giovedì 15 ottobre 2009

Io mangio locale

Proprio prima della settimana per il commercio equo e solidale, il 16 settembre 2009 cade la giornata mondiale dell'alimentazione.
Mani Tese propone la campagna IO MANGIO LOCALE. SENZA SPECULAZIONI AGGIUNTE.

Una campagna nata per sostenere il diritto di tutti i popoli alla sovranità alimentare, vale a dire il diritto a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali.

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.
IO MANGIO LOCALE riafferma il potere dei consumatori e dei produttori nel determinare i comportamenti sociali e le scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale.
La campagna intende anche sottolineare l’importanza delle reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
IO MANGIO LOCALE appoggerà concretamente le famiglie di agricoltori dello Stato del Kassala (Sudan), beneficiari del progetto di sviluppo sostenuto da Mani Tese e volto al miglioramento della sicurezza alimentare (progetto 2166).
Gli obiettivi della campagna:
- ribadire e sostenere il diritto di tutti i popoli a decidere le proprie politiche agricole ed alimentari e a combattere la fame e la povertà attraverso il rafforzamento dei propri mercati locali;
- riaffermare il potere che i consumatori e i produttori hanno in tutto il mondo nella determinazione dei comportamenti sociali e delle scelte economiche legate alla produzione e alla distribuzione in un quadro di giustizia globale e sostenibilità ambientale e sociale;
- appoggiare concretamente il lavoro dei nostri partner per la sovranità alimentare in Sudan, sostenendo il progetto che Mani Tese realizzerà insieme ad ACORD nello Stato di Kassala, volto al miglioramento della sicurezza alimentare per la popolazione dell’area del Delta del Gash;
- promuovere e rafforzare le reti di consumatori, produttori, istituzioni, cittadini che attraverso comportamenti orientati alla giustizia, alla sobrietà, al consumo responsabile e alla solidarietà possono condividere buone pratiche, adottare nuovi stili di vita e promuovere concrete forme di cambiamento dell’attuale modello di sviluppo.
A chi si rivolge IO MANGIO LOCALE
- tutti i cittadini, possono partecipare alla campagna anche attraverso un semplice gesto volto a testimoniare la propria attenzione verso scelte di vita e di consumo che si muovono nel senso della giustizia e della sostenibilità;
- le associazioni, i gas (gruppi di acquisto solidale) e i gruppi Mani Tese che operano nel territorio, possono aderire alla campagna e realizzare alcune delle azioni previste, promuovendone i contenuti e le finalità presso i propri associati e organizzando specifiche iniziative locali rivolte alla cittadinanza;
- le scuole, gli insegnanti, gli studenti e i genitori possono partecipare attivamente alla realizzazione delle azioni della campagna e aderire alle proposte di formazione e di approfondimento sul tema del diritto al cibo;
- le istituzioni e le forze politiche del territorio, possono essere coinvolti dai temi della campagna adottando ordini del giorno a sostegno dei temi proposti e concrete scelte di amministrazione del proprio territorio a sostegno dei mercati locali;
- gli organi di informazione locali e nazionali, per la promozione della campagna e delle iniziative collegate e la trattazione e l’approfondimento del tema del diritto al cibo e della sovranità alimentare.
Mani Tese e il diritto al cibo
Tutta l’attività di Mani Tese è mossa dalla consapevolezza che la fame e la povertà siano il frutto anche di politiche commerciali ed economiche di sfruttamento ben precise e che le risposte da parte degli organismi internazionali non solo siano insufficienti a risolvere il problema, ma talvolta ne accentuano le conseguenze negative.
Oggi la fame è un dramma che colpisce ancora più di un miliardo di persone (1,02 secondo le ultime stime della Fao) nel mondo e nuove e vecchie cause concorrono a rafforzare un fenomeno che avrebbe dovuto essere debellato entro il 2015 secondo gli Obiettivi del Millennio assunti dai governi del mondo in sede Onu nell’anno 2000.
Ma non sarà così: il 2009 sta creando 100 milioni di poveri in più, persone che la crisi alimentare globale ha spinto nella spirale della fame.
La maggioranza di loro vive nei Paesi poveri e nelle aree rurali che hanno subito le politiche di liberalizzazione economica e gli accordi commerciali imposti da organismi internazionali come il Fondo Monetario Internazionale e la Banca Mondiale, che come unico effetto hanno quello di affossare sempre di più economie già impoverite e al collasso.
Per saperne di più
Dopo quasi due decenni di ricette liberiste fallimentari, i 191 Stati delle Nazioni Unite dichiararono nel settembre del 2000 la volontà di raggiungere entro il 2015 otto obiettivi di sviluppo (Millennium Development Goals) per ridurre finalmente miseria ed esclusione sociale.
Il primo di questi obiettivi era quello di sradicare la povertà estrema e la fame tramite tre azioni: ridurre della metà la percentuale di popolazione che vive in condizione di povertà estrema (con meno di un dollaro al giorno); garantire una piena occupazione e un lavoro dignitoso per tutti; ridurre della metà la percentuale di popolazione che soffre la fame.
Obiettivi oggi sempre più lontani.
A giugno di quest’anno la Fao ha lanciato l’allarme: si prevede che la fame nel mondo raggiungerà un livello storico nel 2009 con 1,02 miliardi di persone in stato di sotto-nutrizione. “La pericolosa combinazione della recessione economica mondiale e dei persistenti alti prezzi dei beni alimentari in molti paesi ha portato circa 100 milioni di persone in più rispetto all’anno scorso oltre la soglia della denutrizione e della povertà croniche” – ha detto il Direttore Generale della FAO Jacques Diouf. “Questa silenziosa crisi alimentare – che colpisce un sesto dell’intera popolazione mondiale – costituisce un serio rischio per la pace e la sicurezza nel mondo. Abbiamo urgentemente bisogno di creare un largo consenso riguardo al totale e rapido sradicamento della fame nel mondo, ed intraprendere le azioni necessarie ad ottenerlo”.
Le cause della crisi alimentare
La crisi alimentare globale del 2008 è esplosa prima di quella economica e finanziaria che ha messo in ginocchio l’economia del pianeta. La causa principale, che a sua volta è stata generata da una complessa serie di concause, è stato l’aumento dei prezzi dei cereali la cui ascesa era già iniziata all’inizio del 2007. Tra marzo 2007 e aprile 2008 i prezzi sul mercato mondiale del grano e del riso sono cresciuti rispettivamente del 77% e del 18%, con impennate nei primi mesi del 2008 quando per alcune varietà di riso e grano il prezzo è cresciuto del 150%. L’aumento dei prezzi dei cereali ha portato con sé un generalizzato aumento dei prezzi dei generi alimentari e dei derivati diretti di tali prodotti come pane, pasta e farinacei in genere. L’aumento dei prezzi ha provocato una maggiore difficoltà a reperire cibo sui mercati soprattutto per le fasce più povere della popolazione che impiegano un’alta percentuale del proprio reddito in acquisto di cibo. Da qui le rivolte popolari in molti paesi (come Egitto, Filippine, Camerun, Haiti, Costa d’Avorio) riportate dai media.
Oggi i padroni del cibo sono poche multinazionali che controllano l’intero settore (dal mercato delle sementi alla grande distribuzione) e lucrano sul cibo, guadagnando enormi cifre a discapito dell’agricoltura su piccola scala che dall’oscillare dei prezzi non trovano nessun vantaggio. La fame e le crisi alimentari sono il frutto di scelte politiche e non l’esito inevitabile di dinamiche economiche e naturali “autonome”. A rimetterci sono sempre i più poveri e chi lavora nei campi, a guadagnarci le poche multinazionali che hanno in mano il commerci internazionale delle commodities agricole.
Per approfondire le cause della crisi alimentare suggeriamo questo testo di Valeria Sodano: http://www.italia.attac.org/spip/IMG/pdf_la_crisi_alimentare_del_2008.pdf
La sovranità alimentare come soluzione
Per intervenire efficacemente nella lotta alla fame e per la sicurezza alimentare la soluzione esiste ed è la sovranità alimentare: il diritto di tutti i popoli di decidere la propria politica agricola e alimentare. Per farla funzionare, come rivendicano i movimenti contadini ormai da qualche anno come la Via Campesina, è necessario operare a più livelli.
• Garantire, attraverso politiche di mercato adeguate, una giusta remunerazione per tutti gli agricoltori ed una equa e giusta distribuzione della ricchezza lungo tutta la filiera di produzione; proteggere i mercati nazionali dai prodotti importati a basso prezzo; regolare la produzione nel mercato interno al fine di evitare l’accumulo di eccedenze; abolire gli appoggi diretti e indiretti alle esportazioni e i sussidi alla produzione nazionale che promuovano sistemi agricoli insostenibili; appoggiare pratiche agricole sostenibili e programmi di riforme agrarie.
• Favorire il rispetto dell’ambiente e la qualità e la sicurezza degli alimenti: controllare adeguatamente la proliferazione di epidemie e malattie, garantendo nello stesso tempo la sicurezza e la non nocività degli alimenti; fissare criteri di qualità degli alimenti adeguati alle preferenze e necessità della gente; stabilire meccanismi nazionali di controllo di qualità degli alimenti, in modo che seguano giuste regole ambientali, sociali e sanitarie.
• Garantire l’accesso alle risorse produttive, riconoscendo e facendo valere i diritti giuridici e le consuetudini delle comunità sulle decisioni riguardo l’uso delle risorse locali e tradizionali, anche quando non abbiano ancora goduto di quei privilegi giuridici precedentemente; garantire l’accesso equo alla terra, alle sementi, all’acqua, al credito e altre risorse produttive; proibire ogni forma di sperimentazione su esseri viventi e la appropriazione di conoscenze associate all’agricoltura (la salute) e all’alimentazione mediante l’utilizzo della proprietà intellettuale.
• Lavorare sull’asse produzione-consumo, sviluppando sistemi agroalimentari sostenibili e in grado di favorire i consumi tramite i mercati locali e la diffusione di prodotti a filiera corta e “chilometro zero”.
• Proibire la produzione e commercializzazione di sementi, alimenti e prodotti geneticamente modificati, così come qualunque prodotto affine.
• Imporre la trasparenza dell’ informazione e leggi anti monopolio tramite la garanzia dell’etichettatura chiara e precisa degli alimenti per il consumo umano e animale, basata sul diritto dei consumatori e agricoltori di conoscere l’origine e i contenuti di quei prodotti; fissare norme obbligatorie per tutte le imprese, che garantiscano trasparenza, responsabilità pubblica, rispetto dei diritti umani e delle norme ambientali; stabilire leggi atte a bloccare la formazione di monopoli industriali nei settori agricolo e alimentare.
Per queste ragioni il cibo, la terra e le persone devono tornare al centro dell’attenzione e le politiche pubbliche devono avere la funzione di tutelare le persone in quanto produttori e consumatori e difendere la terra. Intorno al cibo si gioca una battaglia di civiltà enorme: come verranno gestite le risorse naturali (ad esempio l’acqua che per il 70% soddisfa bisogni agricoli), il valore che il lavoro nei campi assumerà, la sostenibilità del settore primario in termini energetici e ambientali, la difesa delle colture e delle culture tradizionali, della terra e della biodiversità soprattutto nei territori indigeni e nelle riserve naturali, il ruolo dei governi e di tutti gli attori internazionali. La difesa del cibo è un modo di proteggere l’uomo e la donna. Rimettere questi elementi al centro significa dare futuro alle persone, anche e soprattutto a quelle che vivono nei paesi già colpiti da un impoverimento crescente come abbiamo immaginato all’inizio di questo articolo. Dal cibo passano le sorti della democrazia che è una questione di sovranità dei popoli e non di pochi. Sovranità alimentare, appunto.
A breve maggiori informazioni sugli appuntamenti di ottobre, le iniziative in piazza, le modalità di adesione!

Il 17 e 18 ottobre 2009 Mani Tese scenderà in piazza in tutta Italia per affermare la concretezza di percorsi e scelte che possano garantire il diritto al cibo a tutto il pianeta. Scelte spesso che partono da piccoli gesti quotidiani, che tutti noi consumatori possiamo adottare nel nostro consumo alimentare giornaliero.

tratto da Mani Tese
--------------

Forse può sembrare anacronistico che una persona aderisca nello stesso tempo alla settimana del commercio equo solidale e a questa campagna. In realtà sono aspetti diversi in cui si declina un pensiero preciso, che è quello per cui mi sento protagonista delle mie scelte e desidero essere consapevole dei miei gesti. Faccio fatico, ma desidero pensare lontano, desidero che un cibo o un prodotto acquistato non serva solo a riempirmi la pancia o ad essere usato, ma abbia un senso ampio, che respiri ampio, che nutri il pensiero e l'anima. Ecco come, spiegato in 10 mosse più una proprio da ManiTese:

1] Compra il più possibile prodotti freschi e di stagione. Molto può essere anche fatto in casa…

2] Non farti ingannare dai prodotti fuori stagione in offerta speciale: sono poco sani e ambientalmente insostenibili.

3] Serviti il meno possibile dalla grande distribuzione che lucra sui prodotti alimentari e inquina diffondendo imballaggi inutili e costosi.

4] Non comprare merce delle multinazionali alimentari che ingrassano chi specula sull’agricoltura.

5] Bevi l’acqua del rubinetto: zero kilometri, zero plastica, zero speculazioni.

6] Privilegia la filiera corta e il basso impatto ambientale tramite i mercati locali e fai la spesa responsabilmente insieme agli altri tramite i gruppi di acquisto solidale.

7] Quando fai la spesa considera sempre quanti km quel prodotto ha consumato prima che lo possa consumare tu.

8] Acquista prodotti sfusi e alla spina, contribuendo a ridurre l’impatto ambientale.

9] Costruisci un rapporto di fiducia con i produttori invece di dar retta alla pubblicità.

10] Acquista i prodotti provenienti da altri paesi (cacao, caffé, the, zucchero) solo nelle botteghe del commercio equo e solidale.

+ 1] Sostieni i progetti di cooperazione di Mani Tese e delle Ong che promuovono la sovranità alimentare
in tutto il mondo!


RISOTTO AL MELOGRANO

AVVERTENZA PER I LETTORI SENSIBILI: comunico che il risotto qui sotto è stato cucinato con il microonde, contro qualsiasi tradizione risottara. Chi è sensibile, ha sbalzi di umore, è puro di cuore è pregato di passare direttamente alla fine della ricetta, dove troverà il link alla ricetta tradizionale.

400 gr di riso
1 cipolla
1\2 bicchiere di vino bianco
2 melograni
40 gr di formaggio pecora
1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva
600 ml di brodo di verdura

Pulire e affettare la cipolla sottilmente, metterla in un contenitore di pirex con un cucchiaio di olio e due di acqua e cuocere per 2 minuti alla massima potenza nel forno a microonde
Versare il riso, mescolare e passare per altri 2 minuti nel micro. Sfumare con il vino e cuocere per altri 2 minuti. Versare il brodo, girare e cuocere con il coperto chiuso per 10 minuti, girando ogni cinque minuti. Nel frattempo sgranare i due melograni, spremere i chicci di un frutto, schiacciandoli con uno schiacciapatate.Versare il succo e cuocere per altri 5 minuti.
Quando il riso è cotto, unire i chicchi rimasti e il formaggio di pecora grattuggiato, amalgamare e lasciare riposare per qualche minuto prima di partire.

Delicato e saporito, trovate qui la ricetta tradizionale, senza cottura al microonde.

30 commenti:

  1. Quanti buoni consigli...ho sempre cercato di rispettarli il più possibile e hai fatto bene ad elencarli in modo così perfetto e semplice!
    Buono il risotto...mi ispira il melograno!!!!
    Un abbraccio cara!

    RispondiElimina
  2. Buono il risotto! Io lo facevo così con la crescenza. E grazie per il decalogo..alla fine poi i prodotti equosolidali rispondono a necessità (o quanto meno desideri) diversi da quelli locali. Se a Roma non producono caffè e cioccolata... che possiamo fare :)

    RispondiElimina
  3. nel mondo 1 miliardo di persone soffrono la fame...!!!
    Avere rispetto del cibo, è un principio che dobbiamo insegnare ai nostri figli, perchè con il rispetto potremo anche dare cibo a chi non ne ha.
    Ciao cara lo, sei sempre molto brava a spiegare queste belle iniziative.
    Con l'augurio che sia per te una radiosa giornata, ti saluto, roberta.

    RispondiElimina
  4. Cerco di rispettare le 10 regole più una di cui parli, ma spesso si traduce in un chilometraggio aggiuntivo per me per trovare il negozio giusto; però siccome vado a piedi o in bici (elettrica!) almeno non inquino! Per il risotto a micronde: mi piace da morire anche se non l'ho mai fatto e non l'avevo mai sentito dire. Mi hai convinta ora provo!!! Io però metto anche i pistacchi... ma quelli di Bronte che, certo a Km 0 non sono...
    Baci

    RispondiElimina
  5. Ciao Lo...Come sai da qualche tempo ho avuto una svolta green..E questo grazie anche a te ed ai tuoi buoni consigli!
    I melograni del giardino di papà li ho, quindi il risotto è d'obbligo!
    bacione

    RispondiElimina
  6. Lo sei un mito... un risotto al micro non l'avevo mai visto... voglio provarlo anch'io!!! interessante questa cosa!!! poi al melograno dev'essere troppo buono! copio tutto! bacii

    RispondiElimina
  7. Che bella idea per un risotto, avevo già visto in giro alcune idee con la melagrana, ma questa le batte tutte! Proverò anche il procedimento al micro, mi sembra un'ottima idea!

    RispondiElimina
  8. Risotto al melograno????? mai sentito!!! però ha un aspetto molto invitante.. .-)) bacioni...

    RispondiElimina
  9. Carissima!!!
    Brava che hai postato sull'iniziativa di Mani Tese! Non appena posso lo rebloggo su FB!
    Il nostro gruppo qui di Rimini nel prossimo weekend sarà impegnato in un'altra iniziativa, però ci siamo ripromessi di organizzare più in là una cena a Km 0 aperta al pubblico. Devo ammettere che fra tante associazioni quella che più rispecchia i miei prìncipi e i miei obiettivi personali è proprio questa. Sono stata sorpresa dalle attività che si organizzano e da quando sono dentro mi sento molto più felice!
    E per il risotto al melograno... ho seguito tutta la vicenda e i tentennamenti... sembra ottimo! Devo proporlo al cuoco di casa... lui va pazzo per il melograno, chissà che effetto gli farebbe col risotto! :D

    RispondiElimina
  10. Si, ci simao già informate su tutt ele iniziative organizzate nella nostra città legate a questo evento..ed ammettimao che ce n'è proprio per tutti!
    Buonissimo questo risotto, con tutti i melograni che porta a casa nostra mamma...lo proveremo di certo!!
    un bacione

    RispondiElimina
  11. Bravissima Lo e grazie per la segnalazione.
    Condivido in pieno TUTTO!!!
    e complimenti per il risottino, mai provato questo abbinamento, proverò!
    baciiiiiiiiiiii

    RispondiElimina
  12. Grazie per le Info, Lo!!!
    E complimenti per il risottino...col melograno, mai provato!!!!!!!

    RispondiElimina
  13. brava Lo , sei grande !!buoni consigli , che è bene sempre ricordare e buona ricetta !

    RispondiElimina
  14. Mari sei in gambissima...un bacione

    Giò...mmmm con la crescenza sarà cremosissimo...buono!!!Hai ragione sui prodotti solidali :)

    Roberta....anch eio cerco di spiegare alal gnoma perchè amngiamo in un certo modo e vedo che le serve per capire.....oggi è una radiosa e frenetica giornata di sole :)

    Stefania in effetti non tutti i negozi sono sotto casa....anche io organizzo i miei giri in modo da fare il tipo di spesa che amo senza esagerare nei km...che bella la bici elettrica! bacio

    Saretta tu sei in gambissima...un bacione

    Micela il riso al melograno merita davvero ...è buonissimo...e al micro io mi trovo comoda...praticamente lo guardi poco poco e fa tutto lui! ;)

    Ondina....dai prova! bacione

    Claudia...eheh in effetti quel rosso che occhieggia tra i chicchi è davvero simpatico!

    Danda...eheh io quasi quasi mi trasferisco vicino al tuo gruppo...mi piacciono un sacco le cose che fate....ti ricordi il dusalun...lui cercava di fare tutto a km 0!

    Manu Silvia...vero che ci sono cose interessanti in programma? :)

    Betty grazie a te bacionissimi

    Simo è da fare allora un abbraccio

    Caty...vero che mani tese li ha riassunti davvero bene? un abbraccio

    RispondiElimina
  15. approvo al 100% per cento anche se a volte la fretta e voglia di qualcosa di diverso la fà da padrone, buono il riso al micro, io non mi scandalizzo affatto :-) baciiiiii Ely

    RispondiElimina
  16. Sì sì me lo ricordo il Duslaun... quello vicino al "busslotto"!!! ;D

    RispondiElimina
  17. Cara Lo, hai pubblicato un decalogo basilare, importante:
    Io cerco sempre, spacialmente al mercato, di frequentare chi arriva con i prodotti locali e di stagione.
    Sono individuabili immediatamente, e dal tipo di bancarella e dalla folla che generalmente si accalca per fare acquisti.
    Sono i primi ad andare via, perchè finiscono tutto!!

    Ciao, buona serata.

    RispondiElimina
  18. sono in completa sintonia anche con questo post!
    ps per il commercio equo qui da noi non fanno nessuna iniziativa però nei negozi ctm altro mercato ci sono dei piccoli omaggi in base a quanto spendi per tutta la settimana! e ho visto che all'esselunga i prodotti ctm sono tutti scontati del 20%

    RispondiElimina
  19. Direi che il tuo post è in sintonia con il mio! Com'è che non hai partecipato al blog action day, sarebbe stato perfetto!

    Ciaoooo!

    RispondiElimina
  20. Grazie per i suggerimenti e per questa singolare ricetta!
    Buona giornata
    Silvia

    RispondiElimina
  21. e'una vera chicca questa ricettina ;)

    RispondiElimina
  22. è musica per le mie orecchie (anzi per i miei occhi!) questo elenco di regole di buon senso!! sul risotto non mi pronuncio: mai usato un microonde in vita mia! me tapina.. :-D bacioni!

    RispondiElimina
  23. Bel post! Ho molto da imparare!!!!
    Baci e buon fine settimana con premietto!

    RispondiElimina
  24. Post molto interessanti che invitano a riflettere, per prendere consapevolezza e trasformare i gesti in scelte.
    Baci
    ps: come vanno le convivenze?

    RispondiElimina
  25. Ely...in effetti a volte le voglie...però per le mie trovo sempre ottimi compromessi! un bacione

    Danda si si quello vicino al bussolotto ahahahha

    Sirio che meraviglia...da noi il mercato ha perso qualsiasi buona caratteristica.. :(

    Giò anche da noi in realtà la settimana la trovo solo alla coop, all'esselunga non sono passata ;)

    Aiuolik...non ho partecipato perchè nons apevo, poi quando l'ho visto sui vostri blog non ho avuto tempo di aggiornare il blog, ovviamente condivido l'iniziativa :)

    Grazie a te Silvia un bacione

    Grazie Mirtillina :)

    Salsina...eheh io il micronde l'ho avuto in eredità e quindi lo suo....alla fine per alcune cose è comodo...ovviamente si può provare alla tradizionale :)

    Lisa ma grazie ..ora vengo da te!

    Twostella...in effetti a volte quest eliste aiutano ad essere più concreti...le convivenze? a volte stanno insieme nella stessa stanza schifandosi tra di loro...pazienza!

    RispondiElimina
  26. ci provo, e quasi sempre ci riusciamo! grazie per i consigli!
    n.b.: ti ho nominato per l'honest scap, passa da me se puoi!
    ciao

    RispondiElimina
  27. Iniziativa lodevole quella delle Mani Tese.

    Non amo tanto il riso.

    RispondiElimina
  28. Cara Lo...
    come sempre grazie per i motivi di riflessione che ci offri in tutti gli aspetti della vita! sei una persona eccezionale e ... quando mi lasci commenti mi fai spesso ... commuovere con poche parole...
    ti abbraccio forte
    dida

    RispondiElimina
  29. Laura benvenuta qui nel pollaio e grazie davvero per il premio che ritiro volentieri

    Stella...lodevole e semplice nelle sue proposte...

    Dida un abbraccio forte

    RispondiElimina
  30. come non essere daccordo anche i mangio locale, magnifico il risotto al melograno

    RispondiElimina