giovedì 13 agosto 2015

Riso integrale alle alghe e fiori di zucca


Ti fermi, l'attimo di un respiro.
Alle spalle il fruscio lento di quello che è stato.
Di fronte i bagliori di tutto quello che sarà.
Fermo. L'attimo necessario.
E poi un nuovo passo.

RISO DI MARE E DI ESTATE
Riso integrale alle alghe e fiori di zucca


per 4 persone:
240 gr di riso integrale
2 spicchi di aglio
15\20 gr di alghe hijiki*
5\6 pomodori secchi
vino bianco
prezzemolo
basilico
12\15 fiori di zucchina
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
1 limone buccia

Cuocere  il riso integrale, dopo averlo lavato, con il doppio del peso di acqua e un pizzico di sale, mettendolo in una pentola a fiamma bassa fino a quando l'acqua è assorbita (circa 45\50 minuti).
Ammollare le alghe per 15 minuti, lavarle e cuocere in acqua per 15 minuti.
Schiacciare due spicchi d'aglio e rosolarli con 1 C di olio, unire i pomodori secchi tritati e lasciare insaporire per due minuti.
Scolare le alghe cotte, tenendo da parte l'acqua di cottura, tritarle grossolanamente e unirle in padella.
Lasciare insaporire a fiamma alta, sfumare con un poco di vino bianco e una volta evaporato unire un pochino di acqua di cottura e proseguire a cuocere per 5 minuti o fino a che l'acqua è evaporata.
Tritare prezzemolo e basilico. Pulire i fiori di zucchina e tagliarli a striscie.
Aggiungere alle alghe i fiori e lasciare insaporire per due minuti, unire il riso integrale cotto, amalgamare bene e aggiungere prezzemolo e basilico. Grattugiare la buccia di limone, mescolare e servire.

*Alga hijikiha un sapore delicatissimo e pure una consistenza morbida. Ricchissima di sali minerali come calcio, ferro, potassio, iodio e fosforo, contiene anche numerose vitamine A, B1, B2  e niacina. Rinforza unghie e capelli, aiuta chi ha problemi circolatori. Purifica il sangue e regola il livello degli zuccheri. E' un'alga da usare saltuariamente, circa 1 volta a settimana.

Un nuovo vestito per il riso integrale. Le alghe le infilo un po'  dappertutto...negli impasti, nei sughi, nelle insalate. Sono potenti, in pochi grammi abbiamo una bella scorta di sali minerali importanti. Io amo il sapore delle alghe, ma non sempre è gradito oppure qualcuno non è abituato.  Allora vi consiglio di usarle lo stesso, ma in quantità piccole, tanto da non sentirle, aumentando gradualmente nel tempo. 

martedì 28 luglio 2015

Pesto di rucola alle mandorle e semi



La profondità non la vedi subito.
Devi aspettare che il tuo cuore smetta di accellerare
e i tuoi pensieri di nascondere
la luce del vero.


 PESTO DI RUCOLA ALLE MANDORLE E SEMI


1 mazzetto di rucola fresca
50 gr di mandorle
50 gr di semi misti (per me 15 di girasole e 35 di zucca)
1\2 bicchiere di olio extravergine d'oliva 
2 C di acidulato di umeboshi o sale marino integrale

Tostare le mandorle, poi tostare i semi.
Mettere tutti gli ingredienti nel frullatore e azionare, fino a formare una crema omogena e compatta.
Versare in un vaso di vetro sterilizzato, coprire con un filo di olio e conservare in frigo.

Mi piace la rucola, il suo sapore piccante e fresco nello stesso tempo. Di solito la coltivo direttamente in vaso e raccolgo, quando mi serve, la quantità di foglie che uso per dare movimento alla mia insalata. Se la compro, per non sciuparla e farla appassire, allora la trasformo in pesto. Fresco e pungente, aromatico, ottimo per condire insalate di cereali integrali o di legumi, goloso su una fetta di pane per la merenda.
 

domenica 19 luglio 2015

A voi. Cuori di pietra.

Voi che avete tanto odio e anche tanta paura. Voi che vi credete di avere tanti diritti. Voi che  ve la prendete con chi soffre. Voi che attaccate con le mani o con le parole. Che condividete frasi fatte grasse di disprezzo e superficialità. Voi che trovate differenze da attaccare e non vedete la dignità di qualsiasi vita. Voi che con la vostra arroganza mi fate a volte cedere e quasi divento come voi. Voi che vi lasciate andare agli istinti e seguite senza volontà le urla di qualcuno che notoriamente ha solo il desiderio di usarvi.  Voi che forse siete così fortunati da non aver subito davvero una prevaricazione vera e non avete nemmeno il cuore di immaginarla.  Voi che siete così concentrati su voi stessi e sulla difesa della vostra pochezza. Voi che siete senza luce e duri come pietre.
Voi i meno umani degli umani. Voi che siete soli al mondo e vi fate eco con le vostre voci per non sentire il vuoto.

martedì 3 marzo 2015

Primavera ancora...




Ma voi la sentite la primavera? Io si.
Sta arrivando, scalda l'aria, muove i venti, fa cantare gli uccelli.
I colori si accendano e l'aria profuma.
La voglio tutta questa primavera.


TORTA SALATA DI FARRO E AVENA CON COSTE E RICOTTA DI SOIA



per la ricotta:
1 litro di latte di soia
3 C di acidulato di riso
1 pizzico di sale marino integrale

per la pasta:
200 gr di farina di farro integrale
100 gr di farina di avena
5 C di olio evo
sale marino integrale
acqua q.b.

per il ripieno:
300 gr di ricotta di soia
1 mazzo di coste
sale
2 C di lievito alimentare
noce moscata

Il giorno prima preparare la ricotta:
far bollire 1 litro di latte di soia. Una volta arrivato a bollore, spegnere e versare l'acidulato di riso. Mescolare e aspettare che si formano i fiocchi. Lasciare raffreddare e versare in un colino. Lasciare a scolare almeno un giorno.
Fare la ricotta di soia è davvero molto semplice, bisogna però trovare un latte con una percentuale di soia intorno all'8% e i cui ingredienti siano acqua, soia e sale. Niente addittivi, niente zuccheri.
Io ho imparato a fare la ricotta dalla strepitosa Ravanella: una garanzia!

Preparare l'impasto della torta miscelando le due farine, il sale e i 5 cucchiai di olio. Mescolare bene con le mani olio e farine e quindi aggiungere acqua poco alla volta, impastando fino a creare una pasta morbida.
Far riposare la palla per 30 minuti.
Pulire le coste, lavarle e sbollentarle per 5 minuti in acqua bollente salata.
Una volta cotte frullare le coste con la ricotta, metterci un pochino di noce moscata e il lievito alimentare in scaglie. Assaggiare ed eventualmente aggiustare il sapore.
Stendere la pasta su una teglia da crostata, bucherellare con una forchetta, versare il ripieno e livellare.
Cuocere la torta in forno ventilato per 30 minuti a 180°

domenica 8 febbraio 2015

Seminario su lievitati dolci e salati a Varese


Hai mai provato a fare lievitati soffici come una nuvola?
Mettiamo le mani in pasta: realizziamo morbidi e fraganti dolci, pizze e impasti salati magistralmente lievitati, dolci della tradizione pasquale. Scopriamo i trucchi e le tecniche per ottenere il massimo dalla nostra pasta madre. Con gusto, fantasia e con un occhio anche al nostro benessere.
Ti aspettiamo.
SEMINARIO DI DOLCI VEGAN A LIEVITAZIONE NATURALE
a cura di Alice Chiara di ViolaMirtillo.it e CoccodèGqP
sabato 21 febbraio dalle 14.00 alle 20.00 circa
domenica 22 febbraio dalle 9.00 alle ore 17.00 circa
Un intero weekend dedicato ad approffondire i segreti della lievitazione naturale in versione vegan con particolare attenzione ai dolci pasquali.
Info coccodegqp@gmail.com

domenica 28 dicembre 2014

Holiday mood on

Finalmente è arrivato Natale. E finalmente è anche passato. Ora godo con lentezza di questi giorni che mi sono presa. Ho sempre bisogno, ad un certo punto di uno stacco dal solito, se no non governo il tempo. Gli ultimi mesi sono stati intensi e carichi di impegni e le attività che facciamo per la nostra associazione sono state davvero molte. Il bilancio è di grande soddisfazione, di risultati ottenuti, ma soprattutto di nuove opportunità per il futuro.
Non potevamo immaginare tutto quello che ci è successo.
Quindi ora ricaricarsi, recuperare le energie, riordinare i pensieri, calmare gli stati d'animo diventa fondamentale.
E sto qui nel mio nido, con le persone che amo e con i miei pelosi a giocare con il tempo. Sveglie lente, abbandonandosi alle lenzuola calde. Camminate al sole per vedere quanto può correre veloce Teo e quanta energia recupera Nina. Leggo libri. O lasciato qualche attimo in cui semplicemente lasciavo vagare i pensieri. Mi ha aiutato in questo un gatto grigio sulle gambe. Poi ad un certo punto i pensieri fanno fremere le mani. E non so perchè allora finisco in cucina.
E' diverso quando si prepara qualcosa con la testa libera, così per vedere cosa succede. E' proprio un atto creativo.
Nel frattempo devo fare pace con un paio di sentimenti non proprio brillanti. Accettare qualcosa, digerirlo e lasciarlo andare. Per essere ancora più libera. E' dura accettare i propri difetti e i propri limiti, ma mi aspetto che dopo succeda qualcosa di sorpredente. E soprattutto tutto scivoli via.
Bene vi siete sciroppati il mio semi-bilancio di fine anno, quello che nasce sempre in quei giorni in cui mi nascondo dal mondo e ogni interferenza mi spettina.
E ora due ricette, adatte per il veglione o per il pranzo del primo giorno dell'anno.
P.s. seguite vi prego il consiglio di  Animal Amnesty.

INDIVIA BRASATA CON CARAMELLO ALL'ARANCIO


2 indivie
1 arancio
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
pepe arcobaleno
1 C di malto di riso

Pulire le indivie e tagliarle a metà per il senso della lunghezza.
Grattuggiare la scorza dell'arancio e spremerlo.
Scaldare 1 cucchiaio di olio in una padella, appoggiarvi le indivie con la parta tagliata rivolta verso il basso. Unire la scorza grattuggiata, il malto e il succo spremuto.
Salare e pepare e cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti.
Quando il sugo sarà leggermente caramellato l'indivia sarà pronta.

FAGOTTINI CON CAVOLO NERO E CREMA DI CECI


per 5 fagottini 
Per la pasta:
150 gr di farina 2
50 gr di olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
acqua q.b.

Per il ripieno:
150 gr di crema di ceci
150\200 gr di cavolo nero

Per la crema di ceci:
2 tazze di ceci lessati e scolati
2 C di olio extravergine d'oliva
1 c di cipolla grattuggiata
1 C di tahin
1 c di miso di riso
1\2 c di senape in crema
sale marino integrale

Preparare il giorno prima la crema di ceci, frullando tutti insieme gli ingredienti indicati e assaggiando per aggiustare il sapore. Lasciare riposare in frigo almeno una notte.

Preparare la pasta amalgamando farina, sale e olio e aggiungendo acqua quanto basta per arrivare ad ottenere un impasto morbido ed elastico da lasciare riposare in frigorifero per un'oretta.

Pulire il cavolo nero, eliminando le coste centrali, tritarlo grossolanamente con il coltello e saltarlo in padella con 1 C di olio per 6\7 minuti.
A fuoco spento mescolare il cavolo nero con la crema di ceci.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile e tagliarla in quadrati di cm10 per 10.
Mettere un cucchiaio del ripieno al centro e piegare a fazzoletto gli angoli per creare il fagottino.
Spennellarli con poco olio-
Cuocere per 20 minuti, fino a doratura, a 180° in forno ventilato.

Mi sono fatta ispirare da un libro di Sale&Pepe collection dedicato alle Verdure invernali - La cucina del freddo.
Per l'indivia ho seguito più o meno la ricetta, veganizzandola sostituendo miele con il malto. 
Mentre per i fagottini mi sono fatta influenzare solo dalla forma, creando impasto e ripieno.
Il giorno prima avevo preparato la crema di ceci, prendendo spunto dal libro: "The Ultimate Uncheese Cookbook". Non mi sento di chiamarlo formaggio, ma ero curiosa se la crema saporita che avevo ottenuto potevo usarla anche in cottura. Beh sono orgogliosa di questi fagottini: friabili e croccanti con un ripieno gustoso e ricco, dove il mio amato cavolo nero è stato più che esaltato.

mercoledì 19 novembre 2014

Entusiasmo




Un salto e dentro la pozzanghera. 
Ecco cosa devo fare per risplendere insieme al sole.
Non devo dimenticare gli stivali rosa.
E di leggere la pagina del libro sul mio comodino.
Non devo scordare di sottolineare qualcosa con una matita colorata.
E progettare sogni di frutta candita.
Non devo litigare con me stessa per rubare tempo in cui esisto solo io.
Non devo far passare un giorno senza averlo tenuto per mano.
E ogni mattina la devo svegliare esattamente come si sveglia una principessa, con polvere d'argento che fa squillare le parole.
E devo giocherellare con i polpastrelli dei miei gatti, affondare il viso nello loro pancia pelosa e riempire di baci in fronte i miei cani.
E cercare fra i raggi di sole la presenza di chi è vicino a me.
Giocare a nascondino con i raggi d'oro.
E non saper spiegare a voce cos'è l'entusiasmo, 
ma tatuarsi la pelle con la sua essenza.

TORTA DI MELE VEGAN E NATURALMENTE DOLCE



250 gr di farina tipo 2
250 gr di  latte di avena (o un altro latte vegetale)
180 gr di uvetta
50 ml di olio di mais spremuto a freddo
2 mele
1\2 cucchiaino di vaniglia in polvere
1\2 bustina di cremortartaro
1 pizzico di sale marino integrale
1 limone

Riscaldare il forno statico a 180°.
Mettere l'uvetta in ammollo in acqua.
Lavare e tagliare a tocchetti le mele.
Miscelare la farina, la vaniglia, il cremortartaro e il sale con una frusta.
Lavare l'uvetta sotto l'acqua e frullarne metà con il latte d'avena e l'olio, fino a ridurla in crema.
Unire i liquidi alle polveri e mescolare accuratamente fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido.
Aggiungere le mele a tocchetti, l'uvetta avanzata strizzata e la buccia del limone grattugiata.
Oliare e infarinare uno stampo da 22 cm,  versare l'impasto, livellare e cuocere per circa 45\50 minuti.

Una torta classica e semplice, un comfort food per eccellenza, una coccola autunnale morbida e profumata. La mia versione  è con farina semintegrale e senza nessun tipo di dolcificante, perchè mi sono affidata alla frutta e alla sua amorevole dolcezza.
Una torta dedicata a Sara.