venerdì 30 maggio 2008

L'aborto

Cosa c'è di più strano di un embrione che vuole stare embrione e non vuole crescere? Cosa c'è di più strano di un embrione che a dispetto dalla sua volontà ha preso le forme e l'aspetto di persona, ma dentro ha scelto di stare embrione?
Cosa c'è di più strano vedere che se sollecitato, stimolato l'embrione ha preso una lenta strada verso la porta che aprirebbe sullo sviluppo per uscirne dall'altra parte morto? Cosa c'è di più strano quando il tuo embrione ti parla, mangia con te, si veste, si lava, studia, fa i compiti e gioca a palla e nel frattempo scava con la forza delle sue unghie per tornare indietro? Cosa c'è di più strano quando scopri che oltre al mondo reale ne esistono altri mille, alcuni così bui e sterili, così nascosti e vuoti e scopri che qualcuno vuole essere lì?
Cosa c'è di più strano di scoprire che a dispetto del tuo istinto, dell'istinto umano che tende e si eleva, che a dispetto del desiderio di ogni uomo, di quello che sembrerebbe chiunque condivida e che porta al tentare di migliorare, esiste l'istinto di un altro a volere rifiutare tutto questo e costruire ogni giorno intorno a se una placenta fittizia?
Cosa c'è di più strano per lui scoprire che non tutto il mondo è embrione e placenta, che anche chi lo aspetta fermo, non è fermo perché sempre diretto verso la direzione dello stare bene?
Lo gnomo bruno è arrivato da un bosco, ma non un bosco qualsiasi..un bosco nero e chiuso, un bosco che lo protegge e lo salva, dove trova la formula dell'aria giusta che gli permette di respirare, mentre qui fuori soffoca.
Cosa c'è di più strano per una madre, che non ha avuto quell'embrione nelle sue viscere, ma solo nel suo cuore, non nella sua pancia, ma solo nella sua testa, accettare che il bene per lui non è quello assoluto, che tutti conosciamo, ma il suo relativo di essere embrione?
Cosa c'è di più strano che compiere il viaggio a ritroso, fare un parto al contrario e far rinascere qualcuno attraverso un aborto?

Volevo ringraziarvi tutti con immenso amore, la vostra presenza, le vostre parole, i vostri abbracci mi hanno sostenuto, aiutato, curato. Stiamo lottando contro qualcosa che ci appare non umano, stiamo cercando di scegliere la strada giusta, stiamo cercando il percorso per cui la strada giusta non sia un dramma, ma una partenza. Non posso per questioni di privacy, di correttezza essere più precisa e raccontarvi i fatti, posso solo dire i contenuti che mi abitano. Il vuoto il niente che tanto mi ha angosciato e di cui avete preso atto non è il mio, ma è di qualcuno che al momento dipende da me. Non siamo immobili, non siamo senza reazione, sono giorni duri e assurdi in cui sarebbe troppo facile rimanere immobili per tentare di salvarsi, ma sappiamo che non è questo il modo. Continua a pulsare in me, nel mio compagno e nel piccolo gnomo rosso la sottile forza della felicità e della serenità...che c'è anche se soffriamo come mai nella vita. Mi prendo i vostri abbracci e il vostro bene, fino a quando ritroverò la forza di restituirveli.

lunedì 26 maggio 2008

Il capolinea

Vorrei scrivere l'avventura del mio forno che mi ammoscia le torte, vorrei mettere un post carino per sorridere e farvi sorridere, vorrei avere la forza di cercare tra le foto e mettere la nuova ricetta che ho provato, vorrei ....ma non posso, davvero....non posso. Non ci sono più solo fantasmi o mostri cattivi, non c'è più il dolore e la sofferenza...non c'è più qualcosa, ma solo enorme e nebbioso, profondo e angosciane c'è il niente...l'assoluto niente. Un vortice di nulla che tenta di trascinarci dentro e il nostro istinto animale che urla di salvarci...di andarcene di abbandonare...ho visto piano il mio piccolo gnomo rosso e il mio uomo cedere..e lasciare andare quella mano fatta di nulla....io ho urlato come una pazza, ho scosso l'ho scosso....ho cercato una risposta, un cenno un segno....e solo un flebile soffio di pietà di pura pietà mi evita di mollare definitivamente il colpo...il nulla è arrivato dappertutto, ovunque qui dilaga...lui ne è così pieno da non poterlo contenere tutto e sta cercando di spazzare il buono dentro di noi per occupare nuovi spazi. Il naturale istinto della sopravvivenza ci porta ad una assurda ribellione ci porta a salvarci...lui non vuole sopravvivere e lentamente rimbalza, lontano da tutto...non c'è amore, non c'è forza, non c'è cosa al mondo....divorata dentro per una vita non riuscita.

venerdì 23 maggio 2008

Frappeloso fragoloso

FRAGOLE INFINITE
Fragole infinite di cent'anni fa,
auto gialle corrono nel blu
l'orologio fermo sopra la città
nella torre segna un'ora in più'.
Tu sei il profumo di rosa
e il fiume mi parlerà di te
conosce ogni cosa e sa.
L'oro che regali
lo disegnerò sopra un cielo
fatto di bontà
l'ora delle fragole
ti ha detto si
dalla torre della libertà.
Tu sei profumo di rosa
e il mare mi parlerà di te
conosce ogni cosa
e un giorno ti chiederà
dove volerai.
Sul tuo manto bianco mi riposerò,
salutando il sole salirai
dentro il miele caldo ti ricorderò,
come neve che non torna mai.
Tu sei il profumo di rosa
e il fiume mi parlerà di te
conosce ogni cosa e sa.
(Alberto Fortis)

Francescav spesso organizza cose carine che ci collegano un po' tutti e che sono utili anche per trovare ricette simpatiche, questa volta raccoglie tutto ciò che abbiamo fatto con le mitiche fragole.

Ecco un'idea semplice e banale, ma golosa e speciale! Si può fare con tutta la frutta..in estate è una festa!


FRAPPE' FRAGOLA

latte congelato in cubetti
fragole
miele
Frullate tutto nel bicchierone, diventerà denso, morbido e cremoso! Finito...già finito??? Si finito...uffa lo so non è una ricetta, ma è buono...e se c'è una sola persona che magari non ci ha pensato deve saperlo!

giovedì 22 maggio 2008

I piaceri, lo spirito e il sale della vita

Che la Bellezza, odimi bene, Fedro, la Bellezza soltanto è divina e visibile a un tempo, ed è per questo che essa è la via al sensibile, è, piccolo Fedro, la via che mena l'artista allo spirito.
(Thomas Mann)

Michela, Gialla, Barbara e Daniela mi hanno invitato al meme dei sei piaceri. Inizialmente a Michela e a Gialla avevo frettolosamente risposto che avevo risposto qui allo stesso gioco, ma in realtà in quel periodo credo che la mia mente avesse bisogno di una pausa dal riflettere sul mondo e su me. In realtà mi sono resa conto che amore e piacere vibrano diversamente, anche se spesso i loro percorsi si incrociano e si sovrappongo...vivo il piacere più legato all'es, all'eros e all'istinto e l'amore alle radici profonde che mi uniscono al destino. Il piacere scaturisce a volte dall'amore.
Mi piace ballare da sola, in un modo un po' tribale, seguendo il ritmo e il disegno del mio pensare...ho provato a muovermi con la musica per ore senza stancarmi e senza aprire gli occhi...ora che dovrei essere più saggia e più posata...accendo lo stereo e ballo nella mia casa, soprattutto quando sono felice.

Mi piace sentire il vento caldo sulla pelle, porre una certa resistenza soffice, ascoltarlo al buio su una sdraio in giardino o in campeggio.

Mi piace sentire l'acqua scivolare sul corpo, dentro una piscina, nel mare, sotto la doccia e camminando nella pioggia.

Mi piace fare "cicciecicciappe" con gli amici...cioè ridere di noi, scherzare, fare giochi di parole, prendersi in giro, solo perché è estremamente divertente ed esilarante e senza senso e surreale.

Mi piacciono le mani: quelle del mio uomo forti mi tengono, mi fanno vibrare, mi accompagnano, mi accolgono; quelle dello gnomo rosso morbide e profumate e quasi sempre sporche perché non si fa mancare nulla del gusto della vita. Sogno di vedere quelle dello gnomo bruno smettere di tormentarsi e di tenersi legate, per essere usate e muoversi.

Mi piace stare da sola per me, solo per me.


REGOLAMENTO DEL MEME:
Indicare il blog che vi ha nominato con annesso link.
Descrivere le regole di svolgimento.
Scrivere 6 cose che si preferisce fare.
Nominare altri 6 blog tramite i quali dovrebbe proseguire il meme.
Lasciare un commento su tutti e 6 i blog appena citati.
Io non seguo le regole e non nomino nessuno, un po' perché quasi tutti hanno già fatto questo gioco e un po' perché un altra cosa che mi piace fare è non stare alle regole!!!
GOMASIO
Un sale che non è un sale, perché a volte il sapore della vita non va solo aumentato o intensificato, ma ricercato per strade diverse e poco conosciute.



Il Gomasio è un prodotto utilizzato nella cucina asiatica e composto da sale marino e semi di sesamo tostati e tritati, a volte arricchito con alghe. Nella cucina giapponese è utilizzato talvolta sul riso lessato o sugli onigiri.

Nella cucina orientale il gomasio viene utilizzato come condimento per insalate o salse; a causa dell'elevato contenuto di sesamo, il gomasio è abbastanza calorico. (tratto da Wikipedia)

16 cucchiaini di sesamo
1 cucchiaino di sale fino integrale

Tostare i semi di sesamo in una pentola antiaderente fino a quando no saltellano dappertutto allegramente ed emanano un intenso profumo. Mescolarli con il sale e pestarli in un mortaio. In alternativa passare tutto nel mixer per qualche minuto fino ad ottenere un composto un po' farinoso.
Usatelo al posto del formaggio su pasta, minestre, verdure cotte e insalate. E' ricco di magnesio, calcio, fosforo, silicio e ferro
Colgo l'occasione per ringraziare anche la dolce Cri che mi ha regalato questo premio "perché adoro le galline, perché mi piace la sua allegria. Entro da lei e mi sembra che arrivi una boccata d'aria fresca." Io cara Cri vengo da te perché sei vulcanica, allegra, molto gialla e pensi a delle cose così deliziose per te, per la tua Pepi e per chi ami che rimango incantata. Sono felice che mi hai aperto la tua porta!

mercoledì 21 maggio 2008

Crackers al mais

...sfrigola nella mente un piccolo lampo, quello che porta a generare un'idea nuova, una creazione...e lascia soddisfatti, anche se si esprime nelle piccole cose! Non ci avevo fatto mai molto caso, ma forse ora che ho più tempo per me e per ascoltarmi lo sento arrivare o semplicemente in questo periodo mi capita di osservare persone che, per paura e sfiducia, uccidono il loro piccolo lampo creativo e ingrigiscono. Credo che questa sia generatività, credo che questo sia traccia, sia segno, sia un modo per curarsi di e formarsi...crescere e completarsi. Piccoli gesti creativi che lasciano un segno e formano un'identità.

CRACKERS AL MAIS E PEPERONCINO

300 gr di pasta madre
5 cucchiai di olio extravergine di oliva
250 gr di semola
100 gr di farina di mais
acqua q.b
2 cucchiaini di sale
1 cucchiaino di peperoncino in polvere

Prepariamo la farina, mischiata al sale, a fontana. Facciamo un buco e al centro mettiamo la pasta madre a pezzetti, l'olio e i semi. Aggiungiamo l'acqua a poco a poco fino a formare una palla. L'impasto risulta abbastanza morbido e un pochino appiccicoso. Mettiamolo a lievitare in un luogo tiepido e lasciamolo lì per almeno 3 o 4 ore. Accendiamo il forno a 190°. Prendiamo la pasta, stendiamola in una sfoglia sottile con il mattarello e tagliamola a quadratini con una rotella. Si possono bucherellare con una forchetta. Mettiamo i crackers su una teglia e lasciamo cuocere per 15 minuti circa.

Sono una variante di quelli tradizionali che trovate qui, nata dal fatto che avevo un impasto troppo bagnato e dovevo sistemarlo! Perdonatemi anche i pensieri faticosi di introduzione, credo stia formandosi in me l'idea per la mia tesi...finalmente!

martedì 20 maggio 2008

Prezzemolo: petroselinum crispum

E' arrivato da un po' il prezzemolo fresco sulle nostre tavole, un ingrediente un po' magico per la sua capacità di stare dappertutto. Quando mi sono avvicinata alla cucina naturale e ho iniziato ad usare le erbe aromatiche per insaporire, ma ancora non le conoscevo veramente e non le sapevo apprezzare, mi capitava di immaginare con quale erba colorare ciò che stavo preparando...è la risposta più ovvia è sempre stata il prezzemolo! Fortunatamente ora ho affinato un po' il mio palato e nella mia cucina sono numerose e sempre di più le aromatiche che insaporiscono il cibo.

Ciò non toglie che il prezzemolo sta davvero ovunque...e soprattutto è di facile coltivazione! Cresce in un bel vaso, nel giardino , sul balcone, lo tagliate e rispunta, non richiede molto tempo e grandi cure...si fa da sé, a patto che sappiate sopportare il lungo periodo silente in cui i semi del prezzemolo mettono le radici e decidano di germogliare! In quel periodo di attesa, quando giorno dopo giorno non vedete spuntare un bel niente, ci si sentirà dei mostri il cui pollice verde tende al nero funesto, ma tutto torna brillare verde speranza quando spuntano le foglioline ritardatarie!

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E' ricco di Ferro, e vitamine A, B, C e K. Stimola l'appetito e la digestione ed è antianemico. Ha leggere proprietà anti febbrili. E' diuretico e depurativo, per cui è indicato nella gotta, nel reumatismo, negli edemi, nelle ritenzioni urinarie. Per uso esterno è galattofugo (frena o arresta la portata lattea) ed è indicato contro le piccole contusioni e punture di insetti.
Al momento dell'acquisto, come per tutte le piante, usate fresche per insaporire i cibi, vale la regola del colore. Brillantezza delle foglie ed assenza di parti gialle denotano freschezza e garanzia di sapore. Può essere facilmente congelato. Dopo averlo sminuzzato con il tritatutto, va posto negli scomparti delle vaschette per fare i cubetti di ghiaccio, premendo bene per compattare il trito. Fatti congelare,vanno estratti dalle vaschette e riuniti in sacchetti di plastica. Può essere anche essiccato.
E' presente nella storia dell’alimentazione e della medicina già dai tempi degli antichi Greci che lo usavano per incoronare i vincitori dei Giochi olimpici. Per gli Etruschi, esperti apicoltori era una pianta magica, usata per lenire le punture delle api. I Romani ne facevano ghirlande per gli ospiti e lo diffusero in tutta l'Europa.
(tratto da AIAB.it)
GNOCCHI ALLA RICOTTA CON PREZZEMOLO
250 gr di ricotta fresca
200 gr di farina 00
prezzemolo fresco
latte
sale
Lavorare la ricotta con una spatola fino ad ottenere una crema liscia e omogenea. Aggiungere la farina, il sale, il prezzemolo fresco ed eventualmente un po' di latte, se l'impasto dovesse risultare tropo duro. Ricavare dei rotolini e tagliere a pezzetti. Cuocere in acqua salata, scolare e condire con il burro e il formaggio grattugiato.
La ricetta è in sé davvero banale, ma udite udite...erano i primissimi gnocchi della mia vita (perché non conto delle ciabatte gnoccolose fatte anni fa con la zucca) e i primissimi con la ricotta...non li avevo mai mangiati, ma Annamaria mi aveva incuriosito con i suoi. Qui nel pollaio non amano gli gnocchi, volevo sperimentare questi...per vedere se cambiando apprezzavano. Sarà che sono diversi, sarà che li ho fatti io, ma nessuno ha fatto la solita faccia mesta, quella che ti aspetteresti davanti ad una minestrina di dado, non ad un piatto fumante di gnocchi...questi sono andati giù per il gargarozzo che era un piacere! Non ho voluto condire in modo particolare proprio per apprezzare il sapore del prezzemolo.

venerdì 16 maggio 2008

Basta saperlo....

Rubrica di Bio-detersivi trasmessa in mondovisione per voi su
NELLA CUCINA DI ELY
&
GALLINE 2ND LIFE

Dopo il detersivo per le stoviglie ci conviene finire con i piatti, se no che "rebellot" viene fuori???

CONSIGLI PER LAVAGGIO PIATTI
Ecco alcuni consigli per avere il massimo del risultato con il detersivo piatti homemade:
- per la cura della lavastoviglie fate un lavaggio a vuoto, una volta al mese, con solo bicarbonato al posto del detersivo
- prima del lavaggio pulire con uno spazzolino il filtro grande e versare una soluzione di un litro acqua bollente e 1\2 bicchiere di aceto, lasciare agire almeno un'ora e procedere al lavaggio
- usate l'aceto come brillantante
- per pulire i fuochi dei fornelli in acciaio o in ottone usate il succo di un limone versato in una bacinella d'acqua calda , lasciate tutto lasciato in ammollo per almeno un'ora
- raccogliete l'acqua in un catino: quella che usate per risciacquare qualcosa velocemente, quella della pasta, quando aspettate che diventi calda...e usatela per sciacquare le stoviglie prima di metterle in macchina
- non buttate le bucce dei limone, ma lasciatele nell'acqua raccolta per avere un effetto più sgrassante e profumato.

INDICE

Mondocibo


Da oggi faccio parte anche io di Mondocibo: la prima community web sul cibo in Italia. E' il luogo ideale per la ricerca di idee sempre nuove sul mondo della cucina italiana e non solo, dove sono raccolti i migliori blog che parlano di cucina e si propongono giornalmente i migliori articoli presenti sulla Blogosfera Italiana.
Bello essere parte di queste community che ci permettono di avere sott'occhio le news migliori, di rimanere aggiornati, di non perdere nulla e di farsi conoscere!

giovedì 15 maggio 2008

Torta ispirata salata

"Passeggiando in bicicletta....yeahhhhhhhh" tra un blog e l'altro...annotto, osservo, rido, trovo genialate, imparo, scopro, progetto, immagino, sogno....spesso qualcosa mi colpisce...e così dico ci provo anche io...se sono abbastanza sveglia segno su un promemoria cosa mi aveva colpito...a volte distratta mi dimentico...mi rimane solo un lontano ricordo di aver visto qualcosa di molto interessante, ma non riesco più a trovarne la traccia. Il mondo dei blog è bello attivo, è uno specchio dell'anima...qualcosa dove ognuno si riflette per poi propagare ciò che è riflesso...eh si perché con il blog...vogliamo sentire la nostra voce, ci fa sentire speciali, ci da un contenitore a tante cose che pensiamo e facciamo. Nei blog poi incontriamo, a volte occasionalmente, a volte spesso, anche quotidianamente, qualcuno che diventa parte della giornata...mi sembra quasi di individuare tratti caratteristici di ogni persona da una sottile comunicazione non verbale..le parole, le foto, il modo di scrivere, il modo di commentare dice di noi e ognuno diventa speciale...

....dicevo "passeggiando in bicicletta tra i blog"...tra le mille idee raccolte, ho preso spunto per una golosa torta di verdura da Mariluna e da Monique e dal mio neuroncino bacato!
La frolla un po' dolce mischiata al salato di Mariluna mi ha proprio messo curiosità, come del resto provare a far sperimentare al resto del pollaio una sensazione del gusto nuova e diversa...la torta di zucchine e crescenza di Monique mi ha abbagliato per la bellezza...era bella e dovevo farla o almeno provarci!
TORTA AL MAIS DI ZUCCHINE
per la frolla ho adattato le dosi di Mari:
210 g. di farina 00
90 g. di farina di mais
1 uovo di gallina allevata in libertà
1 cucchiaio di zucchero di canna grezzo
la buccia di un limone grattugiata
90 g. di burro
1 cucchiaino di lievito
1 pizzico di sale
un goccio di latte
per il ripieno ho preso spunto da Monique e dal mio frigo:
4 zucchine
formaggio di pecora grattugiato
2 uova di galline allevate in libertà
speck
cipolla
timo
olio evo
Ho preparato la frolla, ho aggiunto un goccio di latte per amalgamare ben gli ingredienti e formare una palla che ho messo in frigo a riposare.
Nel frattempo ho fatto soffriggere una cipolla tritata con un cucchiaino di olio e un goccio d'acqua in una padella antiaderente, ho aggiunto le zucchine tagliate a rondelle con l'aiuto della mandolina e ho cotto per circa 10\12 minuti.
In una ciotola ho sbattuto le uova, aggiungendo il formaggio di pecora grattugiato, il timo fresco e lo speck a cubetti.
Ho steso la frolla in una teglia, bucherellato il fondo con una forchetta. Ho mischiato le zucchine con la miscela di uova e ho versato il composto sulla frolla. Ho cotto a forno ventilato per 30 minuti a 170°.
Il sapore era davvero particolare, il contrasto del dolce della frolla, data anche dalla farina di mais, si incontrava con il salato del formaggio e dei cubetti di speck. Il timo aggiunto crudo alla miscela ha mantenuto il suo sapore in modo nitido. La frolla è di una consistenza bella piena ed è bellissima da lavorare.

mercoledì 14 maggio 2008

Amaranto: amaranthus lividus e hybridus



Sveliamo il mistero: "annudiamo" (neologismo di gnomo rosso per dire svestire, togliere tutti gli abiti) l'amaranto!
Ecco quello che c'è scritto sulla confezione:

AMARANTO ROSSO IN CHICCHI distribuito in Italia da Commercio Alternativo.
Cereale antichissimo l'amaranto costituiva la base dell'alimentazione di Incas, Maia e Aztechi già tremila anni fa. Le civiltà centroamericane lo veneravano e gli attribuivano forze misteriose. Per le suE connessioni con la magia i conquistadores spagnoli ne vietarono la coltivazione punendo con il taglio della mano chi lo commerciava. Con lo sterminio di queste civiltà anche l'amaranto scomparve quasi del tutto. Riprendendo l'antica tradizione, gli agricoltori boliviani coltivano questa pianta tra 2500 a 3300 metri sul livello del mare. Resistente anche nelle più difficili condizioni climatiche, questa varietà di amaranto colora con i suoi fiori rossi la valle di Redencion Pampa, nella regione di Choquisaca, in Bolivia.
L'amaranto è un alimento moto versatile: può infatti essere usato in insalata, con verdure cotte e crude, in zuppe al posto della pasta, tostato lo si può aggiungere allo yogurt insieme alle noci, ai fiocchi di avena, mandorle per un ricco muesli. macinandolo si ottiene una farina con la quale si possono preparare dolci, pane, biscotti. La farina di amaranto rosso è particolarmente adatta a questo uso, anche miscelata alla farina di grano.


Ecco quello che c'è sul mio librone:
L'amaranto è un seme consumato come cereale, di provenienza americana (Messico e Centroamerica) domesticato verso il 1000 a.C. e molto comune, sembra, ai tempi della civiltà degli Incas. E' buono in cucina non soltanto per le sue foglie, simili nell'impiego gastronomico agli spinaci, e la sua infiorescenza, entrambi ricche di proteine, carboidrati e sali; ma anche per i suoi minutissimi semi ricchi di amido e di proteine- Il seme è ricco del 12,7 % di acqua e di ben 16,6 proteine, un primato tra tutti i cereali. E' ricco dell'aminoacido lisina, raro tra i cereali: ne bastano 100gr per soddisfare il bisogno giornaliero. Non contiene glutine.
(Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio)

La lisina favorisce la formazione di anticorpi, ormoni (come quello della crescita) ed enzimi; è inoltre necessaria allo sviluppo e alla fissazione del calcio nella ossa.
La lisina è importante anche come precursore di una importante vitamina, chiamata niacina, vitamina B3 o PP.
Io vi posso dire solo che è BUONO!!!

martedì 13 maggio 2008

Zuppa di amaranto con vago ricordo di tortino e un sentore di polpette

Nella mia ultima scorribanda alla bottega equo mi sono fatta condurre, nell'acquisto di prodotti il più possibile integrali, dal mio istinto, che da alcuni giorni cerca di arrivare al nocciolo della questione.
Così euforeggiante ho comprato l'amaranto, è bellissimo! Ecco appunto è bellissimo e poi??? Come cavolo si cucina l'amaranto???
Ho chiesto fiduciosa alla socia gallina Mi e lei con allegria mi ha risposto: "Mmmmm..buono l'amaranto!"
...e vai ho visto giusto la mia gallinella preferita le sa tutte!!!!!! Yeahhhh! "Uh Lo...no io non l'ho mai preso in chicchi, ma mi mangiavo le barrette con l'amaranto soffiato e il cioccolato" Ahhhhhhhh terribile colpo al cuoricino, l'occhietto vitreo si inumidisce e ora? Ponendo una forte fiducia nei volatili ho chiesto a Claud, che tiene ben Tre colombe in testa (ma sempre sempre???) e lei, tatatatttàààààààààà paladina della giustizia, cavaliera delle galline e abusatrice di chicchi, mi ha sganciato subito subito una ricetta di polpette!
...è così mi metto all'opera.
L'amaranto è davvero simpatico, il suo vestito è simpatico: una scatolina in cartoncino rossa e lui ci sta dentro comodo, diviso in tre buste di carta, vi rendete conto non di plastica ma di carta!!! Bhe a me faceva piacere anche se stava dentro la scatolina e basta. E' piccolissimooooooooooo, cioè il miglio al confronto è giganterrimo, vi rendete conto???
Ecco la ricetta di Claud:
Polpette d'amaranto e mozzarella
Ingredienti per quattro persone:
300 gr. amaranto,
200 gr. mozzarella,
olio extravergine d'oliva,
cipolla,
sale,
pomodori rossi,
prezzemolo,
timo.
Preparazione:Lavate e cuocete l'amaranto seguendo le indicazioni per la ricetta base. Formare delle polpette farcite di mozzarella fresca, timo, prezzemolo e qualche pezzetto di polpa di pomodoro rosso ben scolato e cipolla tritata. Dorare semplicemente in forno.
Evviva mi faccio le polpettine!!! Bene la ricetta base sulla scatolina dice cuocere in tre parti d'acqua per una parte di chicchi aggiungendo un cucchiano di sale. Impiega 25 minuti in pentola pressione e 35 in una pentola normale. Acchiappo la pentola a pressione verso l'amaranto e metto l'acqua...e forse qui è l'inghippo, il nocciolo, il nodo cruciale, lo spartiacque della vicenda. Io ho messo tre parti d'acqua, ma non in modo scientifico...ecco in modo più primordiale ed istintuale, insomma a caso...ma giuro che erano tre parti d'acqua! Quando ho aperto la pentola, a fine cottura, l'amaranto mi sorrideva dal fondo...era molto bello, era molto profumato, era molto gelatinoso, era molto morbido! Insomma era impolpettabile! Allora il mio neuroncino annaspa, salta, strimpella ed escogita il primo supplì all'amaranto della storia. Faccio la base di pangrattato, aggiungo il pangrattato al composto, schiaffo tutti gli ingredienti della ricetta, spolverizzo di pangrattato, metto in forno....lo sforno....e l'amaranto mi sorrideva dalla teglia...era molto caruccio, ancora più profumato, molto gelatinoso e ancora molto morbido! Diciamo più bello dentro che fuori.
"Ragazzi contr'ordine, mettete i piatti fondi e i cucchiai....ho cambiato idea, ho fatto la zuppa............."
16o gr di amaranto rosso in chicchi
formaggio di pecora grattugiato
olio extravergine d'oliva
cipolla
sale
4 cucchiai di salsa di pomodoro
prezzemolo
timo
Lavare e cuocere l'amaranto seguendo le indicazioni per la ricetta base. Aggiungere il formaggio di pecora grattugiato, la cipolla tritata, la salsa, il prezzemolo, il timo e il pangrattato. Ungere una pirofila da forno con dell'olio evo, cospargere con il pane grattugiato, versare il composto di amaranto e spolverizzare con altro pane grattugiato. Infornare per 30 minuti in forno caldo.
Ok mettere la ricetta può apparire un po' pedante, in effetti ciò che doveva essere polpetta e poi supplì, è zuppa...zuppa cotta al forno...pure bruttina a vedersi...ma voi sapete quando è buono l'amaranto? Io sì!
...per il resto SOS AMARANTO!!! Che devo fare? ..a parte misurare correttamente ed oggettivamente l'acqua????
p.s. Claud giuro! Renderò giustizia alla tua ricetta!

lunedì 12 maggio 2008

Fava: vicia faba

Dal mio viaggio in Toscana, oltre al sole e alla serenità, mi sono portata qualcosa a casa...tre belle forme di formaggio di pecora e una piccola scorta di fave, acquistati in questo agriturismo biologico a due passi dal nostro campeggio. Se devo essere sincera è questa la seconda volta della mia vita che le mangio...
Da piccola non le avevo mai sentite nominare e solo successivamente ho iniziato ad adocchiarle sui banchi la verdura. La mia prima volta non me la ricordo nemmeno, ho solo una vaga sensazione che era qualcosa che non mi piaceva...e così non le ho mai riprese.
Ma quest'anno è un anno di grandi novità per me, di una buona voglia di apertura e un desiderio di sperimentare....e poi diciamo la verità....in Toscana con "baccelli e pecorino" ti fanno la testa quadra...così quando le ho incontrate all'agriturismo, provenienti da agricoltura biologica, ho detto: "Io le prendo!"
...e così in compagnia delle tre forme di formaggio, due mazzi di asparagi e qualche carciofo, sono arrivate nella terra varesina....
E' stato divertente prepararle fin dall'inizio, mentre le sgusciavo dai baccelli morbidi e felpati e li sgranavo...il rumore che faceva cadendo nello scolapasta era così buffo, che per goderne ancora ho sgusciato pure dei piselli freschi presi qui a casa.
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La fava, oramai poco usata in Europa e nel Nord America, sono un cibo usuale in Oriente e in Africa, importante per il fragile equilibrio nutritivo dei popoli più poveri, da occuparsene persino la FAO.
Sono l'unico legume, se mangiato fresco, totalmente privo di grassi. Sono alimenti di natura proteica e contengono ferro e fosforo. Le fave secche sono tra i legumi tra i più energetici, il più ricco di proteine e di zuccheri semplice, che ne facilitano la digestione. E' tra i legumi il più ricco di tutte le vitamine del gruppo B e ha calcio, vitamine A, C, E, K. E' indicato come cibo diuretico, ma anche energetico e lassativo, aiuta nei casi di ipercolesterolemia, malattie cardiovascolari, calcoli renali, cistite, stati di debolezza organica e per l'alimentazione degli sportivi.
(Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio)
CASERECCE AL FORMAGGIO DI PECORA, FAVE, PISELLI E ASPARAGI.

240gr di pasta tipo caserecce
un mazzo di asparagi
250 gr di fave sgranate fresche
250gr di piselli sgranati freschi
6\7 di pomodorini secchi sott'olio
formaggio di pecora
2 spicchi d'aglio
basilico
olio extravergine d'oliva
sale

Pulire gli asparagi, eliminando la parte dura finale, sciacquarli velocemente sotto l'acqua e cuocerli al vapore. Io li ho preparati al vapore nel forno microonde, utilizzando l'apposito contenitore e cuocendo per 10 minuti a max potenza. Tagliare le punte e tenerle da parte, frullare i gambi con un poco d'acqua tiepida.
Scolare i pomodorini secchi sott'olio, tagliarli a pezzetti e condirli con il basilico sminuzzato.
Cuocere al vapore per 10 minuti piselli e fave, nel frattempo cuocere la pasta al dente.
Rosolare l'aglio con un cucchiaio di olio extravergine d'oliva in una padella antiaderente, aggiungere piselli e fave, coprire e cuocere per alcuni minuti. Scolare la pasta, aggiungerla ai legumi stufati insieme ai pomodorini. Mescolare e decorare con le punte d'asparago e il formaggio di pecora a scagliette. Servire.

Questo piatto ricco di proteine è in realtà un piatto unico. Il sapore è davvero delicato.
Anche Giusy le ha preparate, proponendo una ricetta davvero gustosa, io l'ho messa fra le cose da fare!

domenica 11 maggio 2008

Dalla finestra della mia cucina...

...e così ti aspetto
come una casa deserta
e tornerai a trovarmi
e ad abitarmi.
Altrimenti mi fanno male le finestre
Neruda
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Finalmente con enorme ritardo, di cui chiedo umilmente scusa, partecipo alla raccolta di Elga e guardo fuori dalla mia finestra:
qui se mi giro a sinistra c'è la mia aiuola aromatica, il mio giardino dei semplice...dentro c'è sedano, lemoncina, rosmarino, timo, origano, mentuccia, menta, melissa, dragoncello, camomilla, alloro santoreggia, cerfoglio, salvia, finocchio e fragoleeeeeeeeeee...quelle le vedete perché hanno i fiorellini bianchi...regalo un bacio in fronte a chi cerca il particolare e vede il mio micio rosso!
qui se mi giro a destra...stiamo montando il nostro vascone per l'estate...ci si sguazza, ci si tuffa e si fa finta di fare acquagym per sconfiggere la forza di gravità che incombe su di me...sigh sigh....gli gnomi fanno nuotate lunghissimeeeeeeeeeeeeeee... a chilometri!


ecco la fine...il mio orto bonsai, l'orgoglio di mamma...in un metro quadro cerco di far crescere la foresta amazzonica....a volte riesco a volte no, ma mi diverto tanto tanto.
Grazie Elga per la pazienza, un bacio!

venerdì 9 maggio 2008

Bianco e nero

Simona mi ha invitato a questo meme dove condividere sei cose,azioni,pensieri che ci piacciono e sei che non ci piacciono e nominare altre sei persone. Io ho scritto di getto, ma ho voluto mettere due poesie che sento molto mie quando sono bianco o sono nero.

ODE AL GIORNO FELICE

Questa volta lasciatemi
essere felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono in nessun luogo,
semplicemente
sono felice
nei quattro angoli
del cuore, camminando,
dormendo o scrivendo.
Che posso farci, sono
felice.
Sono più innumerevole
dell’erba
nelle praterie,
sento la pelle come un albero rugoso,
di sotto l'acqua,
sopra gli uccelli,
il mare come un anello
intorno a me,
fatta di pane e di pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia,
sei sabbia,
tu canti e sei canto.
Il mondo
è oggi la mia anima
canto e sabbia,
il mondo
è oggi la tua bocca,
lasciatemi
sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,perché respiro
e perché tu respiri,
essere felice perché tocco
il tuo ginocchio
ed è come se toccassi
la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciatemi
da solo
essere felice,
con tutti o senza tutti,
essere felice
con l’erba
e la sabbia
essere felice
con l’aria e la terra,
essere felice,
con te, con la tua bocca,
essere felice.

Pablo Neruda

Mi piace
il colore, la libertà selvaggia, i profumi che segnano l'attimo, i concerti di Jovanotti, le mani del mio uomo e le lentiggini sul muso.

Ci sedemmo dalla parte del torto
visto che tutti gli altri posti
erano occupati.
Chi non conosce la verità
é soltanto uno sciocco;
ma chi, conoscendola,
la chiama bugia,
é un malfattore.
Il mio compito
non è di dimostrare
che ho avuto ragione sin ora,
ma capire se ho avuto ragione
Bertold Brecht

Non mi piacciono
i mediocri, quelli che vivono di paure, le falsità, i soldatini e chi comanda i soldatini, chi non ha sogni e uccide gli altri, chi non vuole essere diverso da sè.

Passoparola, se ne hanno voglia, a Bri, a Daniela, a Ely, a Night, a Camalyca e a Carla.

giovedì 8 maggio 2008

Fragola: fragaria vesca

Prima di tutto volevo ringraziare Roberto del Bloggatore per avermi invitato nel suo aggregatore...che poi aggregare è sempre una cosa carina...l'iniziativa è davvero carina e interessante....utile per metterci in contatto e per darci la possibilità di scoprire sempre qualcosa di nuovo! ..e poi anche se un po' in ritardo questa settimana ecco che mi butto nel mondo della stagionalità...oggi rosso acceso! Ho visto che non c'è blog che non ha presentato ricette ed idee su come usarle e gustarle e davvero si possono trovare idee per sfogare la creatività...
eh si...questa fruttino rosso, il primo davvero colorato della stagione, intriga tutti quanti...secondo me parla alla parte destra del nostro cervello quella che governa il nostro essere a sinistra...la nostra parte emotiva, istintiva, affettiva..quella che ci fa fare le capriole, osservare le stelle, stringere il cuore e nuotare fra "nuvole e lenzuola", quella che ci porta ad incontrare l'Essere, quella che nasconde il bimbo dentro
noi.

"È dentro noi un fanciullino che non solo ha brividi, come credeva Cebes Tebano che primo in sé lo scoperse, ma lagrime ancora e tripudi suoi. Quando la nostra età è tuttavia tenera, egli confonde la sua voce con la nostra, e dei due fanciulli che ruzzano e contendono tra loro, e, insieme sempre, temono sperano godono piangono, si sente un palpito solo, uno strillare e un guaire solo. Ma quindi noi cresciamo, ed egli resta piccolo; noi accendiamo negli occhi un nuovo desiderare, ed egli vi tiene fissa la sua antica serena meraviglia; noi ingrossiamo e arrugginiamo la voce, ed egli fa sentire tuttavia e sempre il suo tinnulo squillo come di campanello. "
Giovanni Pascoli

La fragola è un frutto acidulo e poco zuccherini, ricco di calcio, contiene tra l'altro fosforo, ferro, magnesio, potassio. E' ricchissima di vitamina C (più dell'arancia) e tracce preziose di acido chinico e acido salicilico, che ne fanno una specie di aspirina naturale, indicata nei reumatismi e nelle malattie da raffreddamento, utile per rafforzare il sistema immunitario. Ha una spiccata proprietà antibatterica e antivirale (alcuni studi canadesi dimostrano che elimina il virus dell'herpes simplex). Grazie alla pectina è un frutto anticolesterolo. E' sperimentata come anticancro e antiossidante. Ha effetti diuretici e lassativi. Può essere mangiata anche dai diabetici perché contiene pochi zuccheri. In rari casi provoca intolleranza e allergie. (Informazioni tratte da L'alimentazione naturale di Nico Valerio)

MARMELLATA DI FRAGOLE, MENTA E PEPE NERO






2 kg di fragole
500 g di zucchero di canna integrale
un mazzetto di foglie di menta fresca
10 grani di pepe nero
2 limoni
1 cucchiaino di agar-agar


Tagliare le fragole a pezzetti, aggiungere lo zucchero e il succo di limone. Far cuocere a fuoco lento mescolando bene per circa un'ora. Quando la marmellata ha raggiunto la giusta consistenza, aggiungere la menta tritata finemente e il pepe appena macinato. Aggiungere il cucchiaino di agar-agar. Cuocere ancora per 5 minuti e versare nei vasi puliti e sterilizzati, chiudere bene e capovolgerli a testa in giù. Coprirli con un panno e aspettare il completo raffreddamento prima di riporli

Avevo visto questa marmellata su un blog...ma dove??? L'ho cercata in lungo e in largo, ma niente...alla fine mi sono convinta di essere andata in confusione e ho usato la ricetta trovata. Ma la vera fonte ispiratrice, la vera mamma inconscia della mia marmellata, che tanto mi aveva colpito, è la mitica Spilucchina e la sua la trovate qui

Un consiglio di Bri: "una cosa posso dirvi, chiedo scusa se mi permetto..ma è importante.non lasciate le foglie della menta nella marmellata.è una di quegli ingredienti che fanno ridurre il tempo di conservazione.anche le mandorle, le noci hanno lo stesso effetto"...quindi attenzione!!

Ho preso l'idea per questa marmellata osservando la crescita rigogliosa della menta nel mio giardino e prendendo spunto da qui. Per la preparazione mi sono fatta ispirare da Ely e da Bri, da cui ho scoperto come fare la marmellata a pezzettoni (grazie Bri un bacio!). Ho aggiunto l'agar-agar alla fine, perché era ancora un po' liquida, ma non volevo cucinarla troppo...credo che aggiungere un altro cucchiaino sia meglio. Il risultato è stato un'esplosione: è buonissima!!! Menta e fragola sono in totale armonia, il pepe non lascia sapore, ma solo la sensazione "tattile" di un pizzicorino finale. Sul pane era fantastica, insieme allo yogurt un paradiso e con il pecorino toscano...uhhh mi scappava da piangere!

martedì 6 maggio 2008

Giornata mondiale per il commercio equo e solidale

Il 10 maggio 2008 è la Giornata mondiale per il commercio equo e solidale, organizzata da NEWS - rete europea delle Botteghe del Mondo. Quest'anno la campagna è dedicata all'ecologia: il commercio equo crea un buon clima. E' una campagna di giustizia commerciale ed ambientale, che sostiene che la lotta contro la povertà e l'attenuazione dei cambiamenti climatici non sono in alternativa, ma sono due aspetti integranti di una politica sociale ed ambientale che conduca ad una reale sostenibilità dello sviluppo in tutto il mondo.

Oggi sono andata alla mia bottega del commercio solidale di Tradate: Macondo per fare qualche spesuccia....vi racconto???? ...dai vi dico cosa ho preso...ma prima mettetevi comodi: c'è una fettina dello splendido plumcake di Geillis per voi...
...siccome se lo mangiano anche gli gnomi e io da brava gallina chioccia voglio che fanno nanna presto presto...non ho usato il caffè vero...ma quello d'orzo , poi ho messo zucchero di canna integrale...la glassa di Geillis è davvero goduriosa, ma gli gnomi devono portare la torta a scuola per la merenda...e se metto la glassa è appiccicosa e loro rimarrebbero appiccicati per l'eternità a fogli, quaderni, biro , compagni...
...ecco pronta una bella tazza di infuso al rooibos...vi dicevo oggi ho preso un po' di cibarie avevo voglia di cose integrali...e così riso rosso, amaranto, quinoa e fagioli neri
poi ancora un po' di zucchero e sciroppo di menta...qui c'è quello di guaranà...ho scelto un bell'elefantino salvadanaio che lo gnomo ha una festa di compleanno...qui c'è un gufo....che lì non c'era...ma anche l'elefantino è carinissimo!!! Insomma tra spese e chiacchiere con la simpaticissima e dolce volontaria scopro che sabato organizzano proprio vicinissimo a casa mia una fantastica fiera....nel centro storico di Castiglione Olona che solo per la sua bellezza merita una visita!
...io sono curiosissima di vedere la sfilata di altra-moda e alla sera di tuffarmi nelle danze popolari...chissà se mi ricordo ancora qualche passo??? ...ehi??? qualcuno viene???

lunedì 5 maggio 2008

MUffins dolci alle zucchine

...eccomi tornata...felice...stanca....pure un po' rotta...ma quanto abbiamo visto e assaporato con i nostri cinque sensi all'erta...a volte come un terzo occhio mi guardavo da fuori e vedevo questa donna un po' gallina, un po' bambina che cercava quel silenzioso legame con Gaia, osservando la terra, le piante, annusando gli odori...in un viaggio tra storia e natura...in cui spesso mi emozionavo...tra mare, aria, sole e terra. Abbiamo camminato molto...perché camminando si vede di più, si assapora di più...ho annusato zolfo, vapore e rosa canina in fiore, mi sono emozionata per la lavanda e la borragine in fiore, ho dormito sulla sabbia e ho aspettato i delfini sulla riva guardano il blu...mi sono fatta massaggiare dall'acqua tiepida nelle pozze e ho preso il sole in faccia, ho raccolto minerali e toccato più che potevo la terra. Ho scelto dietro ad ogni curva di ogni strada la mia futura casa e ho immaginato di lasciare curriculum per iniziare la carriera di mungitrice di pecore...poi ora siamo tornati!
MUFFINS ALLE ZUCCHINE
Per la nostra vacanza ho preparato un po' di scorte da portarmi dietro e per le nostre colazioni ho fatto questi muffins, ispirata da alcune torte dolci alle zucchine come questa di Arietta o questa di Adina. Vedere quelle splendide torte mi ha portato alla memoria il primo dono che Dario mi ha offerto quando ci siamo conosciuti...dei muffins strepitosi....Ho stressato il mio splendido amico Dario per la ricetta, che ovviamente io ho modificato!

180 gr farina 00
1 bustina di lievito
1/2 cucchiaino di cannella
2 uova
80 gr zucchero di canna grezzo
250 gr di ricotta
180 gr zucchine
1 cucchiaino di estratto di vaniglia naturale
50 gr mandorle macinate
40 gr uvetta
1 pizzico di sale

Ammorbidire l'uvetta in acqua tiepida, pulire le zucchine e grattugiarle a jullienne, sbattere lo zucchero con le uova intere, unire la ricotta e lavorare fino ad ottenere una crema omogenea. Unire le zucchine, la vaniglia, le mandorle grattugiate e l'uvetta infarinata. Incorporare un poco alla volta la farina setacciata con il lievito, il sale e la cannella, amalgamare tutto senza sbattere molto. Dividere l'impasto negli stampini e cuocere a 180° per circa 25 minuti.

La ricetta originale prevedeva, al posto della ricotta, 8 cucchiai di olio extravergine di oliva...per chi vuole provare la versione senza latticini. Inoltre c'era molto molto molto zucchero...vero Sig. Dario????????