un minimo di consapevolezza porta ad ottenere sui
consumi del gas e se risparmiate, qui c'è da spendere!
Ringrazio la carissima Angy e la dolcissima Pagnottella per il prezioso Premio Amicizia, che regalo volentieri a:
Marta, Cri, Bri perchè ho tanta voglia di rivederle;
Viviana e Cocò per la loro gioia immensa;
Eleonora perchè rimane la mia tatina:
Cristina per la mela deliziosa che mi ha fatto trovare!


Felice week end!

venerdì 27 febbraio 2009

Fa la cosa giusta

Anche quest'anno, dal 13 al 15 marzo, a Milano torna la fiera nazionale del consumo critico e degli stili di vita sostenibili. Quest'anno si dedicherà una sezione speciale a "La casa che risparmia", con un occhio particolare ad arredamento, bioediliza e risparmio energetico. La fiera riprende metaforicamente il percorso mentale di un consumatore consapevole:
- penso, idee e progetti per un consumo consapevole,
- scelgo, i servizi dell'economia solidale
- agisco, la mia spesa quotidiana responsabile.

L'anno scorso il nostro giro a "Fa la cosa giusta" è stato proficuo e utile, i libri presi li uso spesso, li ho imprestati e fatti girare, la moon cup comprata è stupenda, ho usato percarbonato e acido citrico per i miei lavaggi. E' morta solo la stevia, a causa di un eccessiva cura a base d'acqua mentre non c'eravamo, ma posso riprovare! E quest'anno cosa troveremo? Chi troveremo?

FAGIOLI NERI SAPORITI CON PATATE AL CRISP

fagioli neri
3 cipolle
2 cucchiai di farina
curcuma
curry
olio evo
vino rosso

Lasciare in ammollo i fagioli per 12 ore, lessare in acqua calda con uno spicchio d'aglio e una foglia d'alloro. Sbucciare le cipolle e affettarle sottili, scaldare 2 cucchiai di olio in una padella, unire le cipolle. Fare rosolare per qualche minuto e bagnare con il vino, mescolando per un paio di minuti. Aggiungere la farina e un po' d'acqua (io ho usato il brodo di cottura dei legumi), mescolare bene e portare ad ebollizione. Coprire con il coperchio e lasciare a sobbollire per qualche minuto, girando ogni tanto, fino a quando assumono un aspetto cremoso, aggiungere 1\2 cucchiaino di curcuma e 1\2 di curry. Mettere i fagioli e lasciare insaporire servire caldo.

PATATE AL CRISP
Prendere tre patate e tagliarle a pezzetti, il più uguali possibili, mettere un cucchiaio di olio extravergine sul piatto crisp, scaldare il crisp per due minuti alla massima potenza del forno microonde, versare le patate sul piatto caldo e cuocere per 15 minuti, girando ogni 5 minuti...et voilà similfritta patata light.

giovedì 26 febbraio 2009

Ramolaccio nero: raphanus sativus niger

Cosa significa provare una cosa per la prima volta? Cosa significa conoscere un sapore quando si è già adulti e crediamo di aver visto molto? Che peso ha un nuovo mai visto nella vita di tutti i giorni? Che sensazione regala la scoperta di un gusto mai provato che pizzica la lingua e arriva al cervello? Quale immagine l'occhio umano riflette di un qualcosa visto per la prima volta? Quali associazioni mentali scattono per trovare in pochi istanti quelle similitudini del già conosciuto che ci rassicurano? Che percezione riconosce la nostra pelle nel toccare una superficie nuova? Quali elementi e simboli codifica il nostro cervello quando gli perviene un odore mai sentito, mai catalogato? Qual è il senso del nuovo?

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Oltre ai vari principi attivi, quali la vitamina B, contiene un olio piccante che conferisce un gradevole gusto pungente, particolarmente apprezzato nelle preparazioni di semplici ma gustosissimi antipasti:

in carpaccio:
- crudo tagliato a fettine sottilissime e cosparso di sale, pepe ed olio da lasciar marinare almeno 15 minuti,
- come sopra con aggiunta di parmigiano o mandorle a scaglie, oppure acciughette

in salsa escoffier:
tritato insieme a un mazzetto di cerfoglio e prezzemolo e mescolato a maionese si usa in particolare per riempire tartine di pasta frolla salata da completare con uova sode tagliate a metà e guarnite, volendo con foglioline di menta.

E' famoso il suo utilizzo quale rimedio della medicina popolare contro la tosse, ottenuto con il

- metodo tradizionale; dopo aver parzialmente asportato la polpa al centro del ramolaccio ben lavato,lo si colloca su un bicchiere o una tazza e lo si riempie di miele lasciando macerare per 6-8 ore. Si ottiene cosi' uno sciroppo da assumere a cucchiai, con ottime proprietà antitussigene ed espettoranti;
- metodo da asporto: si affetta sottilmente e si pone in un barattolo con chiusura ermetica aggiungendo 3-4 cucchiai di miele. Anche in questo caso dopo 6- 8 ore si ottiene uno sciroppo che può essere consumato anche fuori casa.

Ho trovato per la prima volta questa verdura dai contadini a novembre, non l'avevo mai visto e ho voluto provare. Lo trovo stupendo così, al carpaccio fresco, piccantino e pungente. E' conosciuto anche come rapa d'inverno, è piccolo nero e compatto. E molto piacevole. Spero di trovarlo anche il prossimo venerdì da Luisa, perché la gnoma è influenzata e volevo prepararle lo sciroppo. Se riesco a sperimentare poi vi racconto! Ma se lo incontrate non fatevelo scappare.
Rimetto l'indirizzo dei "miei" contadini bio, qui altre info.

Az. Agr. Luisa Broggini
v. Duca degli Abruzzi, 68 - Calcinate del pesce - Varese
0332313179
Sono aperti il martedì pomeriggio, il venerdì e il sabato per tutto il giorno.

mercoledì 25 febbraio 2009

Il mio corpo danza


Il mio corpo che si muove segue un filo sottile, dato dal suono che evoca passaggi remoti, movenze ancestrali, ricordi lontani.
Inizia un po' rigido finché, dimentico dell'intorno, trova la sua assonanza con l'intimo interiore, E si scioglie, scorda le rigidità, i pesi, i doveri e le segnalazioni, dimentica anche me e il mio pensiero.
E' libero, naturale e armonioso e si lascia andare in un flusso di suoni, di movenze tra i cerchi, archi e ritmi sembra finalmente felice di scorrere.
A volte cerca un movimento sfrenato e liberatorio, si muove veloce liberando tra l'altro energie e ansie racchiuse.
Altre è lento e languido e prova a pensare, attraverso il suo meditare e agire.

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Ecco il nuovo compito per il corso di educazione teatrale, scrivere del corpo che si muove e danza....che emozione! Adoro lasciarmi alla musica e farmi possedere da lei! I
Il corso diventa sempre più coinvolgente e importante, un appuntamento che ti lascia il fiato sospeso e ad ogni richiesta ti mette in discussione. Per alcuni attimi pensi, ma chi me l'ha fatto fare, ma non potevo stare a casa...e poi sono in mezzo e riesco a fare tutto, concentrata su di me, a piccoli passi supero alcuni limiti e il senso di rilassatezza è grande. Ora poi un'amica preziosa viene con me a giocare ed osare...insieme condividiamo questa magia. Amica...posso dirlo chi sei?

LA CROSTATA AGLI AGRUMI

300 gr di farina 00
80 gr di zucchero di canna
20 gr di zucchero alla lavanda
1 uovo
150 gr di burro
1 pizzico di sale

3 arance
1 limone
2 uova
80 gr di zucchero di canna grezzo
2 cucchiai di amido di mais
50 gr di burro

Preparare la frolla, impastando tutti gli ingredienti velocemente tra loro e lasciare la pasta a riposare in frigo per almeno 30 minuti.

Nel frattempo fondere il burro a fiamma bassa, lavare i frutti e grattare la scorza delle arance e del limone, spremerli.
Sbattere le uova con lo zucchero, fino ad avere un composto chiaro, aggiungere l'amido di mais e mescolare bene, unire il succo degli agrumi. Aggiungere il burro fuso freddo.

Stendere la pasta e foderare uno stampo da crostata, bucherellare il fondo con una forchetta e versare la crema a base di uova e spremuta, cuocere a 180° forno ventilato per 30 minuti.

Questa è la torta di compleanno che ho preparato per la gnoma. Lei prima ha arricciato il naso, ponendo un muro di pregiudizi tra lei e la parola limone, poi per farmi contenta ne ha assaggiato un boccone e mentre questo si scioglieva in bocca, ho visto i suoi occhi farsi grandi ed illuminarsi, poi sorridere....ecco la sua torta preferita con una nuova veste golosa! La ricetta tratta da un libretto francese che ho comprato a Carcassone prevedeva più uova, più burro e più zucchero e l'uso di 3 limone e 1 arancio. Io ho invertito contando, per conquistare la piccola, sulla dolcezza delle arance.

martedì 24 febbraio 2009

Tra stelle e cielo


Guardo in , il cielo di inverno è splendido, peccato sia in inverno, quando fa un freddo pazzesco e non è così meraviglioso stare fuori, perchè meriterebbe una notte passata sdraiati sull'erba guardando le magnifiche geometrie dell'universo.
Il mio approccio è decisamente empirico, so che lassù si nascondono figure favolose che mi sanno raccontare una storia, ma non riesco a ficcarmele nella zucca. Gnomo e galletto sono molto più rigorosi e mentre salgono sull'auto fanno seriosi simposi di astonomia su intersecazioni e congiunzioni.
Io so distinguere un pianeta da una stella...a volte, ma chiedo sempre una conferma.
Io so che le tre stelle allineate sono la cintura del gigante.
Io so che c'è una doppia v ribaltata e che si chiama....galletto la doppia v ribaltata si chiama Cassiopea? Siiiiiiiiiiiiii
Io so che c'è Sirio, ma non so dov'è e che la punta di uno dei carri è la stella polare, ma quale dei due carri? Gnomo????
Però mi sono emozionata quando ho visto in un osservatorio la cupola girare e lentamente aprirsi, quando ho osservato i mari di nulla della Luna e ho visto gli anelli di Saturno.

Il 2009 è l'anno internazionale dell'Astronomia, un ottimo stimolo per guardare in alto appena possiamo....avete visto come è bella Venere in queste sere?


TORTA DI RICOTTA CON COCCO E DATTERI

200 gr di ricotta fresca
250 gr di farina 00
200 gr di zucchero (io ne metto 100 gr)
50 gr di burro sciolto
2 uova intere di galline allevate in libertà
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale
2 dita di latte
50 gr di cocco
10 datteri a pezzetti

Mischiare tutti gli ingredienti insieme, anche nel mixer, aggiungendo per ultimo la frutta secca, versare in una tortiera imburrata e infarinata, cuocere a 180° per 45 minuti.

I datteri mi hanno davvero sorpreso nella torta, hanno un gioco davvero particolare, sembrano fatti apposta per stare dentro un impasto e mi sono stupita, non li avevo mai usati nel dolce e invece ne sono esaltati. La base della torta è quella di ricotta che mi diverto a cambiare e modificare secondo l'estro del momento!

Ad esempio eccola diventare una torta sexy oppure si può provare un altro dolce con i datteri:

TORTA LEGGERA DI ALBICOCCHE E DATTERI AL DOPPIO CIOCCOLATO


TORTA SEXY AL CIOCCOLATO

lunedì 23 febbraio 2009

Giornata donnesca


"Gnomo, che regalo vuoi per il tuo compleanno?" "Non so..." "Dai pensaci..." "e se...e se andiamo un giorno io e te e la Mi a fare shopping in Svizzera e mangiamo anche fuori?" "mmm...." "no?" "e se facciamo anche colazione in pasticceria?" "Si dai!" "Mandiamo un sms alla Mi..."

..e così partiamo per un regalo che dura un giorno, tre donne che decidono di fare qualcosa di profondamente frivolo e avere sufficiente spazio per volersi bene. Certo l'arrivo della gnoma nelle nostre giornate squisitamente donnesche è una novità meravigliosa.
E' meraviglioso avere al tavolo questa piccola donna che ci racconta delle sue emozioni e delle sue avventure, delle sue gioie e dei suoi dolori.
Buttarci nei camerini con un mucchio di vestiti da provare, ridere delle cose trash che incontriamo, spettegolare sui vicini di tavolo al ristorante e poi abbracciarci. Nella lista della spesa c'era un orologio nuovo che è costato ben due visite al negozio, un toto "qual è l'orologio che preferisci?" con la commessa e la presa della grande decisione per quello rosa con i gattini e brillantini, che io e la Mi invidiamo profondamente.
Del giro di shopping ha usufruito solo la gnoma, la più ricca del gruppo, in quanto io e la Mi, desperate housewife di professione, siamo prive di mezzi.
Abbiamo poi scoperto che al risto dell'Ikea svizzera quando scrivono: "Tu paghi il primo bicchiere e gli altri te li regaliamo noi", non significa che avremo un nuovo servizio di bicchieri, ma che possiamo riempirci di bibite fino a farci venire le rane nella pancia!

CIM
E DI RAPA E PATATE


cime di rapa
3 patate
4 spicchi d'aglio
peperoncino

Pulire le cime di rapa, lavarle e tagliarle a pezzettini piccoli, pelare le patate, lavarle e tagliare a tocchetti, Mettere tutto in una pentola d'acqua e cuocere per circa 20 minuti dal bollore. Nel frattempo sbucciare l'aglio, tagliare due spicchi a fettine e schiacciare con lo spremi aglio gli altri due. Mettere in una pentola antiaderente l'aglio con due cucchiai di olio extra vergine d'oliva. Scolare la verdura, tenendo da parte l'acqua di cottura che può essere usata per una zuppa. Scaldare l'olio e aggiungere la verdura, spadellare per qualche minuto, spolverizzare il peperoncino, girare bene e servire.

Dai contadini ho trovato un mazzo freschissimo di cime di rapa, ho voluto preparare un contorno saporito e semplice,si può provare anche una

TORTA DI CIME DI RAPA E FETA

sabato 21 febbraio 2009

L'eleganza del riccio


Sapete che cos'è una pioggia d'estate?
All'inizio la bellezza pura che irrompe nel cielo, quel timore rispettoso che si impadronisce del cuore, sentirsi così irrisori al centro stesso del sublime, così fragili e così ricolmi della maestà delle cose, sbalorditi, ghermiti, rapiti dalla magnificenza del mondo.
Dopo percorrere un corridoio e all'improvviso penetrare in una stanza piena di luce. Un'altra dimensione, certezze appena nate.
Il corpo non è più un involucro, la mente abita le nuvole, sua è la potenza dell'acqua, si annunciano giorni, felici in una nuova uscita.
Poi come le lacrime che sono talvolta tonde, abbondanti e compassionevoli, si lasciano dietro una lunga spiaggia, così la pioggia estiva spazzando via la polvere immobile è per l'anima degli esseri come un respiro infinito.
da "L'eleganza del riccio"

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Questa settimana è corsa veloce tra grossi momenti di ansia e molti rotolii di soddisfazione! Abbiamo parlato insieme della Settimana amica del clima, riflettendo su cosa si può fare perchè ognuno sia protagonista attivo, magari seguendo i consigli di Marco per avere una resa migliore dei nostri termosifoni. Poi il nostro immaginare è andato a soavi desideri di vacanza, magari approffitando del B&B Day. Abbiamo preparato un risotto al radicchio e fatto aperitivo con dei crackers profumati, perchè non gustarlo bussando alle porte di una nuova community dove condividere la nostra sensibilità ambientale!

Ringrazio:
Sabrina e Luca che mi hanno offerto i premi "Criceto Goloso" e "Muchas gracias al blog amicable," che giro a Simona , che mi ha offerto il premio "Treasured Avard", che giro a Dida che mi ha donato lo stesso premio, che quindi rigiro a Elle, che però me l'ha portato anche lei e allora che giro a Manu, che mi ha lasciato lo stesso premissimo che io porto a Sabrina e Luca!
Avete capito qualcosa? Io no....però vi ringrazio di cuore! un bacione


PIZZA CON PASTA MADRE E PATATA


... e ora vi offro questa bella pizzona, l'impasto è della mia dolcissima Pagnotella, che appena aperto il suo luminoso blog, mentre la ricetta l'aveva postata prima Izn.
Io, che ho un debole per la semola, ho impastato così:

200 gr di semola
200 gr di farina 0
250 gr di pasta madre
1 patata media
20 gr di olio extravergine d'oliva
acqua q.b.
sale

La patata ammorbidisce il sapore dell'impasto, quasi lo arrotonda (giuro ho quella sensazione di grande 0 , la semola da quel sapore ruvido e da tovaglia a quadretti rossi che io adoro.

Pizzaioli alla riscossa:
La pizza precisa
Chiocciola gorgonzola e cipolla

FELICE WEEK END!

venerdì 20 febbraio 2009

Mamma che ansia!


Volete sapere come ho passato questi ultimi tre giorni? Con l'ansia che saliva lentamente e ribolliva, insinuandosi negli spazi più reconditi di me, impregnando vuoti e come una lava viscida e bollente piano piano copriva qualsiasi insenatura.
Tutto inizia con una telefonata, manca un documento, lo trova lì. Chiamo lì, ma lì non ha risposte, non ha certezze, non ha voglia, più comodo prospettare il cataclisma del mio universo.
Annaspo, cerco un appiglio, cerco un contatto, immagino un sit-in di occupazione nell'ufficio del supremo capo di lì, immagino di chiamare conduttori di trasmissioni inquisitorie che mettono sotto accusa chi non fa il suo dovere. Respiro e provo a mantenere un po'di lucidità mentale.
E mando una mail. Aspetto..........e mando una mail. Aspetto..........e mando una mail. Aspetto............e mando una mail. Scoraggiata organizzo l'occupazione degli spazi, quando suona il telefono.
La chiamata liberatoria, salvifica, rilassante, liberante.
L'ufficio che mi aveva avvisato dell'assenza del documento e ricevente di una delle mie mail strappacuore mi offre la semplice soluzione: foglio 5\10, modello x, sportello 11. Fatto.
Uff.

CRACKERS ALLA CURCUMA E CUMINO


150gr di pasta madre
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
250 gr di farina 0
120 gr di acqua
2 cucchiaini di sale
semi di papavero
semi di cumino
1 cucchiaino di curcuma

Prepariamo la farina, mischiata al sale, a fontana. Facciamo un buco e al centro mettiamo la pasta madre a pezzetti, l'olio e i semi. Aggiungiamo l'acqua a poco a poco fino a formare una palla. L'impasto risulta abbastanza morbido e un pochino appiccicoso. (Oppure mettiamo tutto nell'impastatrice). Mettiamolo a lievitare in un luogo tiepido e lasciamolo lì per almeno 3 o 4 ore. Accendiamo il forno ventilato a 190°. Prendiamo la pasta, stendiamola in una sfoglia sottile con il mattarello e tagliamola a quadrattini con una rotella. Si possono bucherellare con una forchetta. Mettiamo i crackers su una teglia e lasciamo cuocere per 15 minuti circa.

I crackers fatti in casa sono per noi un appuntamento settimanale, adoriamo sgranocchiarli, accompagnarli con salsine per gli antipasti, portarli in vacanza, usarli come spezza fame.

Altre idee:
Crackers - ricetta base
Crackers al mais

Partecipo con questa ricetta alla raccolta di Laura: Biscotti salati la raccolta.



mercoledì 18 febbraio 2009

Radicchio rosso: cichorium intybus

Le cassettine ordinate e loro, di varia forma e colore, occhieggiano e danno un tono allegro alla sfilata. I radicchi sono davvero tanti, croccanti e profumati, bisogna assaggiarli tutti per diventare veri intenditori e perdersi nelle mille sfumature dei loro sapori, conoscerli per sapere come abbinarli e prepararli, affinare il palato quasi come un sommelier quando sceglie il vino. I radicchi scoperti nella loro prelibatezza da grande, perché nei ricordi di bimba c'era solo insalata, non meglio definita se non per la cicoria coltivata dal papà e che la mamma tagliava finissima. I radicchi versatili ottimi da mangiare sia cotti che crudi, a volte così costosi da pensare di essere in gioielleria e non dai contadini....certo che mi ci vedo con una bella collana al collo fatta di foglie di radicchio rosso, con quel colore così caldo e adatto alle sere invernali.
"Signora, complimenti per l'abbinamento...il suo collier di Treviso si abbina perfettamente con l'impegnativo anello a palla di Verona...."
ehehe giuro: non ha effetti allucinogeni!
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Il radicchio rosso è una prelibatezza nazionale, amata e consumata soprattutto all'estero. Contiene potassio e fibre che stimolano l'apparato urinario e l'intestino a lavorare meglio. Infatti la ricchezza di potassio associata al pochissimo sodio favorisce l'eliminazione dei liquidi in eccesso. E' dunque un alimento ideale per chi, oltre al sovrappeso deve fare i conti con la pressione alta e la ritenzione idrica.

Info tratte da Cucina Naturale n.2 - febbraio 2009



RISOTTO AL RADICCHIO ROSSO, GORGONZOLA E NOCI


350 gr di riso
1 radicchio rosso
1 bicchiere di bonarda
70 gr di gorgonzola
acqua calda
dado vegetale
olio
4 noci

Pulire il radicchio, tagliarlo a striscioline sottili e lavarlo. Scaldare 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva, aggiungere il radicchio e lasciarlo appassire per qualche minuto. Aggiungere il riso, lasciare tostare per pochi minuti, versare il vino e lasciare evaporare. Aggiungere il brodo caldo e portare a cottura. Due minuti prima della fine cottura aggiungere il gorgonzola tagliato a pezzetti e mantecare il risotto. Lasciare riposare per un paio di minuti. Servire nel piatto spolverizzando con le noci tritate.

Mangiare questo riso è ovviamente una questione di puro piacere, morbido e profumato i sapori si amalgamano, l'amaro del radicchio si media con il sapore del gorgonzola freschissimo, la cremosità incontra la ruvidezza delle noci. Da fare in abbondanza per concedersi il bis, è un piatto unico completo ricco di proteine anche grazie alla presenza delle noci.

Altre idee radicchiose:
IL RADICCHIO CON NOCI, MELE E PARMIGIANO
IL RADICCHIO PANDIZUCCHERO CON KIWI
I LORTELLONI

martedì 17 febbraio 2009

Sotto cieli sconosciuti


Adoriamo andare in giro, viaggiare, dormire sotto cieli sconosciuti e gironzolare. Armati della nostra guida percorriamo strade osservando e curiosando, siamo in grado di formulare molteplici teorie su il perché qualcosa è lì e su come ci è arrivato. Non guardiamo mai dritto, quasi sempre all'insu. Ci beviamo non solo di monumenti o siti particolari, adoriamo metterci nell'angolo di un caffè e guardare la gente, vedere come si muove e come organizza la vita di quel posto. Ovviamente amiamo assaporare ed assaggiare. Siamo turisti per caso, poco programmati e capaci di adattarsi a qualsiasi evenienza, tranne che alla comodità. Ci piace scoprire seguendo il fato e levando i veli di ciò che ci ospita un po' alla volta. Siamo controcorrente, cerchiamo dove nessuno va, non ci mettiamo in fila per i biglietti e saltiamo dove c'è troppa gente. La vacanza parte nel momento stesso in cui chiudiamo il cancello di casa ed è uno stato mentale, che ci rilassa e ci nutre. Non sopportiamo alberghi e pensioni, in estate abbiamo le nostre tendine e il nostro ambaradan da portare in giro, con il giusto equipaggiamento per il week end o per il mese. In inverno bussiamo alle porte dei bed&breakfast e seguiamo l'onda di chi apre, troviamo bellissimo scoprire una stanza che per un po' sarà nostra e adoriamo il rito della colazione.

Il 7 marzo è la giornata nazionale dei B&B, in questa occasione molti regalano una notte a chi vuole passare il week end nella loro struttura. Noi abbiamo già prenotato.....

FOCACCIONA DI PUNTARELLE


325 gr di farina bianca
150 gr di pasta madre
200 gr di patate lesse fredde
50 gr di ricotta
1 cucchiaino di zucchero
1 cucchiaino di sale
1 uovo di gallina libera
25 gr di burro
50 ml di latte crudo

puntarelle al vapore
formaggio semicotto (oppure tipo fontina)


Sciogliere la pasta madre con un pochino del latte, quindi preparare un impasto con la farina setacciata, la ricotta, le patate schiacciate, lo zucchero, il sale e l'uovo, aggiungendo la pasta madre e il latte tiepido, fino ad avere una palla di pasta. Lasciare lievitare tutta la notte.

Al mattino cuocere al vapore le puntarelle, tagliare a pezzetti il formaggio. Prendere la pasta e dividere in due parti. Ungere una teglia e stendere, aiutandosi con le mani una parte della pasta, farcire con le puntarelle e i pezzetti di formaggio, coprire con la seconda parte e spennellare d'olio. Cuocere in forno per mezz'ora a 200°, accendendolo solo al momento in cui si inserisce la teglia.

Questa focaccia erano dei krapfen salati, la cui ricetta è proposta sul calendario del famoso lievito per questo mese, io ho pensato di adattarla alla pasta madre, poi per una serie di evenienze è successo che invece di una notte è lievitata 36 ore (ogni 12 sgonfiavo e rimpastavo) e che non avevo nessuna voglia di friggere...quindi ho pensato però li fanno i krapfen al forno...io ne faccio uno gigante. L'impasto risulta morbidissimo e saporito, la focaccia era davvero soffice e gustosa, è rimasta così anche nei giorni successivi. Se volete usare il lievito di birra potete usarne un panetto da 25 gr e far lievitare fino al raddoppio.

lunedì 16 febbraio 2009

Settimana amica del clima

Scende le scale, l'emozione della notizia e la gioia che ne è esplosa l'ha portata di corsa fuori dall'edificio, ha bisogno della carezza dell'aria fresca e del raggio di sole.
Ma la sua corsa viene subito fermata. Un manto grigio e impalpabile nasconde quello che cerca, rende tutto monocolore. L'aria non è profumata, il sole non passa, non c'è trasparenza, non c'è luminosità.
Rallenta il passo e affonda il naso nella sua sciarpona per riconoscere almeno quell'odore, decide di prendere in fretta metro e treno per tornare a casa. Sa già che in paese camminando tra le vie può scorgere i crocus che macchiano l'erba e sentire i canti complicati degli uccelli.

"E' lungo questo inverno, chissà quando finirà!".
Cerca di spiegare all'amica che se ci si ferma immobili, entrando nel rumoroso concerto di silenzio della grande madre, si riesce già a sentire il cambiamento: l'angolo della luce del sole che pulsa sul muro è più deciso, così pare che le foglie indossano un nuovo tono, si sente quel gorgheggiare brillante e il vento, il vento spazza. Ma lei la guarda interrogativa e insieme fendono la coltre grigia.
"Cosa ti regali per festeggiare questo esame passato?"
"Un albero."

Una settimana di mobilitazione nazionale per celebrare l'entrata in vigore del protocollo di Kyoto. Meno consumi, più energia, pulita per salvaguardare il Pianeta: banchetti, manifestazioni, blitz, convegni, tutto per promuovere azioni quotidiane, buone pratiche che ognuno di noi può seguire per contribuire a un risparmio energetico globale necessario per evitare pesanti ricadute ambientali
Tratto da Valori - n. 9 febbraio 2009

Dopo aver cenato a lume di candela per Mi illumino di meno ecco un'occasione per continuare ad impegnarci nel rispetto per il nostro Pianeta: una settimana in cui ci ricordano cosa si può fare per abbassare la febbre della terra, una settimana dove per gioco ci prendiamo un nuovo impegno e proviamo a mantenerlo. Più informazioni su Legambiente.

E perchè non aiutare Lella che con i suoi alunni deve trovare eco-idee per la sua città? Per maggiori informazioni andate qui.

ZUPPA DI LENTICCHIE

200 gr di lenticchie
100 gr di kamut
3 cipolle
alloro
rosmarino
salvia
1 chiodo di garofano
dado vegetale
tamari
lievito alimentare

Lasciare in ammollo 2 ore le lenticchie e il kamut. Affettare le cipolle, mettere la verdura i legumi e i cereali con le erbe profumate nella pentola e sulla cucina solare. Lasciare a sobbolire, piano piano fino a quando tutto si disfa. Al momento di servire aggiustare il sapore con dado e tamari.
Aggiungere due cucchiai di lievito alimentare.

Cucinare sulla cucina solare è sempre più divertente, ora il sole è anche leggermente più caldo e dura di più, ho messo la zuppa sulla cucina intorno alle 12 e verso le 15 l'ho ritirata, ovviamente era pronta prima, ma mi piaceva molto l'idea di farla cuocere a lunto e lentamente. Per la cucina solare al momento mi trovo comoda usando pentole in acciaio, senza nessun pezzo di plastica. Se volete cucinare la zuppa ovviamente potete usare la pentola a pressione e cuocere per 20 minuti dal fischio.

venerdì 13 febbraio 2009

Mi illumino di meno 2009


Anche quest'anno è partita la campagna Mi illumino di meno per la giornata del risparmio energetico.
Questo è il decalogo proposto per la giornata del risparmio energetico (e anche dopo):

1. spegnere le luci quando non servono
2. spegnere e non lasciare in stand by gli apparecchi elettronici
3. sbrinare frequentemente il frigorifero; tenere la serpentina pulita e distanziata dal muro in modo che possa circolare l’aria
4. mettere il coperchio sulle pentole quando si bolle l’acqua ed evitare sempre che la fiamma sia più ampia del fondo della pentola
5. se si ha troppo caldo abbassare i termosifoni invece di aprire le finestre
6. ridurre gli spifferi degli infissi riempiendoli di materiale che non lascia passare aria
7. utilizzare le tende per creare intercapedini davanti ai vetri, gli infissi, le porte esterne
8. non lasciare tende chiuse davanti ai termosifoni
9. inserire apposite pellicole isolanti e riflettenti tra i muri esterni e i termosifoni
10. utilizzare l’automobile il meno possibile e se necessario condividerla con chi fa lo stesso tragitto.

Risparmiare energia elettrica ha un significato che va al di là del sollievo in bolletta, rappresenta un impegno civile e sociale, una sorta di dovere che abbiamo nei confronti del pianeta che ci ospita.
Davvero ci tengo a sottolineare che tutti dovrebbero impegnarsi a scegliere come migliorare e incrementare le proprie prestazioni ecologiche nel tempo, per un motivo di rispetto della vita e non solo perchè risparmiano due soldi.

Decidere cosa cambiare in modo consapevole e, se la decisione porta a risparmiare, decidere
sempre in modo consapevole come investire in modo ecologico.

Mi spiego: oltre alle cose che possiamo fare in casa si deve andare un po' più in là, pensare anche al ciclo di produzione e all'energia spesa per far arrivare un oggetto nelle vostre mani.
Un litro di latte confezionato che arriva dalla Germania ha un costo ambientale più incisivo di un litro di latte crudo preso alla spina.
Infarinare e imburrare la tortiera ha un costo ambientale inferiore rispetto a quello di usare la comodissima carta da forno, che però produce inquinamento sia mentre si produce sia mentre si smaltisce (e non voglio nemmeno nominare le bombolette spray).
Usare prodotti sfusi è diverso che usare pacchetti confezionati.
Anche comprare un singolo pezzo di un prodotto in cartoleria è meglio che prenderlo al supermercato, perché quasi sicuramente in negozio non li troverete con gli immensi involucri di plastica necessari solo per appenderli al gancino della corsia e a non farli rubare...

Quest'anno nel pollaio abbiamo deciso:
di usare la cucina solare,
di spegnere il freezer e usare solo prodotti freschi,
di lavare i piatti a mano (stando bene attenti al consumo dell'acqua),
di usare la lavatrice solo a 30° o al massimo 40°,
di usare la bicicletta appena possibile.

Ho imparato ad andare in stazione a piedi e non in auto, a cuocere pani e lievitati partendo dal forno spento senza preriscaldamento (e lo farò anche con i muffins come consiglia Onde), ad accendere solo le luci necessarie, ad usare più spesso la scopa e meno l'aspirapolvere, ad essere critica su ogni oggetto che mi capita tra le mani quando faccio la spesa. Ho provato a dare una nuova vita alle cose prima di buttarle, a comprare meglio ma meno, ad usare il microonde al posto del forno tradizionale.

Mi impegno solennemente (e qui il galletto alzerà gli occhi al cielo) a spegnere tutte le luci, evitando di lasciarle accese per gli spiriti liberi che vivono nell'aria (non dovrebbero averne bisogno) e a sopportare un pelino di più lo scuro accontentandomi fino a quando è possibile della luce solare. In realtà trovare nuovi modi per alleggerire la mia impronta ecologica è una sfida quotidiana, ho a volte delle illuminazioni su cosa e come fare, non voglio fermarmi mai.

Ora siccome è il gesto che fa la differenza, voi cosa scegliete di fare e di mantenere?

TORTA NON CI CREDO MA L'HO FATTA AL MICRO ONDE...

A parte le orride foto, credete alla favola di questa torta: con il micro in 5 minuti dentro una tazza, l'ho scoperta sul blog di Mary! Ho provato...è vero ed è buona!

Anche loro si illuminano di meno:

Consumo meno
Senza perdere la tenerezza
Semi di papavero

Fiordisale
Una curiosa
Crocette colorate
I pasticci di Memole
Stella di sale

giovedì 12 febbraio 2009

Pagella


Cosa siamo? Siamo fuoco, acqua ed elettricità...sbalzi di energia che possono molto, ma a volte fanno poco. Un potenziale non espresso per mille motivazioni. Molto invece è detto e raccontato. "Mamma, facciamo così...se è bella esci con il sorriso, se no guardi per terra!" Mannaggia penso, a parte l'interpretazione scenica del dramma, ma perché non ricorda che sarà il risultato del suo impegno quello che troverà sul mio viso?

La gnoma osserva l'incredibile foglio pieno di numeri che secondo lei dichiarano il suo valore. Mi chiedo se è una questione sociale a cui si è adattata o se ho sbagliato in qualcosa e non ho saputo insegnarle a guardarsi dentro per trovare la risposta. E capisco mentre annega nei miei occhi che al momento la risposta devo rispecchiarla io.


Bhe fatevi sentire forte con questo gnomo rosso: la sua pagella è eccezionale!

CHEESE CAKE BANANA RICOTTA


per la base:
100 gr di farina 00
50 gr di fiocchi di avena piccoli
50 gr di fiocchi d'orzo
80 gr di zucchero di canna grezzo
80 gr di cocco rapè
90gr di burro

500 gr di ricotta
1 uovo
1 banana del commercio equo
80 gr di zucchero di canna
50 gr di farina
scorza di limone grattugiata

1 vasetto piccolo di dulche de lechè
2 cucchiai di maizena
latte
4 quadratini di cioccolato

Per la base mischiare la farina, i fiocchi, il cocco e lo zucchero con il burro fino ad avere un composto granuloso. Versare in una tortiera con l'apertura a cerniera, imburrata e infarinata.

Preparare intanto una crema, frullando nel mixer la ricotta, l'uovo, la banana schiacciata, la scorza di limone grattugiata, aggiungendo lo zucchero e la farina.
Versare la crema sulla base di fiocchi e infornare per 30 minuti a 180°.
Una volta cotta sfornare e aspettare che si intiepidisca, togliere l'anello e lasciare raffreddare.

Nel frattempo preparare il topping: versare il dulche de leche in un pentolino, unire i quadretti di cioccolato e i due cucchiai di maizena, mettere due\tre cucchiai di latte e girare bene con una frusta, cuocere per alcuni minuti fino a che non si addensa. Versare la crema sulla torta e una volta fredda mettere in frigo per almeno due ore prima di servire.

I cheese cake e la voglia di provare a farli è una di quelle cose che sono nate con il blog. Incuriosita da qualcosa che avevo solo assaggiato, rassicurata dalle vostre preparazioni, certa di trovare aiuto in caso di bisogno mi sono buttata e mi sono stupita.P artecipo con questo cheese cake alla raccolta di Mara, con un augurio speciale mentre guarda la luna.


Ecco anche una TORTA CHEESE ALLA FRUTTA DELLA GALLINA MI


mercoledì 11 febbraio 2009

L'armatura d'oro


Esci da qui, con lo sguardo fiero e le spalle forti, nascondi il tremare del tuo cuore, coraggiosa percorri le strade e arriva al castello della matrigna, apri la porta, spalanca le finestre e con il tuo sacro incantesimo spezza il malefico sortilegio, imponi alla nuova sposa e alla sorellastra di seguirti nel percorso nascosto delle tue tracce, mostra il punto in cui giocavi a scivolare, il divano dove ti rifugiavi con la febbre, le manate sulle scale fatte quando mi aiutavi a verniciare, mostra quello scalino in cui sei cresciuta di mezzo centimetro, il lavandino dove per la prima volta hai lavato i denti, l'angolo buio della tua camera che ha raccolto le tue lacrime e spalanca gli armadi per far uscire gli echi delle tue risate. Mostra dove hai appoggiati i piedi, dove le mani, fai scoprire l'impronta del tuo odore e con lo sguardo fiero e deciso esigi il tuo rispetto e proclama il tuo onore, risveglia il padre dormiente e ridai la luce necessaria alle stanze che ti hanno cresciuta.
Per questo incidere devi andare sola, ma io ti darò un'armatura d'oro, tessuta d'amore e con la tua storia che scivolando dalle dita si è incollata punto dopo punto e porta il tuo nome.

Inizio dalla fine e vi mostro il mio ultimo e pure secondo lavoro ai ferri...un gilet per la gnoma, che devo dire mi è venuto davvero carino...eheh modesta vero? Del resto avevo messo tra i miei buoni propositi quello di lavorare a maglia fino alla produzione di mutande, da qualche parte dovevo iniziare. Il primo lavoro è stato il parto di un "orridogilet" per il galletto, ma questa è un'altra storia!

PANE DI SEMOLA
100 gr di pasta madre
200 gr di farina 0
250 gr di semola
1 cucchiaino di sale
semi di sesamo
acqua

Impastare 100 gr di pasta madre con 200 gr di farina 0 e un po' d'acqua e lasciare lievitare per 5\6 ore.
Aggiungere la semola e il sale, eventualmente aggiungendo un pochino d'acqua per avere una palla di pasta morbida ed elastica e lasciare lievitare per 12 ore.
Aggiungere ancora un po' di semola se l'impasto si è lasciato troppo andare e dare la forma. Io ho intrecciato, spennellato con l'acqua, sparso dei semi di sesamo e fatto lievitare per un paio d'ore.
Infornare a forno spento, puntando a 200° per circa 30 minuti o fino a doratura

Abbiamo cenato a panini…eheeh il pane impastato alle 14, poi alle 20 ho aggiunto 250 di semola e sale, lievitato tutta la notte, alle 10 l’ho rimesso in forma, con un’aggiunta minima di semola, forma di treccia semini di sesamo, lievitato un paio d’ore scarso e cotto….è fantastico….con la burrata fresca!

martedì 10 febbraio 2009

Serenità


Serenità, qualcuno dice che è introvabile, altri che è sfuggente. Per me è.
Non c'era prima, non c'era da sempre, c'è adesso.
Non so bene cosa è cambiato se non un modo diverso di pormi dentro me, quando dopo aver cercato di guardare troppo lontano, ho deciso di fare caso alle piccole cose e ho scoperto spettacoli meravigliosi. Da allora, anche quando ho pianto e quando il male era inesorabile, sento un sottile filo che tira e percorre le mie ore e la mia vita: quella sensazione dolce e pacifica sempre presente, che mi permette di vedere il trasparente e il chiaro di ogni luce. Serenità è a un passo dalla felicità, entrambe si scolorano l'una nell'altra, è uno stato, un modo di essere, una realtà che non mi potrà più mancare anche quando ho paura. Serenità ora è me.

Nuovo compitino per il corso di educazione teatrale, dovevamo parlare di serenità. Abbiamo saltato una lezione a causa della neve e dopo aver pastrugnato con il nostro corpo, ora sperimenteremo la nostra voce, sempre con l'interrogarsi su quella eterna domanda "Chi sono io?"...ascolterò questa mia voce e vedrò cosa mi risponderà.


RISO AROMATICO AL LIMONE

250 gr di riso basmati
limone
1\2 cucchiaino di curcuma
2 cucchiai di cocco in scaglie
2 cucchiai di latte crudo (era previsto il latte di cocco)
olio extravergine d'oliva
1\2 di peperoncino in polvere o un peperoncino intero
2 semi di cardamomo
3 grani di pepe intero
2 cucchiai di mandorle tritate
1\2 cucchiaino di semi di cumino
1 cucchiaino di senape in salsa o 1\2 cucchiaino di semi di senape
sale

Mettere il riso in una pentola con 5 dl di acqua, la curcuma e il sale. Portare ad ebollizione, coprire e fare cuocere a fuoco basso per 10 minuti. Togliere la pentola dal fuoco e lasciare scoperta. Mettere il cocco in una ciotola con i due cucchiai di latte. In un wok scaldare 4 cucchiai di olio con il peperoncino, i semi delle bacche di cardamomo, il pepe, le mandorle tritate, il cumino e la senape. Far insaporire per 3\4 minuti quindi unire il riso. Aggiungere il succo di limone e il cocco e mescolare, terminare la cottura fino a che il riso è morbido (circa in 5 minuti), servire con prezzemolo e spicchi di limone.

La ricetta è stata presa dal libro "Vegetariano - 600 ricette saporite per menù sani e naturali", volevo sperimentare qualche sapore nuovo, mentre la gnoma non c'era...giusto per farci qualcosa di sfizioso. Bhe...ho fatto bang...ero un po' timorosa con tutte quelle spezie, invece l'equilibrio è fantastico...provare per credere! Rispetto all'originale ho completamente eliminato il burro (era previsto insieme all'olio) e ho dimezzato il cardamomo.

lunedì 9 febbraio 2009

Vento e sole


Lo scrivo qui, così rimane segnato, si sa mai che me ne dimentico, ma ieri domenica c'era il sole e il vento caldo, quello tipo phon per i capelli che ti diverti come una matta a star fuori a prenderlo tutto, quello che ti sbatacchia i panni stesi e te li asciuga in un attimo come se Super Man ci avesse alitato sopra!
Ho aperto le finestre, tutte, ho spento la stufa e li ho fatti entrare in casa...sole e vento. Non sono tipi che si mettono tranquilli sul divano, fermi a sorseggiare the.
Uno si allunga e va a cercare negli angoli più scuri, l'altro solleva fogli e foglietti spostandoli bruscamente e lasciandoli cadere in giro. Il sole poi predilige passare il tempo sulla pancia pelosa del mio gatto, ma a volte gentilmente si posa sulla cupola di vetro della pasta che lievita. Il vento invece si diverte a far sbattere le persiane: sa che la mia vicina ha i nervi fragili e al primo "bang" vorrebbe suonare il campanello di casa sull'orlo di una crisi isterica. Poi però mi pulisce l'aria, la rinfresca e mi fa sentire tutto più sano.

Io ho tentato di essere un po' vento e un po' sole.


'Cause I'm T.N.T. I'm dynamite
T.N.T. and I'll win the fight
T.N.T. I'm a power load
T.N.T. watch me explode
T.N.T. - AC/DC


ZUPPA DISINFETTANTE MA BUONA


150 gr ditalini integrali
100 gr di ceci secchi
2 zucchine
2 cipolle
dado vegetale

Lasciare a bagno i ceci per almeno 12 ore. Quindi lessarli (io l'ho fatto sulla cucina solare), tritare le cipolle e le zucchine. Unire in una pentola d'acqua (eheh mai misurata io conto 2 mestoli d'acqua a testa più due per la pentola) le verdure con i ceci. Aggiungere un cucchiaio di dado vegetale e quando bolle buttare la pasta, cuocere e servire.

Zuppa semplice e veloce che offre una delle 5 porzioni di frutta e verdura necessarie per garantire al nostro corpo la quanità giusta di vitamine e sali minerali, in particolare ho usato la cipolla, che infilo ovunque con l'aglio, per il suo potere disinfettante e tentare di evitare contaminazioni da virus intestinale.
Ovviamente la porto da Lety.

sabato 7 febbraio 2009

... poi riparto


Non posso negarlo...gli avvenimenti di questi giorni mi hanno stesa, appiattita, svuotata...non parlo dei singoli fatti, dei profondi dolori individuali, non parlo delle aberranti frasi scritte sui muri contro un padre, dei visi di chi crede nel miracolo, non parlo delle opinioni di ciascuno. Io davvero credo che in tutto questo non è il caso metterci nulla di proprio, se non un profondo rispetto.
Non metterci nulla, nemmeno, secondo me, una preghiera per chiedere qualcosa, forse una preghiera sarebbe necessaria per essere vicino al profondo dolore, questo si.
Quello che mi ha steso è l'uso della cosa pubblica, che oramai dichiaratamente non lo è più da un bel pezzo, è cosa pubblica ad uso privato, parlo di chi senza vergogna rappresenta solo se stesso. Parlo della capacità di strumentalizzare, ma anche della voglia di essere strumentalizzati e mi chiedo dove nasca questo infinito bisogno di sputtanarsi la coscienza di molti, piuttosto che prendere le redini in mano.
Mi sento così vuota e disarmata, perché, anche se riesco ancora riconoscere delle voci simili alla mia, vedo che in realtà va tutto in un altro modo e allora mi chiedo se siamo maledettamente pochi o maledettamente idioti..
Ho vomitato di fronte a certe dichiarazioni e ho scoperto che dopo averlo fatto nel mio bagno, avevo bisogno di farlo qui, nel mio appartamento privato, avevo bisogno di dire forte e chiaro in questo momento, in cui i diritti civili sembrano crollare, chi sono io, così che nessuno di chi mi legge possa confondersi o far finta di nulla. Se non vi piace andatevene.

Sono un'inguaribile bastarda che non ci sta, non ci sta alle frasi stupide, alle facinolerie, al non rendersi conto, al pensare ad altro, alla debolezza, alla massa, al gregge...
Bene...forse davvero io non sono italiana, non oggi e forse ne sono pure orgogliosa.

Ora che ho scritto posso tornare a pubblicare anche le mie stronzate.
Ringrazio pubblicamente , Stella di sale, Silvia&Vera e Giovanna perchè condivido la loro audacia e il loro dolore, come ringrazio chi ho riconosciuto come tale, ma non ha una sua pagina.

Come segnalato da Silvia&Vera chi se la sente può esprimere il suo dissenso per chi sta distruggendo la nostra democrazia e quindi la nostra liberta firmando questo appello.
Ma tu sei sicuro di essere libero?

venerdì 6 febbraio 2009

Arancio dolce: citrus sinensis


"Vuoi una spremuta?" "Si, mamma!"
...
"mmmmm...che buona! Mamma? Ma l'arancia è il tuo frutto preferito perché è arancione?"
"Si gnoma e perché fa un sacco bene e perché il sapore è buono e perché è coloratissima anche se è inverno"
"..perché l'arancione è il tuo colore preferito, vero?"
"Vero!"

"..per quello che abbiamo il gatto arancione!"
"Gnomo?"
"Si, mamma?"

"Non so se Aga è arancione, ma so che ha lo stesso colore dei tuoi capelli....tu sei arancione?" "Diciamo di si, ma non si dice...si dice rossa!"
"...bhe se vuoi essere fashion si dice color rame!"
"Rame?"
"Si...rame!"
"......"

"Ti dico che si dice rame..."

"Secondo me lo dici solo tu..."
"Non è vero! Lo dice anche una canzone....!"
"Seeeeeeeeeeeee..."

"Non piangere salameeeeeeeeeeeeeeeeeeeee dai capelli verderameeeeeeeeee...era un gioco..non un fuocooooooooo...."

"Mamma?"
"Dimmi..."
"Giochiamo con il cantatu?"

"Ahhhhhhhhhhhhhhhhhhh"
...segue fuga di gallina.

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Contiene molti acidi organici, 7,4 g di zuccheri, 50 mg di vitamina C, 71 mcg di vitamina A, quote rilevanti di calcio (49 mg), potassio (200 mg), una presenza non disprezzabile di fosforo (22 mg)
e magnesio, quantità minima di vitamine del gruppo B, i cloro e di zolfo. E' dotata di 1, 6 g di fibre alimentari. Un'arancia al giorno fornisce in pratica tutto o quasi tutto il fabbisogno quotidiano di vitamina C naturale, rendendo inutile e dispendioso l'uso di vitamina sintetica. Basti considerare che la vitamina C sintetica non viene assorbita, è inefficace o si rivela un dannoso eccitante, quella naturale viene assorbita totalmente e per di più riesce a fissare il calcio nelle ossa. Di qui la sua utilità nelle osteoporosi e nei disturbi ossei. L'arancia, infatti, contiene in buona quantità - per lo più nella parte bianca e spugnosa sotto la buccia - anche la vitamina P che rene assimilabile la C.
E' un frutto eupeptico (cioè favorisce le secrezioni gastriche), tonico muscolare e nervino, protettore vascolare, antiemorragico, utile per rafforzare le difese organiche, digestivo. E' raccomandata ai diabetici e in genere a chi corre il rischio delle tipiche malattie da freddo.
Contiene anche l'inositolo, che fa diminuire i grassi del fegato e è anti colesterolo. I dietologi lo raccomandano per contrastare l'arteriosclerosi, la gotta, i reumatismi e l'uricemia. Il suo succo da consumare fresco e appena spremuto è utile ai lattanti (da uno a tre cucchiaini), agli anziani e ai convalescenti. Uno o due bicchieri di succo con miele grezzo aiutano a stroncare raffreddori e influenze incipienti.
L'assunzione giornaliera di vitamina C attraverso l'arancia o il suo succo neutralizza alcuni potenti cancerogeni, diminuendo il rischio di ammalarsi di tumore allo stomaco.

Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio

BISCOTTI SAROSI ALL'ARANCIA

2 arance non trattate
olio di semi di girasole (lo stesso peso del succo delle arance)
zucchero mascobado 80 gr
400 gr di farina (o forse più)
1 uovo e un tuorlo (di galline libere)
10 gr di cremor tartaro
1 pizzico di sale

Grattugiare la buccia delle due arance (io ho usato il riga limoni per ottenere delle striscioline sottili per avere un effetto ottico), spremerle e pesare il succo ottenuto, quindi pesare l'olio.
Mescolare il succo, l'olio, lo zucchero, l'uovo e il tuorlo, le bucce e il lievito e aggiungere inizialmente 300 gr di farina, aggiungere man mano altra farina fino ad ottenere un impasto simile alla frolla. Lasciare riposare in frigo almeno un'ora.
Stendere la pasta a 2\3 millimetri e con le formine ritagliare i biscotti, che saranno disposti su una teglia ricoperta da carta da forno. (Io ho tenuto l'impasto più alto perché volevo dei dolcetti per la merenda della scuola un po' cicciottosi), spennellare con l'albume rimasto e infornare a 180° per circa 15 minuti (io qualcuno in più essendo più spessi).

I biscotti sono Sarosi, perché presi dal blog della mitica Sara: lei sa quanto mi piace sperimentare le sue creazioni! Ho fatto delle modifiche, basate sulla scelta degli ingredienti: zucchero mascobado perché lo preferisco a quello bianco, un uovo intero e un tuorlo perché mi ero distratta e mi sono dimenticata di dividerlo!
I biscotti sono buonissimi, avendoli fatti belli grandi sono rimasti simili a dolcetti, praticamente biscotti morbidi, quello che volevo per la merenda della scuola. Ottimi anche con il the, soprattutto se aromatizzato alla cannella e arancia!


L'arancia è un frutto versatile in cucina e infatti mi è finita anche qui:

INSALATA DI SEDANO RAPA E ARANCE
TORTA DI FARRO E MELE
MUFFINS CON ARANCIA, RICOTTA E SCORZA CANDITA
BUCCE DI ARANCIA CANDITE


giovedì 5 febbraio 2009

...ma tu sei sicuro di essere libero?


Con un decreto il governo decide di sospendere l’attuazione della sentenza della corte d’appello di Milano che autorizza l’interruzione della nutrizione artificiale ad Eluana Englaro.

Ma il decreto è rimasto «congelato», dal momento che il capo dello Stato, al quale è stato preventivamente sottoposto, avrebbe espresso serie perplessità.A esprimere dubbi sulla necessità di intervenire con un decreto sulla vicenda di Eluana sarebbe stato anche il presidente della Camera, Gianfranco Fini. La terza carica dello Stato ha invitato l'esecutivo, riferiscono fonti parlamentari, «a riflettere» sull'utilizzo di un tale strumento. Fini avrebbe parlato di «grave errore» per le ragioni espresse nei giorni scorsi. (Corriere.it)

Personalmente credo che la decisione di fare un decreto lampo su un argomento tanto importante rappresenti solo un atto per ledere la libertà individuale, per imporre. Mi ricordavo di essere in democrazia, ma forse mi sono confusa. Una scelta simile è una scelta individuale, che non spetta a nessuno se non a chi è coinvolto nella vicenda. Si può essere d'accordo, si può non essere d'accordo, ma la scelta è un diritto inviolabile della persona. Sono vicina con il cuore al padre di Eluana, per tutto il vomito che gli stanno tirando addosso, per la violenza che deve subire, violenza da regime. Per questo motivo ho scritto al Presidente della Repubblica, chiedendo di difendere i diritti di tutti bloccando il decreto. E' possibile anche firmare questa petizione.

Che pesci pigliare?



"Buonasera. Chi lo direbbe, siamo circondati dal mare e importiamo il 70% del pesce! Questo perchè il nostro mediterraneo è in assoluto il mare più sfruttato. La popolazione costiera vive sulla risorsa, e siccome sono in troppi, la risorsa scarseggia, e allora arrivano le sovvenzioni, sulla barca, sulla manutenzione della barca, il gasolio a prezzo politico e poi la sovvenzione sul gasolio, arrivate ad agosto dopo le proteste per il caro petrolio, e così sono sempre tutti incentivati ad andare sempre per mare a cercare un pesce che è sempre meno. L'esempio più eclatante di mala gestione della politica della pesca in Italia inizia con una pioggia di contributi europei e nazionali elargiti 10 anni fa ai pescatori di pesce spada perchè smettessero di usare le reti a maglia larga."
Milena Gabbanelli dalla Trasmissione Report del 16.11.2008.

Avevo visto questa inchiesta ed ero rimasta sconvolta. Da allora la mia spesa di pesce è ridotta, sparita. Ora una guida del WWF ci aiuta a fare la cosa giusta....perchè è stramaledettamente vero e non nascondiamoci dietro ad un dito:

TUTTO PARTE DAL BASSO E POI VA SU


La guida Sai che pesci pigliare? ci dice quali specie di pesci, crostacei e molluschi scegliere al momento dell’acquisto, cosa consumare, avendo la coscienza ecologica a posto, e cosa invece lasciar stare in mare. Semaforo verde per acciughe, per esempio, e per ostriche, rombi chiodati d’allevamento, sgombri. Semaforo arancione per mazzancolle, astici, seppie, sogliole, salmoni, orate. Semaforo rosso per l'anguilla, il tonno rosso, il pesce spada. Tutti tranquilli dunque nell’acquisto in pescheria per tutte le specie inserite nella lista verde: il WWF da il via libera poiché questi pesci soddisfano gran parte dei criteri compatibili con la salvaguardia degli stock e con un prelievo in mare sostenibile. Nella lista gialla sono invece inserite quelle specie che, se consumate con elevata frequenza, potrebbero andare incontro ad impatti eccessivi, e dunque, più cautela al momento dell’acquisto. I pesci elencati sotto il semaforo rosso dovrebbero essere evitati del tutto: per loro anche un consumo ridotto può incidere sullo stato degli stock e, in taluni casi, la reperibilità del prodotto può avere elevati costi energetici senza garanzie di ridotti costi ambientali.
tratto da WWF
Ringrazio SalsadiSapa e Essenza di Vaniglia che mi hanno fatto conoscere questa iniziativa, che vi chiedo di far girare tra i blog!