venerdì 30 novembre 2007

La decrescita felice

MANIFESTO DEL MOVIMENTO PER LA DECRESCITA FELICETratto dal libro La decrescita felice di Maurizio Pallante, Editori Riuniti, novembre 2005
Lo yogurt prodotto industrialmente e acquistato attraverso i circuiti commerciali, per arrivare sulla tavola dei consumatori percorre da 1.200 a 1.500 chilometri, costa 5 euro al litro, viene confezionato al 95 per cento in vasetti di plastica quasi tutti monouso, raggruppati in imballaggi di cartoncino, subisce trattamenti di conservazione che spesso non lasciano sopravvivere i batteri da cui è stato formato.Lo yogurt autoprodotto facendo fermentare il latte con opportune colonie batteriche non deve essere trasportato, non richiede confezioni e imballaggi, costa il prezzo del latte, non ha conservanti ed è ricchissimo di batteri.Lo yogurt autoprodotto è pertanto di qualità superiore rispetto a quello prodotto industrialmente, costa molto di meno, contribuisce a ridurre le emissioni di CO2 perché non comporta consumi di fonti fossili per il trasporto e per la produzione dei contenitori usa e getta, non produce rifiuti.Tuttavia questa scelta, che migliora la qualità della vita di chi la compie e non genera impatti ambientali, comporta un decremento del prodotto interno lordo: sia perché lo yogurt autoprodotto non passa attraverso la mediazione del denaro, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede consumi di carburante; quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché non richiede confezioni e imballaggi, quindi fa diminuire la domanda di merci; sia perché fa diminuire i costi di smaltimento dei rifiuti. Ciò disturba i ministri delle finanze perché riduce il gettito dell’IVA e delle accise sui carburanti; i ministri dell’ambiente perché di conseguenza si riducono gli stanziamenti dei loro bilanci e non possono più sovvenzionare le fonti energetiche alternative nell’ottica dello "sviluppo sostenibile"; i sindaci, i presidenti di regione e di provincia perché non possono più distribuire ai loro elettori i contributi statali per le fonti alternative; le aziende municipalizzate e i consorzi di gestione rifiuti perché diminuiscono gli introiti delle discariche e degli inceneritori; i gestori di reti di teleriscaldamento alimentate da inceneritori, perché devono rimpiazzare la carenza di combustibile derivante da rifiuti (che ritirano a pagamento) con gasolio (che devono comprare).Ma non è tutto.Facendo diminuire la domanda di vasetti di plastica e di imballaggi in cartoncino, l’autoproduzione dello yogurt fa diminuire ulteriormente la domanda di petrolio. Sia quello che serve per produrre la plastica (due chili di petrolio per chilo di plastica), sia quello che serve per il carburante necessario a trasportare vasetti e imballaggi dalle fabbriche in cui vengono prodotti alle fabbriche in cui viene prodotto industrialmente lo yogurt. Comporta quindi una ulteriore diminuzione delle emissioni di CO2 e del prodotto interno lordo.Ciò disturba una seconda volta i ministri delle finanze e dell’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.Ma non è tutto.I fermenti lattici contenuti nello yogurt fresco autoprodotto arricchiscono la flora batterica intestinale e fanno evacuare meglio. Le persone affette da stitichezza possono iniziare la loro giornata leggeri come libellule. Pertanto la qualità della loro vita migliora e il loro reddito ne ha un ulteriore beneficio, perché non devono più comprare purganti. Ma ciò comporta una diminuzione della domanda di merci e del prodotto interno lordo. Anche i purganti prodotti industrialmente e acquistati attraverso i circuiti commerciali, per arrivare nelle case dei consumatori percorrono migliaia di chilometri. La diminuzione della loro domanda comporta dunque anche una ulteriore diminuzione dei consumi di carburante e un ulteriore decremento del prodotto interno lordo.Ciò disturba una terza volta i ministri delle finanze e dell’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.Ma non è tutto. La diminuzione della domanda di yogurt, di vasetti di plastica e di imballaggi in cartoncino, di purganti e della quantità di rifiuti, comporta una riduzione della circolazione degli autotreni che li trasportano e, quindi, una maggiore fluidità del traffico stradale e autostradale. Gli altri autoveicoli possono circolare più velocemente e si riducono gli intasamenti. Di conseguenza migliora la qualità della vita. Ma diminuiscono anche i consumi di carburante e si riduce il prodotto interno lordo.Ciò disturba una quarta volta i ministri delle finanze e dell’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette.Ma non è tutto. La diminuzione dei camion circolanti su strade e autostrade diminuisce statisticamente i rischi d’incidenti. Questo ulteriore miglioramento della qualità della vita indotto dalla sostituzione dello yogurt prodotto industrialmente con yogurt autoprodotto, comporta una ulteriore diminuzione del prodotto interno lordo, facendo diminuire sia le spese ospedaliere, farmaceutiche e mortuarie, sia le spese per le riparazioni degli autoveicoli incidentati e gli acquisti di autoveicoli nuovi in sostituzione di quelli non più riparabili. Ciò disturba una quinta volta i ministri delle finanze e dell’ambiente, i sindaci, i presidenti di regione e di provincia per le ragioni già dette. Il Movimento per la Decrescita Felice si propone di promuovere la più ampia sostituzione possibile delle merci prodotte industrialmente ed acquistate nei circuiti commerciali con l’autoproduzione di beni. In questa scelta, che comporta una diminuzione del prodotto interno lordo, individua la possibilità di straordinari miglioramenti della vita individuale e collettiva, delle condizioni ambientali e delle relazioni tra i popoli, gli Stati e le culture. La sua prospettiva è opposta a quella del cosiddetto "sviluppo sostenibile", che continua a ritenere positivo il meccanismo della crescita economica come fattore di benessere, limitandosi a proporre di correggerlo con l’introduzione di tecnologie meno inquinanti e auspicando una sua estensione, con queste correzioni, ai popoli che non a caso vengono definiti "sottosviluppati". Nel settore cruciale dell’energia, lo "sviluppo sostenibile", a partire dalla valutazione che le fonti fossili non sono più in grado di sostenere una crescita durevole e una sua estensione a livello planetario, ne propone la sostituzione con fonti alternative. Il Movimento per la Decrescita Felice ritiene invece che questa sostituzione debba avvenire nell’ambito di una riduzione dei consumi energetici, da perseguire sia con l’eliminazione di sprechi, inefficienze e usi impropri, sia con l’eliminazione dei consumi indotti da un’organizzazione economica e produttiva finalizzata alla sostituzione dell’autoproduzione di beni con la produzione e la commercializzazione di merci. Questa prospettiva comporta che nei paesi industrializzati si riscoprano e si valorizzino stili di vita del passato, irresponsabilmente abbandonati in nome di una malintesa concezione del progresso, mentre invece hanno prospettive di futuro più ampie degli stili di vita moderni che li hanno sostituiti, non solo nei settori tradizionali dei bisogni primari, ma anche in alcuni settori tecnologicamente avanzati e cruciali per il futuro dell’umanità, come quello energetico, dove la maggiore efficienza e il minor impatto ambientale si ottengono con impianti di autoproduzione collegati in rete per scambiare le eccedenze. Nei paesi lasciati in stato di indigenza dalla rapina delle risorse che sono state necessarie alla crescita economica dei paesi industrializzati, un reale e duraturo miglioramento della qualità della vita non potrà esserci riproducendo il modello dei paesi industrializzati, ma solo con una crescita dei consumi che non comporti una progressiva sostituzione dei beni autoprodotti con merci prodotte industrialmente e acquistate. Una più equa redistribuzione delle risorse a livello mondiale non si potrà avere se la crescita del benessere di questi popoli avverrà sotto la forma crescita del prodotto interno lordo, nemmeno se fosse temperata dai correttivi ecologici dello "sviluppo sostenibile". Che del resto è un lusso perseguibile solo da chi ha già avuto più del necessario da uno sviluppo senza aggettivi. Per aderire al movimento è sufficiente - autoprodurre lo yogurt o qualsiasi altro bene primario: la passata di pomodoro, la marmellata, il pane, il succo di frutta, le torte, l’energia termica e l’energia elettrica, oggetti e utensili, le manutenzioni ordinarie; - fornire i servizi alla persona che in genere vengono delegati a pagamento: assistenza dei figli nei primi anni d’età, degli anziani e dei disabili, dei malati e dei morenti. L’autoproduzione sistematica di un bene o lo svolgimento di un servizio costituisce il primo grado del primo livello di adesione. I livelli successivi del primo grado sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e dei servizi alla persona erogati. L’autoproduzione energetica vale il doppio.Il secondo grado di adesione è costituito dall’autoproduzione di tutta la filiera di un bene: dal latte allo yogurt; dal grano al pane, dalla frutta alla marmellata, dai pomodori alla passata, dalla gestione del bosco al riscaldamento. Anche nel secondo grado i livelli sono commisurati al numero dei beni autoprodotti e la filiera energetica vale il doppio. La sede del Movimento per la Decrescita Felice viene stabilita presso….. (preferibilmente un’azienda agricola, o un laboratorio artigianale, o un servizio autogestito, o una cooperativa di autoproduzione, una bottega del commercio equo e solidale, ecc.)
per altre informazioni Movimento per la decrescita felice
Pubblicato da emilia - lorenza - miriam a venerdì, novembre 30, 2007
Etichette:

5 commenti:
marco ha detto...
Evviva la decrescita! Evviva lo yogurtone autoprodotto della Gallina Lorenza!
3 dicembre 2007 9.39
emilia - lorenza - miriam ha detto...
ciao pollastro finalmente sei arrivato!!!! kiss Lo
3 dicembre 2007 12.29
marco ha detto...
usti, beccato al volo. son proprio un pollastro.
3 dicembre 2007 14.11
Kia ha detto...
:)) sono davvero daccordo!fino ad ora sono in fase di autoproduzione di: compost e seitan, autoproduco felicemente pane, yougurt, tofu e latte di soia, gomasio (anche se questo non vale...;P)e al più presto mi piacerebbe farmi il sapone...ma questo appena avrò1po'più di tempo:)...comunque via all'autoproduzione....non è solo una cosa ottima ma è anche divertente!...e...complimenti per iltuo blog:) davvero carino!...linkata:)
27 febbraio 2008 15.48
emilia - lorenza - miriam ha detto...
ciao Kia! piacere di conoscerti!!!...ma sai che secondo me il gomasio è validissimo!!!!! ho una grande voglia di provare con il sapone, per ora mi arrangio solo con i detersivi casalinghi! a presto Lo
29 febbraio 2008 11.08

Ode ad un giorno felice


Questa poesia la voglio dedicare a chi ha la vita che gli scorre nelle vene, che esplode e travolge, a chi guardandolo nel viso trovo l'energia del sole....la dedico alla bella Fè! Un bacio Lo


Questa volta lasciate che sia felice,
non è successo nulla a nessuno,
non sono da nessuna parte,
succede solo che sono felice
fino all’ultimo profondo angolino del cuore.
Camminando, dormendo o scrivendo,
che posso farci, sono felice.
Sono più sterminato dell’erba nelle praterie,
sento la pelle come un albero raggrinzito,
e l’acqua sotto, gli uccelli in cima,
il mare come un anello intorno alla mia vita,
fatta di pane e pietra la terra
l’aria canta come una chitarra.
Tu al mio fianco sulla sabbia,
sei sabbia,tu canti e sei canto.
Il mondo è oggi la mia anima
canto e sabbia, il mondo oggi è la tua bocca,
lasciatemi sulla tua bocca e sulla sabbia
essere felice,
essere felice perché sì,
perché respiro e perché respiri,
essere felice perché tocco il tuo ginocchio
ed è come se toccassi la pelle azzurra del cielo
e la sua freschezza.
Oggi lasciate che sia felice,
io e basta,
con o senza tutti,
essere felice con l’erba
e la sabbia essere felice con l’aria e la terra,
essere felice con te,
con la tua bocca,
essere felice.
Pablo Neruda

7 commenti:
Fe ha detto...
che dolcissima che sei, mi hai commossa un sacco. Questa poesia l'ho appena letta qualche giorno fa.GRAZIE dal più profondo del mio cuore! SMUACK!
30 novembre 2007 23.47
emilia - lorenza - miriam ha detto...
te l'ho detto Fè!!! Mentre parlavi mi sono venute in mente queste parole!!! Un abbraccio Lo
30 novembre 2007 23.58
Anonimo ha detto...
""""".....Oggi lasciate che sia felice, io e basta,con o senza tutti, essere felice con l’erbae la sabbia essere felice con l’aria e la terra,...."""""""ci sono piccoli gesti nella vita che che ti dimostrano che hai vicino degli amici..quelli veri.......questo è uno.............e condivido!Dario
1 dicembre 2007 9.37
Anonimo ha detto...
E' vero che 'sta donna è un raggio di sole?!! Un abbraccio anche qui e complimenti per il blog alle tue amiche. Tornerò a trovarvi.Raffaella
1 dicembre 2007 14.49
emilia - lorenza - miriam ha detto...
Sono contenta di aver fatto felice Fè per così poco! Dario, fra tutte le paroli hai scelto quelle che sento di più!!Grazie Raffaella per la visita e i complimenti e insieme a te mi impegno a mandare abbracci!
2 dicembre 2007 19.41
Francesca ha detto...
piacere di conoscervi e grazie di voler aderire alla mia inziativa natalizia. buoni esperimenti allora :-)Francesca
3 dicembre 2007 13.42
emilia - lorenza - miriam ha detto...
ciao Francesca!!! noi ci proviamo ...vediamo cosa ne esce fuori! a presto
3 dicembre 2007 20.56

lunedì 26 novembre 2007

Biscotti salati

Alla domenica, quando la gnoma torna alla casa nel bosco, io e il galletto ci facciamo prendere dalla pigrizia e non vogliamo cucinare più niente! Peggio ancora: non vogliamo nemmeno apparecchiare il tavolo, nemmeno metterci le gambe sotto...ci spetasciamo sul divano e viviamo di stuzzichi!!! Però gli stuzzichi qui nel pollaio si fanno non si comprano!!!! Tutto homemade!!! Questa domenica ho voluto provare la ricetta che Ivanka aveva messo su questo splendido forum, ma li ho impastati prima che lei aggiungesse la margarina nell'elenco degli ingredienti, quindi i mei sono in versione light, anzi in versione gallinesca light! Grazie Ivanka un bacione! Lo

200 gr. di semola di grano duro

300 gr. di farina 00

3 tuorli

7 cucchiai di latte

1 cucchiaino di sale

1/2 cucchiaino di lievito per torte salate

acqua q.b.

Ho preparato una bella palla, impastando insieme tutti gli ingredienti e stando attenta ad aggiungere il lievito per ultimo. Dopo con il mattarello ho steso una sfoglia di circa 1\2 cm di spessore, li ho tagliati con il taglia-biscotti, spennellati con il latte e scorparso con i semi di sesamo. Quindi sulla teglia e nel forno a 180° per circa 10-12 minuti, fino a che non sono belli dorati!!!In mezz'ora sfizi pronti!!! Per chi vuole la versione più ricca io aggiungerei 5 cucchiai di olio extravergine di oliva.


6 commenti:


Anonimo ha detto...
sono molto belli e devono essere buonissimi..... complimenti!!!!!mi serviva giusto una ricetta "salata" da sfruttare anche io nei miei pomeriggi domenicali invernalispatasciato sul divano (non solo eh, ma con la mia dolce metà) a guardare la tv.....ciao a tutte le gallinedario
29 novembre 2007 12.35
emilia - lorenza - miriam ha detto...
ciao dario!!!! che bello che sei passato a trovarci!!! emozioneeeeeeeee.....ovviamente se fai i biscotti poi ci dici cosa ne pensi!!!!un abbraccio
30 novembre 2007 18.34
marco ha detto...
ma che bella foto! non faccio commenti sul cibo perchè non ne capisco nulla...
3 dicembre 2007 17.17
emilia - lorenza - miriam ha detto...
....come non ne capisci nulla....non li avresti assaggiati???? :( Lo
3 dicembre 2007 21.00
nightfairy ha detto...
Io li avrei assaggiati eccome! :-p
3 dicembre 2007 22.09
emilia - lorenza - miriam ha detto...
ciao night!!! sono felicissima di trovarti qui!! benvenuta!!! la prossima volta ti mando qualche gallinella da te!!! un abbraccio Lo!

martedì 20 novembre 2007

Ode alla vita

Lentamente muore chi diventa schiavo dell'abitudine,
ripetendo ogni giorno gli stessi percorsi,
chi non cambia la marca,
chi non rischia e cambia colore dei vestiti,
chi non parla a chi non conosce.
Muore lentamente chi fa della televisione il suo guru.
Muore lentamente chi evita una passione,
chi preferisce il nero su bianco e i puntini sulle 'i'
piuttosto che un insieme di emozioni,
proprio quelle che fanno brillare gli occhi,
quelle che fanno di uno sbadiglio un sorriso,
quelle che fanno battere il cuore davanti all'errore e ai sentimenti.
Lentamente muore chi non capovolge il tavolo,
chi è infelice sul lavoro,
chi non rischia la certezza per l'incertezza,
per inseguire un sogno,
chi non si permette almeno una volta nella vita di fuggire ai consigli sensati.
Lentamente muore chi non viaggia,
chi non legge, chi non ascolta musica,chi non trova grazia in se stesso.
Muore lentamente chi distrugge l'amor proprio,
chi non si lascia aiutare;
chi passa i giorni a lamentarsi della propria sfortuna o della pioggia incessante.
Lentamente muore chi abbandona un progetto prima di iniziarlo,
chi non fa domande sugli argomenti che non conosce,
chi non risponde quando gli si chiede qualcosa che conosce.
Evitiamo la morte a piccole dosi,
ricordando sempre che essere vivo
richiede uno sforzo di gran lunga maggiore
del semplice fatto di respirare.
Soltanto l'ardente pazienza porterà al raggiungimento di una splendida felicità.
Martha Medeiros