domenica 28 dicembre 2014

Holiday mood on

Finalmente è arrivato Natale. E finalmente è anche passato. Ora godo con lentezza di questi giorni che mi sono presa. Ho sempre bisogno, ad un certo punto di uno stacco dal solito, se no non governo il tempo. Gli ultimi mesi sono stati intensi e carichi di impegni e le attività che facciamo per la nostra associazione sono state davvero molte. Il bilancio è di grande soddisfazione, di risultati ottenuti, ma soprattutto di nuove opportunità per il futuro.
Non potevamo immaginare tutto quello che ci è successo.
Quindi ora ricaricarsi, recuperare le energie, riordinare i pensieri, calmare gli stati d'animo diventa fondamentale.
E sto qui nel mio nido, con le persone che amo e con i miei pelosi a giocare con il tempo. Sveglie lente, abbandonandosi alle lenzuola calde. Camminate al sole per vedere quanto può correre veloce Teo e quanta energia recupera Nina. Leggo libri. O lasciato qualche attimo in cui semplicemente lasciavo vagare i pensieri. Mi ha aiutato in questo un gatto grigio sulle gambe. Poi ad un certo punto i pensieri fanno fremere le mani. E non so perchè allora finisco in cucina.
E' diverso quando si prepara qualcosa con la testa libera, così per vedere cosa succede. E' proprio un atto creativo.
Nel frattempo devo fare pace con un paio di sentimenti non proprio brillanti. Accettare qualcosa, digerirlo e lasciarlo andare. Per essere ancora più libera. E' dura accettare i propri difetti e i propri limiti, ma mi aspetto che dopo succeda qualcosa di sorpredente. E soprattutto tutto scivoli via.
Bene vi siete sciroppati il mio semi-bilancio di fine anno, quello che nasce sempre in quei giorni in cui mi nascondo dal mondo e ogni interferenza mi spettina.
E ora due ricette, adatte per il veglione o per il pranzo del primo giorno dell'anno.
P.s. seguite vi prego il consiglio di  Animal Amnesty.

INDIVIA BRASATA CON CARAMELLO ALL'ARANCIO


2 indivie
1 arancio
olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
pepe arcobaleno
1 C di malto di riso

Pulire le indivie e tagliarle a metà per il senso della lunghezza.
Grattuggiare la scorza dell'arancio e spremerlo.
Scaldare 1 cucchiaio di olio in una padella, appoggiarvi le indivie con la parta tagliata rivolta verso il basso. Unire la scorza grattuggiata, il malto e il succo spremuto.
Salare e pepare e cuocere a fiamma bassa per circa 15 minuti.
Quando il sugo sarà leggermente caramellato l'indivia sarà pronta.

FAGOTTINI CON CAVOLO NERO E CREMA DI CECI


per 5 fagottini 
Per la pasta:
150 gr di farina 2
50 gr di olio extravergine d'oliva
sale marino integrale
acqua q.b.

Per il ripieno:
150 gr di crema di ceci
150\200 gr di cavolo nero

Per la crema di ceci:
2 tazze di ceci lessati e scolati
2 C di olio extravergine d'oliva
1 c di cipolla grattuggiata
1 C di tahin
1 c di miso di riso
1\2 c di senape in crema
sale marino integrale

Preparare il giorno prima la crema di ceci, frullando tutti insieme gli ingredienti indicati e assaggiando per aggiustare il sapore. Lasciare riposare in frigo almeno una notte.

Preparare la pasta amalgamando farina, sale e olio e aggiungendo acqua quanto basta per arrivare ad ottenere un impasto morbido ed elastico da lasciare riposare in frigorifero per un'oretta.

Pulire il cavolo nero, eliminando le coste centrali, tritarlo grossolanamente con il coltello e saltarlo in padella con 1 C di olio per 6\7 minuti.
A fuoco spento mescolare il cavolo nero con la crema di ceci.

Stendere la pasta in una sfoglia sottile e tagliarla in quadrati di cm10 per 10.
Mettere un cucchiaio del ripieno al centro e piegare a fazzoletto gli angoli per creare il fagottino.
Spennellarli con poco olio-
Cuocere per 20 minuti, fino a doratura, a 180° in forno ventilato.

Mi sono fatta ispirare da un libro di Sale&Pepe collection dedicato alle Verdure invernali - La cucina del freddo.
Per l'indivia ho seguito più o meno la ricetta, veganizzandola sostituendo miele con il malto. 
Mentre per i fagottini mi sono fatta influenzare solo dalla forma, creando impasto e ripieno.
Il giorno prima avevo preparato la crema di ceci, prendendo spunto dal libro: "The Ultimate Uncheese Cookbook". Non mi sento di chiamarlo formaggio, ma ero curiosa se la crema saporita che avevo ottenuto potevo usarla anche in cottura. Beh sono orgogliosa di questi fagottini: friabili e croccanti con un ripieno gustoso e ricco, dove il mio amato cavolo nero è stato più che esaltato.

mercoledì 19 novembre 2014

Entusiasmo




Un salto e dentro la pozzanghera. 
Ecco cosa devo fare per risplendere insieme al sole.
Non devo dimenticare gli stivali rosa.
E di leggere la pagina del libro sul mio comodino.
Non devo scordare di sottolineare qualcosa con una matita colorata.
E progettare sogni di frutta candita.
Non devo litigare con me stessa per rubare tempo in cui esisto solo io.
Non devo far passare un giorno senza averlo tenuto per mano.
E ogni mattina la devo svegliare esattamente come si sveglia una principessa, con polvere d'argento che fa squillare le parole.
E devo giocherellare con i polpastrelli dei miei gatti, affondare il viso nello loro pancia pelosa e riempire di baci in fronte i miei cani.
E cercare fra i raggi di sole la presenza di chi è vicino a me.
Giocare a nascondino con i raggi d'oro.
E non saper spiegare a voce cos'è l'entusiasmo, 
ma tatuarsi la pelle con la sua essenza.

TORTA DI MELE VEGAN E NATURALMENTE DOLCE



250 gr di farina tipo 2
250 gr di  latte di avena (o un altro latte vegetale)
180 gr di uvetta
50 ml di olio di mais spremuto a freddo
2 mele
1\2 cucchiaino di vaniglia in polvere
1\2 bustina di cremortartaro
1 pizzico di sale marino integrale
1 limone

Riscaldare il forno statico a 180°.
Mettere l'uvetta in ammollo in acqua.
Lavare e tagliare a tocchetti le mele.
Miscelare la farina, la vaniglia, il cremortartaro e il sale con una frusta.
Lavare l'uvetta sotto l'acqua e frullarne metà con il latte d'avena e l'olio, fino a ridurla in crema.
Unire i liquidi alle polveri e mescolare accuratamente fino ad ottenere un impasto cremoso e fluido.
Aggiungere le mele a tocchetti, l'uvetta avanzata strizzata e la buccia del limone grattugiata.
Oliare e infarinare uno stampo da 22 cm,  versare l'impasto, livellare e cuocere per circa 45\50 minuti.

Una torta classica e semplice, un comfort food per eccellenza, una coccola autunnale morbida e profumata. La mia versione  è con farina semintegrale e senza nessun tipo di dolcificante, perchè mi sono affidata alla frutta e alla sua amorevole dolcezza.
Una torta dedicata a Sara.

sabato 1 novembre 2014

Un giorno di riposo


Aprire gli occhi perchè lo vogliono.
Scegliere musica dolce per accompagnare i gesti.
Fare colazione sfogliando le pagine più belle.
Stare in cucina con calma e dedizione.
Fare un bagno di sole insieme ai miei cani.
Sentire il canto degli uccelli e pensare come se fosse estate.
Finire gli ultimi lavori con un gatto in braccio.
Sferruzzare un pochino, quasi dormicchiando.
Aspettare una sera speciale.

 PANE DEI MORTI SUGARFREE E VEGAN


250 gr di biscotti secchi senza zucchero e senza olio di palma
80 gr di mandorle
50 gr di amido di mais
150 gr di farina di grano tenero integrale
35 gr di pinoli
100 gr di malto di riso
1\2 bustina di cremortartaro
150 gr di uvetta
100 gr di fichi secchi
1\2 cucchiaino di cannella
succo di mela q.b.
sale marino integrale

Mettere in ammollo l'uvetta per circa 20 minuti, quindi lavarla e strizzarla.
Frullare i biscotti e ridurli a farina.
Frullare le mandorle e ridurle a farina.
Tritare i fichi secchi.
Unire tutti gli ingredienti tranne il succo di mela.
Miscelare bene e aggiungere il succo di mela poco alla volta, impastando fino a formare una palla di pasta morbida.
Formare con le mani dei cilindri di circa 30 gr l'uno, che poi si schiacceranno per dargli la carattarestica forma ovale.
Infornare in forno caldo ventilato a 180° per circa 20 minuti.

Questi biscottoni della tradizione li ho voluti riproporri in chiave vegan e naturale, per questo ho usato farina integrale e il malto. Il profumo speziato delizioso che ho per caso è già una soddisfazione, ma assaggiare poi uno di questi biscottoni morbidi, insieme ad una tazzona di the caldo mi restituisce tutta la pace di questa giornata.
Li dedico ad Aida e alla sua splendida Arca dei 21 giorni vegan e mamma di questo splendido sito.

domenica 12 ottobre 2014

The power of you



È iniziata ieri la settimana del commercio equo, una settimana speciale dedicata ai prodotti solidali.
Ho sempre creduto nel messaggio Fair trade e per alcuni prodotti la mia scelta è solo questa.
Compro cacao, cioccolato, frutta tropicale, spezie, quinoa solo se garantita Fair trade, garanzia che permette a lavoratori del sud del mondo di essere riconosciuti in modo giusto nel loro lavoro e di veder rispettati i loro diritti.
Inoltre i prodotti del commercio equo garantiscono a noi una grande qualità delle materie prime, che si traduce in benessere e cura.
I prodotti si trovano ormai nelle grandi catene di supermercati e quindi è facile scegliere.
Ma se potete vi consiglio di andare a visitare la bottega del commercio equo più vicina a voi.
Se dobbiamo fare un regalo é qui che troviamo idee uniche e originali. 
I giochi artigianali per i più piccoli, capi d'abbigliamento in tessuto naturale, accessori speciali per la casa, prodotti per la cura della persona (spesso certificati anche cruelty free) e molto altro.
Le botteghe sono piccoli tesori in cui cercare e scoprire, gestite da volontari disponibili e coinvolgenti dove a volte è semplicemente bello passare.
La mia bottega del cuore si trova a Tradate e si chiama Macondo.
Vivete anche voi la settimana del commercio equo...provate i loro prodotti!

Più info su Fairtradeitalia

mercoledì 1 ottobre 2014

Muffin e autunno


Mi avvolgo nella prima coperta e guardo lentamente andare via la stagione del sole.

Per me il nuovo anno inizia ora, un capodanno lungo un mese dove la gioia delle tante novità fa l'amore con la malinconia della natura che si lascia andare.
Un mese in cui il sole mi accarezza la pelle e ammorbidisce la rigidità e dove spesso l'ira mi accende, se incontro piccoli uomini armati di fucile che sparano a vanvera.
Un mese di contrasti, dove la pelle sa ancora di sale e l'aria profuma di umido.
Un mese in cui sono in contrasto, difficile accettare questo lento lasciarsi andare, dimenticare la luce, camminare nel buio.
Un mese di basi, di progetti e di energia, da non voler sprecare, da tenere stretta.
La forza di una pacifica rivoluzione mi scorre sulla pelle...imparando così che la rivoluzione non è di un giorno.

Tante le cose che sono in cantiere e magari ci possiamo incontrare.

Se siete della zona di Varese vi aspetto ai corsi di cucina naturale dell'Associazione Genitori Quasi Perfetti. Se invece arrivate da Milano saremo al corso di Cucina base di Cucina Macrobiotica con l'associazione L'Ordine dell'Universo.
Con un gruppo di amici veg e con la nostra associazione dal mese di novembre proporremo tre conferenze con esperti sul rapporto tra cibo e salute. Appena possibile vi aggiornerò sul calendario.


MUFFIN VEGAN AGLI ALCHECHENGI
naturalmente senza zuccheri aggiunti.


Per circa 11 muffin (cavoli il 12 non mi è venuto):

250 g di farina di grano tenero tipo 2
250 ml di latte d'orzo o altro latte vegetale
70 g di olio di mais spremuto a freddo
100 g di succo di mela concentrato
1 manciata di alchechengi secchi
1 cucchiaino di vaniglia in polvere
1 bustina di cremortartaro
1 C di acidulato di riso o di altro aceto delicato
Sale marino integrale

Mescolare le polveri: farina, cremortartaro, sale e vaniglia.
Con un frullatore ad immersione montare le parti liquide: olio, latte vegetale, succo concentrato di mela, aceto.
Unire le due parti e mescolare bene, quindi amalgamare gli alchechengi.
Distribuire un cucchiaio di impasto in ogni stampino da muffin e cuocere in forno caldo statico a 180 per circa 15 minuti (fare la prova stecchino).


Dei dolcetti pungenti, dove il dolce si sposa bene con una nota di acidulo e regalano un'energia frizzante. Se non avete alchechengi provate con dei mirtilli secchi.

lunedì 11 agosto 2014

Faccio punto.


Faccio il punto di questa estate silente.
Sta passando veloce, rossa e fulminea.
Mi ha lasciato nelle mani una scorta di semi da piantare e io ogni giorno ho scelto dove seminare.
Ora aspetto settembre per vedere l'inizio del raccolto.
Un'estate di mani in cucina per studiare, per formarsi, per prepararsi. Esperimenti curiosi per trovare nuove strade, per mettere in evidenza gli errori.
Abbiamo concluso a luglio i nostri corsi, preparato il nuovo calendario di settembre. Abbiamo giocato con i bambini e il cibo e capito che c'è tanto da passare e una gran voglia di capire.
Abbiamo letto, studiato. E litigato con il tempo, che gioca sempre a nascondersi.
Abbiamo fatto incontri speciali con persone uniche, singoli puntini luminosi di uno spazio infinito e poi abbiamo unito questi segni vitali, incrociando sguardi e parole e abbiamo creato un luogo finito.
Quanti grazie che ribollono nel cuore. Quanta riconoscenza per l'universo.
Ora sto qui in bilico su questo mese, con il desiderio di buttarmi nell'altrove che mi stacca da tutto e il bisogno di mettere in ordine le ultime cose.
Agosto sa di silenzio, sa di sospeso. E qui riesco a capire

BLUBERRY PIE A LIEVITAZIONE NATURALE


80 gr di pasta madre rinfrescata
350 gr di farina tipo 2
200  ml di succo di mele 
1 c di sale marino integrale
200 gr di marmellata di mirtilli senza zucchero
nocciole tostate e tritate
1 C di malto di riso

Sciogliere la pasta madre nel succo di mela, unire la farina e impastare con cura, fino ad ottenere un composto liscio ed elastico, ricordandosi di mettere qualche minuto prima di finire il sale.
Lasciare a lievitare  fino al raddoppio per circa 5/6 ore. 
Fare un giro di pieghe a libro, lasciare riposare per qualche minuto e quindi dividere in due parti la pasta.
Stenderne una con le mani su una teglia unta d'olio, versare la marmellata.
Stendere sempre con le mani anche la seconda parte di pasta e ricoprire la marmellata, sigillando i bordi con attenzione.
Infornare per 30 minuti a 180°.
Una volta cotta, togliere dalla tortiera. Sciogliere un cucchiaio di malto di riso con poca acqua e spennellare la superficie, distribuire la granella di nocciole.

Questa torta, con qualche mia modifica (ho preferito usare una farina semintegrale e non ho utilizzato zucchero) arriva dritta dritta da uno dei libri più belli di quest'anno: PASTA MADRE di Riccardo Astolfi. Un libro fatto così bene e così piacevole, che spesso lo sfoglio per farmi ispirare da nuove idee o semplicemente per riempirmi gli occhi. Un libro che parla di pasta madre in modo semplice e completo, che propone anche farine integrali e che presenta ricette per nulla banali e scontate.
E' un dolce semplice, ma riempie la cucina di profumo. Un profumo di buono, di casa, delicato e avvolgente. Ti fa sorridere a colazione, quando ti svegli con gli occhi che non si vogliono aprire. 

Il blog rimane vivo, per rimanere in tema food, diciamo che lo mantengo a spizzichi e bocconi. Ma siccome sono gallina e sono pure sconclusionata ho deciso di aprire su FB la pagina del blog, il rischio è che non starò dietro a nulla...mormora qualche maldicente. In realtà vorrei usare la pagina per pubblicare al volo anche ricette e sperimentazioni casalinghe, fermate in uno scatto e da raccontare in due parole, senza aspettare di portarle qui, dove invece terrò un respiro più lento.
Chi mi raggiunge sulla pagina gallinosa?
Un bacioLO per tutti.