giovedì 9 febbraio 2012

L'abbecedario culinario d'Italia


Questo post esce a blog unificati, perché quest'anno la Trattoria MuVarA ha deciso fin dal principio che questo evento sarebbe stato sociale e cooperativo!

Lanciamo infatti un nuovo abbecedario che coprirà tutta la nostra nazione e che sarà ospitato, lettera per lettera, da un blog diverso. Il tutto poi confluirà, come l'anno passato, nel blog dell'abbecedario!

Che dite? Vi abbiamo già perso? No, dai è tutto molto semplice. In Italia abbiamo 20 regioni e un alfabeto di 21 lettere, ovvero 20 se togliamo la H. Per ogni lettera abbiamo scelto una città italiana di una differente regione, in modo da coprire tutto lo stivale, isole comprese! Ogni 2 settimane (come l'anno scorso) si cambia lettera e, novità delle novità, si cambia anche blog ospite.

Per ogni lettera chiunque può partecipare con una o più ricette tipiche della città corrispondente o anche solo della regione di appartenenza. Per partecipare, dovrete lasciare un commento al blog che ospita tale lettera con il link della vostra ricetta. Se non avete un blog, inviate un'email a trattoriamuvara_at_gmail.com con ricetta e foto e Aiuolik penserà a pubblicarla per voi.

Avete ancora le idee confuse? Speriamo di chiarirvele con il calendario delle lettere...occhio che si inizia tra pochissimo!
  • A come Aosta (Valle d'Aosta) dal 13/02/12 al 26/02/12 - Blog ospite: Gata da plar
  • B come Bolzano (Trentino Alto Adige) dal 27/02/12 al 11/03/12 - Blog ospite: Briggis'home
  • C come Chioggia (Veneto) dal 12/03/12 al 25/03/12 - Blog ospite: Mangiare è un po' viaggiare
  • D come Domodossola (Piemonte) dal 26/03/12 al 08/04/12 - Blog ospite: CookingStefy
  • E come Empoli (Toscana) dal 09/04/12 al 22/04/12 - Blog ospite: Cindystar 
  • F come Foligno (Umbria) dal 23/04/12 al 06/05/12 - Blog ospite: 
  • G come Genova (Liguria) dal 07/05/12 al 20/05/12 - Blog ospite: Tutto a occhio
  • I come Isernia (Molise) dal 21/05/12 al 03/06/12 - Blog ospite: Torte e dintorni
  • L come L'Aquila (Abruzzo) dal 04/06/12 al 17/06/12 - Blog ospite: 
  • M come Matera (Basilicata) dal 18/06/12 al 01/07/12 - Blog ospite: Briciole
  • N come Napoli (Campania) dal 02/07/12 al 15/07/12 - Blog ospite: Galline 2nd Life
  • O come Otranto (Puglia) dal 16/07/12 al 29/07/12 - Blog ospite:
  • P come Pavia (Lombardia) dal 30/07/12 al 12/08/12 - Blog ospite: 
  • Q come Quartu Sant'Elena (Sardegna) dal 13/08/12 al 26/08/12 - Blog ospite: 
  • R come Roma (Lazio) dal 27/08/12 al 09/09/12 - Blog ospite: Curiosando in cucina
  • S come Siracusa (Sicilia) dal 10/09/12 al 23/09/12 - Blog ospite: Fragoliva
  • T come Trieste (Friuli Venezia Giulia) dal 24/09/12 al 07/10/12 - Blog ospite: 
  • U come Urbino (Marche) dal 08/10/12 al 21/10/12 - Blog ospite:
  • V come Vibo Valentia (Calabria) dal 22/10/12 al 04/11/12 - Blog ospite: 
  • Z come Zocca (Emilia Romagna) dal 05/11/12 al 18/11/12 - Blog ospite:

martedì 7 febbraio 2012

Bianco di neve



Neve. Paesaggio bianco. Ma devo andare oltre, devo andare al di là della strada, non guardare i marciapiedi sporchi,  non sentire le traumatizzanti notizie da tv. Devo staccare dall'allarmismo, mettere i miei scarponi ed entrare nella neve. Ho la sensazione che la neve sia un passaggio per uno spazio tempo che non esiste e questo mi piace. Non la neve e il freddo, non il bianco grigio che mi circonda. Ma se faccio il salto dentro ad una dimensione che non c'è, allora sto bene. Il silenzio ha un suono amico, il bianco sembra un passaggio per l'infinito e non potendo guardare troppo al di là, riesco a vedere dentro di me, oltre al cuore che pulsa e la linfa che si muove.
La neve copre come una seconda pelle i campi e ne esalta la bellezza, ma poi lenta si scioglie e mentre la natura ancora timida occhieggia, lo schifo dell'uomo esplode.


TORTA SALATA AI PORRI E TOFU MANDORLATO




per la pasta:
280 gr di farina integrale
3\4 cucchiai di olio extravergine d'oliva
sale
acqua


per il ripieno:
3 porri grandi
shoyu
rosmarino
olio extravergine d'oliva
sciroppo di mais
180 gr di tofu al naturale
mandorle


Preparare l'impasto con la farina, l'olio, il sale e l'acqua. Deve diventare una palla morbida ed elastica. Mentre si prepara il ripieno tenere la pasta in frigo.


Pulire e affettare i porri, lavarli accuratamente sotto l'acqua per eliminare tutta la terra. Scaldare 1 cucchiaio di olio extravergine d'oliva in un wok e unire i porri, mescolare frequentemente per un paio di minuti, fino a quando non si sono ammorbiditi. Aggiungere un paio di rametti di rosmarino, due cucchiai di shoyu e 1 cucchiaio di sciroppo di mais, continuare la cottura per qualche minuto.
Frullare il tofu con una manciata di mandorle e unire il trito alla verdura.
Stendere la pasta sottile, adagiarla in uno stampo da crostata di 24\26 cm, bucherellarla. Togliere dal ripieno i rametti di rosmarino e distribuire il composto sulla pasta.
Infornare per 20\25 minuti in forno ventilato a 170°.

Ecco un'altra ricetta che mi frullava nella testa da un po', ma che aveva bisogno di un tocco speciale, tocco dato dalle amiche di facebook, che anche questa volta si sono scatenate come matte per consigli, abbinamenti, idee...riorganizzando quanto detto in quella effervescente discussione vengono fuori un altro paio di ricettine. 
Questa ricetta partecipa (fuori concorso) al contest più peloso dell'anno: 


categoria piatti salati vegetariani

QUI trovate anche la pagina evento del contest su FB!

lunedì 30 gennaio 2012

CONTEST BAU MIAO!!!!



Teo ora ha una famiglia qui nel nostro pollaio, ma soprattutto ha avuto delle fate madrine che si sono operate per lui, amandolo e salvandolo da una brutta vita. E non l'hanno fatto solo per Teo, lo fanno ogni giorno per tanti troppi animali che hanno bisogno. Sapete quanto bene, quanto tempo, quanti soldi richiede questo impegno? La risposta è sempre troppo. Mi capita di sentirle per telefono e sapere che sono in auto per recuperare un cane avvistato solo nella campagna o su una stradaccia. Oppure che sono state a dare una medicina a qualche sfortunato o ha preparare una grande pappa per tutti i loro amici che ospitano nella grande stalla. Oppure ancora ha controllare se veramente stanno trattando male qualche peloso. E per la maggior parte del loro tempo cercano ovunque, con cura e con amore, famiglie che possano rendere felici un peloso e da rendere felici con un peloso. 
E quindi io e Serena abbiamo pensato di aiutarle a farsi conoscere, a dare visibilità al loro tenerissimo blog con un bel contest a quattro zampe!!!!! Che dite partecipate??? Che dite divulgate la notizia con un tam tam fatto di carezze e grattini virtuali? Per favore mettete sul vostro blog la pubblicità al loro contest.
Ecco come fare:


Buongiorno a tutti voi,amanti degli animali e perciò della vita. Oggi il blog della Lega del Cane sez. Teramo/ Bellante lancia il suo primo contest che ha lo scopo di far conoscere il blog a più persone possibile, far conoscere i nostri piccoli e grandi ospiti, trovare tante case accoglienti, rendere le persone più felici e gli animali più amati. Vogliamo diffondere il rispetto verso gli animali. Come?
Iniziamo con un contest che con l'aiuto di Serena e Lorenza diffonderemo nella rete dei foodblogger. 
Dunque cos'é che i nostri amici a 4 zampe e le foodblogger adorano? 
Il cibo, si, esatto!

- REGOLE
Quindi ecco tre categorie di azione dove sperimentarsi, tutto all'insegna del rispetto degli amici animali:
1. piatti salati vegetariani
2. piatti dolci vegani (nessun alimento di origine animale come latticini, uova, miele...)
3. la pappa preferita dal nostro pelosetto.
[La scelta del contest prettamente vegetariano è per essere coerenti con il nostro amore e la dedizione per gli animali].

Ognuno di voi può partecipare con più ricette "originali" per categoria, corredata da una storia/avvenimento/ particolarità/ curiosità che riguarda la vostra famiglia animale o una parte della vostra vita condivisa con un animale 
- Valgono solo ricette realizzate a partire da oggi, vi chiediamo di inserire sia nel post che nel blog il logo di  questa iniziativa (la nostra impronta bau bau qui a fianco) linkata a questo blog [http://farsiadottaredauncane.blogspot.com]
- Possono partecipare tutti: foodblogger e non.  blogger devono lasciare un commento a questo post con il link alla ricetta proposta. Per chi non ha un blog: potete inviarci la ricetta corredata da foto e storia per mail all'indirizzo lastallafelice@gmail.com mettendo all'oggetto  "contest". 
Essendo il tutto a scopo benefico e fatto per realizzare la massima condivisione per aiutare tutti i quattrozampe che accogliamo, vi chiediamo di diventare followers del blog della lega e possibilmente anche di aderire al gruppo facebook "I tesori della lega del cane Teramo e Bellante" . Tutto ciò ha lo scopo di aiutarci con il passaparola e trovare le migliori soluzioni per garantire una vita felice ai nostri amici.

A fine contest ci adopereremo per creare una raccolta pdf gratuitamente scaricabile dal blog.

Per ogni informazione, dubbio, chiarimento contattate le food blogger di riferimento agli indirizzi verdepomodoro@gmail.com,lorenzacda@yahoo.it

- I PREMI
categoria 1. super fantistici oggetti handmade della Ditta del Cauntriemme di Mi&Lo (a discrezione della Lo)

categoria 2. Due regalini offerti da Serena, comprendenti una luce led da attaccare al collare dei vostri tesori per le lunghe passeggiate(qui) e una cintura di sicurezza per i pelosetti da portare in auto (qui).

categoria 3. Maglietta, cappellino e qualche gadget a discrezione dellaLega del Cane sez. Teramo/Bellante.

Allora iniziamo? il contest inizia oggi e si chiude il 29 febbraio 2012.

I giudici? non potevano che essere loro, le volontarie piu assidue dell'associazione. Sceglieranno tra le vostre creazioni e vi premieranno!

Già, i volontari. Dovete sapere che esistono persone che tutte le mattine si alzano due ore prima del dovuto per andare dai nostri cani a pulire e dar loro cibo e acqua fresca. Idem di sera. Gente che li raccoglie per strada quando i più sono indifferenti, che li cura, li coccola, ne conosce il carattere. C'è qualcuno che parte e si fa centinaia di km per portare un cane in una buona famiglia e poi piange all'atto di lasciarlo li. Si, esistono queste persone,sono vere.
Allora che ne dite, siete pronte ad aiutarci nel nostro piccolo progetto benefico? e se qualcuno di voi volesse aiutarci ulteriormente sappiate che abbiamo bisogno di tante cose: cibo, cucce, farmaci, coperte..... volontari!percio, se in qualche modo ve la sentite di aiutarci vi prego di mandarci una mail a lastallafelice@gmail.com.


lunedì 23 gennaio 2012

Meta pensieri di una piccola gallina: il cibo.



Questo blog è la traccia della mia trasformazione, del mio cambiare, del mio modificarsi. Anche in quell'atto fondamentale e primario che è nutrirsi.
Credo che nutrirsi sia più di un atto fisico, lo vivo come un atto spirituale e per questo scelgo sempre cosa mangiare, anche quando raramente decido di mangiare male. Ma in realtà scelgo sempre per spiccare verso l'alto. Perchè nutrirsi è più che ingurgitare, è un processo. 
Per questo è sempre sotto inteso che ogni ingrediente proposto nelle mie ricette è biodinamico o biologico, possibilmente a km 0 o a pochi km e se arriva da lontano rigorosamente del commercio equo e solidale. Ogni alimento è scelto e pensato, so chi lo produce e so come. 

Faccio una spesa attenta, pensata, cercata. Svolazzo con altre galline in un piccolo gruppo d'acquisto. Giro la provincia per trovare le risorse della mia terra. Trasformo la mia cucina in laboratorio perchè credo nell'autoproduzione, nell'homo faber. Credo nel potenziale terapeutico di ogni cibo, del bene che può fare al mio cuore e al mio corpo. La mia spesa è spesso anomala.

Dicevo che questo blog è traccia del mio modificare, del mio sentire anche il cibo. Non sono una cuoca, non faccio finta di essere una chef, amo solo sapere di cosa mi nutro e vivo di fantasia. Tendenzialmente golosa, amante del cioccolato, credo nella cura del cibo e desidero applicare la moderazione.
Anche da piccola, grazie ad una mamma attenta, non ho mai mangiato molta carne e appena ho potuto scegliere sono diventata vegetariana. Ho avuto una breve pausa carnivora in un momento della vita, in cui non stavo dietro più a me stessa e mi è capitato. Trovate rare ricette di carne e di pesce all'inizio di questo blog. Mi riconoscevo come flexiteriana allora. 
Ma il mio istinto e la mia natura è vegetariana. Questo è ciò che mi fa stare bene. Sono anche tendenzialmente un'unicista, cioè una che non ama mischiare ingredienti, sapori, generi, principi. E sono molto molto attratta dalla cucina vegana e sempre più spesso preparo vegano. Almeno una volta al giorno. Spesso per ogni pasto.

A volte mi chiedono perchè. Perchè ho scelto e qualcuno perchè non ho scelto. L'ho fatto perchè considero tutte le parti in causa, compresa me. L'ho faccio per istinto. Lo faccio per benessere, per salute, per amore degli animali, della terra, di chi amo e di me. Non credo che la scelta dell'alimentazione sia però uno strumento di guerra. Porto rispetto per chi mangia diverso da me e pretendo rispetto per le mie scelte. Non voglio convincere e non voglio essere convinta. Credo che sapere di cucina, di cibo e di nutrimento sia un grande esercizio di tolleranza e di conoscenza.
E voglio essere consapevole, per esserlo io non riesco a svegliarmi al mattino e cancellare tutto. 
Qualsiasi cosa un passo alla volta, ognuno al suo passo, con il desiderio di capire, di pensare.

Intreccio parole e cibo in queste finestre e non riesco a fare diverso. Quello che le mie mani fanno sono lo specchio di quello che cuore e testa mi indicano, magari prima di essere atto volitivo. Dentro ai miei piatti ci sono io, come sangue e fango, come terra e cielo. Dentro le mie parole ci sono io, come pulso, come ragiono, come rielaboro, come vivo. Sono la farina che spesso sporca i miei vestiti, sono le parole che tessono le mie pagine.

Forse ho detto tutto, forse ho detto niente. Di me.

Altre riflessioni di cibo-gallina dal 2007 ad oggi:
LA DECRESCITA FELICE

BISCOTTI SPEZIATI


100 gr di fiocchi d'avena
100 gr di farina di riso
100 gr di farina integrale
80 gr di burro di soia
2 cucchiai di zucchero grezzo di canna
50 gr di sciroppo di mais (o di malto)
1 cucchiaino di zenzero grattugiato
1 cucchiaino di cannella
1\2 cucchiaino di vaniglia in polvere
80 gr di uvetta
latte di riso
sale
1\2 bustina di cremortartaro

Frullare i fiocchi d'avena nel mixer. (Io in realtà ho macinato nel mulino manuale l'avena in chicchi ed essendo un cereale molto umido non viene mai una farina fine). Miscelare l'avena con le altre farine, le spezie, lo zucchero, l'uvetta, il cremortartaro e il pizzico di sale. Aggiungere il burro di soia ammorbidito e lo sciroppo di mais e latte di riso quanto basta per formare una palla di pasta.
Scaldare il forno a 180° ventilato e intanto stendere la pasta a circa 0,5 cm e tagliare i biscotti.
Cuocere per circa 10 minuti, rivoltarli e continuare la cottura per altri 10 minuti (anche un po' meno).

Ricetta presa dal periodico del Naturasi, cambiata e rivoltata. I biscotti sono buonissimi, croccanti e rustici. E mangiandoli mi sono accorta di quanto mi piace non amare lo zucchero bianco, che copre tutto e nasconde i veri sapori. Con questi biscotti potete gustarvi le spezie e il gusto dei cereali.

giovedì 19 gennaio 2012

Dovremmo...



"In questa misera condizione
si dannano le anime tristi di coloro
che vissero senza lode e senza infamia.
Sono mischiate a quel cattivo
coro di angeli egoisti,
non ribelli a Dio ma neppur fedeli.
Del paradiso questi offuscherebbero la bellezza
e giù farebbero vantare i dannati
che penserebbero d'esser migliori di loro".

Inferno. Canto III

Dante Alighieri

Quando c'è chi non ha nulla che lo caratterizza, quando ci si addestra nel nulla e ci si atteggia in virtuosismi apparenti. Quando è più importante il lucido da scarpe che spalmi su ogni singola azione, quando ogni sera un niente corre su un'auto, grossa ma insignificante e rischia di andare fuori strada. Quando si ride dietro la propria gigioneria e ci si ammicca tra incontri inconcludenti, quando ci si sente importanti per gli inchini cazzuti e non per quello che si è, quando si dà il comando a chi gioca al suo lustro e disprezza l'impegno. Quando ci si chiede quanta figa c'è. Quando la tua integrità di uomo è data dalle bottiglie di birra che lasci nel prato, quando per sentire che esisti non sai far altro che spendere soldi e saltare nei fuochi artificiali. Quando si premia l'indolenza e manca la forza morale, quando succede tutto questo noi, che vediamo, dovremmo essere sconvolti. Dovremmo essere arrabbiati, dovremmo cercare la rivoluzione, non correre dietro i carrelli della spesa e dormire fra le lancette dell'orologio, non dare la guida e la responsabilità ad una mandria di ignavi, che abitano la terra e rifiutano il loro istinto umano. Quello che ci deve sconvolgere non è l'innata attrazione morbosa per la tragedia, ma l'incolore e insipida non-umanità di alcuni e dovremmo solo vomitare.

RISOTTO SEMPLICE AL RADICCHIO




per 3 persone:

270 gr di riso 
1 cipolla bianca
1 radicchio rosso di Chioggia
olio extravergine d'oliva
sale 
1 cucchiaino di miso
barolo o vino rosso

Pulire, tagliare sottilmente e lavare il radicchio rosso. Pulire e affettare la cipolla e rosolarla in un cucchiaio di olio extravergine e due di acqua. Quando  è diventata trasparente, unire il riso e tostarlo per un paio di minuti, mescolando con un cucchiaio di legno. Unire il radicchio e bagnare con mezzo bicchiere di vino rosso e fare evaporare. Nel frattempo scaldare circa 500 cl di acqua con un cucchiaino di sale. Portare a cottura il risotto, unendo piano piano l'acqua salata, come si fa normalmente con il brodo. Una volta cotto, spegnere e mantecare con un cucchiaino di miso, mescolando fino a quando è totalmente sciolto. Volendo distribuire una granella di noci.

Non so se questo è un uso delirante del miso, sicuramente è un uso gustoso. Il miso è un condimento vegetale ricco di enzimi e fermenti con importanti proprietà benefiche. E' possibile usarlo al posto del dado, magari abituandosi a poco a poco al suo sapore. Unica attenzione importante: il miso non va mai cotto o bollito, per questo è importante unire a cottura ultimata e farlo sciogliere. Qui altre info.

mercoledì 11 gennaio 2012

Dopo il digiuno




Del resto qui mi trovo molto bene, 
la solitudine in questo paesaggio paradisiaco 
è un balsamo prezioso per il mio cuore, 
e la giovanile stagione riempie di calore il mio cuore 
che troppo spesso rabbrividisce."
 (W. Goethe)

Non sono sparita, non sono fuggita. Sono sempre qui. Con due piedi per terra, la testa che guarda verso il cielo e il cuore che batte. Mi sono concessa un lungo periodo di digiuno moderno. Senza computer, senza internet, senza cellulare, senza massa, senza numeri... o per lo meno tutto a dosi così omeopatiche da dare un effetto terapeutico.
Ho lasciato spento e mi sono messa in pari con la vita, con le cose che avevo lasciato indietro. Con il desiderio di ascoltare Bach, con gli ultimi giri del maglione verde, con le parole della gnoma, con le stelle del cielo che mi accarezzano il viso. Ho fatto a meno di tanto, un po' per ripicca e un po' per istinto. La macina che si attiva ad ogni Natale commerciale e che frulla il presente, davvero quest'anno non volevo mi toccasse.
Appoggiati i pennelli mi sono fermata ad osservare. E forse ancora non ho visto niente, perchè il digiuno prima mi ha rilassato e poi mi ha dato un piacere così profondo che stava diventando quasi tentazione.
L'eterna lotta dell'orso che vive nella gallina e della gallina che accoglie questo orso. Ora sono qui, in pari con alcuni banali doveri, con gli armadi in ordine, un pane da far lievitare, la pigna dei vestiti stirati e cerco di scoprire come far entrare le mille cose che vorrei come me dentro alle pieghe della vita. Vorrei far scivolare le mani sui tasti, ma so che ancora c'è da aspettare. A volte me ne andrò, altre passerò. Oppure mi fermerò, semplicemente qui. 

PANE DI SEMOLA SENZA IMPASTO




500 gr di semola di grano duro del Senatore Capelli
acqua q.b. (circa 350 gr)
sale
100 gr di pasta madre

Sciogliere la pasta madre in un po' di acqua. Mettere la semola e il sale in una ciotola grande, unire il lievito e  l'acqua necessaria. L'impasto si ottiene miscelando velocemente e per pochi minuti l'acqua e la semola, giusto per farli amalgamare tra loro. L'impasto deve essere grezzo, appiccicoso e morbido. Coprire con un canovaccio e mettere in un luogo fresco a riposare per circa 16\18 ore. Lo ritroverete raddoppiato, ancora più molliccio e pieno di bolle (insomma un grande blob).
Spolverizzate il piano di lavoro con abbondante semola e rovesciatevi l'impasto. Spolverizzatelo ancora con altra semola. Tirare i quattro angoli dell'impasto e ripiegarli su sè stessi. Vedrete come l'impasto prende consistenza e si compatta. Mettere la pagnotta dentro uno strofinaccio infarinato con la parte dove sono finiti i lembi (quella che sembra una cucitura) rivolta verso il basso. Lasciare lievitare per altre 2 ore.
Inserire nel forno una pentola con il suo coperchio (io uso il coccio, ma va bene anche in pirex, ghisa o altro materiale) e riscaldare il forno a 230° funzione ventilato con un pentolino d'acqua dentro.
Una volta raggiunta la temperatura, estrarre la pentola bollente e rovesciare capovolgendo la pagnotta, così che i lembi siano ora rivolti verso l'alto, chiudere con il coperchio.
Cuocere per 30 minuti, quindi togliere il coperchio e continuare per altri 15 minuti.
Sfornare e lasciare raffeddare il pane coperto da un canovaccio.

Ecco qui il procedimento del pane senza impasto che oramai si trova ovunque nella rete. Io avevo imparato da Stella e ora ho provato con la semola.  L'ho trascritto più per un mio promemoria che altro. Si ottiene una pagnotta morbidissima e fragrante, che rimane tale per giorni. E' la pagnotta più similpugliese che sono riuscita ad ottenere in casa. 

Intanto auguro a tutti un buon anno ricco di impulsi positivi, di gioia e di amore. Ringrazio chi è passato per lasciarmi i suoi e vi chiedo, se volete, di portare pazienza con questa gallina un po' eremita, che c'è, ma non si vede. Un abbraccio.

domenica 18 dicembre 2011

Blu cobalto




Giornata di vento terso e gelido, adatto per spazzare via e fare sembrare nuovo. Regala un profumo buono, di gemma, di vita. Cammino con le mani in tasca nel buio e finalmente alzo lo sguardo. 
Oro che si diffonde inoltrandosi nelle nuvole calde, rosso che mi abbraccia prima di farmi cadere in un abbaglio di bianco. E poi un blu intorno. Sento sulla pelle, odoro e gusto, mi scivola nei capelli, tutto su di me conosce ora la vera sfumatura del cobalto, che in fondo e lontano si scioglie nel verde di un mare che non esiste. A cosa servono le luci finte quando tutto lassù ci regala questo?

TEMPEH CON CAVOLO CAPPUCCIO IN AGRODOLCE



1 cavolo cappuccio bianco
zenzero fresco
3 spicchi d'aglio
tamari
1 peperoncino 
olio extravergine d'oliva
sale 
sciroppo di riso
pepe nero in grani

Pulire il cavolo cappuccio, eliminando le foglie esterne e tagliandolo a listarelle. Lavarlo ed asciugarlo tamponandolo in un canovaccio. Scaldare in un wok due cucchiai di olio extravergine, aggiungere il cavolo e far rosolare per un minuto, mescolando in continuazione. Aggiungere un pezzetto di zenzero fresco grattugiato e gli spicchi d'aglio schiacciati. Bagnare con due cucchiai di sciroppo di riso e due di tamari, insaporire con sale, peperoncino e pepe. Amalgamare il tutto e far saltare ancora per due minuti. 
Distribuire il cavolo nei piatti e rosolare nel wok il tempeh tagliato a fettine, insaporendo con un po' di tamari. Unire alla verdura e servire.

Questo secondo piatto vegano è davvero delizioso. A me piace molto il tempeh, lo trovo così particolare e mi fa venire in mente sempre idee nuove. Il cavolo cappuccio cotto così è davvero insolito e piacevole. A volte lo preparo anche solo come contorno.
Intanto vi chiedo scusa per non essere molto presente, non so bene dove sono, forse un altro pianeta, forse dentro una nuova dimensione, comunque da qualche parte in cui si sta bene e c'è abbastanza da fare, fare di niente.