giovedì 31 luglio 2008

Il chilometro 86

Non mi piace quando, per vari motivi, il mio corpo non sta al passo con la mia testa, quando, per vari motivi, rimane un attimo indietro...anche se guardandomi allo specchio...ultimamente sembra essere rimasto distante anni luce....non ho più muscoli, non ho più fiato, non ho più forza
...quindi devo fare qualcosa
...e propongo al galletto, dalla spalla sciancata, di iniziare a camminare: passeggiate nei boschi e in montagna come sana abitudine per rimanere in forma.
Bene, il fatto è che nel pollaio non si scherza e quando si spara un sogno, anche se minimo come quello di uscire un pomeriggio nel bosco, si alza subito il tiro e si esagera....e così, in previsione del fatto che fra qualche anno saremo dei camminatori provetti e di fare in un solo botto Cammino di Santiago e via Francigena, in previsione che faremo tutte le nostre vacanze a piedi con lo zaino o al massimo in bicicletta, in previsione che cammineremo km e km,
ben sapendo che se non sarà già il prossimo week-end, sarà fra qualche settimana, ma ci fermeremo, sapendo che niente ci scrollerà dal divano quando fuori farà freddo o quando il galletto sarà stufo di lavoro,
noi abbiamo già fatto un sacco di progetti e di viaggi, segnato almeno un milione di itinerari e, soprattutto, il galletto e la gnoma hanno progettato un sacco di acquisti.
A sentire loro per camminare ci vogliono bacchette, magliette con i buchi sotto le ascelle, zaini con cannucce per bere, cappelli con velo sul collo, coltellini multiuso, scarpe tecniche per ogni tipo di sasso che avrà la sfortuna di incontrarci, binocoli, carte e non so che altro....a sentire me non ci vuole niente.
Abbiamo così patuito per l'acquisto (per loro) di bastoncini per camminare (non vogliono capire la magia di trovare il proprio bastone dove intarsiare con i denti il proprio nome....) e di un cappello stile "legione straniera" solo al compimento del 100km di strada percorsa....se accumuliamo 100 km e ci rimane il sorriso sulle labbra....allora darò il mio consenso per lo sperpero del denaro. Tra ieri e oggi siamo scesi a 86 km da percorrere, andando al Forte d'Orino, in giro per il paese e in gita oggi....chi vivrà, vedrà!

COUS-COUS



1oo gr di lenticchie secche
150 gr cous cous integrale precotto
4 pomodori
basilico
1 cipollotto
1 melanzana
olio extravergine di oliva

Lessare le lenticchie in pentola pressione, con una foglia di alloro, per 20 minuti dal fischio. Tostare il cous cous in un tegame asciutto, versarvi sopra a cqua calda leggermente salata (2 volumi per ogni volume di cereale) , cuocere per un paio di minuti e lasciare riposare a fuoco spento per altri 5 minuti. Sgranare il cous cous con la forchetta e condirlo con poco olio extravergine di oliva, i pomodori tagliati a pezzetti, le lenticchie, il basilico spezzettato e il cipollotto affettato finemente. Servire con due fette di melanzane grigliate

martedì 29 luglio 2008

Home sweet home


Sono stata via per un lungo week-end, di relax e di stacco...ce la siamo goduta...il vento che soffia tra i rami, la sensazione dei piedi nudi sugli aghi di pino, il fermarsi un attimo per osservare un uccello che ci è venuto a trovare, fissare per sempre una gazza ladra e chiederti se davvero vuole prendersi qualcosa che luccica, dire buongiorno ai vicini di tenda...farfugliare tre parole in inglese agli olandesi, mentre loro farfugliano in italiano per seguire una sorta di strano galateo tra ospiti degli alberi che si scambiano le lingue, guardare la gnoma che si tuffa 2500 volte nella piscina gelata e rispondergli 2500 volte che no non entri nella piscina gelata, nel frattempo chiedersi per 2500 volte quanto sono diventata vecchia che non faccio più il bagno nella piscina gelata, fare la doccia all'aperto, leggere in un fiato tre libri, cenare in compagnia con tutti gli sconosciuti, ridere e spiegare al "ducth-cameriere" che vuoi una panache, cioè un bicchiere metà bier and metà gazzosa, anzi no sorryyyyyyyyyyyyyy sprite...vederlo andare via dicendo "yeah, yeah ..." e sapere che quella parolina è stata fatale...che quella parolina porterà all'inevitabile errore....vedersi infatti servita...una birra piccola e una bottiglia di acqua gasata....incrociare lo sguardo vuoto del tipo dire "si va bene lo stesso" e giurare a te stessa che quando sarai in Francia per le vacanze annegherai nella panache.....sentire l'immenso bisogno che vuoi essere a casa.
PANNA COTTA
25O ml di panna fresca
125 ml di yogurt
3 cucchiai di miele
2 cucchiaini di agar-agar

Mettere in un pentolino la panna, il miele e l'agar-agar, mescolare bene e mettere sul fuoco, a fiamma bassa, girando e senza mai arrivare al bollore, per 5 minuti. Spegnere, aggiungere lo yogurt e mescolare. Versare nelle coppette e mettere in frigo, per almeno 3 ore.

La ricetta è stupidina, so che tutti sanno fare la panna cotta....ma ho voluto mettere il procedimento con l'uso dell'agar-agar invece che della colla di pesce, che mi fa senso! L'agar-agar è un'alga che serve per addensare e fare gelatine e così ve lo dimostro!! I biscotti sono fatti seguendo la super buona ricetta di Pippi per la pasta frolla con l'olio...il risultato seguendo i suoi consigli è ottimo...la pasta frolla è friabile, si lavora bene e i biscotti sono buoni! Invece dell'arancia ho usato un cucchiaino di questa miscela per dolci del commercio equo. La pasta frolla con l'olio è ottima per chi ha problemi di colesterolo, ma vi ricordo che è più calorica di quella con il burro!

sabato 26 luglio 2008

Altrove

Dopo i fiori piantati
quelli raccolti
quelli regalati
quelli appassiti
Ho deciso
di perdermi nel mondo
anche se sprofondo
lascio che le cose
mi portino altrove
non importa dove
non importa dove
(Morgan)

..in verità non ci sono...scrivo questo post, come se fosse un prodotto della macchina del tempo...lo scrivo come "se fosse", nel momento in cui si pubblica, ma non è così e mentre si pubblica, io sarò altrove...sarò via con la mia tendina, quella piccola, quella che lanci, vola e in tre secondi è montata, quella che poi ci impieghi due ore a ripiegare tipo origami, per metterla via, sarò via con il galletto e la gnoma, sotto un albero in campeggio, con un libro, un tuffo in piscina, senza vestiti, senza orario, senza nulla...se ho voglia si chiacchiera, se ho voglia mi isolo, mangiando spulciando quello che preparo, incontrandosi alla sera intorno alla tavolata...e non importa se non conosci nessuno, lo farai al momento e si vedrà...


ARANCINI DI RISO AL POMODORO

3 pomodori
300 gr di riso integrale
2 uova
40 gr di formaggio di pecora grattugiato ( o di parmigiano)
6 olive
basilico
100 gr di pane grattato
olio extravergine d'oliva

Lessare il riso in abbondante acqua salata, scolarlo bene, mescolarlo al formaggio grattugiato e lasciare intiepidire. Rompere le uova separando i tuorli dagli albumi, incorporare i tuorli al riso e metter in un piatto gli albumi. Snocciolare le olive e tagliarle a pezzettini, lavare e tagliare a pezzettini i pomodori, aggiungere le olive e le foglie di basilico spezzettate. Con le mani umide formare delle palline con il riso, compattandole con forza, infilare nel centro un pezzo di pomodoro e di oliva. Passare la pallina prima negli albumi e poi nel pangrattato. Ungere una teglia con un filo d'olio, posizionare le palline di riso impanate, cuocere a forno caldo a 200° per 20 minuti, fino a doratura.

Ricetta trovata su Cucina Moderna Oro - Piatti vegetariani all'italiana e modificata un pochino da me!

venerdì 25 luglio 2008

Ohhh polpetta perchè sei tu polpetta!


Ma quanto carina è la polpettina, dai ditemelo...che la polpettina ti fa subito simpatia...certo non la si presenta ad un pranzo ufficiale, la si tiene per gli incontri familiari, quelli dove c'è confidenza, intimità...ma appena si vede la polpetta nel piatto ti scappa subito il sorriso e la chiacchiera...è un piatto "ciccipecicciop" e così, quando ho messo questo piatto sciocchino in tavola, sono partite le chiacchiere "sai mamma che la mia amica mi ha chiesto se non avevo paura a fare judo, che mi picchiavano?" " ti picchiavano??? non ci si picchia a fare judo, è un'arte marziale, una specie di danza e pensiero, un modo per esprimere quello che senti giocando con gli altri.." "eh????" "niente gnomo...ma è per questo che hai bigiato tutte le lezioni di judo all'oratorio?" "si mamma" "...." "avevo paura..." "ma una l'hai fatta...come è andata?" "è stato divertente e non mi hanno picchiato..." "no effettivamente non l'hanno fatto...ti è andata bene" "già" "...mangia la polpetta" "mamma??" "si?" "ahahahahaah" "ahhhahahaah"

POLPETTE DI LENTICCHIE E ZENZERO
150 gr di lenticchie di Rodi
1 pezzo di zenzero
2 spicchi d'aglio
2 uova
1 mazzetto di prezzemolo
pane grattato
olio extravergine di oliva
sale


Cuocere le lenticchie in pentola pressione per 20 minuti dal fischio. Grattugiare un pezzetto di zenzero, tritare aglio e prezzemolo, unire in una terrina le lenticchie, il trito, lo zenzero, le uova, il sale e un po' di pane grattugiato. Con le mani formare delle polpette, passare nel pane grattato e cuocere in forno caldo a 200° per 15 minuti.

giovedì 24 luglio 2008

Fagiolini

Finalmente li ho trovati olèèèèèèèèèè...freschi, buoni ...mi piacciono in tutti i modi, ma non li sopporto surgelati sono gommosi...cosi aspetto l'estate e ne faccio una scorpacciata...li metto nella pasta, nel riso, nelle torte salate, con altre verdure e insieme alle patate...li spunto..tic e tac....mi piace...odio stirare e lavare i vetri...ma sgranare piselli, fagioli e spuntare i fagiolini mi ipnotizza, ha un che di catartico...mi metto seduta sul tappeto, accendo un cd, lo scolapasta tra le gambe, il pacchettino del rudo e inizio...poi ora ho il mio miciogatto che mi aiuta....anche lui ipnotizzato mi fissa con gli occhi tondi e non posso evitare di regalargli almeno un paio di cornetti!

...e poi un sacchetto di fagiolini e uno scolapasta sono stati tra i primi giochi che ho lasciato allo gnomo: mi ricordo la palletta rossa a 6 mesi, seduta sul tappetto...la manina cicciotta e fagiolini dappertutto...li toccava, li prendeva, li osservava e li metteva in bocca....ma andava benissimo...ore e ore di gioco, imparava così ad innamorarsi delle cose piccole ed ad organizzare il suo tempo, a gestire la sua noia, a trovare alternative....mi ricordo davvero bene la palletta rossa finire il suo gioco prendendo lo scolapasta pieno e rovesciarselo in testa, felice sotto una pioggia di fagiolini!

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Proprietà

Ricchi di sali minerali, vitamina A e C svolgono una spiccata azione diuretica e sono ottimi rinfrescanti dell'apparato gastrointestinale. Per il buon contenuto di vitamina A, proteine e potassio sono raccomandati a chi soffre di ipertensione e malattie cardiache. Appartengono alla famiglia delle leguminose.

Acquisto

Devono essere di un colore brillante, sodi ma morbidi e spezzandoli devono produrre un rumore secco. In frigorifero possono essere conservati per tre giorni; se hanno ancora il picciolo, segno di freschezza, possono resisterne sette.

Curiosità

Contengono un enzima che ostacola la digestione, potenzialmente responsabile del rallentamento delle funzioni del pancreas. Essendo neutralizzato dalla prolungata cottura, andrebbero consumati sempre ben cotti.

tratto da Aiab.it

PENNE CON POMODORI, FAGIOLINI E CREMA DI MANDORLE

280 gr di penne integrali
6 pomodori
300 gr di fagiolini
50 gr di mandorle
2 cipolle
20 foglie di menta
olio e sale

Lavare e tagliare a pezzetti i pomodori, eliminando i semi, condirli con un pizzico di sale. Mondare e tritare grossolanamente le cipolle, farle rosolare in 2 cucchiai di olio extravergine d'oliva e un pizzico di sale. Mescolare, coprire e proseguire la cottura per altri 20 minuti, facendo attenzione che non si attacchino.
Unire le mandorle alle cipolle, lasciare insaporire, a fuoco medio, per 2\3 minuti. Togliere dal fuoco e frullare tutto insieme alla menta e ad un quinto dei pomodori, ottenendo una crema.
Spuntare i fagiolini, lavarli e lessarli per 10 minuti in abbondante acqua salata. Scolarli e cuocere nella loro acqua di cottura le penne al dente. Nel frattempo tagliare a pezzettini i fagiolini e unirli ai pomodori avanzati. Scolare la pasta, condirla con le verdure e con la crema. Mescolare bene e servire subito.

La ricetta è tratta da CucinaNaturale del mese di giugno 2008.

martedì 22 luglio 2008

Ricominciamo

Lo gnomo rosso è decisamente il personaggio più saggio di tutto il pollaio, sa che il modo migliore per fare piazza pulita, per ricominciare è non fermarsi e dedicarsi a quei piccoli gesti che spiegano da soli il senso della felicità, quelli quotidiani e speciali....e così per aiutarci, per celebrare, non una fine, ma un nuovo inizio ha riaperto le porte del suo ristorante, apparecchiando per tre in giardino...

SPAGHETTI AI POMODORINI AL FORNO
pomodori ciliegia
prezzemolo
aglio
pangrattato
pecorino
origano
olio
sale e pepe

Tagliare i pomodori ciliegia a metà, disporli in una teglia da forno con un fondo di olio. Fare un trito di prezzemolo e aglio, distribuirlo sui pomodori, ed aggiungere origano, pecorino grattugiato e pangrattato, sale e pepe. Finire con olio ed infornare a 200° finché i pomodori non si sono bruciacchiati in superficie. Nel frattempo cuocere gli spaghetti, scolarli e buttarli nella teglia ed impattare.
FACCIA DA SALAME


alcune fette di salame
mozzarelline
carote
pomodorini
cetriolini

Tagliare le mozzarelline e i pomodorini a metà, affettare dei piccoli pezzi di cetriolo e di carota, comporre le faccine

SALAME DI CIOCCOLATO

250 gr di biscotti secchi
100 gr di zucchero
100 di burro
50 gr di cacao amaro
100 gr di cioccolato fondente
125 gr di ricotta

Tritare grossolanamente i biscotti, sciogliere il cioccolato con il burro a fuoco basso. Aggiungere il cioccolato fuso ai biscotti insieme a tutti gli altri ingredienti e impastare. Mettere il composto su un foglio di carta da forno, dargli la forma di salame e mettere in frigo per almeno 5 ore.

Io ho fatto l'aiuto chef, le ho suggerito la ricetta degli spaghetti della mia cara amica Michela, che spero torni presto al suo blog, momentaneamente chiuso. Le ho proposto di fare il salame di cioccolato che è decisamente una super coccola, prendendo da qui la ricetta che prevedeva l'uso di ricotta e non delle uova crude.. Le faccine invece sono nate dalla sua testolina di gnomo, se le immaginava da qualche giorno, le pensava, le costruiva nella mente fino a quando è riuscita a realizzarle.

lunedì 21 luglio 2008

Un lungo week-end

Si parla tanto del bello che è nella certezza; sembra che si ignori la bellezza più sottile che è nel dubbio. Credere è molto monotono, il dubbio è profondamente appassionante. Stare all'erta, ecco la vita; essere cullato nella tranquillità, ecco la morte.


Oscar Wilde

Ho passato un lungo week-end di ricostruzione, dedicato a noi e al nostro bisogno di rimetterci insieme, di capire, di pensare, di accettare...un intenso tempo a non fare nulla, pieno di avvenimenti crudi e duri...dalla partenza definitiva dello gnomo bruno, alla morte improvvisa di una cara persona, al prendere consapevolezza...ora sto bruciando tutto...la febbre mi aiuta ad ardere, a pulire in ogni cosa, a fare cenere...cenere che poi distribuirò nel mio giardino segreto per tornare a germogliare.
Vi ringrazio per tutte le parole e gli abbracci, l'attenzione e la presenza.
In questi giorni di ricostruzione ho fatto alcune cose, cercando di capire, in altri momenti non ho fatto nulla...cercando di capire...

HOMUS DI CECI

300 gr di ceci secchi
1\2 bicchiere di brodo di cottura
1 cucchiaio di tahin
2 spicchi d'aglio
olio extravergine d'oliva
sale
qualche goccia di limone
Mettere a bagno i ceci per una notte, lessarli in pentola pressione per 20 minuti dal fischio. Mettere i ceci nel mixer, frullarli fino ad ottenere una pasta omogenea, insieme agli altri ingredienti. Servire insieme a delle fette di pane tostato e olio crudo.

mercoledì 16 luglio 2008

L'inevitabile

La persona più sola al mondo è andata...alla disperata ricerca di un posto tranquillo, non capendo che tutto quel rumore, che tutto quel dolore parte dal dentro e non dal fuori, non capendo che non eravamo noi a provocarlo, non trovando l'interruttore per spegnere, la forza per muoversi. E' andato e io, che non credo, prego....prego, non che trovi la volontà di bussare ancora a questa porta, ma il coraggio di aver un ricordo, prego che i semi lasciati, scavando e graffiando la terra più dura, trovino un posto accogliente per mettere radici, per germogliare. Prego non che cresca un albero, ma che trovi spazio un filo d'erba, un piccolo miracolo dove solo il nulla ha spazio. Prego che nei momenti di sconforto pensi al calore degli abbracci lasciati, al suono delle parole e anche delle urla lanciate quando non c'era. Prego si ricordi i nostri nomi, i mesi del silenzio, ma anche quelli delle risate...la fatica dei microscopici passi, delle fughe, dei contatti.
Prego che si salvi, che sia salvo.
Non mi servono parole, mi serve silenzio: chiudo un sogno, chiudo un incubo, lascio nelle mani di altri e non ne saprò più nulla. Forse un incontro fortuito per strada, forse solo mentre dormo...raccolgo me e i miei amati e per un po' non avremo bisogno di nessuno, se non di noi...

La bimba di legno non giunse camminando:
fu lì all'improvviso seduta sui mattoni,
vecchi fiori del mare coprivano la sua testa,
il suo sguardo aveva tristezza di radici.

Lì stette a guardare le nostre vite aperte,
l'andare, l'essere, girare e tornare per la terra,
il giorno che stinge i suoi petali graduali.
Vegliava senza vederci la bimba di legno.

La bimba coronata dalle antiche onde,
li guardava coi suoi occhi sconfitti:
sapeva che viviamo un una rete remota

di tempo e acqua e onde e suoni e pioggia,
senza sapere se esistiamo o se siamo il suo sogno.
Questa è la storia della fanciulla di legno.
Pablo Neruda

sabato 12 luglio 2008

Albicocca: prunus armeniaca

Mi sono dimenticata di fare il post stagionale della settimana: testolina fra le nuvole??? Eh si che ho abusato allegramente di tutto ciò che la stagione regalava....forse ero persa tra i miei anfratti golosi....forse ero persa tra alcuni pensieri dubbiosi...forse ero persa in un'attesa noiosa, ma andata a buon fine, forse...ma forse....
"Siori e siore" ecco a voiiiiiiiiiiiii le signore nobilissime: le albicocche!! Ragazzi ma quanto costano le albicocche? ahhhhhhhhhh urlo di terrore...e quando sono orrende le albicocche che vendono??? Non sono arancioni, sono grigie, bigie e dotate di vita propria...nel senso che sembrano lì inerti e ferme nello loro albiccoccosità...ma qualcosa lavora dl di dentro e dopo un po' sono muffe...quindi mi direte...pianta l'alberello....
Ne parlavo proprio con Mi e Merula lunedì sera....
...l'alberello, chi non se lo ricorda un albero di albicocca nella propria infanzia...quello che prendevi il frutto e questo ti si scioglieva in bocca dolcissimo e gustoso? Bene...vi garantisco che qui nelle colline varesotte è diventato difficile mantenere un albicocco: si ammala, si rovina, non fa frutti...muore..... ecco scivolo nella tristezza...
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E' il frutto tra le Rosacee più ricco di beta carotene, Ha un gradevole sapore, leggermente dolce e aromatico, utile nelle anemie come ricostituente, è energetica, è un equilibrante nervoso, adatto alle debolezze, depressioni, insufficienze fisiche, specialmente nei bimbi. E' fornita di potassio, magnesio, fosforo, ferro, calcio, fluoro, cobalto, bromo, zolfo e manganese. È leggermente astringente. Indicata quando si ha carenza di vitamina A (malattie degli occhi, della pelle, gastrointestinali). L'alto tenore di beta carotene, in sinergia con altri elementi nutritivi, ne fa un efficace antiossidante contro i radicali liberi e protettore anticancro.
E' squisita anche l'albicocca secca, che contiene una quantità elevata di Vitamina A, ma attenzione a non acquistare quelle impregnate di anidride solforosa. E' un lassativo naturale ricco di fibre.
Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio

Acquisto - Non si devono acquistare frutti troppo acerbi, perché pur lasciandoli maturare non svilupperanno il sapore del frutto naturalmente maturo. Anche se non sono a piena maturazione, devono comunque essere morbide e profumate, e la buccia deve essere vellutata. Le albicocche secche, se non sono del tipo biologico sono ricche di conservanti solfiti e quindi sono a rischio per chi soffre di asma allergica.
Proprietà - E' il frutto che contiene le dosi più elevate di potassio e carotene, insieme ad alte dosi di magnesio, fosforo, ferro, vitamine del gruppo B e C. E’ quindi un frutto energizzante e ricostituente e non adatto nelle diete ipocaloriche. Ha ottime proprietà lassative, grazie alla presenza del sorbitolo, utile in chi ha fatto abuso di lassativi.
Curiosità - Secondo uno studio, pubblicato dall'Istituto di ricerche alimentari dell'Ontario in Canada, l'albicocca è l'alimento che meglio di qualunque altro cibo contrasta l'invecchiamento cutaneo della pelle del viso e del corpo. La proprietà sarebbe dovuta al particolare legame tra ferro, magnesio e carotene.
Informazioni tratte da Aiab
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Non ho la ricetta...quindi ho pensato facciamo una raccolta qui di tutte le cose albicoccose della rete? Io inizio a segnare quelle che ho visto in questi giorni, se mi scappa qualcosa ditemelo che aggiungo!

venerdì 11 luglio 2008

Ehi, fermati: c'è un premio per te!

Dilegua, o notte!...
Tramontate, stelle!...
All'alba vincerò!...

Perdonate il ritardo....ho ricevuto un po' di premi e premietti, ma non ho avuto occasione e tempo di ringraziare chi ha gentilmente pensato a me! Lo faccio ora con gioia!

Inizio con il dire che con piacere sono stata inserita su
45blog! Grazie Max. E ora passo ai premi:








Grazie per le parole che ognuno di voi ha trovato per me, mi hanno emozionato tutte.
Ora io mi comporterò male, malissimo....vergognosamente e in modo terribile...ora io farò la disubbidiente, l'anticonformista, quella al di sotto, al di sopra e al di fuori delle righe....insomma non ricopierò le regole di nessun premio....nononono non lo farò! E non copiando le regole, non so nemmeno quante persone devo nominare...e non lo so....mannaggia ragazzi non lo soooooooo...mumble...che fo???? ..uh si...dai: nomino TUTTI e offro un pranzo veloce A TUTTI al rinomato ristorante " Lo gnomo rosso" e chiederò alla piccola-grande chef di preparare per ciascuno di voi...il suo primo piatto: quello che le ha fatto capire la vocazione, la capacità di fare alta cucina di ottima qualità....il primo che ha fatto all'inizio della sua carriera, ben una settimana abbondante fa!

FRITTATA AROMATICA CON INSALATA DI CAROTE E PREZZEMOLO




4 uova di galline allevate in libertà
un mazzetto di erbette aromatiche (santoreggia, maggiorana, mentuccia, basilico, erba cipollina)
1 spicchio d'aglio
1 patata piccola
formaggio di pecora grattugiato
sale e pepe

4 carote
prezzemolo
1 limone
olio extravergine d'oliva

Non fatevi sviare dalla semplicità degli ingredienti, perché la maestria è proprio rendere speciale il semplice, quindi adeguatevi scrupolosamente al procedimento:

gridare a voce altissima "gnomooooooooooooooo mi aiuti a cucinare?" e mostrare casualmente la pagina web di Vera&Silvia sulla loro magica frittatina, chiudere maldestramente il pc e suggerire a bassa voce..."gnomo sai rompere le uova?", aspettare qualche secondo, vedere l'occhietto brillare e il cespuglio rosso prendere le uova, sbatterle con la forchetta. Pelarle una patata e darle un pezzo di formaggio, insieme alla grattugia....farle grattugiare tutto, mischiare alle uova sbattute e dirle di fare un giro in giardino con le forbice. Aspettare lo gnomo che torna con mazzo di erbe profumate...e sussurrare: "cavoli la mezzaluna....guarda che è difficilissimo!"...spiegarle attentamente come usarla e gustarsela mentre, con tutto il suo impegno, trita le erbette e lo spicchio d'aglio e dice "uhhh che profumo buono", prendere il suo sorriso metterlo nel cuore e aspettare.....rotelline rosse a rapporto! "Mamma io ci metterei delle carote crude con la frittata...." Prendere le carote, lavarle e pulirle e grattugiarle....prendere prezzemolo nell'orto e osservare la gnoma in "Mission2: la mezzaluna e il prezzemolo! ".
Nel frattempo la gnoma finisce la frittata: spennella con dell'olio il piatto crisp del microonde, versa il suo composto giallo e verde, infila nel micro e da 7 minuti alla massima potenza.
Poi spremere un limone, emulsionare il succo con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva e aggiungere il prezzemolo tritato, condire le carote.
Apparecchiare la tavola in giardino, mentre la gnoma allestisce i piatti e ci serve un sole!

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Ringrazio invece Sara, Veronica e Michela per avermi invitato a partecipare a Blogs sull'arte culinaria, grazie mille per il vostro delicato pensiero, ma non parteciperò all'iniziativa: nulla di quello che c'è in quel blog mi convince e mi ispira! Però invito tutti a cliccare allegramente sui blog di queste mie tre amiche che sono dei geni culinari e delle esplosioni di gioia e simpatia!

giovedì 10 luglio 2008

Cieloooooooo la marmellata!!!

Sabato mattina....io e la Mi partiamo... dobbiamo fare la spesa....andiamo dai contadini e allunghiamo un pochino e andiamo anche dal Dossi....ma chi è il Dossi? ...il Dossi è un mito...il primo mini-grande market del biologico della nostra provincia...il posto in cui trovo tutto da sempre e da sempre al prezzo giusto....il posto in cui preferisco fare la mia spesa bio secca....ci perdiamo nei piccoli corridoi....con il piccolo carrello mignon...sarà perché è piccolino che ci sentiamo un po' bambine...e sgraniamo gli occhi....io ammalio il mulino per cereali che sta nello scaffale in basso, gli chiedo se vuole venire con me, ma lui rimane li di sasso e non mi segue...poi iniziamo a guardare tutte le farine ...i latti vegetali....i semi e le spezie.....la limonata bio con le bollicine...mi sniffo tutti gli olii essenziali dell'espositore...e poi ecco la sorpresa...Teo ci chiede se vogliamo albicocche e pesche...sono un po' ammaccate e impossibili da vendere....e se vogliamo sono nostre!!!...ebbene si sono nostre...torniamo a casa...ancora più sorridenti...un dono, un dono prezioso proprio di ciò che ci si rammaricava di non trovare ad un buon prezzo....a volte gira la ruota, si accendono le luci e tutto torna splendidamente.

MARMELLATA DI ALBICOCCHE E ROSMARINO
2 kg di albicocche mature
500 gr di zucchero di canna grezzo
1 limone: succo e buccia
1 rametto di rosmarino fresco

Lavare e pulire le albicocche, tagliarle a pezzetti. Grattare la buccia di un limone. Mettere la frutta in un pentola e versare lo zucchero, il succo di limone e la buccia grattata, aggiungere anche il rametto di rosmarino. Far cuocere fino a quando raggiunge la densità desiderata, io l'ho fatto per 30 minuti, perché non amo strapazzare la frutta delle marmellate! A fine cottura togliere il rametto di rosmarino. Lavare e sterilizzare i vasi, versare la marmellata, chiudere e capovolgere per creare il sottovuoto, lasciarli così, coperto da un panno fino al raffreddamento.

MARMELLATA DI PESCHE E MENTA
1 kg di pesche mature
250 gr di zucchero di canna grezzo
1 limone: succo e buccia
1 mazzetto di menta fresca

Lavare e pulire le pesche, tagliarle a pezzetti. Grattare la buccia di un limone. Mettere la frutta in un pentola e versare lo zucchero, il succo di limone e la buccia grattata, aggiungere anche il mazzetto di menta. Far cuocere fino a quando raggiunge la densità desiderata. A fine cottura eliminare la menta. Lavare e sterilizzare i vasi, versare la marmellata, chiudere e capovolgere per creare il sottovuoto, lasciarli così, coperto da un panno fino al raffreddamento.



Con queste ricette partecipo alla bella iniziativa pensata da Gatto Goloso: "una raccolta di ricettine inerenti a conserve, marmellate e tutto ciò che si può conservare della bella stagione e gustare poi in autunno/inverno..."

Gli abbinamenti di frutta con le erbe aromatiche mi stanno affascinando: pesche e menta è davvero delizioso, ma quello albicocche e rosmarino l'ho trovato strepitoso! Anche Gunther lo propone qui per una torta.
In realtà ho fatto anche un vaso di marmellata di albicocche e cocco, da un'idea fantastica di Bri...solo che quando ho letto la sua ricetta ho scoperto che la frutta andava marinata...e io non avevo tempo di lasciarla lì e riprendere in mano nel pomeriggio...e allora che ho fatto???? Ho prelevato 600 gr del composto di albicocche, zucchero e limone prima di iniziare a cuocere, l'ho messo in una pentola più piccola ho aggiunto 100 gr di cocco rapè e ho lasciato cuocere fino a consistenza....ok non sarà fantastica come quella di Bri, che lei è maga di marmellata....ma uhhhhhhhh santo cielo è buona, buonissima, buonerrima! Per sterilizzare i vasi ho usato il microonde, seguendo uno dei consigli di Antaress messi qui!

martedì 8 luglio 2008

...perchè tu sei unico al mondo!



forse fa male eppure mi va
di stare collegato
di vivere di un fiato
di stendermi sopra al burrone
di guardare giù
la vertigine non è paura di cadere
ma voglia di volare

mi fido di te
mi fido di te
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere
mi fido di te
mi fido di te io
mi fido di te
cosa sei disposto a perdere

... intrepide e sicure le galline partono sulla uovo-mobile, accolgono felici la loro amica di piume Merula e sferragliano a piena velocità "verso quel ramo del lago di Como, che volge a mezzogiorno, tra due catene non interrotte di monti, tutto a seni e a golfi"....ops...no non quello....quell'altro...quello dove sta lo stadio....nel viaggio si fa coccodè, quaraquaquà e pure poropoppò...poi si giunge alla città, si parcheggia (e grazie ancora alla bella ragazza magra che ci ha regalato il suo tagliando e così noi non abbiamo pagato niente) e si cerca la strada più breve per giungere all'appuntamento con il destino.
"Fischia il vento e infuria la bufera, scarpe rotte e pur bisogna andar, a conquistare la rossa primavera, dove sorge il sol dell'avvenir."....eh si c'era un vento pazzesco che rischiava di strapparci il biglietto dalle mani, ma noi come mastini attaccati con le unghie e con i denti arriviamo all'ingresso sud-ovest e finalmente entriamo! Oddio ecco all'inizio non buttava bene bene...noi eravamo sulle gradinate sul lato sinistro del palco e il palco era quel puntino piccolo piccolo laggiù nel prato verde...poi però finalmente ci raggiungono IFortissimi che ci portano amore, allegria e fortuna e così poco dopo.....ahhhhhhhhhhhh galline in fugaaaaaaaaaaaaaaaa si può andare nel prato, si può andare vicino...e noi andiamo vicino, siamo sotto le casse, siamo di fianco al palco siamo vicinissimi.....
ore 22.00...esplosione...musica ...Lorenzo è sul palco....è festa, è ballo, è urla, è canto....ok va bene l'ammetto: le galline in questione sono state le galline meno serie di tutto il concerto, forse di tutto il tour, va beneeeeeeeeeeeeeeeeee si ci siamo scatenate che a momenti si sputava fuori il fegato....e va beneeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ho dato qualche gomitata a qualche squinzia che mi voleva fregare il posto in avanguardia (piano però, in amicizia però) e va beneeeeeeeeeeeeeeeeeeeeee ho capito, morirò a 150 anni per infarto ad un concerto di Jovanotti...e va beneeeeeeeee erano mesi che progettavamo di salire sul palco usando dei reggiseni come mongolfiere...poi non so perché non ha funzionato, e giuro che la Mi non voleva fare battute volgari dicendo "come è grosso!", ma solo sottolineare la corporatura atletica e ginnica del maschio che cantava e vabbbeneeeeeeeeeeeee nessuno persona della combriccola era sufficientemente seria...però che bello!

Grazie Mi, grazie Merula, grazie Ines e Carlo!!!! un abbraccio!

MUFFIN SAFARI TOUR

250 gr difarina 00
90 gr di zucchero di canna grezzo
170 gr di ricotta
70 gr di latte
il succo di un limone
2 uova
1 banana maturissima
1 bustina di lievito
1 pizzico di sale

Mettere insieme tutti gli elementi secchi: farina, zucchero, sale e lievito. Aggiungere le 2 uova, il latte, la ricotta e amalgamare gli ingredienti. Unire il succodi limone e la banana schiacciata. Versare negli stampi da muffins e cuocere a forno 180° per 15 minuti.

Ci voleva un cibo energetico per darci la carica....Lorenzo ci ha invitati a ballare per due ore mezzo senza quasi fermarsi....ci voleva un dolcetto per stare bene insieme....combriccola vi sono piaciuti? ...e quando il tuo sudore bagnerà la tua maglietta, ricordati che tu sei unico al mondo!

lunedì 7 luglio 2008

Budino di pasta fredda

Metti una domenica mattina rilassata, quando da tanto tempo non ce n'era una, metti una gnoma rossa che ha voglia di sorridere e provare a spignattare, metti che in un attimo si apre un ristorante che serve solo un piatto e ha un solo cliente, metti che c'è il piccolo grande chef e la grande piccola aiuto cuoco.
Dal ristorante "Gnomo Rosso" solo per voi una pasta fredda golosa e saporita...aspettiamo prenotazioni! Con questa proposta partecipiano alla sfida di GialloZafferano.

BUDINO DI PASTA FREDDA




250 gr di gnocchetti sardi
100 gr di fagioli neri secchi del commercio equo
1 cipollotto fresco
formaggio di pecora grattugiato
un mazzetto di basilico
20 gr di pinoli
olio extravergine d'oliva
2 pomodori
10 pomodorini cherry
qualche foglia fresca di origano

Lasciare i fagioli neri in ammollo per almeno una notte, cuocerli in pentola a pressione con una foglia di alloro, per 20 minuti dal fischio. Cuocere al dente la pasta, scolare e raffreddarla sotto il getto dell'acqua. Tagliare i pomodori a cubetti. Affettare il cipollotto ad anelli fini. Preparare con il mixer un pesto fresco con il basilico, il formaggio grattugiato, i pinoli e l'olio d'oliva. Mettere in una ciotola la pasta fredda, i pomodori a cubetti, gli anelli di cipollotti, il pesto fresco, 2\3 dei fagioli neri, aggiustare di sale ed eventualmente aggiungere altro formaggio grattugiato. Bagnare degli stampi di silicone monodose, fare un primo strato con i fagioli neri avanzati, riempire poi con la pasta condita gli stampini, coprire con della pellicola e mettere a riposare in frigo. Al momento di servire, sformare i budini di pasta, decorare con i pomodorini cherry tagliati a metà, spolverizzati di formaggio e decorati con una foglia di origano fresco.

venerdì 4 luglio 2008

Esperienza personale

Il post precedente ha risvegliato e smosso. Sono stata davvero contenta di trovare i vostri commenti e potermi confrontare. Tanto che ho deciso di continuare a parlare, aprendone uno nuovo, per non perdere parole, per focalizzare, se è possibile, l'attenzione. Parlare di agricoltura biologica, come nello stesso tempo parlare di fotovoltaico piuttosto che di scelte etiche e consapevolezza nel gestire il proprio stile di vita, sembra creare in alcuni delle difficoltà.
Di solito mi si risponde che noi abbiamo fatto queste scelte, ma:
- siamo degli illusi è tutta una truffa, è tutta fuffa;
- chi si occupa di biologico ha una fame incredibile di soldi e se la fa alle nostre spalle;
- il biologico è possibile solo ad un gruppo di persone che se lo può permettere perché è ricco;
- il biologico è troppo costoso;
- il governo non ci aiuta e non da sovvenzioni e quindi "perché dobbiamo fare tutto noi?"
- altre amenità che non mi vengono in mente...però mi si sottolinea che anche i miei pannelli solari sono fuffa, la mia spesa al commercio equo è fuffa, la mia banca etica è fuffa, così come la mia assicurazione solidale e pure la mia macchina a metano è fuffa.
Ok è fuffa! Io so che, per istinto personale e vocazione naturale, io e il galletto siamo andati là dove ci porta il cuore, abbiamo fatto i conti con la nostra coscienza, abbiamo immaginato il futuro della gnoma, abbiamo sperato un futuro, abbiamo sentito l'amore per la terra. Inoltre ci viene abbastanza naturale essere battitori liberi, non fare parte della massa, pensare alle alternative e sentirci a posto, vivere in sintonia e fare per ottenere tutto questo. Abbiamo pensato a quello che mangiamo, perché mangiare è un'esperienza atavica, psicologica e spirituale. Attraverso il mangiare mettiamo mattoni materiali perché la nostra esistenza continui. Abbiamo pensato di volerlo fare in modo più in sintonia possibile con il nostro sentire, perché come mi ha scritto Claud "se ci soffermassimo ad assaporare... mangiare vuol dire nutrire gli occhi, gustare, toccare e manipolare... è esperienza sensoriale più intensa se bio. Una albicoccona che si sfarina in bocca e che abbiamo pagato poco, perché c'era il trexdue, lo è altrettanto? No. Ne abbiamo pure prese troppe.."..così abbiamo scelto bio. Però, guarda caso, non siamo ricchi: avevamo due stipendi normali, ora ne abbiamo uno. Ma volevamo mantenere la nostra scelta. Non ci siamo fermati al bancone del super luccicante, non ci siamo fermati alle notizie allarmanti dei mass-media, che mi volevano convincere di non potermi permettere nulla, perché eravamo sulla soglia di povertà.
Abbiamo cercato, pensato, agito. Abbiamo modificato alcuni atteggiamenti e ci "siamo fatti furbi" per altri. Abbiamo cercato di andare dai produttori, di comprare con altri per abbattere le spese, di cercare il posto più economico, abbiamo abbandonato la mentalità del tutto e subito, per quella del fare...la cosa ci ha pure divertito...autoprodurre e farla in barba al grande sistema economico? ..per noi è molto stuzzicante!
Abbiamo usato la bici, diviso i trasporti con gli altri, scelto dove comprare, andare in più posti per la spesa, abbiamo chiesto informazioni, diviso le nostre spese con gli altri, cercato prodotti a km 0... e fatto molto, tanto, il più possibile in casa...
Ci facciamo i detersivi, il pane, i dolci, le torte, non compriamo nessuno prodotto finito, ma ce lo produciamo noi, ci facciamo durare tutto il più possibile, non gettiamo niente, cerchiamo di riparare le cose rotte e facciamo una marea di altre cose, compriamo solo prodotti di stagione.
La conduzione della nostra vita è diventata, rispetto a quella di molti, più sobria....ma guarda caso non ci manca nulla, ce la spassiamo, ci permettiamo due vacanze all'anno, abbiamo un budget di spesa mensile più basso di quello della maggior parte delle famiglie, i consumi di acqua, corrente elettrica e gas non sono eccessivi e nessuna bolletta ci ha mai spaventato.... e siamo sicuri di poter dichiarare "siamo felici".
Questa scelta ci ha permesso nel tempo di ricevere alcuni regali...frutto della nostra oculatezza e del desiderio di migliorare ...abbiamo i pannelli fotovoltaici e una nuova auto per la famiglia a metano...abbiamo imparato a fare il pane, a coltivare un piccolo orto bonsai, ad apprezzare le erbe aromatiche della nostra aiuola, conosciamo il sapore vero del latte e del formaggio e di molte altre cose...e soprattutto ci siamo permessi di rinunciare ad uno stipendio e io sono a casa.
uhhh ecco lo so ...state dicendo...appunto sei a casa e hai tempo....vero ora ho molto più tempo per me, per la mia famiglia, per tutto...ma solo da febbraio 2008. Prima lavoravo uscendo da casa alle 8.00 e rientrando dopo le 18.00, spesso lavorando solo per pagare il fatto di essere fuori di casa, ma lo stile di vita era lo stesso.
Con questo non voglio convincere nessuno, sinceramente non ho grandi preoccupazione di come altri gestiscono la loro vita, sono felice di incontrare persone con cui condividere idee ed esperienze, ma sono stufa, da una parte, di dovermi giustificare e,dall'altra, di sentire scuse....io scelgo così perché è più facile, secondo il mio sistema di valori, la mia vita, altri scelgono diverso, perché è più facile.

giovedì 3 luglio 2008

Dal letame nascono i fior

Ama e ridi se amor risponde
piangi forte se non ti sente
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
dai diamanti non nasce niente
dal letame nascono i fior
Fabrizio De Andrè

Leggo Cucina Naturale da molti di anni....a volte sfoglio riviste del 1995, da cui traggo idee e ispirazioni in cucina. Sicuramente in tutti questi anni l'apporto più prezioso ricavato da questo giornale è stato quello dell'informazione, informazione che ha aumentato il mio bagaglio di conoscenze, informazione che spesso mi ha portato un po' più in là in alcune ricerche personali.
E' un mensile che non dice bugie: parla esattamente di quelle due cose che stanno nel titolo, cioè di cucina e di natura. E' dedicato all'alimentazione sana, ma gustosa e, oltre alle ricette, permette di conoscere da vicino gli alimenti e di conoscere l'alchimia salutistica del cucinare bene. E' ricco di spunti interessanti per raggiungere il proprio benessere in armonia con il mondo della natura.
Ho appena acquistato l'ultimo numero di Luglio\Agosto 2008 e subito mi sono fermata sull'editoriale che apre la rivista. Parla di agricoltura biologica, di luoghi comuni e pensieri che molte persone mettono in atto per non fare la fatica di essere consapevole, parla anche di un modo di fare cultura che addestra i cervelli a non essere attivi, parla di me quando sono costretta a giustificare le mie scelte in fatto di alimentazione, spesa e stile di vita a chi gli da semplicemente fastidio che io ho scelto. Ho chiesto a Venetia Villani, direttore della rivista e autrice dell'editoriale , la possibilità di poterlo pubblicare qui nel mio pollaio, ho ricevuto un "si" caloroso e passionale e così con piacere ve lo porto:
Può sembrare strano, ma il biologico non piace a tutti. È la tecnica di produzione del cibo più rispettosa dell’ambiente
e della salute degli agricoltori, porta alla creazione degli alimenti più sani in commercio, subisce un doppio controllo, privato e pubblico, e di conseguenza è la categoria di prodotti alimentari maggiormente garantita.
Eppure, nonostante questo, c’è sempre qualcuno pronto a denigrarlo, preferibilmente dalle pagine di importanti quotidiani o settimanali. Anzi, a volte viene il sospetto che le critiche siano messe in moto proprio da questa sua lunga serie di pregi. Lo si desume dal fatto che chi muove questi attacchi spesso non ha alcuna competenza in materia, e ragiona come chi – magari solo perché è italiano, troppo avvezzo a frodi e truffe – “non ci crede”, pensa che si tratti di “furbate” e di essere troppo scaltro per “cascarci”. Per non voler considerare, in alternativa, un interesse economico in questa attività denigratoria. Ci si ritrova a leggere, così, articoli come quello pubblicato a fine maggio su un noto quotidiano nazionale, dal titolo: “I cibi biologici? Sono un pericolo”. Le tesi sono vecchie, ma sempre efficaci per far presa sulla gente. Una dichiarazione tra le altre: “La questione dei cibi biologici è particolarmente pressante perché essi sono addirittura potenzialmente dannosi e andrebbero vietati, soprattutto ai bambini. La ragione è semplice. L’agricoltura biologica, per definizione, non fa uso di fertilizzanti, fitofarmaci e pesticidi di sintesi. Sennonché, il concime animale è quello più ricco di dannosi batteri”. Il letame è letame, ma chi ha un minimo di pratica nelle produzioni agricole sa che, essendo utilizzato (quando lo è) come fertilizzante del terreno prima delle coltivazioni, non entrerà mai in contatto diretto con i cibi, mentre i batteri presenti, tra l’altro non dannosi per l’uomo, degradandosi, serviranno a
rendere la terra più fertile. Nell’articolo si potevano leggere altre affermazioni di uguale… “spessore scientifico”, cui hanno dato risposta diverse personalità del biologico, tra cui Andrea Ferrante, presidente dell’AIAB (Associazione italiana agricoltura biologica): “A fronte di una solidissima ricerca scientifica che testimonia quanto di buono l'agricoltura biologica fa per l'uomo e per l'ambiente, da un anno a questa parte assistiamo a sparate inaudite”.
Insomma, parlar male del biologico è diventata una pratica costante. Resta la curiosità di sapere a favore di chi. Mentre nasce spontanea la citazione della meravigliosa “Via del campo” di Fabrizio de André (“Dai diamanti non nasce niente, dal letame nascono i fior...”).
Venetia Villani
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Qui trovate l'articolo citato nell'editoriale di Venetia, che desidero ringraziare con tutto il cuore per la possibilità che mi ha dato di arricchire il mio blog.

martedì 1 luglio 2008

Big Veg Homemade

Salsa di Sapa ha proposto un restyling delle ricette anni '80....a noi generazione di fenomeni....

io tra gli anni '80 e gli anni '90 passavo dai 10 ai 20....crescendo in un botto e di un fiato....mi ricordo a 15 anni nel corso di Varese....i miei colleghi d'età camminare su e giù per la strada pedonale, ricca di super vetrine e super negozi...innavicinabili, inguardabili....zompettavano pesantemente negli scarponcini gialli delle Timberland, rotolavano tipo omino Michelin nei loro giacconi imbottiti della Moncler, abbronzatissimi facevano abbonamenti a lampade solari ustionanti, le ragazze viaggiavano con cartelle quadrate, che manco alle elementari osavo usare, con stampati disegni della Naj Oleari (carini vero??? ma ora io ho lo gnomo oleari in produzione...ihihihi). Si rifugiavano nei Mc Donald, vivevano di patatine fritte e panini: erano i paninari! Mai capiti, mai amati, mai imitati. Mi ricordo le cose di una bimba che cresce negli anni '80: le donne con le spallotte altissime e i capelli cotonatissimi, in body luccicanti orrendi, mi ricordo...quando ci si metteva gli scaldamuscoli rosa sopra i pantaloni, si mangiavano le girelle, si giocava con il cubo magico, si collezionavano le gommine del Mulino Bianco e si giocava con il Commodore 64. Si guardavano i primi film hot...ahahha il tempo delle mele, laguna blu....E.T. (quanto ho pianto). Si guardava in TV Mazinga Z, Candy Candy e Jeeg (cuore acciaio ....cuore di un ragazzo cheeeeeeeeeeee senza paura voleràààààààà). Io comunque ero già allora un po' residuo anni'70: forse perché avevo due sorelle grandi da imitare, forse perché ho l'anima hippy, così giravo con la borsa di pelle dove far firmare tutti gli amici, dipingevo magliette e mi innamoravo di Vasco Rossi.

Non mi ricordo molto a livello di cibo, non mi ricordo cosa c'era sempre in tavola...io vivevo di pasta integrale e mozzarella, alternati a periodi di cioccolato....ma i brufoli dei compari paninari mi tradivano la loro passione per il Big Mac! Così se penso agli anni '80 e a cosa si mangiava...mi viene in mente solo il panozzo.
Eccolo: rivisto e rivisitato contro ogni cultura da Mac Donald. il mio panozzo auto prodotto a km quasi 0, vegetariano e gustoso! Non è fatto di cibo sintetico, non è fatto sfruttando allevamenti intensivi, non sfrutta i lavoratori, non distrugge la salute di chi lo mangia, non racconta bugie!!!

BIG VEG HOMEMADE

Panini per Hamburger con pasta madre
100 gr di pasta madre
280 gr di farina Manitoba
120 ml di latte
30 gr di burro
1 cucchiaino di miele
1 cucchiaino di sale
acqua q.b
sesamo

Preparare l'impasto con gli ingredienti e lasciare lievitare fino al raddoppio. Sgonfiare l'impasto, dividerlo a pezzettini, fare delle palline tonde, bagnare con l'acqua e mettere i semi di sesamo. Lasciare lievitare fino al raddoppio e cuocere a 200° per circa 15 minuti. Con il caldo di questi giorni ho fatto lievitare dalle 8 fino alle 14.30 il primo impasto e le palline fino alle 18.00.

Hamburger vegetali
100 gr di riso integrale lessato
80 gr di fagioli cannellini secchi
80 gr di ceci secchi
alloro e salvia
tamari
1 carota
timo, rosmarino, salvia, santoreggia
100 gr pane grattugiato

Lessare il riso in acqua salata. Lessare in pentola pressione fagioli e ceci, insieme ad alloro e salvia, dopo averli lasciati almeno 12 ore in ammollo. Mettere nel mixer riso e legumi, con 2 cucchiai di salsa tamari, le erbe aromatiche e la carota grattugiate. Versare in una zuppiera e legare il composto con il pane grattugiato. Formare delle palline che poi si schiacciano, porle su una teglia da forno e cuocere per 10 minuti in forno a 200°
Passare ogni hamburger per qualche minuto sulla piastra.

Salsa Big
1 uovo
olio extravergine d'oliva
vinaigrette preparata con 1 cucchiaio di aceto di mele, 3 cucchiai di olio extravergine di oliva, 1 cucchiaino di erbe miste finemente tritate (prezzemolo, basilico, maggiorana ecc.), 1 pizzico di zucchero,sale e pepe
1tazzina di caffè di sottaceti-giardiniera
1 cucchiaio di zucchero
1 cucchiaino di cipollotto tritato
1 pizzico di pepe

Preparare la maionese seguendo i consigli di Laura . Amalgamare bene con la forchetta tutti gli ingredienti e lasciare in frigorifero per tutta la notte.

Il Panozzo
panini da hamburger
salsa big
insalata dell'orto bonsai
hamburger vegetariani

Tagliare a metà i panini da hamburger, spalmare la salsa Big su ogni metà, mettere dell'insalata tritata grossolanamente con un cippollotto fresco, mettere l'hamburger passato alla piastra, un nuovo strato di insalata e cipolla e le fette di pomodoro, chiudere il panino e servire!
Il pollastro, esperto di cibo immondizia, mi ha gratificato con un "come l'originale", la gnoma se l'è mangiato proponendo di fare l'happy mail con sorpresa del commercio equo, io l'ho mangiato con un sorriso che mi girava tutta la faccia: ce l'ho fatta! La salsina è fantastica e l'hamburger vegetariano è buonissimo e saporito...quello lo farò spesso! Ho seguito le indicazioni di Wipedia per la stratificazione: ho dimenticato il formaggio, ma in effetti non ci stava per niente, sarebbe stato davvero esagerato.