venerdì 18 aprile 2014

Primavera 2014



Sole, vento, aria.
Fanno una miscela frizzante.
Entra nei pori, agisce velocemente e aumenta l'energia.
Colori di fiori, azzurro di cielo e verde di prato.
Tiepidi massaggi solari.
Pioggia salterina profumata
Lascio un pezzo di pelle scoperto.
E' primavera.

PASTIERA VEG GLUTEN FREE E SENZA ZUCCHERO




per la base
3 tazze di farina di riso integrale
1\2 tazza di olio di mais
1\3 tazza di latte di riso
1\2 tazza di sciroppo d'acero o sciroppo di riso
1 pizzico di sale marino integrale

per il ripieno:
150 gr di riso integrale
1\2 tazza di latte di riso
200\300 gr di sciroppo d'acero o sciroppo di riso
200 gr di tofu al naturale
1\2 cucchiaino di vaniglia in polvere
15 gocce di acqua di fiori d'arancio
1 manciata di uvetta
la buccia grattugiata di un limone e di un'arancia
1 cucchiaino di agar agar in polvere
1 cucchiaio di amido di mais
1 pizzico di sale marino integrale
canditi allo sciroppo di riso

Cuocere il riso per assorbimento in 450 ml di acqua, dopo averlo lasciato in ammollo per almeno 6 ore.
Preparare la base lavorando tutti gli ingredienti insieme fino ad ottenere una palla morbida.
Per il ripieno unire al riso il latte di riso e cuocere fino a che la bevanda è stata assorbita.
Frullare lo sciroppo d'acero o di riso, il tofu, la vaniglia. Mescolare quindi l'amido di mais, l'agar agar, le gocce di acqua di fiori d'arancia, il pizzico di sale e le bucce degli agrumi.
Mescolare la crema al riso lasciato raffreddare, unire l'uvetta lavata e strizzata, i canditi.
Stendere la pasta in una teglia, tenendone da parte 1\4.
Bucherellare la base con una forchetta, versare il composto.
Con la pasta rimasta ritagliare delle strisce e decorare la pastiera.
Cuocere a 180° per circa 30\40 minuti.


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lunedì 14 aprile 2014

Il giro di giostra


La ruota gira. Sembra la vita. Alcuni giri ti riempiono di gioia, altri fanno male. Come quelli che rendono lontani i giorni dei tuffi al mare sulle spalle del tuo papà. O quando si andava a raccogliere mughetti da regalare alla mamma. 
Sbiadiscono i ricordi e si confondono nelle parole di chi ne è ancora il simbolo, che vive, ma più lento, più dolorante. Un po' arrabbiato per non volersi rassegnare al giro della giostra.
Questo in particolare.
Allora due gatte diventano una sola, gli intrecci si confondono e non ci sono date come paletti nel tempo. Tutto può essere semplicemente ieri o molto più indietro, perso nel fondo.
E non so cosa dire. Se ostinatamente dimostrare che le gatte erano due, le cucciolate erano tre. Lo zio Gianni era quando ero bambina. O lasciar correre e tentare di ritrovarmi in questo passato scombinato e che non è stato.
Tento di esserci, altro non so.

CANEDERLI AGLI SPINACI


per circa 18\20 canederli di 6 cm

400 gr di pane integrale vecchio
300 gr di spinaci sbollentati
1 cipolla
1 spicchio d'aglio
2 cucchiaini di dado homemade
circa 8 cucchiai di
farina di mais fioretto
acqua q.b.
olio extravergine d'oliva spremuto a freddo
sale marino integrale
salvia

Tagliare a pezzetti piccoli il pane vecchio, quindi metterlo in una ciotola e versare un brodo preparato con acqua calda e i cucchiaini di dado homemade. Coprire tutto il pane e lasciare assorbire fino a che sarà tutto bagnato. Se necessario aggiungere altra acqua.
Tritare cipolla e aglio e farli imbiondire in un cucchiaio di olio extravegine, quindi aggiungere gli spinaci tritati e saltarli per pochi minuti.
Quando il pane è pronto unire gli spinaci, mescolare bene usando le mani e aggiungendo farina di mais sufficiente per rassodare l'impasto. 
Formare delle palle di circa 6 cm di diametro.
Portare a bollore dell'acqua salata con un cucchiaino di olio e quindi immergere i canederli.
Nel frattempo scaldare un paio di cucchiaio di olio extravergine d'oliva con alcune foglie di salvia fresca.
Quando gli gnocchi galleggiano, pescarli e farli rosolare leggermente nell'olio e salvia.

Bella ricetta del riciclo. Qui nel pollaio c'è una strana abitudine: il pane si mangia sempre tutto tranne il fondo. Così quando ho un po' di fondi secchi da parte sperimento qualcosa.
Gli spinaci li avevo sbollentati per un solo minuto in acqua bollente salata.
La farina di mais può essere sostituita con qualsiasi farina, ma quando mi metto a fare questo ricette della tradizione cerco sempre di usare ingredienti che mi sembra più legati all'origine, magari sbagliando!
I canederli sono buoni buoni.  Si possono mangiare asciutti, servirli con del sugo di pomodoro oppure, magari facendo delle palle più piccole, servire in un buon brodo vegetale.
Porto questa ricetta, insieme alle due linkate sotto, ad Annalisa nel suo Passato tra le mani. Questo mese è la padrona di casa di Salutiamoci e raccoglie ricette con gli spinaci. Andate a dare un occhio per farvi ispirare.



lunedì 31 marzo 2014

Giardinaggio 2014



Io sto facendo giardinaggio e voi?
Nella mia aiuola bonsai, per il mio orto bonsai ho messo fragole, finocchio selvatico, rosmarino, sedano, aneto, coriandolo, fagiolini nani e un pomodoro che promette un raccolto da 10 kg!!!
Sono in compagnia del timo, della menta, della salvia e della santoreggia. Ho anche piantato calendula, prezzemolo e basilico. Ma c'è ancora un piccolissimo spazio e sto meditando su come riempirlo.

Cosa mi suggerite?

QUINOA AI PORRI E FUNGHI


250 gr di quinoa
30 gr di funghi secchi
2 porri
dado vegetale homemade
sale marino integrale
shoyu
olio extravergine d'oliva

Mettere in ammollo i funghi secchi per almeno 20 minuti.
Lavare accuratamente la quinoa sotto l'acqua.
Mettere la quinoa in una pentola con 500 gr di acqua e 1 cucchiaino di dado vegetale.
Portare a bollore, chiudere con un coperchio e abbassare al minimo. Cuocere fino a quando l'acqua è stata assorbita. Ci vorranno circa 20 minuti.
Nel frattempo pulire e affettare sottilmente i porri. 
Scaldare un cucchiaio di olio, unire i porri, mettere un pizzico di sale e saltare a fiamma viva la verdura fino a quando si ammorbidiscono. Unire i funghi strizzati e continuare a cuocere per alcuni minuto.
Unire la quinoa e un paio di cucchiai di shoyu e amalgamare bene tutti gli ingredienti.
Servire tiepido.

Al punto limite, con una ricetta semplice porto anche il mio piccolo contributo a Salutiamoci di questo mese, dedicato alla quinoa e ospitato dalla bravissima Daria.



venerdì 28 marzo 2014

..di colori piccanti


Credo che il calmante migliore si trova in quel legame che nasce tra me e la natura.
Che sia di colori piccanti, di zampe pelose, di cose striscianti, di canti melodiosi, di pioggia sferzante, di vento gelido e di profumi incalzanti.
Che sia di terra umida, di pozze trasparenti, di cornacchie gracchianti, di farfalle primuline, di api svolazzanti.

SBRISOLONA VEGAN SUGAR&GLUTEN FREE


100 gr di farina di riso integrale
100 gr di farina di mais fumetto
100 gr di mandorle tritate
80 gr di olio di mais
100 gr di scriroppo di riso 
1 pizzico di sale marino integrale
10 mandorle sgusciate

Miscelare le tre farine con il sale.Unire il malto e l'olio e quindi impastare con le mani in modo da far assorbire olio e malto, creando un composto che deve essere granuloso.
Ungere una teglia con dell'olio e versare il composto, compattarlo con le mani e decorare con le mandorle intere.
Infornare per circa 25\30 minuti a forno ventilato a 170°

La sbrisolona..mi è venuta in mente tutta d'un tratto, mentre leggevo qualcosa sulla famiglia Gonzaga di Mantova. La sbrisolona buona, oltre che per il gusto, per la sua consistenza secca e sbriciolona (ma va???)...subito un consulto automobilistico con la mia socia di cuore....ed eccola qui: in versione vegan, senza zuccheri e senza glutine. Io posso dirvi solo che è già finita.

Partecipo a Gluten Free FryDay qui!


Partecipo e a Integralmente - Primavera da Daria!


venerdì 21 marzo 2014

Problema matematico



La gallina vorrebbe fare 8753 cose.
Attualmente ne sta già facendo circa 7348.
Ma come ogni primavera vuole aggiungerne di nuove.
Ora la gallina ha 24 ore a disposizione e una discreta propensione ad un lungo sonno notturno.
Domanda: come fa la gallina più disorganizzata del web a mettersi in testa, ogni maledetta - amatissima -primavera di poter aggiungere nuovi impegni a quelli vecchi?
Domanda nascosta: conoscete un calmante naturale, bio, vegan, ecosostenibile?

FUNGHI PRESSATI



500 gr di funghi champignon
1 limone
1\2 cucchiai di aciudulato di umeboshi o sale marino integrale

Pulire e tagliare a fette i funghi.
Metterli in un'insalatiera e distribuire l'acidulato di umeboshi o qualche pizzico di sale.
Massaggiare i funghi con le mani in modo da distribuire bene l'acidulato e continuare fino a quando non esce acqua.
Mettere un piatto sopra i funghi in modo da schiacciarli e quindi un peso.
Lasciare in questo modo per circa 1 ora e mezza.
Quindi strizzare i funghi per eliminare l'acqua e metterla in una ciotola.
Condire con succo e buccia di limone ed un po' di prezzemolo tritato.

Un'idea originale per mangiare la verdura è quella di pressarla, preparando gli insalatini veloci, pronti in poche ore e che ci regalano tutti i buoni effetti della fermentazione: grazie agli enzimi alleggeriscono il nostro organismo e sostengono il fegato, che in primavera, con il cambio stagione, è molto impegnato!!!





giovedì 6 marzo 2014

Tentazioni da killer


Un po' di tempo fa mi è successa una cosa strana. Ero al super e mi ero acquistata un nuovo fiammante coltello da pane.
Alla cassa la commessa aveva bisogno di liberarsi di un peso. E mi ha spiegato, con estrema serietà, che non avrei dovuto prendere quel coltello con la leggerezza con cui lo stavo facendo. Quello era a tutti gli effetti un'arma e io avrei dovuto chiedere un permesso\autorizzazione per circolare.
Quando le ho fatto notare che l'avevo semplicemente preso al reparto cucina e che avevo intenzione di affettare il pane, lei è rimasta per pochi attimi in silenzio, fissandomi come si può fissare una poveraccia che non capisce. E, posando il mio coltello del pane in un angolino, era tornata a spiegarmi che era pericoloso, che certo l'avevo preso per il pane, ma che nessuno avrebbe potuto impedirmi di usarlo in un modo diverso.
Mi ha spiegato che non potevo mostrarlo liberamente e mi ha guardato con occhi torvi, così sussurrando ho chiesto: "Mi da un sacchetto in mater-bi?"
Sono quasi certa di non avere una faccia da killer, a volte sono persa nei miei pensieri, ma in linea di massima cerco di andare in giro con un sorriso.
Sono quasi certa che non ero nel mezzo di una brutta giornata e di aver salutato con gentilezza la cassiera.
Lei alla fine del conto mi ha passato il coltello che ho prontamente nascosto nel sacchetto.
Nei giorni successivi sono nate in me queste ipotesi:
A. la cassiera aveva mangiato pesante o fumato qualcosa di buono
B. io non mi rendo conto di quale faccia porto in giro
C. la cassiera voleva trasformarmi in un mostro
D. ...

PAN BRIOCHE ALLA MARMELLATA


500 g di farina tipo 2
20 gdi amido di mais
150 g di pasta madre non rinfrescata
50 g di succo di limone
160 g di latte di avena
125 g di succo di mela concentrato
70 g di olio extravergine d'oliva delicato
1 c di vaniglia in polvere
1 c di sale marino integrale
marmellata alle ciliegie senza zucchero

Sciogliere la pasta madre nel succo di limone e in poco latte vegetale.
Unire la farina, l'amido e iniziare ad impastare. Unire il succo di mela concentrato e continuare a lavorare, aggiungendo il latte vegetale avanzato un poco alla volta, fino a farlo assorbire tutto.
Bisogna ottenere un impasto morbido, elastico e asciutto.
Continuare ad impastare, aggiungendo un cucchiaio di olio alla volta facendola assorbire tutto ogni volta.
Finito l'olio, unire il sale e lavorare a lungo.
A questo punto mettere l'impasto in frigo per 15 ore e quando l'ho si  riprende lasciarlo a temperatura ambiente per due ore.
Stendere l'impasto in una sfoglia, spalmare la marmellata, arrotolare su sè stesso e adagiarlo in uno stampo da plumcake.
Coprire con pellicola e lasciare lievitare fino a quando manca circa 1 cm al bordo.
A casa mia le temperature non sono ancora alte e ci ha impiegato circa 9 ore.
Cuocere a 180° per 45 minuti in forno statico.

Lavorare sugli impasti dolci lievitati vegan, usando farine non raffinate e solo dolcificanti naturali per quanto mi riguarda è una sfida.
Devi conoscere l'impasto, devi capire come ogni cosa agisce e si comporta quando diventa parte del tutto. Devi sapere quali sono gli effetti di un ingrediente e scoprire come sostituirli.
Ho iniziato a studiare il fiordilatte dei Fables e a fare delle prove. Sono arrivata ad una prima proposta che ha funzionato, ma potevo fare di più. 


Grazie ad un lungo e istruttivo confronto con Claudio in cui abbiamo analizzato ingrediente per ingrediente, abbiamo formulato una nuova versione, che però nella pratica era troppo sbilanciata e non andava. Alla fine, facendo tesoro di tutte le spiegazioni generosamente e pazientemente regalate da Claudio, uomo super logico e ferreo, a me, gallina illogica e svampata, ho miscelato le due versione per semplificare la prima e per arrivare a questa che mi ha davvero soddisfatto.
E poco prima di impastare ho letto questo illuminante post di Aldo: un altro maestro con i lievitati e ci ho provato subito!
Ringrazio questi maestri con il cuore.


Partecipo alla raccolta di Daria Integralmente: troverete fantastiche proposte dove vengono utilizzate solo farine naturali e non raffinate!

venerdì 21 febbraio 2014

Curare la pazienza


Quando con la nostra associazione presentiamo il corso di panificazione naturale inizio sempre citando questa frase di Hillman: "L'approfondimento inizia con il restare in ciò che sta succedendo, restare fermi nelle situazioni difficili."
E in queste parole che vedo descritta la pazienza. E certe cose in cucina rappresentano il vero allenamento per questa parte di noi che troppo spesso viene dimenticata e poco allevata.
La pasta madre e la lievitazione naturale sono stati per me il miglior modo per imparare a respirare lento e per fermarmi ad aspettare, senza far nulla altro che questo.
Prima nel preparare metterci tutta l'arte fatta di passione e di gesti e poi il lungo tempo dell'attesa che se ben attrezzato versa concime e fa germogliare tesori.
Quando trovo una persona con il fiato corto le do un pezzo di pasta di pane da lavorare. Il fermento e la vita del lievito madre passa subito la sua energia alle mani che la toccano e lo scambio crea un piacere fatto di lentezza.
Ci sono altre preparazioni in cucina che ballano con la pazienza. Quella che vi presento ora è una di quelle.

BURGER DI LUPINI



400 gr di lupini già cotti
1 cipolla
1 carota
gran masala
curcuma
sale marino integrale
1 spicchio d'aglio
pepe
farina di riso integrale
farina di mais bramata

Tritare cipolla e carota e soffriggere in un cucchiaio di olio extravergine d'oliva.
Mettere i lupini e tutti gli altri ingredienti nel mixer e frullare, ma lasciando i lupini a pezzettini e senza ridurli in crema.
Mettere il composto in una ciotola e aggiungere farina di riso integrale, lavorandolo a lungo con le mani al fine di far rilasciare gli amidi e legare l'impasto. Io ho aggiunto 3 manciate di farina, procedete un po' alla volta fino a quando non si compatta.
Formare con le mani dei burger e impanarli nella farina di mais.
Scaldare un pochino di olio in una padella e mettere i burger, chiudere con un coperchio e cuocere a fiamma media per 5 minuti per lato.
Lasciare riposare per alcuni minuti una volta cotto.

Ero curiosa di provare i lupini, ma non ho mai trovato i lupini in salamoia. Un giorno però ho incontrato dei lupini secchi. Prepararli ha richiesto un po' di pazienza.
Ho lasciato in ammollo per 5\6 giorni i lupini con un pezzo di alga kombu, cambiando ovviamente acqua ogni giorno.
Poi li ho fatti bollire un'oretta in acqua bollente e ho continuato a lasciarli in ammollo per altri 10 giorni, ma questa volta in acqua salata.
Se li assaggiate durante tutto il percorso vi accorgerete che man mano il sapore amarognolo sarà sempre più debole fino ad eliminarsi.
A questo punto ho cotto per 20 minuti in pentola a pressione e quindi, una volta raffreddati li ho sgusciati eliminando la buccia. E finalmente erano pronti!!!!



Con questa ricetta partecipo alla raccolta settimanale di ricette senza glutine (Fri)Day.